Home Blog Page 388

Enrico La Salvia condannato all’ergastolo per l’omicidio di Antonio Bottone

NAPOLI – La Corte di Appello di Assise di Napoli ha ribaltato oggi la sentenza di primo grado, infliggendo l’ergastolo a Enrico La Salvia, ritenuto responsabile dell’omicidio di Antonio Bottone. Il giovane Bottone, all’epoca dei fatti appena ventenne e considerato estraneo agli ambienti criminali, fu vittima di un agguato avvenuto la sera del 6 novembre 2016, davanti a un pub di Napoli.

La Salvia era stato assolto il 16 luglio 2021 dal giudice per le udienze preliminari di Napoli, Anna Tirone, per non avere commesso il fatto. Tuttavia, la Corte di Appello di Assise ha ora stabilito che La Salvia è l’esecutore materiale del delitto e lo ha ritenuto pienamente colpevole. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) partenopea, La Salvia sarebbe un elemento del clan camorristico Sequino.

L’omicidio di Antonio Bottone si consumò nel tragico contesto di una faida tra due clan camorristici, con Bottone che era amico del vero obiettivo dell’agguato, Daniele Pandolfi. Bottone fu raggiunto da un colpo di pistola alla testa, mentre teneva in braccio una bambina con la quale stava giocando. La sua unica colpa fu quella di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Dopo la sentenza d’appello, Barbara, sorella di Antonio Bottone, ha commentato: “Oggi finalmente nel cielo c’è mio fratello che sorride: giustizia è stata fatta”. Il padre della vittima, Luigi Bottone, ha dichiarato: “Giustizia è fatta. La mia sofferenza è stata ed è enorme. Sono passati sei anni dal giorno in cui mi si è aperta questa ferita, che non si rimarginerà mai, ma nessuna sentenza può restituirci Antonio”.

La madre di Antonio, Patrizia Polito, ha sorprendentemente dichiarato di aver perdonato l’uomo che ha sparato, aggiungendo che comprende il dolore della madre dell’aggressore. D’altra parte, Barbara, una delle sorelle della vittima, ha sottolineato: “Non si toglie il figlio alla madre, un fratello a una sorella, non si uccide senza motivo e lì dove ne avrei mille di motivi per desiderare la sua morte”.

Ercolano: ferisce il titolare di un bar e poi, armato di birillo, danneggia un’auto. Carabinieri arrestano 26enne

0

ERCOLANO – A Ercolano i Carabinieri della locale tenenza hanno arrestato per lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale Aleksey Cozzolino*, 26enne di Torre del Greco già noto alle forze dell’ordine. Alla centrale operativa arriva una richiesta di aiuto: un uomo, per futili motivi, ha avuto un diverbio con un’altra persona e lo ha aggredito. I carabinieri intervengono a piazzale Vanvitelli e lì trovano il 26enne esagitato. Cozzolino ha appena colpito con una stecca in ferro (probabilmente parte di un ombrello) il titolare del vicino bar ferendolo al labbro. Non contento, poi, si è armato di un birillo sparti-traffico ed ha danneggiato una Mercedes lì parcheggiata.
I militari tentano di calmare il 26enne che, alla loro vista, inizia a minacciarli per poi sputargli addosso e sferrando calci nel tentativo di non essere bloccato. I Carabinieri, con non poche difficoltà, arrestano l’uomo che ora è in attesa di giudizio.
La vittima è stata trasferita nell’ospedale Maresca ed è stato medicato, per lui una diagnosi di 10 giorni. I Carabinieri fortunatamente stanno bene.

Stadio Maradona: posizionata la nuova targa dedicata a Carlo Iuliano

0

NAPOLI – E’ stata posizionata oggi pomeriggio presso la Tribuna Stampa dello Stadio Diego Armando Maradona, la nuova targa dedicata a Carlo Iuliano. Presente l’Assessore allo Sport Emanuela Ferrante, il Consigliere di Città Metropolitana Sergio Colella, la figlia Raffaella Iuliano, il Presidente dell’USSI Campania Mario Zaccaria e rappresentanti del giornalismo sportivo. A dieci anni dall’intitolazione della tribuna stampa dello stadio al giornalista napoletano che fu il primo a creare l’ufficio stampa di una società calcistica in Italia, la targa che lo ricorda si era irrimediabilmente rovinata ed è stata quindi sostituita in tempo utile per i festeggiamenti dello scudetto.

Pomigliano d’Arco colpita da una tromba d’aria: danni nei campi – IL VIDEO

0

POMIGLIANO D’ARCO – Un incredibile video che sta circolando sui social network mostra una scena straordinaria avvenuta stamattina a Pomigliano d’Arco, nell’hinterland napoletano. Il filmato, girato da Giuseppe Criscuolo e condiviso sul gruppo Facebook Nowcasting Meteo Campania, mostra una vera e propria tromba d’aria che si è abbattuta sulla periferia della città.

La tromba d’aria, un fenomeno meteorologico potente e spettacolare, ha colpito la cittadina con grande violenza, lasciando dietro di sé danni significativi. I presenti hanno immortalato l’evento con incredulità, testimoniando la forza della natura che si è manifestata in quel momento.

IL VIDEO (fonte Giuseppe Criscuolo)

 

Rivolta nel carcere di Avellino: detenuti prendono il controllo di un’ala e causano feriti

AVELLINO  – Una violenta rivolta ha scosso l’ala del carcere ad Avellino, precisamente a Bellizzi Irpino, con circa cinquanta detenuti che hanno preso il controllo della struttura. L’episodio ha avuto inizio intorno alle due del pomeriggio e si è protratto per due ore, creando momenti di grande tensione. Secondo quanto riferito dai sindacati di polizia penitenziaria, durante la sommossa due agenti sono rimasti feriti e un terzo è stato medicato per lievi ferite.

I detenuti coinvolti nella rivolta erano armati di olio bollente e mazze di ferro, che avevano recuperato dai letti o dagli armadi all’interno del carcere. Hanno quindi preso il controllo dei reparti e si sono barricati all’interno. Di fronte a questa situazione di estrema pericolosità, sono intervenute le forze dell’ordine, tra cui polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, che hanno circondato l’intero perimetro del penitenziario per garantire la sicurezza del personale e degli altri detenuti.

Durante il primo pomeriggio, la direttrice del carcere, Concetta Felaco, insieme a un gruppo di agenti, ha condotto una trattativa con i rivoltosi per riportare la situazione alla normalità. Dopo un confronto serrato, i detenuti sono stati persuasi a rientrare nelle loro celle.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, denuncia che “da mesi, settimane, giorni denunciamo che il carcere è da tempo fuori controllo, e il SAPPE proprio ieri era tornato a chiedere ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria l’assegnazione urgente e straordinaria di un contingente del Gruppo Operativo Mobile (GOM) della Polizia Penitenziaria per fronteggiare le criticità operative del Reparto irpino, denunciate dal Sindacato in più occasioni e testimoniate anche dalla crescita esponenziale degli eventi critici tra le sbarre”.

“Il tempo delle chiacchiere è finito e questa è la pericolosissima situazione che stanno vivendo i colleghi nel carcere di Avellino”, aggiunge. L’appello del SAPPE al Ministro della Giustizia Nordio ed al Capo del DAP Russo è “assumere con urgenza provvedimenti straordinari per fronteggiare la situazione in atto e dare concreto supporto del personale della Casa circondariale. Ministero della Giustizia e DAP raccolgano i reiterati appelli del SAPPE ad incrementare l’organico del carcere per meglio organizzare l’operatività del personale. Si dia concretamente da fare per predisporre ogni utile intervento a tutela dei poliziotti e degli altri operatori penitenziari. La richiesta di inviare a Avellino personale del GOM va in questa direzione”.

Ex Whirlpool: Sgambati (Uil Campania) «ora le istituzioni facciano presto a mettere in atto quanto necessario»

NAPOLI – “E’ stato accolto con positività dalle lavoratrici e dai lavoratori ex Whirlpool il progetto della TeaTek per lo stabilimento di via Argine, ma adesso comincia la vera fase decisiva” –  è quanto ha affermato Giovanni Sgambati, segretario generale della UIL Campania –  a latere dell’assemblea di oggi tenutasi per illustrare ai lavoratori la nuova missionindustriale del sito napoletano della ex Whirlpool.

“Ci auguriamo che tutte le istituzioni, che hanno salutato positivamente lo sbocco per una riconversione produttiva dello stabilimento di via Argine, con la ricollocazione di tutti i lavoratori e lavoratrici, adesso mettano in atto celermente tutte quelle azioni e risorse che possono realizzare e concretizzare la trasformazione del sito prima della scadenza della naspi dei lavoratori , prevista per il  30 ottobre”.

Due parole su…quando il solerte cittadino resta basito

0

Domenica sera 14 maggio, una serata piovosa ed a tratti nebbiosa, dopo una giornata trascorsa a Napoli, una coppia residente in Valle Caudina, ha appena imboccato la strada denominata asse attrezzato che da Paolisi conduce a San Martino Valle Caudina. Poche centinaia di metri e la coppia si ferma con l’auto per fare rifornimento self service di carburante  presso la stazione di servizio EWA. La loro attenzione è però attratta dallo stato in cui versano i locali, in quel momento chiusi. Si notano i vetri sfondati, chiaro segnale che qualcuno deve aver commesso qualche azione delittuosa nei confronti della struttura. I coniugi, spaventati, risalgono in macchina e si dirigono verso la vicina Montesarchio ove è presente un’altra stazione di servizio EWA. Nel frattempo, però, da cittadini responsabili informano le forze dell’ordine digitando il numero 112. Dall’altro capo del telefono risponde un carabiniere in forza alla stazione di Ospedaletto d’Alpinolo. Al militare viene denunciato quanto notato presso il distributore. Lo stesso dopo qualche minuto di attesa mette in contatto la coppia con i Carabinieri di Avellino, altra ripetizione del fatto ed altro reindirizzamento verso i Carabinieri di Benevento. Ulteriore riferimento della cosa a questi ultimi, i quali a loro volta mettono in contatto la coppia con i Carabinieri di Montesarchio. Finalmente quest’ultimo operatore comprende l’accaduto. Nel frattempo, però, la coppia è giunta al distributore EWA del centro caudino e mentre provvede a fare l’agognato pieno, si accorge che anche i locali di tale stazione di servizio risultano danneggiati e cosi, per non venir meno ai doveri di cittadini, segnalano anche questo fatto ai Carabinieri, questa volta direttamente all’ultimo operatore.

Fine della storia, che ha del paradossale e che purtroppo è vera! E’ mai possibile che nel 2023 un cittadino solerte per segnalare un fatto delittuoso debba perdere del tempo ad essere sballottato qua e la per centrali operative? Non sarebbe il caso che una volta segnalato il caso, le competenze territoriali diventino un fatto interno, senza stressare il cittadino, il quale la prossima volta, si vedrà bene dal segnalare  ciò che il senso civico impone?

Napoli, Santagada-Striano: incontro alunni ITT Giordani-Striano per progetti sostenibilità ambientale

0

NAPOLI – L’Assessore all’Ambiente, Vincenzo Santagada e l’Assessore all’istruzione ed alle Famiglie, Maura Striano hanno incontrato questa mattina a Palazzo San Giacomo una delegazione di studenti dell’ITT Giordani-Striano di Napoli guidati dalla professoressa Patrizia Cardone.

I ragazzi stanno partecipando al Progetto Erasmus “Stealing our future: How can we reduce our carbon Footprint” sulla sostenibilità ambientale al quale partecipano scuole di Italia, Germania, Spagna, Portogallo e Turchia che proprio in questi giorni sono a Napoli presso l’ITT Giordani-Striano.

Il progetto prevede lo scambio tra gruppi di nazionalità diverse per lavorare congiuntamente su vari progetti ambientali con l’obiettivo di sviluppare la comprensione delle diverse culture europee.

Gli Assessori Santagada e Striano, durante l’incontro, hanno illustrato le strategie messe in atto dall’Amministrazione Comunale in materia di salvaguardia ambientale.

Borse in pelle con marchi contraffatti: operazione della polizia municipale di Napoli

0

NAPOLI – Agenti della Polizia Municipale, Unità Operativa Tutela Ambientale ed Investigativa Centrale, hanno controllato  un laboratorio artigianale per la produzione di borse in pelle sito in un terraneo all’interno di palazzo di via Oronzo Costa. L’attività condotta da un cittadino napoletano risultava priva di autorizzazione amministrativa e sanitaria e dedita alla produzione di prodotti contraffatti ed allo smaltimento illecito degli scarti di lavorazione costituenti rifiuti speciali, inoltre durante il controllo gli Agenti rinvenivano una pistola semiautomatica marca BRUNI GAP GLOCK 17  a salve priva di tappo rosso obbligatorio. I caschi bianchi mettevano sotto sequestro il locale, e sequestravano  la merce contraffatta,  i macchinari, i vari punzoni di note marchi utilizzati per la produzione delle borse contraffatte, i rifiuti speciali generati dal processo di lavorazione e la pistola. Il titolare veniva denunciato all’AG.

Psichiatra minacciata con pistola a Secondigliano, domani vertice a Roma di tutti i Dsm italiani

0

NAPOLI – Pistola alla mano minaccia una psichiatra, sfiorata a Napoli un’altra tragedia come quella della Capovani. Ieri sera intorno alle 19.30 presso il centro di salute mentale di Secondigliano un paziente psichiatrico ha minacciato una dottoressa ed una infermiera con una pistola. I sanitari sono riusciti a mettersi al riparo scappando al piano superiore. Tempestivo e risolutivo l’intervento della volante della polizia di stato che ha messo la situazione in sicurezza.

“Anche nel corso del trasporto verso l’Ospedale del mare – avverte il direttore della Asl Napoli Ciro Verdoliva –  il paziente ha tenuto atteggiamenti di grave molestia nei confronti della psichiatra”. I direttori delle Unità di Salute Mentale di Napoli – unitamente al Direttore del Dipartimento di Salute Mentale – si riuniranno stamattina al Centro di Salute Mentale dì Secondigliano per esprimere sostegno alla collega e fare il punto della situazione. Un avvocato penalista della Asl è a disposizione per sporgere querela di parte. La Asl pronta a costituirsi parte civile.

E per rimettere la Salute Mentale al centro dell’agenda politica del Paese domani a Roma le Istituzioni incontrano i dipartimenti di Salute mentale di tutta Italia per trovare soluzioni a problemi non più procrastinabili dopo il terribile omicidio di Barbara Capovani.

L’evento romano organizzato dal Coordinamento nazionale dei Direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale italianie da Motore Sanità(con il contributo  non condizionato di Angelini Pharma, Otsuka, Janssen Pharmaceutical Companies of Johnson & Johnson), in programma presso l’Hotel Nazionale (Sala Capranichetta), vuole aprire il dialogo tra psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi e medici delle dipendenze, i rappresentanti delle Società scientifiche, delle categorie professionali e degli altri ambiti sanitari dell’emergenza. In Italia, specialmente dopo la pandemia, nonostante cresca continuamente il numero delle persone che presentano un disturbo mentale grave (soprattutto adolescenti), i Dipartimenti di Salute mentale sono allo stremo e non riescono più a garantire i Lea. “La presa in carico di un paziente grave necessita di continuità, prossimità e di un’équipe multidisciplinare che nessun privato può o vuole offrire. Ma le risorse di personale sono ben lontane dagli standard di AGENAS recentemente pubblicati e il finanziamento dei DSM è molto al di sotto della quota del 5%del FSN indicata dai Presidenti delle Regioni nel 2001”, sottolinea Giuseppe Ducci, Direttore DSM ASL Roma 1. Urgente cambiare il codice penale, per la drastica riduzione della non imputabilità e per riportare i servizi per la salute mentale ai compiti di prevenzione, cura e riabilitazione, lasciando alla giustizia i compiti di custodia.

“Occorre una forte integrazione con l’area di dipendenze e la continuità con la neuropsichiatria infantile” aggiunge Michele Sanza, Direttore del Dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche di Forlì-Cesena a nome del board di 100 dipartimenti di Salute mentale italiani. I nuovi bisogni sono caratterizzati da frequentissime comorbilità tra disturbi psichici e uso di sostanze. Quadri clinici ove prevalgono la disregolazione emotiva e l’impulsività. Necessario sviluppare strategie di prevenzione in collaborazione con le Scuole e intercettare precocemente i disturbi”.

“La questione della violenza nelle sindromi psichiatriche – aggiunge Sanza – deve essere trattata con equilibrio. Le persone affette da disturbi psichici sono più spesso vittima che non autori di reati. I reati subiti dai pazienti psichiatrici sono quattro volte più numerosi quelli da loro commessi. Parte significativa di quei reati  che nel nostro ordinamento giuridico, creano il presupposto della non imputabilità, parziale o totale,  sono stati piuttosto commessi da persone alle quali è stato al massimo riconosciuto una diagnosi di “disturbo antisociale di personalità”.  E’ ora di disconoscere questa sindrome come sindrome psichiatrica e di restituirle il suo contenuto più appropriato di specifico profilo criminale per il quale non sussistono presidi medici idonei né di tipo farmacologico e né di tipo psicoterapeutico”.

“La Salute mentale – conclude Claudio Zanon direttore scientifico di Motore Sanità che nel lontano 1974 ha partecipato ad una ricerca sul campo sulla malattia mentale ed i manicomi – non è una questione ideologica – la cosiddetta legge Basaglia fu elaborata da un gruppo con relatore Bruno Orsini, democristiano medico e sottosegretario, che mediò tra posizioni estreme e portò all’approvazione di tutti i partiti di una legge che ridiede diritti e dignità ai pazienti e permise una chiusura progressiva e ventennale dei manicomi terminata dall’allora ministro Rosi Bindi. Basaglia, contrario all’inizio, la riconobbe in seguito come la “ migliore legge possibile. L’attuale scenario epidemiologico è completamente diverso da quello di 50 fa. Emergono con forza bisogni di cura legati alla problematicità dell’adolescenza e dell’ingresso nella vita adulta, con manifestazioni psicopatologiche di tipo comportamentale inerenti la sfera della regolazione delle emozioni.  Appartengono a questa vera e propria ondata, aggravata dalla pandemia, i tentativi di suicidio, l’autolesionismo, i disturbi del comportamento alimentare, i disturbi di personalità borderline. La comorbidità con l’abuso di sostanze ha modificato il decorso anche delle patologie tradizionali”