Corte dei Conti indaga su gestione e privatizzazione del servizio idrico in Campania

CAMPANIA – La Corte dei Conti ha messo sotto osservazione la Regione Campania e l’Ente Idrico Campano, analizzando dieci anni di gestione del servizio idrico integrato e sollevando dubbi sulla regolarità del Piano d’Ambito, sugli affidamenti e sull’impiego di quasi un miliardo di euro di finanziamenti pubblici. Il Codacons ha evidenziato come il Piano d’Ambito, alla base delle scelte di affidamento e delle tariffe, si fondi su un Piano degli acquedotti ormai obsoleto, risalente al 1968.

Secondo l’avvocato Maurizio Montalto, presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi delle Politiche Ambientali (ISPA), se i rilievi della Corte fossero fondati, sarebbe necessario rivedere tutte le scelte, compresa la prevista privatizzazione del servizio idrico a Napoli. La Corte ha richiesto aggiornamenti sugli affidamenti nell’area del beneventano e nel napoletano nord, dove erano già state rilevate criticità.

Il Codacons, con il presidente avvocato Giuseppe Ursini, ha sottolineato come l’acqua a Benevento sia finita a una partecipata controllata da Acea, e come la procedura per Napoli nord prosegua nonostante i rilievi; inoltre il controllo sulla Gori, società che gestisce il servizio nel sarnese vesuviano, viene messo in dubbio dal fatto che l’ente pubblico maggioritario sia in liquidazione mentre la quota privata è amministrata da Acea. La Gori ha ricevuto oltre 550 milioni di euro, più della metà delle risorse regionali, mentre la gestione pubblica di Napoli ha avuto meno di un decimo.

La Corte dei Conti ha inoltre chiesto verifiche sulla possibilità di sovrapposizione di finanziamenti erogati alla Gori per gli stessi interventi. Il Codacons ha ribadito l’importanza della trasparenza e il rispetto del referendum del 2011 che sancì la volontà popolare per un’acqua pubblica, criticando la decisione dell’Ente Idrico di procedere verso la privatizzazione, contrastata da Antitrust e TAR nel caso del casertano.

Per tutelare i cittadini, il Codacons ha annunciato la presentazione di istanze di partecipazione ai procedimenti e accesso agli atti sul Piano d’Ambito e sulle procedure di affidamento del servizio idrico integrato. Infine, l’avvocato Montalto ha sottolineato che, qualora le indagini confermassero una gestione dissennata dell’Ente Idrico Campano, si chiederà l’avvicendamento della presidenza, che attualmente coincide anche con la guida dell’associazione nazionale degli Enti d’Ambito.

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