Presentato a Torre Annunziata il volume sui beni confiscati e la rigenerazione urbana

(PRIMACAMPANIA) TORRE ANNUNZIATA – È stato presentato a Torre Annunziata il volume “Damnatio Memoriae. Ricerca e progetti sui beni confiscati nel Comune di Torre Annunziata”, frutto di due anni di collaborazione tra Agrorinasce e il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II. Il libro, curato da Mario Galterisi e pubblicato da Cratèra edizioni, analizza il sistema urbano dei beni confiscati alla criminalità organizzata e propone nuove destinazioni d’uso per favorire la rigenerazione della città.

Alla presentazione, svoltasi presso il Comune di Torre Annunziata, hanno partecipato rappresentanti istituzionali, studiosi e studenti, sottolineando l’importanza di restituire tali immobili alla collettività come risorsa sociale, culturale ed economica. Wanda Ferro, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, ha evidenziato che “la confisca definitiva è soltanto un passaggio” e che contano la fruibilità e l’uso positivo che si dà ai beni sottratti alle organizzazioni criminali.

Gianfranco Tomao, prefetto e membro della Commissione straordinaria che amministra Torre Annunziata, ha richiamato la necessità di un impegno condiviso tra istituzioni e cittadini per la riconquista del territorio, anche attraverso comportamenti quotidiani responsabili. Il procuratore della Repubblica Nunzio Fragliasso ha rimarcato il ruolo decisivo del riutilizzo sociale dei beni confiscati nella lotta contro le mafie, che passa non solo dall’azione della magistratura e delle forze dell’ordine, ma anche dalla gestione virtuosa e partecipata di questi beni.

Il volume approfondisce casi specifici come la “Villa Adele”, confiscata al clan Tamarisco, e l’immobile di via Cuparella, elaborando scenari di rifunzionalizzazione e ipotesi di utilizzo pubblico. Particolare attenzione è dedicata alla trasformazione dell’area di Palazzo Fienga, simbolo di potere camorristico fino a pochi mesi fa, ora in fase di demolizione e riqualificazione nell’ambito della nuova “Piazza della Legalità”. Giuseppe Priolo, prefetto e commissario straordinario per la riqualificazione di Palazzo Fienga, ha definito questo intervento come un risultato importante frutto della collaborazione tra Stato e cittadini.

Stefania Rodà, vicario della Prefettura di Napoli, ha annunciato i controlli rafforzati sulle imprese impegnate nei lavori di manutenzione degli immobili confiscati, per garantirne una gestione trasparente e socialmente utile, in linea con il protocollo di legalità sottoscritto tra Regione Campania, Agrorinasce e Comune.

Il contributo scientifico dell’Università Federico II, attraverso il Dipartimento di Architettura diretto da Marella Santangelo, ha permesso di realizzare una mappatura complessiva e un’analisi approfondita che considerano non solo i singoli immobili, ma le loro relazioni con il tessuto urbano e la comunità.

Il seminario si è chiuso evidenziando l’importanza della comunicazione per rendere visibili i risultati della rigenerazione e per alimentare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, come sottolineato da Gianni Bianco, vicedirettore del Tg3. La partecipazione attiva degli studenti delle scuole cittadine ha inoltre conferito all’iniziativa una valenza educativa, avvicinando i giovani al tema della legalità e del patrimonio comune. (PRIMACAMPANIA)

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