(PRIMACAMPANIA) NAPOLI – Gaetano Petriccione, 36 anni, figlio del boss Salvatore Petriccione, è stato arrestato e accusato di associazione a delinquere di tipo mafioso. La misura cautelare è stata notificata dai carabinieri del nucleo investigativo di Napoli su ordine del gip, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea.
Secondo le indagini, Gaetano ha ereditato la guida del clan Vanella Grassi, noto come gli “scissionisti degli scissionisti”, attivo nei quartieri napoletani di Secondigliano, Scampia e San Pietro a Patierno. Dal carcere, dove era già detenuto, impartiva ordini, gestiva il denaro e l’organizzazione degli affari illeciti, oltre al sostegno agli affiliati in carcere.
Il clan è responsabile di omicidi, estorsioni, rapine, usura, detenzione di armi da guerra e comuni, riciclaggio, occupazione abusiva di immobili e spaccio di droga. Le indagini si sono avvalse delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia quali Luigi Esposito, Pietro Polverino e Alessandro De Cicco.
Gaetano è ritenuto coinvolto in due omicidi commessi quando era minorenne: quello di Vittorio Iodice, ucciso il 25 gennaio 2008, e quello di Carmine Fusco, ucciso il 9 febbraio 2008. Per quest’ultimo omicidio ha confessato e l’udienza preliminare è fissata per il 3 dicembre. In tale fatto criminoso sono coinvolti anche altri esponenti del clan, tra cui Fabio Magnetti, Alessandro Grazioso e il “pentito” Biagio Esposito. (PRIMACAMPANIA)
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