NAPOLI – I Carabinieri della stazione di Mugnano di Napoli hanno arrestato per furto aggravato Nunzio Esposito*, 29enne del rione Don Guanella già noto alle forze dell’ordine. E’ notte e la pattuglia percorre via Sansone. All’1.30 ogni rumore genera sospetti e quando i militari hanno sentito un cofano aprirsi si sono avvicinati “furtivamente”. L’uomo stava smontando il localizzatore satellitare di una mini-car 50 e quando ha visto i Carabinieri ha tentato di fuggire. La corsa è durata pochi metri, il tempo che i militari hanno raggiunto e bloccato il 29enne.
Gli accertamenti hanno permesso di constatare che l’auto cinquanta era stata rubata poco prima a Napoli in via Riviera di Chiaia. Esposito voleva un posto al sicuro per poter “ripulire” l’auto ma gli è andata male. L’arrestato è in attesa di giudizio mentre il mezzo è stato restituito al 16enne proprietario.
Stava smontando una minicar: sorpreso ed arrestato dai carabinieri
Carabinieri denunciano 2 minori che non si fermano all’alt. Non si esclude fossero corrieri
TORRE ANNUNZIATA, Napoli – Hanno 15 e 14 anni, sono incensurati e dovranno rispondere all’autorità giudiziaria minorile di resistenza a pubblico ufficiale. I Carabinieri della sezione operativa della compagnia di Torre Annunziata stanno “osservando” le strade del rione popolare “Parco Penniniello” quando vedono sfrecciare uno scooter con a bordo i due ragazzi. I centauri indossano il casco e i militari gli intimano l’alt. Non si fermano nonostante il tentativo di catturare la loro attenzione con sirene e lampeggianti. Parte l’inseguimento che dura circa 1 chilometro e termina quando lo scooter scivola sull’asfalto. I carabinieri soccorrono i giovani fuggitivi che visitati nell’ospedale di Castellammare di Stabia ripotavano escoriazioni giudicate guaribili in 15 giorni. I ragazzi, residenti nel parco popolare, sono stati denunciati e affidati ai rispettivi genitori. Non si esclude il loro utilizzo, da parte di persone senza scrupoli, nella consegna dello stupefacente. Indagini in corso da parte dei Carabinieri di Torre Annunziata.
Notte di violenza in famiglia. Carabinieri arrestano marito e padre violento
MONTE DI PROCIDA, Napoli – Ennesimo episodio di violenza familiare e di episodi mai denunciati. Ci troviamo a Monte di Procida e a finire in manette per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate un 44enne del posto. E’ notte e i carabinieri della locale stazione, allertati dalla sorella della vittima, corrono e intervengono nell’abitazione del nucleo familiare “segnalato”. Poco prima l’uomo – per motivi di gelosia – aveva picchiato la moglie e la figlia minore che si erano rifugiate in una stanza insieme agli altri 2 figli. I militari ascoltano la donna e raccolgono le diverse storie di botte e violenze che erano avvenute negli ultimi mesi. Parte la perquisizione e vengono rinvenuti e sequestrati un piccolo coltello, uno sfollagente in ferro e un bastone in legno. Armi utilizzate nel corso dei maltrattamenti subìti e mai denunciati dalla donna. Le due vittime sono state medicate nell’ospedale Santa Maria delle Grazie e giudicate guaribili in 4 e 3 giorni per “postumi da contusione”.
L’arrestato è nel carcere di Poggioreale in attesa di giudizio.
Arrestato pusher pensionato in provincia di Napoli
SAN GIORGIO A CREMANO, Napoli – A San Giorgio a Cremano i Carabinieri della stazione di Portici hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Luigi Ritaccio*, 64enne pensionato del posto già noto alle forze dell’ordine.
I militari lo hanno notato nei pressi della sua abitazione e lo hanno controllato. Perquisito è stato trovato in possesso di 6 stecche di hashish per un peso complessivo di 50 grammi e di 2 dosi di cocaina. Nelle tasche dell’uomo anche 705 euro ritenuto provento del reato. Nell’abitazione del 64enne i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato anche diverso materiale per il confezionamento dello stupefacente. L’arrestato è nel carcere di Poggioreale in attesa di giudizio.
Napoli e provincia: un minore denunciato o arrestato ogni 36 ore. 365 armi sequestrate negli ultimi 5 mesi
NAPOLI – Pugnali, katane, mazze da baseball Bombe farcite di chiodi, kalashnikov, balestre, pistole artigianali, pipe bombs, fucili da cecchino,
E ancora tirapugni di acciaio, coltelli da cucina, asce medievali, mitragliatori, bombe a mano e addirittura razzi, di quelli utilizzati nella guerra dei Balcani.
Un campionario vastissimo che non appartiene ad un’armeria ma all’elenco di sequestri messi a segno dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli.
Strumenti di morte sottratti anche alla criminalità organizzata ma soprattutto a giovanissimi, certi di poter affrontare qualsiasi minaccia solo sentendo sulla pelle il freddo di una lama o della canna di una pistola. Durante la movida, nelle serate in giro per locali o addirittura a scuola, in aula.
Leggendo i bilanci di operazioni ed eventi gestiti dai Carabinieri napoletani vengono i brividi perché spesso i coltelli e le armi da fuoco non rimangono solo una silenziosa difesa dalle proprie insicurezze. Sono brandeggiati, impugnati, scagliati, spinti contro la carne del proprio avversario. E i grilletti premuti, più volte, in una singolar tenzone che non trova vincitori.
È per questo motivo che il Comando Provinciale Carabinieri di Napoli ha da tempo promosso servizi mirati a disarmare quelle mani e quelle coscienze spesso acerbe che vedono nella violenza l’unica risposta.
Un lavoro complesso e delicato che guarda con attenzione e preoccupazione soprattutto ai più giovani.
Repressione, dunque, ma anche tanta prevenzione. In strada e nelle scuole, con svariate iniziative per promuovere il dialogo con le istituzioni e la cultura della legalità.
Nei primi 5 mesi del 2022, i carabinieri di Napoli e provincia hanno sequestrato 365 armi di varia natura. 158 da taglio, 123 da fuoco e 78 di quelle definite improprie: per intenderci mazze, tirapugni, nunchaku ed altre. Conti alla mano si parla di quasi 3 armi sequestrate al giorno.
365 potenziali minacce che si traducono in 153 denunce in stato di libertà per porto abusivo di armi e 37 arresti. Tra questi anche minori: 37 quelli denunciati, 3 quelli finiti in manette. Un dato allarmante che racconta di 1 minore denunciato o arrestato ogni 36 ore. La scusa più diffusa è ormai nota , “Mi serve per difendermi!”, ma chi la pronuncia non si rende conto di essere anch’egli parte di un circolo vizioso. Perché anche tenere in tasca un coltello genera violenza. E per di più è reato.
Ogni luogo è potenzialmente teatro di violenza, specie tra i più giovani. Tra i casi più recenti quello del 7 maggio scorso ad Arpino di Casoria dove le piste di un bowling sono diventate per pochi ma interminabili minuti un vero e proprio ring. Un “fuggi fuggi” generale dove ad avere la peggio fu un 14enne che riportò un trauma cranico e diverse ferite da arma da taglio al torace.
E proprio poche ore fa i militari della locale stazione hanno identificato e denunciato quelle mani violente. Appartengono a 7 giovanissimi dai 14 ai 16 anni, tutti incensurati. L’arma utilizzata non è stata trovata ma ciò non impedirà loro di rispondere di rissa.
Attualissimo anche il caso di un 18enne di Torre del Greco, spunto per una valutazione statistica sull’utilizzo di alcune tipologie di armi. Alta la percentuale di ragazzi tra i 18 e i 20 anni sorpresi in possesso di coltelli e tirapugni, comune denominatore della volontà di difendersi dalla o di accendere la miccia.
Quanto a Torre del Greco, i Carabinieri della locale sezione radiomobile hanno fermato il giovane mentre passeggiava sul litorale. Perquisito, è stato trovato in possesso di un tirapugni. Il controllo è stato esteso anche alla sua abitazione ed è lì che i militari hanno rinvenuto e sequestrato due coltelli a serramanico. Dovrà rispondere di porto abusivo di armi.
Ancora un tirapugni, questa volta tolto dalle mani di un 15enne. È successo a Marano, in un sabato sera di movida.
3 i ragazzini di Caivano tra 15 e 16 anni segnalati dai passanti spaventati in Via Marina a Napoli perché armati di coltelli e tirapugni. Armi messe in mostra con spavalderia che sono costate loro una denuncia penale.
Un 17enne è stato trovato in metro al Vomero con un coltellino a serramanico. Grazie all’utilizzo dei metal detector, i carabinieri sono stati in grado di sottrarre la lama al giovane prima che si mischiasse nella folla della movida notturna.A Nola un 17enne è stato sorpreso con 2 proiettili calibro 22 in tasca e una dose di cocaina.
In merito, le dichiarazioni del Comandante Provinciale Carabinieri di Napoli Generale di Brigata Enrico Scandone:
“Alla luce della recente recrudescenza delle aggressioni fatte con armi in città e provincia, il Comando Provinciale Carabinieri di Napoli ha incrementato i servizi di contrasto all’uso e al porto abusivo di armi. I più giovani, purtroppo, non si rendono conto che portare un coltello non è solo un reato. E’ pericoloso per gli altri e per se stessi. Una lama può provocare gravi ferite o la morte di qualcuno. Puntando ai più giovani, stiamo attuando una campagna di sensibilizzazione e prevenzione. Anche nelle scuole. Invitiamo tutti, soprattutto i ragazzi, ad evitare il rischio dell’uso improprio di un coltello. Un coltello ferisce, un coltello uccide, un coltello provoca lesioni che possono essere permanenti. La vita non è un videogioco.”
IL VIDEO
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Sanità in Valle Caudina: di male in peggio
ROCCABASCERANA, Avellino – Dopo l’incontro a Tuoro di Roccabascerana dello scorso 9 aprile con il presidente della Commissione Sanità Regionale on.le Enzo Alaia ed il dr. Giuseppe De Mita, responsabile del Nucleo di Valutazione Campania, alla presenza del rappresentante dei Sindaci della città caudina Enzo Pacca, Sindaco di Pannarano ed il nostro Sindaco Roberto Del Grosso, credevo che quantomeno, aver posto all’attenzione dei rappresentanti regionali il problema della Sanità in Valle Caudina e la mancata realizzazione di ospedali e case di comunità, potessero destare l’attenzione delle autorità preposte ai vari livelli. Nulla di tutto ciò, la Valle Caudina, o almeno una gran parte di essa, era e resta periferia abbandonata dai capoluoghi di provincia. Eppure ci fu consigliato di cercare una sorta di accorpamento di alcuni comuni della Valle con la ASL di Benevento, geograficamente più vicina, al fine di ricevere i minimi servizi di assistenza sanitaria. Dobbiamo prendere atto che, non solo non si è mossa foglia, ma sono venuto a conoscenza di una delibera del direttore generale della ASL di Benevento la n. 130 dell’8.4.2021, con all’oggetto programmazione e controllo di gestione, con la quale si fissano i criteri del volume delle prestazioni ambulatoriali e simili riservando l’80% delle prestazioni stesse ai cittadini residenti nel territorio della ASL. In parole povere, ancora una volta, i cittadini della Valle Caudina residenti nella provincia di Avellino saranno penalizzati perché quando va bene, avranno accesso alle prestazioni solo nella misura del 20% rispetto al tetto previsto. L’articolo 32 della Costituzione sancisce il diritto alla salute per tutti i cittadini come diritto dell’individuo e interesse della collettività. Non vorremmo più assistere, come purtroppo sta accadendo in questi giorni, a migrazioni di interi nucleo familiari da comuni della Valle insistenti nella provincia di Avellino in quelli della provincia di Benevento, al fine di poter assicurare servizi sanitari essenziali ai propri figli, soprattutto in materia di terapie riabilitative e della prima infanzia ed adolescenza.
Pomigliano presenta l’ospedale di comunità. Finanziata anche una casa di comunità ed una centrale operativa
POMIGLIANO D’ARCO, Napoli – La Giunta Regionale della Campania con la delibera n.249 del 24 Maggio 2022 ha approvato il piano per ospedali e case di comunità. Delibera che prevede tra l’altro con un finanziamento di 5.149.417.000 la realizzazione di un ospedale di comunità, di una casa di comunità e di una centrale operativa a Pomigliano d’Arco. Un importante traguardo che dopo decenni assegna delle strutture sanitarie al territorio cittadino. Sul tema oggi l’amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco ha tenuto nell’Aula Consiliare un incontro con la cittadinanza a cui hanno preso parte oltre al sindaco di Pomigliano d’Arco, Gianluca Del Mastro anche Giovanni D’Onofrio, Consigliere Comunale Pomigliano d’Arco, Salvatore Esposito, Assessore alle Politiche Sociali e al Lavoro Pomigliano d’Arco, Eduardo Riccio, Vicesindaco di Pomigliano d’Arco, Bruna Fiola, Consigliere Regionale della Campania, Massimiliano Manfredi, Consigliere Regionale della Campania, Gennaro Saiello, Consigliere Regionale della Campania e Valeria Ciarambino Vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania. «Oggi è un grande giorno per Pomigliano d’Arco – ha sottolineato il sindaco Gianluca Del Mastro – perché abbiamo annunciato alla cittadinanza l’imminente realizzazione sul nostro territorio di un ospedale di comunità, di una casa di comunità e di una centrale operativa. Avremo tutte e tre le strutture che sorgeranno nell’area di via Nazionale delle Puglia». «La delibera della giunta regionale, spinta dalla mozione presentata da alcuni consiglieri regionali, incluso quelli presenti oggi a Pomigliano, e la delibera dell’Asl Napoli 3 Sud hanno certificato quello che era un grande sogno di tutta la città, una grande prospettiva di sviluppo del nostro territorio». In questa occasione si è concordato di convocare al più presto una ulteriore iniziativa pubblica per fornire tutti i dettagli di questo progetto ai cittadini di Pomigliano d’Arco. «Un risultato importantissimo per Pomigliano – commenta Valeria Ciarambino, Vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania – un Comune che vive gravi carenze sotto il profilo sanitario e dove è presente da sempre un importante insediamento industriale, che registra forti criticità di carattere ambientale e che è inserito nel territorio dell’Asl Na 3, in cui il rapporto tra numero di abitanti e posti letto è nettamente inferiore a quello che la legge prevederebbe. Anche per questo risultato abbiamo lavorato in stretta sinergia con l’amministrazione comunale». «L’auspicio – prosegue Ciarambino – è che adesso a questo piano sia data attuazione nei tempi indicati e che le nascenti strutture siano dotate di personale adeguato, perché possano essere pienamente funzionali e garantire l’assistenza che i cittadini si aspettano. Con il potenziamento della medicina territoriale possiamo dare finalmente una risposta al sovraffollamento di Pronto soccorso e reparti emergenziali, a partire dall’ospedale Cardarelli. Continuerò a seguire in prima persona l’iter attuativo, affinché possiamo finalmente dotare la nostra regione di presidi intermedi fondamentali per la garanzia del diritto alla salute, prossimi ai cittadini e facilmente accessibili».
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Al via la seconda edizione del Premio “Corto Flegreo”- I Campi Flegrei, la Sua Storia, il Tuo Racconto
NAPOLI – A grande richiesta, dopo il successo dello scorso anno, riparte il concorso nazionale di cortometraggi girati nei Campi Flegrei: Premio “Corto Flegreo”- I Campi Flegrei, la Sua Storia, il Tuo Racconto. Giunta alla sua seconda edizione, la manifestazione è stata ideata e organizzata da MariaGrazia Siciliano, presidente di Liberass aps, da anni impegnata a valorizzare la Terra del Mito e gode del Patrocinio Morale della Regione Campania, della Città Metropolitana di Napoli, del Parco Regionale dei Campi Flegrei, dei Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Procida, Monte di Procida e Quarto. Ancora, per quest’anno, l’atteso contest cinematografico riconferma pure il partenariato con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, il Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella, la Scuola Cinema di Napoli e la Saturnia Pictures, ai quali si aggiungono la Everglades Film, la Roswell Film, la RedAnts e la RedHorn. Le iscrizioni saranno possibili, previa visione e sottoscrizione del regolamento pubblicato sul sito www.cortoflegreo.it fino al 30 agosto. I Cortometraggi, che hanno come unica condizione la location (siti e luoghi dei Campi Flegrei) potranno essere consegnati entro il 15 ottobre 2022. Anche quest’anno per selezionare i cortometraggi e decretare i vincitori, saranno all’opera un’attenta giuria tecnica e una giuria qualificata, composta da attori, registi, sceneggiatori, giornalisti e critici. Oltre alla somma di 1.500 euro che sarà assegnata a miglior cortometraggio, tanti saranno i Premi e le sorprese per i partecipanti, pronte per essere rese note e pubbliche nel corso della manifestazione. Ad essere comunicate durante la kermesse saranno anche il calendario relativo alla visione dei cortometraggi finalisti e la data della serata finale con la premiazione, che si svolgerà entro dicembre in uno dei luoghi magici e suggestivi dei Campi Flegrei. Una nota molto interessante è rappresentata dalla partecipazione dei Cortometraggi vincitori della Prima Edizione: “Innesti” di Mena Rusciano, “Mirabilia” di Lorenzo Iovine, “The Box” di Flavio Simeone e “Rovine” di Adriano Testa, presenti ai Festival: “Corto di Sera”, “Ciak Film Festival”, “Ischia Global Film Festival”, “Porto Cesareo Film Festival”, “Los Angeles Kurdish Film Festival”, “Pop Corn Festival del Corto”, “Festival del Cinema di Cefalù”, “FilmFest Altenburg”, “Corti a Sud”, “First-Time Filmmaker”, “Sessions@PinewoodStud”, “Informagiovani Venaria Reale”, “CinemAmbiente- Environmental Film Festival”. Per tutti i partecipanti un viaggio definito dagli organizzatori “ardente” e la possibilità di mettere alla prova il personale talento attraverso i magici e maestosi siti del Campi Flegrei e i luoghi della millenaria Terra del Mito.
(nella foto, Maurizio De Giovanni, MariaGrazia Siciliano e Nando Paone)
Scampia: Carabinieri arrestano pusher dello chalet Bakù
NAPOLI – Operazione anti-droga a Scampia per i Carabinieri della locale Stazione con i militari che hanno setacciato le strade della zona e perquisito diverse abitazioni.
Durante le operazioni a finire in manette per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio Massimiliano Parlato*, 50enne del posto già noto alle forze dell’ordine.
I carabinieri hanno perquisito la sua abitazione nel complesso popolare “Chalet Bakù” e lì hanno rinvenuto e sequestrato 60 stecche di hashish per un peso complessivo di 103 grammi.
L’arrestato è stato trasferito in carcere in attesa di giudizio.
“Giudici divoratori di doni”: libro presentato il 24 maggio, presso la libreria Mondadori di Piazza Bovio a Napoli
NAPOLI – Poche parole ma intense ai nostri microfoni MediaVox Magazine: il Prof. Fabrizio Di Marzio così ha spiegato una delle tesi fondamentali del suo ultimo libro “Giudici divoratori di doni – Esiodo alle origini del Diritto” presentato il 24 Maggio presso la Libreria Mondadori di piazza Bovio in Napoli, gremita di gente.
Nel corso dell’evento egregiamente organizzato dal Prof. Ciro Esposito (avvocato, commercialista e neo eletto presidente della Commissione degli studi di diritto fallimentare dell’Ordine dei Commercialisti partenopeo), sono intervenuti l’autore del libro, il Prof. Fabrizio Di Marzio (avvocato, già magistrato, professore di diritto privato presso l’Università di Chieti-Pescara) il Prof. Massimo Adinolfi (filosofo, editorialista, professore di Filosofia Teoretica presso l’Università Federico II di Napoli) i cui interventi sono stati moderati dal giornalista e scrittore Alfonso Sarno.
In un paragrafo del libro, viene citato un passo de i “Patrocinatori” di Kafka, in cui si dice “Se invece si dovesse presupporre che nei tribunali si dovesse procedere con ingiustizia o leggerezza, non sarebbe possibile più vivere”: il Prof. Fabrizio Di Marzio spiega, appunto, che noi non potremmo vivere nell’ingiustizia ma non potremmo nemmeno sentirci soddisfatti di come realizziamo la giustizia, perché il mondo a quel punto finirebbe. Un invito a porci domande, a non adagiarci su teorie ‘terrapiattiste’, ad avere il coraggio di sbagliare o riprovare perché è dalle scomode domande che possono scaturire le risposte su quale sia il posto dell’uomo nel mondo.
L’intervento del Prof. Ciro Esposito, a mio personale avviso, è stato sicuramente degno di nota; il professore ha definito il libro “Giudici divoratori di doni” necessario da leggere soprattutto per gli avvocati e commercialisti per il grande valore che il pluralismo degli universi culturali (il luogo, dove avvocati, commercialisti incontrano temi filosofici) ha per i professionisti anche nell’affrontare temi squisitamente tecnici. Il professore ha evidenziato il fil rouge tra il libro “Hanno tutti ragione ?” (mettendo in risalto il punto interrogativo) del Prof. Massimo Adinolfi ed il libro del Prof. Fabrizio Di Marzio consistente nell’importanza di creare ponti tra i nostri mondi, anche quelli che emergono nei nostri sogni, dove ognuno lascia libero il proprio specifico pensiero, diversamente da quando siamo desti (cit. Eraclito).
Il Prof. Ciro Esposito insiste sul concetto che la filosofia può e deve essere utilizzata per risolvere i problemi degli uomini, non è disciplina fine a se stessa, ecco il ponte: i professionisti dovrebbero adottare la filosofia come stile di vita, perché ciò permette di comprendere la complessità delle questioni e rendere un servizio migliore ai propri clienti grazie a valutazioni più sensibili. Il Prof. Massimo Adinolfi, nel suo intervento, ha evidenziato che nel suo libro “Hanno tutti ragione ?”, vi sono tantissimi spunti di riflessione sulla nostra attuale situazione socio politica sebbene scritto prima della guerra in Ucraina e vediamo perchè: nel narrare la vicenda del campione Ucraino di scacchi che passa alla Russia, si rispecchia, in realtà, la libertà dell’uomo come possibilità di realizzare se stesso, di affermare la propria professionalità, di affermare il proprio livello culturale; nel narrare l’esito di una partita di scacchi si parla di vittoria e di sconfitta: “Quando si vince si vince ma quando si perde si impara” ha sottolineato al riguardo il Prof. Ciro Esposito. Che cosa si impara? E qui torniamo al libro del Prof. Fabrizio Di Marzo, che ha evidenziato che non è in crisi il concetto di ‘verità’ ma è in crisi il concetto di ‘interpretazione dei fatti’; contrapponendo il concetto di ”opinione” caratterizzato dalla superficialità rispetto alla “interpretazione” che invece è più faticosa e richiede responsabilità, una precisa responsabilità.
Il Prof. Fabrizio Di Marzio incarna, secondo il Prof. Esposito, il giurista mite, la cui opera è volta a cercare la mite convivenza tra diritto, giustizia ed interessi. L’osservazione di tutti i particolari e diversi interessi, che imparano a convivere tra loro, conducono ad una determinazione: la giustizia non è un affare dei Magistrati ma è una vicenda che riguarda tutta la Comunità e, per dirla con Camus, il processo è un “universo processuale” ed i pianeti sono le parti (giudici, gli avvocati, i professionisti).Tutti i relatori sembrano essere d’accordo sul fatto che ciascun individuo lungi dall’atteggiarsi a maestro di verità dovrebbe valutare anche la parte del “torto” ossia i propri errori e sul fatto che tutti i componenti del sistema Giustizia (magistrati, avvocati, consulenti), sono responsabili della sua evoluzione o della sua involuzione.


