Protesta dei tir in Campania, l’ombra della camorra sui blocchi: la Procura di Napoli avvia accertamenti

(PRIMACAMPANIA) NAPOLI – L’ombra della criminalità organizzata si allunga sulla protesta degli autotrasportatori che da giorni staparalizzando parte del sistema dei trasporti e della distribuzione delle merci in Campania. La Procura della Repubblicadi Napoli ha disposto accertamenti investigativi per verificare eventuali infiltrazioni mafiose nei blocchi dei tir, dopouna serie di episodi denunciati dagli stessi camionisti, che riferiscono di pressioni, intimidazioni e minacce.

L’iniziativa della magistratura arriva mentre la mobilitazione contro il caro carburanti continua a provocare disagi allacircolazione e difficoltà negli approvvigionamenti, soprattutto nei territori interessati dai presidi stradali e dai blocchidelle piattaforme logistiche.

Al centro degli approfondimenti investigativi c’è la possibilità che soggetti riconducibili alla criminalità organizzataabbiano cercato di influenzare o condizionare la protesta, anche attraverso comportamenti intimidatori nei confrontidegli autotrasportatori.

Si tratta, al momento, di una verifica preliminare: non è stata accertata alcuna infiltrazione mafiosa e soltanto sulla basedegli elementi eventualmente raccolti sarà valutata l’apertura di un fascicolo d’indagine.

Camionisti minacciati, le denunce che hanno acceso l’attenzione degli investigatori

A richiamare l’attenzione della Procura sono stati diversi episodi segnalati durante le giornate di mobilitazione.

Alcuni autotrasportatori hanno raccontato di aver subito pressioni e, in determinate circostanze, minacce da personecon il volto coperto.

Altri hanno riferito di aver trovato gli pneumatici dei propri camion tagliati, episodi che potrebbero essere riconducibilia tentativi di intimidazione.

Le segnalazioni dovranno ora essere verificate dagli investigatori, chiamati a ricostruire le circostanze dei singoli fatti ea identificare gli eventuali responsabili.

Uno degli aspetti da chiarire riguarda la possibile esistenza di collegamenti tra gli episodi denunciati e la gestione deipresidi.

La Procura di Napoli verifica possibili condizionamenti criminali

L’attività disposta dalla magistratura punta a stabilire se la protesta degli autotrasportatori sia stata interessata dainterventi esterni riconducibili ad ambienti della criminalità organizzata.

L’attenzione si concentra sulle modalità con cui si sarebbero verificate le pressioni denunciate e sull’eventuale presenzadi persone estranee alle legittime rivendicazioni del settore.

L’obiettivo degli accertamenti è distinguere le iniziative di protesta dalle possibili condotte illecite che potrebberoessersi manifestate durante la mobilitazione.

Non risultano, sulla base delle informazioni finora diffuse, provvedimenti giudiziari o contestazioni formali perassociazione mafiosa collegati a questi episodi.

La Procura valuterà l’eventuale apertura di un fascicolo soltanto dopo aver esaminato gli elementi raccolti.

Protesta dei tir, giorni di blocchi e difficoltà nei rifornimenti

Gli accertamenti arrivano in una fase particolarmente delicata della vertenza degli autotrasportatori.

La protesta contro l’aumento dei prezzi del carburante ha interessato diverse aree della Campania, provocandorallentamenti e interruzioni nella movimentazione delle merci.

Tra le zone maggiormente coinvolte figurano il Casertano e i collegamenti con le piattaforme logistiche della grandedistribuzione alimentare.

Nei giorni scorsi, il blocco delle attività nell’area industriale di Teverola-Carinaro aveva determinato difficoltà nelleconsegne ai supermercati, con il progressivo svuotamento di alcuni scaffali.

La ripresa delle operazioni di carico e scarico ha successivamente consentito un primo miglioramento della situazione,mentre alcuni presidi sono rimasti attivi.

Pressioni e intimidazioni, il nodo della libertà di protesta

L’eventuale presenza di condotte intimidatorie rappresenterebbe un elemento distinto dalle rivendicazioni economichedegli autotrasportatori.

Il settore protesta per il caro carburanti e per le difficoltà finanziarie che incidono sui costi delle imprese, ma gli episodidenunciati sollevano interrogativi sulla libertà dei singoli operatori di decidere se aderire o meno alla mobilitazione.

Se confermate, minacce e danneggiamenti potrebbero configurare specifiche responsabilità penali, indipendentementedall’eventuale coinvolgimento di organizzazioni mafiose.

È proprio su questo terreno che si concentreranno gli approfondimenti della magistratura.

Campania, indagini preliminari mentre prosegue la vertenza

La decisione della Procura di Napoli apre un nuovo fronte di attenzione sulla protesta dei tir, fino a questo momentocaratterizzata soprattutto dalle rivendicazioni economiche e dalle conseguenze dei blocchi stradali.

Gli investigatori dovranno verificare la fondatezza delle denunce e accertare se dietro alcuni episodi intimidatoripossano esserci soggetti collegati alla criminalità organizzata.

Il punto decisivo sarà stabilire se si sia trattato di singoli comportamenti illegali oppure di eventuali tentativiorganizzati di condizionare la mobilitazione.

Per ora non esistono conclusioni investigative che consentano di attribuire alla camorra un ruolo nella protesta.

La vicenda resta dunque nella fase degli accertamenti preliminari, mentre gli autotrasportatori continuano a chiedererisposte concrete sul caro carburanti e sulle misure di sostegno al settore. (PRIMACAMPANIA)

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