NAPOLI – Il Comune di Napoli ha scelto di destinare nove beni immobili confiscati alla criminalità organizzata all’housing temporaneo per famiglie in condizioni di fragilità abitativa ed economica. Lo ha annunciato Enza Amato, presidente del Consiglio comunale, con l’obiettivo di affrontare concretamente il problema dell’emergenza abitativa nella città.
Attraverso un avviso pubblicato il 16 settembre 2026, il Comune intende formare una graduatoria di nuclei familiari da inserire in un programma sperimentale di politiche integrate per l’abitare. La concessione temporanea e onerosa di questi immobili sarà accompagnata da percorsi formativi per l’avviamento al lavoro, favorendo così l’autonomia abitativa e lavorativa degli assegnatari. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 30 ottobre 2026.
Amato ha spiegato che questa iniziativa nasce da un indirizzo condiviso con il Consiglio comunale per ampliare gli strumenti di intervento comunale sul tema della casa. Sono coinvolte in particolare famiglie sgomberate da immobili comunali non idonei alla residenza che rischiano di trovarsi senza adeguata sistemazione abitativa.
Il programma complessivo prevede l’uso di dodici beni: nove immobili per l’housing sperimentale, due per laboratori di formazione e avviamento al lavoro, e un intero fabbricato dedicato all’housing sociale e alle attività sociali e laboratoriali. L’assegnazione delle abitazioni si inserisce all’interno di un percorso più ampio di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro.
“Non si tratta di una soluzione che può risolvere da sola l’emergenza abitativa, ma è un modo concreto per aumentare gli strumenti a disposizione del Comune e intervenire laddove la fragilità abitativa si intreccia con quella economica e sociale”, ha concluso Amato.
Leggi anche


