Firmato protocollo Brigata Caterina per reinserimento lavorativo detenuti a Napoli

(PRIMACAMPANIA) NAPOLI – È stato sottoscritto presso la Curia arcivescovile di Napoli il protocollo d’intesa per il progetto “Brigata Caterina”, un’iniziativa che coinvolge Arcidiocesi di Napoli, Comune di Napoli, Tribunale di Sorveglianza, Casa Circondariale di Secondigliano e l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) per la Campania. Il progetto ha come obiettivo la formazione professionale e il reinserimento lavorativo di persone detenute ed ex detenute, proseguendo l’esperienza già avviata nel carcere di Poggioreale.

Il cuore dell’iniziativa è il recupero della storica Cappella di Santa Caterina de’ Celani, nel centro antico di Napoli, trasformata in una pizzeria sociale aperta alla città, con attività gestite dalla Consul Service Soc. Coop. Impresa Sociale. Secondo l’arcivescovo don Mimmo Battaglia, “Ogni persona è infinitamente più grande dei propri errori e nessuna condanna può cancellare la dignità di una vita, né spegnere il diritto alla speranza”.

Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha evidenziato il valore dell’intervento che assicura continuità tra la vita in carcere e quella esterna e valorizza un luogo storico della città. La presidente del Tribunale di Sorveglianza, Patrizia Mirra, ha sottolineato il ruolo positivo della magistratura nel sostenere il risanamento delle persone e la riduzione della permanenza carceraria legata alla carenza di opportunità sul territorio.

Il progetto prevede inoltre la costruzione di un collegamento stabile tra formazione, qualificazione professionale e opportunità occupazionali, con una possibile creazione di un polo formativo per pizzaioli presso la Casa Circondariale di Secondigliano, da verificare con l’Amministrazione penitenziaria. Il direttore del carcere, Gianfranco Marcello, ha spiegato che la formazione rappresenta una concreta chance di accesso al lavoro per i detenuti, con effetti positivi su dignità, riduzione della recidiva e sicurezza territoriale.

Claudia Nannola dell’UIEPE ha evidenziato l’importanza di un impegno collettivo delle istituzioni per il percorso di responsabilizzazione e reinserimento dei condannati. La firma del protocollo definisce la collaborazione tra enti per offrire opportunità di riscatto attraverso il lavoro e restituire alla città un luogo di inclusione e partecipazione. (PRIMACAMPANIA)

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