Pomigliano, Piano Casa: dieci consiglieri di maggioranza chiedono una Commissione d’inchiesta speciale

POMIGLIANO D’ARCO – Una Commissione consiliare speciale per fare piena luce sulle procedure adottate negli anni dal Comune di Pomigliano d’Arco in relazione ai permessi di costruire rilasciati nell’ambito della legge regionale sul cosiddetto “Piano Casa”, sui successivi annullamenti in autotutela e sui sequestri di iniziativa dei cantieri. Sequestri a raffica, effettuati in un determinato lasso di tempo, nel corso della precedente amministrazione comunale dalla Polizia Locale e dall’ufficio tecnico comunale ed oggi in gran parte  annullati dall’autorità giudiziaria, ma dopo anni di ricorsi e carte bollate di cittadini e costruttori.

È quanto chiedono dieci consiglieri comunali di maggioranza, che hanno trasmesso ieri al presidente del Consiglio comunale e al segretario generale una richiesta formale affinché la proposta venga inserita all’ordine del giorno della prossima seduta utile dell’assemblea cittadina.

L’iniziativa punta ad avviare un approfondimento complessivo sull’attività amministrativa svolta negli anni, con particolare riferimento al rilascio dei titoli edilizi, alla corretta applicazione delle normative vigenti al momento della presentazione delle istanze e soprattutto alle procedure successivamente adottate dagli uffici comunali.

La Commissione dovrebbe svolgere funzioni ispettive, conoscitive e di studio. Tra gli obiettivi indicati figurano la mappatura dei titoli edilizi finiti al centro di contenziosi, la verifica del loro attuale stato amministrativo e l’analisi delle motivazioni poste alla base di dinieghi, sospensioni e annullamenti in autotutela, anche attraverso il confronto con le successive pronunce della magistratura.

L’organismo sarà inoltre chiamato a verificare il rispetto dei principi di parità di trattamento, trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione nell’esame delle diverse pratiche edilizie.

Particolare attenzione sarà riservata alle possibili conseguenze economiche per l’ente. La proposta prevede infatti un’analisi del rischio derivante da eventuali richieste risarcitorie presentate da cittadini, professionisti o imprese in relazione ad attività degli uffici ritenute illegittime dalla magistratura. Dovrà essere valutata anche l’eventuale esistenza di un danno all’immagine del Comune.

Per svolgere l’indagine, la Commissione potrà accedere ai fascicoli edilizi, alle relazioni istruttorie, ai provvedimenti di rilascio, diniego, sospensione e annullamento, oltre alla documentazione relativa ai contenziosi. Prevista anche la possibilità di ascoltare i dipendenti coinvolti nei procedimenti, i funzionari competenti e gli amministratori in carica all’epoca dei fatti. Potranno essere invitati, inoltre, rappresentanti delle categorie professionali, parti sociali, comitati ed esperti esterni.

Secondo la proposta, la Commissione dovrà essere costituita nel rispetto della rappresentanza proporzionale dei gruppi consiliari e presieduta da un esponente delle minoranze. La durata prevista è di quattro mesi, salvo eventuale proroga deliberata dal Consiglio comunale.

Al termine dei lavori dovrà essere presentata una relazione sulle eventuali anomalie riscontrate e sui possibili profili di responsabilità. La Commissione sarà chiamata anche a formulare linee guida finalizzate a ridurre il contenzioso, prevenire danni economici e tutelare l’immagine dell’ente.

Sulla richiesta dei consiglieri è intervenuto il sindaco di Pomigliano d’Arco, Raffaele Russo. «Alla luce delle numerose pronunce intervenute in questi anni su vicende che hanno riguardato manufatti edilizi, permessi di costruire, annullamenti e sequestri, credo sia arrivato il momento di fare piena luce su quanto accaduto – afferma Russo –. È giusto che sia una Commissione consiliare, nella massima trasparenza e nel rispetto delle prerogative di tutti, a ricostruire gli atti e a verificare se nell’azione degli organi comunali vi siano stati comportamenti che abbiano oltrepassato i limiti del corretto esercizio del potere amministrativo, provocando danni morali ed economici a professionisti, imprese e cittadini».

«Non vogliamo anticipare conclusioni né pronunciare sentenze – aggiunge il sindaco –. Vogliamo accertare i fatti attraverso i documenti e ricostruire puntualmente ciò che è avvenuto. Se emergeranno responsabilità, queste dovranno essere individuate e perseguite in tutte le sedi previste dall’ordinamento. Se invece non emergeranno, sarà altrettanto doveroso dirlo con chiarezza. Ma, dopo quanto accaduto, ritengo che l’Amministrazione e soprattutto la città abbiano diritto a conoscere fino in fondo la verità».

Per Russo, l’accertamento dovrà riguardare anche le possibili conseguenze per le casse comunali: «Dobbiamo verificare se determinate condotte possano avere esposto o possano esporre il Comune a richieste di risarcimento. Eventuali errori o abusi non possono essere scaricati sulla collettività. La tutela dei cittadini, delle imprese che operano correttamente e dello stesso Comune deve venire prima di tutto»

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