UILM Campania, dalle “3S” alla quarta S del “Sapere”: a Napoli il confronto su lavoro, società e intelligenza artificiale

NAPOLI – Socialismo, sindacato e sociale per leggere i cambiamenti del presente, ma con una quarta “S”, quella del Sapere, per governare le trasformazioni prodotte dall’intelligenza artificiale e accompagnare lavoratori e imprese verso le nuove competenze. È il messaggio emerso dall’iniziativa “Socialismo, Sindacato e Sociale nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale”, promossa a Napoli dalla UILM Campania. Un momento di confronto dedicato al futuro del lavoro, al ruolo della rappresentanza sindacale e agli effetti che innovazione tecnologica, digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno già producendo sull’organizzazione delle imprese e sulla società. Al centro del dibattito, soprattutto, la necessità di evitare che il progresso tecnologico aumenti le disuguaglianze, puntando invece sulla formazione e sulla centralità della persona. Ad aprire i lavori è stato Ciro Cierro, segretario generale della UILM di Napoli e Campania,  Sul rapporto tra tecnologia e dimensione umana si è soffermato padre Gennaro Matino, presbitero e scrittore. «L’intelligenza artificiale pone una sfida cruciale non soltanto per il lavoro, ma per il futuro dell’umano», ha osservato Matino, mettendo in guardia dal rischio che «l’efficienza diventi una nuova religione che sacrifica la dignità della persona». Una riflessione che ha riportato il confronto sulla necessità di considerare l’innovazione come uno strumento al servizio dell’uomo e non come un fine autonomo. Giovanni Sgambati, segretario generale UIL di Napoli e Campania, ha richiamato invece il ruolo della contrattazione e della formazione di fronte alla velocità delle trasformazioni. «L’innovazione tecnologica e il controllo digitale richiedono un impegno collettivo per non essere travolti dai cambiamenti», ha affermato. Per Sgambati diventa quindi fondamentale «la capacità di contrattare e negoziare con competenza» e, in particolare nel settore metalmeccanico, «la formazione continua è essenziale per governare le trasformazioni industriali ed evitare la sconfitta del sindacato». Al confronto è intervenuto anche Enrico Cardillo, direttore generale di Stoà, che ha evidenziato l’attualità delle tre S – Socialismo, Sindacato e Società – quali strumenti per interpretare il presente e progettare il futuro. Secondo Cardillo, occorre superare la paura dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale attraverso «un ritorno alle origini basato sulla conoscenza e sulla militanza collettiva», elementi ritenuti necessari per «contrastare le disuguaglianze e riaffermare la centralità della persona nel XXI secolo». Massimiliano Manfredi, presidente del Consiglio regionale della Campania, ha concentrato il proprio intervento sulla doppia transizione ecologica e digitale. «Il mondo del lavoro deve affrontare la transizione ecologica e digitale non come un’imposizione esterna, ma come un processo da guidare attivamente», ha spiegato Manfredi, sottolineando la necessità di una collaborazione tra istituzioni e parti sociali per riqualificare le competenze dei lavoratori e fare dell’«aggiornamento professionale una precondizione necessaria per l’occupabilità». A chiudere l’iniziativa è stato nuovamente Ciro Cierro, indicando proprio nel Sapere la nuova direttrice dell’azione della UILM Campania. Il Centro di Ricerca e Formazione annunciato durante l’incontro punta a tradurre questo principio in un progetto stabile, mettendo insieme studio dei cambiamenti industriali, aggiornamento delle competenze e formazione sindacale. «La quarta S è Sapere – ha concluso Cierro – perché senza conoscenza non possiamo governare l’innovazione né costruire il futuro dei metalmeccanici. Il Centro di Ricerca e Formazione UILM Campania nasce con questo obiettivo: dare alle persone e al sindacato gli strumenti per comprendere il cambiamento e affrontarlo da protagonisti».

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