Ischia, torture e violenze sessuali su un ventenne fragile: tre arresti. Gli abusi filmati e diffusi nelle chat

(PRIMACAMPANIA) ISCHIA (NAPOLI) – Violenze fisiche e psicologiche, abusi sessuali, umiliazioni e torture, alcune delle quali ripresecon i telefoni cellulari e successivamente diffuse attraverso applicazioni di messaggistica. È il quadro emerso daun’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli, che ha portato all’arresto di tre giovani di circa vent’anni,accusati di aver sottoposto un loro coetaneo, affetto da una lieve disabilità intellettiva, a ripetute violenze.

Le misure cautelari di custodia in carcere, emesse dal giudice per le indagini preliminari, sono state eseguite dallaPolizia di Stato di Ischia, al termine di un’indagine coordinata dalla IV Sezione della Procura di Napoli, specializzatanel contrasto alla violenza di genere e nella tutela delle fasce deboli della popolazione.

Le accuse contestate sono particolarmente gravi: tortura in concorso, violenza sessuale continuata e di gruppo, violenzaprivata e diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti, reato comunemente indicato come revenge porn.

Ischia, un ventenne vittima di ripetute violenze e umiliazioni

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima sarebbe stata presa di mira da un gruppo di coetanei che,approfittando della sua condizione di vulnerabilità, l’avrebbero sottoposta a ripetute vessazioni.

Le condotte contestate comprendono aggressioni fisiche, violenze morali, atti sessuali imposti e comportamentidegradanti.

In uno degli episodi, il ragazzo avrebbe riportato la frattura di un braccio, a testimonianza della gravità delleaggressioni denunciate.

La Procura contesta anche l’aggravante della condizione di minorata difesa della vittima, ritenendo che gli indagatiabbiano approfittato della sua particolare vulnerabilità.

La denuncia del ragazzo fa scattare le indagini

A consentire l’avvio degli accertamenti è stata la decisione della vittima di rivolgersi alle forze dell’ordine.

Il ventenne ha denunciato quanto avrebbe subito, permettendo agli investigatori di ricostruire gli episodi e individuare ipresunti responsabili.

Le indagini sono state coordinate dalla sezione «Violenza di genere e tutela delle fasce deboli della popolazione» dellaProcura di Napoli, indicata nel comunicato sotto il coordinamento del procuratore Giancarlo Novelli.

La Polizia di Stato di Ischia ha quindi eseguito perquisizioni e sequestrato i dispositivi elettronici nella disponibilitàdegli indagati.

Le violenze filmate e condivise attraverso i telefoni

Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda il materiale digitale acquisito durante le perquisizioni.

L’analisi dei telefoni e degli altri dispositivi sequestrati avrebbe consentito agli investigatori di individuare registrazionidelle violenze e degli abusi sessuali, successivamente condivise attraverso sistemi di messaggistica.

Secondo l’accusa, gli indagati non si sarebbero limitati a compiere gli atti contestati, ma avrebbero anche documentatoe diffuso alcune delle condotte, aggravando ulteriormente la situazione della vittima.

Il materiale acquisito ha contribuito alla ricostruzione investigativa e alla valutazione degli elementi posti alla basedelle misure cautelari.

Tortura e violenza sessuale di gruppo, le accuse ai tre arrestati

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dei tre indagati.

Tra le contestazioni figurano la tortura comune in concorso, la violenza sessuale continuata in concorso e di gruppo,aggravata dalla condizione di minorata difesa della vittima, la violenza privata e la diffusione illecita di contenutisessualmente espliciti.

L’indagine ha ricostruito un quadro di presunte violenze ripetute, caratterizzate, secondo gli inquirenti,dall’approfittamento della vulnerabilità del giovane.

Le misure cautelari rappresentano un provvedimento adottato nella fase delle indagini e non costituiscono unaccertamento definitivo delle responsabilità penali. (PRIMACAMPANIA)

Autore

Resta aggiornato con PrimaCampania. Aggiungici come fonte preferita su Google per vedere più spesso le nostre notizie tra le Notizie principali.

Ultimi Articoli