(PRIMACAMPANIA) NAPOLI – Le ferite dell’esistenza diventano materia pittorica, le crepe si trasformano in tracce di memoria e le cicatrici raccontano la possibilità di una rinascita. È il percorso artistico proposto da Giovanni Mangiacapra nella mostra personale “Lesioni, tracce di memoria”, ospitata fino al 14 novembre 2026 nell’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino, a Napoli.
L’esposizione, inaugurata il 26 ottobre e curata da Margherita Romano e Rocco Zani, propone una riflessione sul rapporto tra fragilità umana, tempo e trasformazione, attraverso opere nelle quali il segno pittorico diventa testimonianza di esperienze individuali e collettive.
Le ferite diventano arte, tra memoria e ricostruzione
Al centro del progetto espositivo c’è il concetto di lesione, intesa non soltanto come frattura materiale, ma anche come segno interiore lasciato dal tempo e dalle esperienze.
Le opere di Mangiacapra si sviluppano attraverso stratificazioni, sovrapposizioni e interventi sulla materia pittorica, costruendo superfici che evocano il trascorrere del tempo e le trasformazioni dell’esistenza.
Le crepe non vengono nascoste, ma diventano elementi centrali della composizione, assumendo il significato di cicatrici attraverso le quali leggere il passato e immaginare nuove possibilità.
L’artista invita così il pubblico a osservare ciò che normalmente si cerca di celare: le imperfezioni, le interruzioni e i segni lasciati dalle esperienze.
Mangiacapra al Maschio Angioino, il dialogo tra arte e storia
La scelta dell’Antisala dei Baroni di Castel Nuovo contribuisce al significato dell’esposizione.
Gli ambienti monumentali del Maschio Angioino diventano parte integrante del racconto artistico, creando un dialogo tra la memoria storica del luogo e quella evocata dalle opere.
«Sfiorare la crepa significa accettare la fragilità della materia e dell’uomo», spiegano i curatori Margherita Romano e Rocco Zani.
Secondo i due curatori, il lavoro dell’artista accompagna il visitatore in un’esperienza visiva e tattile nella quale il segno pittorico non rappresenta soltanto una frattura, ma può diventare il punto di partenza di una ricostruzione.
La mostra propone quindi una lettura della fragilità come elemento costitutivo dell’esperienza umana, trasformando il dolore e la memoria in occasioni di riflessione.
Una mostra sulla fragilità e sulla capacità di rinascere
“Lesioni, tracce di memoria” si sviluppa attorno all’idea che ogni ferita conservi una storia.
Le superfici pittoriche diventano mappe emotive, nelle quali il passato continua a lasciare tracce e il tempo interviene modificando la percezione delle esperienze vissute.
Il percorso invita a superare una lettura puramente estetica delle opere, per interrogarsi sul rapporto tra vulnerabilità, consapevolezza e trasformazione.
Un’esposizione che mette in relazione la dimensione personale con quella collettiva, utilizzando il linguaggio dell’arte contemporanea per affrontare temi universali.
Orari e ingresso alla mostra di Giovanni Mangiacapra
La personale “Lesioni, tracce di memoria” è visitabile fino a sabato 14 novembre 2026, presso l’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino, in via Vittorio Emanuele III a Napoli.
L’apertura è prevista dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 19, secondo gli orari del complesso monumentale.
L’ingresso alla mostra è gratuito.
L’iniziativa offre al pubblico l’opportunità di conoscere il lavoro di Giovanni Mangiacapra in uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico e culturale napoletano. (PRIMACAMPANIA)


