(PRIMACAMPANIA) NAPOLI – La Corte di Assise di Appello di Napoli ha dichiarato prescritto il reato contestato a Stephan Ernst Schmidheiny nell’ambito del processo Eternit bis, confermando tuttavia le statuizioni civili a favore dei familiari dell’operaio morto a causa di un mesotelioma per esposizione all’amianto presso lo stabilimento di Bagnoli.
L’operaio, che aveva lavorato nello stabilimento dal 1954 al 1985, era stato esposto per decenni alle polveri di amianto e nel 2007 gli era stato diagnosticato il mesotelioma, che gli è stato fatale nel 2009. Il procedimento giudiziario, iniziato a Torino e poi trasferito a Napoli, ha visto nel 2022 la condanna per omicidio colposo di Schmidheiny e il riconoscimento delle richieste risarcitorie delle parti civili.
Dopo vari gradi di giudizio, con decisioni della Cassazione e nuovi processi di approfondimento, la sentenza di oggi ha dichiarato la prescrizione del reato ma ha confermato gli obblighi risarcitori per i familiari delle vittime, mantenendo così gli effetti civili delle decisioni precedenti. La Corte ha inoltre disposto la rifusione delle spese legali a favore delle parti civili, tra cui l’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), rappresentato dall’avvocato Flora Rose Abate.
Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, ha commentato: “Il tempo ha cancellato il reato, ma non la responsabilità. Questa decisione è un risultato importante per la famiglia della vittima e per tutti i lavoratori di Bagnoli esposti all’amianto senza adeguata protezione. La prescrizione è una ferita, perché il tempo non può cancellare il diritto alla giustizia. Continueremo a batterci per processi più rapidi e risarcimenti effettivi”.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. (PRIMACAMPANIA)


