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Lavoro nero: a Pomigliano due esercenti denunciati dalla Polizia Locale

POMIGLIANO D’ARCO – E’ lotta al lavoro nero a Pomigliano d’Arco. Un fine settimana di controlli serrati nella movida cittadina ha portato alla luce diverse irregolarità. Gli agenti della Polizia Locale, diretti dal tenente colonnello Emiliano Nacar, hanno setacciato le strade più frequentate dai giovani, tra cui via Roma, Piazza Giovanni Leone, via Terracciano e Piazza Mercato, con un’operazione al largo raggio mirata a garantire il rispetto delle norme.

L’obiettivo principale del blitz era il controllo degli esercizi commerciali, in particolare ristoranti e bar, per verificare l’osservanza delle norme sul lavoro nero. Durante i controlli, un ristorante e un bar in via Roma sono stati colti in flagrante con tre lavoratori non dichiarati: uno nel primo esercizio e due nel secondo. I titolari sono stati denunciati all’autorità giudiziaria e sanzionati con un’ammenda di 2.800 euro per ciascun lavoratore non in regola. La multa deve essere saldata entro 60 giorni e i tre lavoratori devono essere regolarmente assunti con un contratto di lavoro della durata minima di 90 giorni.

L’operazione ha inoltre rilevato l’occupazione di suolo pubblico non autorizzata in diversi altri esercizi pubblici, aggiungendo ulteriori violazioni alla lista delle infrazioni riscontrate.

La lotta contro i parcheggiatori abusivi continua senza sosta. Gli agenti della Polizia Locale hanno intensificato i controlli anche sul codice della strada, comminando decine di sanzioni, principalmente a guidatori di ciclomotori sprovvisti di casco. Un veicolo è stato sequestrato durante l’operazione.

Dal Comune si sottolinea che questi controlli rappresentano un passo importante nella lotta contro le illegalità che minano la sicurezza e la legalità nella città. “Il nostro obiettivo è garantire che le leggi siano rispettate e che la sicurezza dei cittadini sia sempre una priorità,” si afferma in una nota dell’Amministrazione Comunale.

L’operazione del fine settimana è solo l’ultimo di una serie di interventi che mirano a ripristinare l’ordine nella movida di Pomigliano d’Arco, con l’impegno della Polizia Locale a proseguire senza tregua nella loro attività di vigilanza e controllo.

Zio e nipote litigano per le fioriere: il primo finisce in prognosi riservata, il secondo in carcere

GIUGLIANO – Zio e nipote, vicini di casa a Varcaturo, località sul litorale di Giugliano in Campania.
Le due abitazioni separate da un muro di cinta, un cancello d’ingresso in comune e alcune fioriere di cemento come decorazione.
Fioriere da giorni miccia per discussioni e dissapori già maturati nel tempo.

La serata è ormai finita quando un’auto si schianta contro il cancello di quella villetta bifamiliare.
Il botto si sente chiaramente. Alla guida c’è il 45enne che condivide quella residenza con lo zio.
L’inferriata è distrutta, stessa sorte per quelle fioriere.
Lo zio 62enne contesta quel comportamento, ritenendo che il danno fosse intenzionale.
I vecchi rancori e la rabbia del momento si sommano e la discussione degenera.
Con il 62enne che grida affacciato al muro di cinta, il nipote afferra un palo di legno di 2 metri e mezzo e lo colpisce.
Lo percuote con quell’asta diverse volte fino a farlo stramazzare a terra, in un lago di sangue.
I familiari del ferito chiedono il soccorso di un’ambulanza e poi quello del 112.
Quando i carabinieri della stazione di Varcaturo arrivano sul posto, i parenti del 62enne stanno ancora provando a rianimarlo, il suo volto coperto da una maschera di sangue.
Il 45enne, Salvatore Migliaccio, finirà in manette e poi in carcere. Dovrà rispondere di tentato omicidio.
Il palo utilizzato è stato sequestrato, all’estremità ancora evidente una macchia rossastra.
La vittima, intanto, è ricoverata in prognosi riservata: il pericolo di vita al momento sembra scongiurato.

Un 12enne chiama i Carabinieri: “Portate via papà, picchia sempre mia mamma. Aiutatemi!”. Arrestato 50enne

ISCHIA – “Portate via papà, picchia sempre mia mamma. Aiutatemi!” sono queste le parole di un coraggioso bambino riferite ai carabinieri della stazione di Casamicciola Terme.

Siamo a Lacco Ameno e, mentre i tantissimi turisti si godono le meritate ferie, in un appartamento si sta consumando una triste storia familiare. Manca poco alle 21 e un 50enne originario dello Sri Lanka sta tornando a casa ubriaco. Beve spesso – racconterà la moglie – e quando lo fa è sempre aggressivo.

La vittima già sa cosa l’aspetta. Innumerevoli gli episodi dove il 50enne l’ha picchiata e denigrata. Dall’ingresso si sente il rumore delle chiavi che aprono la porta e, questa volta, la 46enne è pronta a difendersi, lo fa per suo figlio. E’ “armata” di smartphone e attende l’aggressione pe filmare tutto. Quanto prevista si realizza tragicamente. Non possano dieci minuti che l’uomo inizia a urlare e a distruggere casa. Minaccia moglie e figlio di bruciare le richieste dei permessi di soggiorno e li cerca in un impeto d’ira.

Il 50enne trova la documentazione ma la moglie – tra schiaffi e pugni – riesce a riprendersi quei fogli così importanti. Non c’è altra soluzione: tocca al figlio 12enne nascondere quelle carte.

L’uomo però se ne accorge e ora l’obbiettivo diventa il bambino. Lo prende, lo afferra, lo strattona fino a strappargli il pigiama. Il 50enne colpisce “il sangue del suo sangue” con dei pugni in testa e al collo. La donna, disperata, interviene e si frappone tra i 2 prendendosi altri pugni e un forte calcio all’addome.  Il coraggioso bambino si affaccia alla finestra e urla chiedendo aiuto. Fortunatamente dei vigili urbani sono in zona e sentono il bambino gridare. Gli agenti allertano la centrale operativa dei Carabinieri e la gazzella raggiunge in pochi minuti l’abitazione. Il 50enne viene arrestato per maltrattamenti in famiglia e andrà nel carcere di Poggioreale mentre madre e figlio sono stati trasferiti nell’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno. La prognosi parla di 5 giorni per le lesioni subìte ma il 12enne resta ricoverato e in osservazione in via precauzionale. Tanti i pugni presi in testa e per questo motivo i medici preferiscono aspettare.

Vincita Milionaria a Pomigliano d’Arco con il biglietto del Gratta e Vinci

POMIGLIANO D’ARCO – Un fortunato giocatore ha ottenuto una vincita straordinaria al “Bar dell’8” in via Roma 378, incassando un premio di 2.000.000 di euro con un biglietto “Doppia Sfida Super” della serie “Gratta e Vinci”. Il biglietto vincente è stato acquistato lo scorso 29 luglio.

A livello nazionale, il Gratta e Vinci ha distribuito vincite per oltre 5 miliardi e 320 milioni di euro dall’inizio dell’anno. La Campania si distingue in particolare per aver registrato vincite complessive superiori ai 415 milioni di euro.

Balletto in ospedale con la tiktoker, ad Ischia indaga la Asl

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ISCHIA – L’Asl Napoli 2 Nord vuole vederci chiaro e annuncia una indagine interna all’ospedale ischitano Rizzoli dopo la diffusione dei video girati nella struttura dalla famiglia di una giovane partoriente, e presto diventati virali su TikTok, che vedono l’equipe medica composta da sette persone tra dottori e infermieri ballare e cantare con una nota tiktoker napoletana. L’azienda sanitaria ha comunicato l’avvio dell’indagine interna esprimendo «il più profondo disappunto per tale condotta, giudicata gravemente inopportuna e in contrasto con i principi di professionalità, rispetto e riservatezza che devono caratterizzare l’operato di ogni dipendente della nostra Azienda Sanitaria. Tale comportamento costituisce violazione del Codice di Comportamento del personale dipendente dell’ASL Napoli 2 Nord. Al fine di accertare i fatti, si dispone l’apertura di un’indagine interna, in caso di accertamento di responsabilità verranno adottate le misure disciplinari previste dal vigente ordinamento. La Direzione Strategica ribadisce il proprio impegno a garantire la qualità e la sicurezza delle cure erogate ai cittadini e a tutelare l’immagine dell’Azienda. Si confida nella massima collaborazione di tutto il personale dipendente affinché episodi di questo tipo non si ripetano in futuro».

Italian Green Factory completa l’acquisizione di un nuovo capannone industriale da Stellantis Pomigliano

NAPOLI – “Oggi Italian Green Factory ha stipulato l’atto di compravendita per completare l’acquisizione dell’edificio industriale di 32mila metri quadri ceduto da Stellantis (stabilimento G.B.Vico di Pomigliano D’Arco), ricadente nel comune di Acerra. Ora allestiremo il capannone nel più breve tempo possibile, per consentire all’azienda di accelerare le produzioni e onorare nei tempi previsti le commesse già pervenute”. Lo dichiara Felice Granisso, CEO di Italian Green Factory (gruppo Tea Tek), in occasione dell’acquisizione del capannone dismesso della fabbrica ex Fiat. L’atto è stato siglato grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo, con la garanzia Sace Futuro.

«Intanto vanno avanti i lavori presso l’area ex Whirlpool di via Argine – conferma Granisso – mentre siamo in attesa dell’attivazione da parte di Invitalia del Fondo di Salvaguardia che consentirà l’ingresso della stessa nel capitale sociale e nella governance della nostra azienda e a pieno titolo nel progetto di reindustrializzazione   che trasformerà lo stabilimento ex Whirlpool nella nuova fabbrica green di Napoli. Possiamo dirci soddisfatti degli obiettivi raggiunti finora. Questo percorso è stato possibile grazie a tutte le istituzioni che ci hanno sostenuto, pubbliche e private, nazionali e locali. Tra Governo, Parlamento, Comune, Regione e sindacati – sottolinea Granisso – abbiamo sentito il supporto di tutti. Oggi è doveroso un ringraziamento particolare alla struttura commissariale della Zes e l’Asi di Napoli, che hanno dato l’ennesima dimostrazione di efficienza e professionalità consentendo in tempi brevissimi la predisposizione di tutti gli atti necessari all’acquisizione del nuovo immobile”.

Sparatoria nel lido per uno sguardo di sfida, indagato in carcere

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NAPOLI – I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata nonché la Squadra Mobile di Napoli ed il Commissariato PS di Torre Annunziata, in data 26 luglio 2024, hanno eseguito un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di una persona gravemente indiziata dei reati di tentato omicidio, strage nonché detenzione e porto di armi da sparo, delitti aggravati dal cd. metodo mafioso.
Successivamente il GIP del Tribunale di Torre Annunziata, in data 29 luglio 2024, non convalidava il fermo per difetto di un attuale e concreto pericolo di fuga, ma emetteva ordinanza di custodia in carcere a carico dell’indagato per tutti i reati contestati, escludendo la circostanza dell’aggravante del metodo mafioso per il solo delitto di strage.
In particolare, l’indagato, in data 19 luglio 2024, in pieno giorno, dopo aver fatto ingresso all’interno dello stabilimento balneare “Lido Azzurro” di Torre Annunziata con un complice non ancora identificato, armati di una pistola e di un fucile, avrebbe aperto il fuoco nei confronti di una persona che si trovava nel mezzo di una folla di bagnanti -così mettendo in pericolo la pubblica incolumità- mentre la vittima designata riusciva a scappare ed a mettersi in salvo.
L’azione sarebbe stata preordinata ed organizzata per punire la vittima a causa di uno sguardo di sfida che avrebbe rivolto all’aggressore.
Le ragioni presumibilmente sottese all’agguato ed uno degli autori dello stesso venivano individuati grazie a diverse attività tecniche già in essere da parte dei Carabinieri del N.I. di Torre Annunziata ed ai successivi accertamenti svolti, nell’immediatezza dei fatti, dalla Polizia di Stato.
Le modalità dell’azione sopra descritte venivano ritenute tipicamente mafiose in considerazione non solo della complessiva ricostruzione della condotta ma anche del presumibile movente della stessa.

Pomigliano: scaduto il contratto di concessione della piscina comunale, Acquachiara deve riconsegnare la struttura

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POMIGLIANO D’ARCO – Con la scadenza definitiva e non più rinnovabile del contratto di concessione della gestione della piscina comunale dello scorso 22 aprile, l’amministrazione Comunale di Pomigliano d’Arco, ha avviato le procedure per la riconsegna dell’impianto sportivo. La società Acquachiara, che ha in gestione l’impianto, oggi ha ricevuto una ulteriore comunicazione ufficiale dall’ente comunale nella quale si evidenzia la necessità di predisporre tutte le azioni per la riconsegna della struttura. In particolare, si richiede di trasmettere, entro il 2 settembre, un rapporto dettagliato sugli interventi di manutenzione effettuati e su eventuali migliorie di adeguamento dell’impianto e delle attrezzature. Documenti fondamentali per verificare lo stato di conservazione della struttura e garantire la conformità alle norme vigenti. Nella comunicazione odierna si sottolinea che la società Acquachiara non può più procedere alle iscrizioni per la prossima stagione, poiché dal mese di settembre la struttura dovrà essere liberata.
La sospensione delle iscrizioni, spiegano dal Comune, si rende necessaria per permettere all’amministrazione Comunale guidata dal sindaco Raffaele Russo, di effettuare tutti gli adempimenti propedeutici alla nuova gara d’appalto senza ritardi.
“Tassativamente – si legge nella comunicazione alla società – siete invitati a non predisporvi per l’organizzazione ed il proseguimento delle attività sportive e dei corsi praticati in struttura, essendo prossima la riconsegna dell’impianto sportivo all’Ente proprietario che ha necessità di essere messo nelle condizioni di espletare tutti gli adempimenti propedeutici all’indizione della nuova gara senza rallentamenti”. La piscina comunale di Pomigliano d’Arco rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati di nuoto e per tutti coloro che frequentano regolarmente l’impianto per attività sportive e corsi di vario genere. L’amministrazione Comunale, inoltre, ha ribadito il proprio impegno a garantire una transizione trasparente e priva di inconvenienti, assicurando che tutte le procedure saranno svolte nel rispetto delle normative vigenti.

La Via Appia diventa Patrimonio Mondiale Unesco: Un onore e una riflessione sulle criticità locali

BENEVENTO – “La Via Appia, Regina viarum” è ora ufficialmente inserita nel Patrimonio Mondiale Unesco. Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio e gioia: l’opera straordinaria di ingegneria civile realizzata da Appio Claudio Cieco oltre duemilatrecento anni fa, che collega Roma a Brindisi, è stata non solo un asse politico-strategico fondamentale per il suo ideatore, ma anche un eccezionale contenitore e giacimento culturale nel corso dei secoli.

Per il Sannio, attraversato trasversalmente per decine di chilometri da questa antica strada che rappresenta il collegamento più breve tra il Tirreno e l’Adriatico, si può affermare senza esitazione che la Via Appia è il Sannio e il Sannio è la Via Appia. È lungo questo tracciato, con cui Appio Claudio Cieco voleva avvicinare Roma alla Magna Grecia attraversando la Valle Caudina, che si sono svolti eventi epocali, come raccontato da Quinto Orazio Flacco nel suo meraviglioso resoconto di viaggio. È lungo questo percorso che, a Benevento, l’imperatore romano Domiziano volle ampliare il Tempio della Dea Iside e dove si combatté la battaglia di Manfredi di Svevia contro Carlo d’Angiò nel 1266, immortalata da Dante nel “Purgatorio”.

In questi giorni, numerosi amministratori locali hanno colto l’occasione del riconoscimento Unesco per esprimere le loro opinioni. Tuttavia, sembra che ogni opportunità sia buona per pontificare, dimenticando le vere necessità dei cittadini della Valle, attraversata dalla Regina viarum. Questi cittadini attendono risposte su questioni fondamentali: la ferrovia Benevento-Napoli, ferma da oltre cinque anni; le reti idriche colabrodo e la carenza d’acqua che durante l’estate viene dirottata verso le zone costiere.

Un capitolo a parte merita il cosiddetto asse attrezzato, gestito dall’ASI. Questa strada, anzi mulattiera, ancora incompleta, appare già più vecchia della Regina Viarum. Eviterò, per pietà, di descrivere le buche, le interruzioni, le inserzioni abusive sulla viabilità ordinaria e i lavori avviati e mai conclusi. Invito tutti a percorrerla da Arpaia verso Cervinara: nella prima curva, la vegetazione ha quasi invaso la carreggiata e i rifiuti abbandonati fanno da degna cornice a quella che, a differenza della Regina Viarum, possiamo definire Scarrupata Caudina.

Usura ed estorsione: nove arresti della Polizia a Napoli

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NAPOLI – La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dal Tribunale di Napoli-Ufficio GIP, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 9 soggetti, di cui 4 destinatari della custodia cautelare in carcere e 5 destinatari degli arresti domiciliari, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di usura ed estorsione, per alcuni aggravati dal metodo mafioso.

L’attività investigativa, esperita dagli agenti della Squadra Mobile e dei Commissariati Scampia e Secondigliano, trae origine dalla denuncia presentata lo scorso 3 giugno da due commercianti, gestori di una ditta per la vendita di articoli di carta, i quali hanno denunciato di aver richiesto, a partire dal giugno 2023, a causa delle difficoltà economiche relative alla gestione dell’attività, ingenti prestiti ad alcuni degli indagati, che avrebbero dovuto restituire con interessi usurari. Non riuscendo nel tempo a far fronte a tali debiti, sono stati costretti a richiedere ulteriori prestiti con tassi sempre maggiori ad altri indagati, fino ad arrivare a rivolgersi a soggetti di elevata caratura criminale, appartenenti alla nota famiglia LICCIARDI.

Non riuscendo a versare le somme periodicamente richieste dai vari indagati, le due vittime si sono determinate a denunciare per porre fine alle condotte minatorie subite mediante continue vessazioni e minacce.

Le immediate attività investigative, mediante le escussioni delle persone informate sui fatti, le individuazioni fotografiche, le analisi delle immagini e degli audio fornite dai denuncianti, nonché le analisi dei tabulati telefonici, hanno consentito di riscontrare le dichiarazioni delle vittime, permettendo di raccogliere elementi probatori a carico degli indagati.