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Estorsione e associazione mafiosa, arrestati 4 esponenti del clan Mazzarella nella “219” di Pomigliano

POMIGLIANO D’ARCO – I  Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 4 persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di estorsione e di tentata estorsione, aggravate dal metodo mafioso, avendo le medesime evocato la forza di intimidazione del clan Mazzarella, operativo anche sul territorio di Pomigliano d’Arco.
In particolare, le illecite condotte sarebbero state poste in essere, mediante ripetute minacce e violenze, in danno di una persona per costringerla a lasciare un appartamento che aveva in locazione ed a pagare, in più occasioni, somme di denaro.

 

Somma Vesuviana: 72enne coltivava cannabis nel suo terreno, arrestato

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SOMMA VESUVIANA – Dovrà rispondere di coltivazione abusiva di stupefacente un 72enne di Somma Vesuviana, arrestato dai carabinieri della locale stazione. Si tratta di Giuseppe Esposito e, nel suo terreno, i militari hanno rinvenuto una coltura di cannabis, con piante alte fino a 1 metro e mezzo. 36 fusti, sequestrati insieme a 110 grammi di marijuana già essiccata. E ancora materiale vario per il confezionamento. Esposito è stato sottoposto ai domiciliari, in attesa di giudizio.

Pomigliano: blitz nella “219”, sequestrati armi e droga

POMIGLIANO D’ARCO – I carabinieri della stazione di Pomigliano D’Arco, insieme a quelli di Brusciano e Castello di Cisterna hanno eseguito un servizio in Via Jan Palach, nel complesso di edilizia popolare ex legge 219. Sequestrata droga, nascosta nel vano ascensore di una delle palazzine. 105 dosi di marijuana per complessivi 125 grammi. Non solo stupefacente, nello stesso luogo un vero e proprio kit criminale. Una pistola Beretta cal 7,65 con matricola abrasa, un fucile calibro 12 con calcio modificato, un passamontagna nero, due bilancini di precisione. E ancora proiettili e una parrucca per mascherare il proprio aspetto. Il materiale è stato sequestrato e sono in corso accertamenti per risalire a chi fosse pronto ad utilizzarlo

Napoli: La Fesseria apre a Chiaia, urban art e comunicazione dissacrante

NAPOLI – Nel cuore di Chiaia, borghese e bon ton, arriva con la sua carica irriverente La Fesseria, il cocktail bar icona della cultura street drink napoletana dal 2017. Al civico 20 di via Bisignano, a pochi passi dall’elegante Piazza dei Martiri, il nuovo locale si aggiunge alle due insegne di via Paladino, nel centro storico di Napoli, e punta a rafforzare il proprio messaggio: essere diversamente cool, creare comunità al di là di ogni genere e appartenenza, diffondere la cultura street, tra echi hip hop e nuovi linguaggi.
Mood optical, pareti nere e giallo fluo (i colori del brand), insegne luminose e wall painting d’autore, distillati ben in vista definiscono lo spazio: 140 mq su due livelli, tra cocktail bar e cucina. Dietro al bancone il team è giovane, scanzonato; la miscelazione cosmopolitae aperta alla sperimentazione. Street fusion la proposta di cucina che è la novità di questa terza apertura: formula tapas tra proposte local e internazionali come i tacos guacamole polpo e crauti, i Tequeños venezuelani, ma anche il baccalà mantecato e il raviolo ripieno di melanzane e ricotta. Gli interventi artistici su muri, porte e scale sono dello street artist Aldam, al secolo Andrea Scialò, napoletano di nascita, globetrotter per innata inquietudine, formatosi tra la Francia del Sud, l’Andalusia, la città di Lisbona, tra ambienti underground, studi di grafica e musica.
Disruptive anche la comunicazione del brand: firmata dall’agenzia partenopea Dabliu Punk Marketing fa breccia per la vena decisamente irriverente, ironica, senza filtri, al grido dell’hashtag #stayfess.
La Fesseria nasce nel 2017 quando quattro amici – Carmine Angelone, Fabrizio D’Aniello, Andrea e Mauro Serino – rilevano un locale in via Paladino 17, a pochi passi da Piazza San Domenico Maggiore, ma lontano dal via vai caotico e folcloristico di Spaccanapoli. Locale piccolo, 32 metri quadrati appena, un bancone bar, bottiglieria a vista e qualche sgabello: ‘na fesseria, come dicono a Napoli, una sciocchezza. Lo spazio è poco, ma habituée turisti di passaggio sono tanti. Fanno la fila nel vicolo per bere un drink, fa parte del rito. Miscelazione semplice, ma di alta qualità, distingue subito il nuovo locale che un anno dopo, nel 2018, viene indicato da Barawards tra i primi 10 Bar Rivelazione dell’anno. Da allora La Fesseria è aperta sette giorni su sette, dalle 18.30 a tarda notte, ed è ritrovo e riferimento del bere miscelato. Dietro al bancone c’è una giovane crew (nel 2020 tra i primi 20 team bar secondo Barawards) che propone drink classici e più innovativi miscelando spirits di qualità. I signaturecocktail sono raccolti nella carta Le forme del piacereche presenta 7 proposte ironiche e pop nel nome, originali nella miscelazione: C’rot, Sexy pummarola, Repubblica delle banane, Profumera, Hot line, Cattivi pensieri, Clementina in vetrina. La cultura street è rimarcata da una comunicazione disruptive.
Carmine Angelone, classe 1988 e co-founder del brand, è il bar manager. Davide Di Guida, classe 1992, è l’head barman: laurea in Storia alla Federico II di Napoli, ha una passione e due specializzazioni per la “preparazione homemade” e “twist on classic” conseguite alla Azoth Academy.

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Clan Mallardo: ordine di custodia per tre persone con l’accusa di associazione mafiosa ed estorsione

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GIUGLIANO – La Dia di Napoli ha eseguito questa mattina una custodia cautelare emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 3 soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso,concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione e tentata estorsione aggravate dalle modalità mafiose.

Il provvedimento è frutto delle indagini svolte dalla DIA di Napoli e coordinate dalla D.D.A a carico, tra gli altri, di un imprenditore edile di Giugliano in Campania che avrebbe avuto un rapporto di contiguità con il clan Mallardo, operante in Giugliano in Campania e comuni limitrofi, al fine di ottenere favori.

In particolare, detto imprenditore avrebbe posto in essere condotte estorsive in danno di altri imprenditori.

Con il medesimo provvedimento cautelare sono stati tratti in arresto altri due soggetti ritenuti intranei al clan Mallardo, gravemente indiziati di aver estorto la somma di 90 mila euro ad un imprenditore edile di Giugliano per i lavori di costruzione di un complesso residenziale composto da 12 appartamenti.  

Il provvedimento eseguito è una misura disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari di essa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Coltellata alla schiena del fratello, 25enne arrestato dai Carabinieri

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MASSA DI SOMMA – I carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio hanno arrestato per lesioni aggravate Amodio Filosa, 25enne di Massa di Somma.  Durante una lite, per motivi ancora in corso di accertamento, avrebbe colpito il fratello alla schiena, utilizzando un coltello. La vittima di 21 anni è stata portata all’ospedale del Mare di Napoli e le lesioni sono state ritenute guaribili in 20 giorni. Filosa è finito in manette ed è ora agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio. Dovrà rispondere di lesioni aggravate.

Pomigliano: dall’omicidio di Frederick all’arresto dei due 16enni. Ecco tutti i dettagli ancora non conosciuti

Due sedicenni sono stati fermati dai carabinieri durante la giornata di ieri, a Pomigliano d’Arco, sarebbero gli autori materiali del pestaggio avvenuto nella notte tra domenica e lunedì scorso che ha poi provocato la morte del 40enne ghanese Friederick Akwasi Adofo. Identificati grazie al sistema di video sorveglianza privato e cittadino disseminato sul territorio attraverso un’indagine che ha visto coinvolti anche gli uomini della polizia locale di Pomigliano.

La cronaca.
Lunedì mattina, intorno alle 8 i carabinieri vengono allertati da un cittadino della presenza di un uomo riverso a terra sanguinante e privo di sensi, in un cortile di via Principe di Piemonte, storica arteria cittadina che che collega Pomigliano d’Arco a Calnuovo di Napoli. I militari giungono sul posto e avvisano il 118 che giunge poco dopo. L’uomo agonizzante, che non ha documenti con se, viene trasportato immediatamente a Nola, dove giungerà in coma.
I carabinieri mettono in moto la macchina delle indagini e in poco tempo acquisiscono gran parte dei video prodotti dai sistemi di video sorveglianza di via Principe di Piemonte: negozi e privati.
Al lavoro ci sono anche gli agenti della Polizia Locale che estrapolano, attraverso ile telecamere comunali una quantità di immagini importanti al fine delle indagini.
Nel primo pomeriggio il quadro sembra essere abbastanza chiaro. Da Nola però arrivano brutte notizie: Frederick muore in ospedale.
I militari dell’arma acquisiscono le impronte di Frederick per il riconoscimento e intanto individuano grazie ai video due persone che aggrediscono il 40enne ghanese ricostruendo dettagliatamente tutti gli attimi.
Gli aggressori sarebbero due giovanissimi. Uno di loro è in sella ad una bicicletta, giungono nel luogo dove Frederick sta dormendo, lo svegliano. Il clochard appare impaurito e prova ad allontanare i due. Dopo un primo scambio di battute uno dei giovani però senza un apparente motivo gli sferra un pugno in pieno volto. Frederick barcolla e cadendo all’indietro finisce a terra; prova a rialzarsi ma l’altro soggetto gli sferra un calcio in pieno volto. Ricade. Comincia il brutale pestaggio fatto di pugni e calci alla testa, al ventre. Frederick non riesce ad opporre resistenza, la violenza è pazzesca. La sequenza di immagini mostra attimi terribili. Sembra una scena di un film ma non lo è.
Dopo quel paio di minuti che appaiono interminabili i due persecutori si allontanano. Frederick resta immobile a terra. Nel frame successivo si rialza a fatica. Non ce la fa. Si fa forza e si tira su appoggiandosi ad una ringhiera. Sbanda vistosamente, e mentre cammina lentamente si gira di tanto in tanto dietro con la paura di essere nuovamente aggredito.
Arriverà dopo qualche minuto nel cortile a fatica e dove si accascerà in terra per essere poi ritrovato, il mattino seguente, agonizzante.
La sequenza di immagini sono agghiaccianti, i carabinieri però attraverso quelle, e le successive che ritraggono i due allontanarsi del luogo del pestaggio e dirigersi verso il centro di Pomigliano, riescono ad individuare i soggetti.
Gli agenti della polizia locale forniscono ai militari dell’arma: immagini nitide. I caschi bianchi infatti hanno passato tutta la notte, nella centrale operativa del comando di Slargo Pannella/Piazza Municipio dove vengono immagazzinate tutte le immagini del sistema di video sorveglianza comunale, al setaccio di ogni minimo particolare. Grazie a quelle immagini comparate all’anagrafica si chiude il primo cerchio.
Un ulteriore accertamento viene fatto dai carabinieri che scandagliano i profili social dei due soggetti: guardano e ri-guardando foto e video alla ricerca di segni particolari, immediatamente trovati e che portano alla definitiva identificazione dei soggetti, uno dei quali risulterà già noto alle forze dell’ordine.

Dopo l’identificazione il PM dei minori provvede a redigere il fermo per indiziato di delitto.
Ieri pomeriggio l’epilogo e la cattura.
Due dettagli importanti, vengono rivenute presso l’abitazione di uno dei due giovani: la bici immortalata dalle telecamere e gli abiti che il soggetto indossava durante i fatti della notte tra domenica e lunedì scorso, utili alle indagini.

Intanto questa sera alle 20:30 la città si ritroverà a via Gramsci, presso Parco delle Acque, su invito dei parroci per una marcia silenziosa in memoria di Frederick.

Mila Maraniello e la sua pittura digitale nel Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli

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NAPOLI – La pittura digitale di Mila Maraniello (nella foto di Bruno Ciniglia) arriva nel Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli. Una tappa significativa per la carriera della giovane ma già apprezzata digital artist che, dal 28 giugno 2023, con vernissage di apertura alle ore 17, e fino al prossimo 8 luglio, darà vita all’attesa mostra personale intitolata “MyAr”- “Napoli, Mystica et Arcana”. Allestita nello storico Corridoio di San Tommaso, l’esposizione che gode del Patrocinio della Città di Napoli, comprende diciassette opere realizzate dalla lungimirante protagonista di quel moderno e affascinante mondo legato alle tecnologie digitali nella produzione artistica. Curata da Gianpasquale Greco, la mostra illustrerà l’avvicinamento di Mila Maraniello a quei personaggi legati a doppio filo a una Napoli esoterica e misteriosa. Evidenziando quella personale necessità interiore di creare forme e colori superando preconcetti e omologazioni, Mila con i suoi lavori scandaglia i più profondi meandri dell’animo umano. Ispirate a quelle figure scaturite da una Napoli segreta e arcana, tra munacielli, negromanti, fantasmi e storie maledette di sangue e tradimento, le opere della Maraniello lasciano intravedere dei sentimenti drammatici di vita pronti a elevarsi verso passionali artifici pittorici. Partendo dalla filosofia di presenze mistiche e non tangibili e dai personali guizzi sulla tavoletta grafica, l’abile digital artist evidenzia una voglia innata di modernità, unita al bisogno di difendere le tracce di tempi lontani sinonimo di remote identità culturali. In equilibrio tra il passato e il presente, rito e costume, le grafiche in esposizione sembrano protendersi verso l’infinito e l’ignoto fino a raggiungere l’essenza di una Napoli millenaria intrisa di leggenda. Nelle diciassette opere ammantate di fascino e pullulanti di “spiriti” napoletani, in un gioco a tratti inquietante con i morti che rincorrono i vivi, Mila, propone un racconto pittorico fantastico. Una fiaba a colori animata da oniriche trasparenze ed incorporee presenze. Sullo scenario di una Partenope attraversata da impenetrabili personaggi vissuti in epoche antiche, le rappresentazioni digitali della giovane artista regalano dei momenti visivi capaci di porre a confronto l’aldilà con la vita reale. Aggirandosi tra gli anfratti di una cultura popolare satura di miti e credenze, Mila perfeziona un congegno ipnotico per trascinare anche la mente più acuta all’interno di meccanismi psicologici dove le incertezze di oggi pesano come gli spettri del passato.

Teatro: grande successo al Sannazzaro per “Questi Fantasmi” della compagnia amatoriale “La carretta dell’arte”

NAPOLI – Sabato scorso, nella storica sala teatrale napoletana di via Chiaia, il teatro Sannazaro, la compagnia amatoriale “La carretta dell’arte”, ha portato in scena il capolavoro di  Eduardo: “Questi fantasmi” . La sala traboccante di spettatori, in ogni ordine di posti, dalla platea ai palchi, ha  potuto ammirare una compagnia collaudata che si è districata con maestria nella  difficile rappresentazione eduardiana.   Sotto la sapiente regia di Stefano Taiani gli attori tutti non hanno fatto avvertire   la differenza tra un teatro amatoriale e quello professionistico. Lo stesso Stefano Taiani è stato ottimo interprete del protagonista; Pasquale Lojacono, cosi come tutti gli altri, il portiere Raffaele, interpretato da Antonio Covino, la sorella scema, Tonia Prevete, la moglie, Miriana Taiani, l’amante, Michele Longobardi, la moglie dell’amante, Rita Sorrentino, il cognato, Gianluca Covino e tutti gli altri…  L’audio e gli effetti scenici sono stati curati da Lucio Cosentino, il trucco da Luciano e la fine scenografia è stata diretta da Franco Sommaripa, aiuto regista Marilena Castaldo, arredamento Ciro Iannone.   

Pomigliano: omicidio Frederick arrestati due minorenni

POMIGLIANO D’ARCO – Arrestati i due presunti assassini del ghanese senza tetto Frederick Akwasi Adofo,  43 anni ucciso a botte l’altro giorno in via Principe Piemonte a Pomigliano d’Arco. Sono due minorenni quelli ritenuti responsabili e identificati a tempo di record dai militari attraverso la visione dei filmati delle telecamere in zona. Entrambi hanno 16 anni e vivono a Pomigliano, uno dei due è di origine romena, l’altro sembra che abbia già una sitiazione familiare particolarmente complicata. Il fermo è stato eseguito con l’accusa di omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi e della crudeltà. I due farebbero parte di una baby gang che da tempo scorazzava per la città. Frederick era stato “preso di mira” da “alcuni giovani già diversi mesi fa”, secondo alcune testimonianze. Secondo una prima ricostruzione fatta dagli inquirenti l’uomo, pestato in strada, avrebbe camminato per qualche metro fino ad accasciarsi all’interno di una corte condominiale, dove è stato soccorso ancora in vita. È morto al pronto soccorso, nell’ospedale di Nola. Un plauso alla rapidità dei carabinieri nell’individuazione dei presunti responsabili arriva dal sindaco di Pomigliano Lello Russo: «Mi congratulo con i carabinieri – afferma il sindaco – per la rapidità di intervento e per aver individuato i presunti responsabili di un delitto atroce e che ha traumatizzato tutta la nostra comunità. Ora che la giustizia faccia il proprio corso. Noi ribadiamo che i funerali del povero Frederick saranno a spese del Comune». Poco fa la procuratrice minorile, Maria de Luzenberger Milnernsheim, ha diramato un comunicato: «I militari della compagnia e del nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a un decreto di fermo emesso nei confronti di due minori (entrambi di 16 anni) gravemente indiziati di omicidio volontario, commesso con l’aggravante dei futili motivi e della crudeltà. Il provvedimento è conseguente ad una ininterrotta attività investigativa, condotta dai reparti operanti a seguito del decesso di Frederick Akwasi Adofo, 43enne ghanese, avvenuto in ospedale per un grave trauma cranico ed emorragia cerebrale, dopo essere stato soccorso in strada nella notte tra domenica e lunedì. Gli approfondimenti, avviati nell’immediatezza si sono incentrati sull’acquisizione e successiva minuziosa analisi delle telecamere presenti nella zona in cui la vittima è stata soccorsa.  «Proprio una telecamera installata in un esercizio commerciale – prosegue la nota – ha ripreso la violenta aggressione, improvvisa e immotivata da parte dei minori nei confronti della vittima, che si trovava da sola sulla pubblica via. I due, dopo aver colpito al volto l’uomo, hanno continuato a sferrare calci e pugni, la maggior parte dei quali indirizzati al capo, quando ormai la vittima era immobile a terra. È stata quindi posta in essere dai carabinieri una sistematica raccolta di immagini impresse nei sistemi di videosorveglianza della città. I video estrapolati hanno permesso di ricostruire il percorso dei due giovani aggressori ed ottenere ritratti più nitidi dei relativi volti: il successivo raffronto con i contenuti multimediali pubblicati dai medesimi sui propri profili social network, ha definitivamente consentito la loro individuazione. Dalla visione dei profili social dei due ragazzi indagati è emersa la presenza di contenuti che esaltano la violenza, con immagini di coltelli e bastoni retrattili. Nel corso delle perquisizioni locali svolte presso le abitazioni degli indagati, sono stati rinvenuti indumenti utili alle indagini».