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Napoli, cellulari e droga in carcere a Poggioreale: 8 arresti, in manette anche il garante dei detenuti

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NAPOLI – Nell’ambito di indagine coordinata della Procura della Repubblica di Napoli, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a un’Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli, a carico di 8 soggetti (destinatari 6 della misura in carcere e 2 di quella agli arresti domiciliari) ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti e corruzione.
L’attività investigativa, svolta dal giugno 2021 al gennaio 2022, ha consentito di delineare l’esistenza di un’associazione per delinquere, radicata nel capoluogo partenopeo, finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti e specificamente, l’introduzione illegale di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti all’interno della Casa Circondariale di Napoli – Poggioreale.
Tra i partecipanti al sodalizio, oltre ad alcuni detenuti dell’istituto penitenziario, figura anche IOIA Pietro, Garante dei diritti delle persone private o limitate nella libertà personale del Comune di Napoli, tuttora in carica, il quale, avvalendosi del suo ruolo, che gli consentiva libero accesso all’interno delle carceri, vi introduceva, previo compenso, dispositivi di telefonia mobile e sostanza stupefacente.
In particolare, il funzionamento dell’organizzazione criminale prevedeva che la compagna di uno dei promotori, per il tramite del Garante, facesse recapitare ai detenuti, partecipi dell’associazione, apparati di telefonia mobile e sostanza stupefacente di vario genere che, di conseguenza, venivano venduti alle altre persone recluse, creando un vero e proprio commercio illegale.
IOIA, dal canto suo, approfittava dei colloqui mirati a verificare le condizioni in cui versavano i detenuti, per effettuare le consegne che gli erano state richieste.
Il denaro veniva poi versato su alcune carte ricaricabili in uso a una donna e poi diviso con gli altri sodali dell’organizzazione.
Le indagini hanno evidenziato l’esistenza di un dilagante fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti (hashish e cocaina), del valore economico di diverse migliaia di euro, all’interno dell’istituto penitenziario.
La Direzione del Carcere di Poggioreale e la Polizia penitenziaria hanno prestato la loro collaborazione alle indagini nella fase di osservazione dei colloqui.

Il provvedimento oggi eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Elenco destinatari:

1. Murolo Massimiliano, nato a Napoli il 18.11.1979, indagato per i reati p. e p. dagli artt. 416 co.1,2 e 3 c.p., artt. 110, 391 ter, 61 n.9. 81 cpv c.p. e 73, 80 lett. b) e g) DPR 309/90, artt. 110, 81 cpv, 319, 320 e 321 c.p.;

2. Guillari Sonia, nata a Napoli il 25.03.1975, ivi residente, indagata per i reati p. e p. dagli artt. 416 co.1,2 e 3 c.p., artt. 110, 391 ter, 61 n.9. 81 cpv c.p. e 73, 80 lett. b) e g) DPR 309/90, artt. 110, 81 cpv, 319, 320 e 321 c.p.;

3. Ioia Pietro, nato a Napoli il 26.01.1959, indagato per i reati p. e p. dagli artt. 416 co.1,2 e 3 c.p., artt. 110, 391 ter, 61 n.9. 81 cpv c.p. e 73, 80 lett. b) e g) DPR 309/90, artt. 110, 81 cpv, 319, 320 e 321 c.p.;

4. Donzelli Nicola, nato a Napoli il 28.07.1986, indagato per i reati p. e p. dagli artt. 416 co.1,2 e 3 c.p., artt. 110, 391 ter, 61 n.9. 81 cpv c.p. e 73, 80 lett. b) e g) DPR 309/90, artt. 110, 81 cpv, 319, 320 e 321 c.p.;

5. Maresca Cardamone Maria, nata a Napoli il 05.11.1989, domiciliata a Casavatore (NA), indagata per i reati p. e p. dagli artt. 416 co.1,2 e 3 c.p., artt. 110, 391 ter, 61 n.9. 81 cpv c.p. e 73, 80 lett. b) e g) DPR 309/90, artt. 110, 81 cpv, 319, 320 e 321 c.p.;

6. De Maria Antonio, nato a Napoli il 27.09.1988, indagato per reati p. e p. dagli artt. 416 co.1,2 e 3 c.p., artt. 110, 391 ter, 61 n.9. 81 cpv c.p. e 73, 80 lett. b) e g) DPR 309/90, artt. 110, 81 cpv, 319, 320 e 321 c.p.;

7. Castello Vincenzo, nato a Napoli il 14.08.1984, indagato per reati p. e p. dagli artt. 416 co.1,2 e 3 c.p., artt. 110, 391 ter, 61 n.9. 81 cpv c.p. e 73, 80 lett. b) e g) DPR 309/90, artt. 110, 81 cpv, 319, 320 e 321 c.p.;

8. Pages Grazia, nata a Napoli il 24.04.1968, residente a Casavatore (NA), indagata per i reati p. e p. dagli artt. 416 co.1,2 e 3 c.p., artt. 110, 391 ter, 61 n.9. 81 cpv c.p. e 73, 80 lett. b) e g) DPR 309/90.

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Crollo in cimitero Napoli: bare in bilico e salme visibili

NAPOLI –  Un nuovo crollo si è verificato oggi alle 14,03 al Cimitero di Poggioreale, dove l’edificio di tre piani della Cappella della Resurrezione denominata ‘Gesù Risorto 1’ ha avuto un parziale cedimento.
L’edificio, di quattro piani fuori terra,  si trova a Porta Balestrieri,  in Via S. Maria del Pianto, nei pressi del Forno Crematorio. Non è posto,  quindi, nelle immediate vicinanze dell’area in cui di verificarono i crolli il 4 e 5 gennaio scorsi.
Al momento tutta l’area del Monumentale è interdetta e si sta predisponendo un’ordinanza di chiusura del cimitero. Numerose le bare, almeno una decina, che con il cedimento del manufatto si trovano ora in un equilibrio precario, così come sono diverse le salme rese visibili e prive di ogni protezione.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale ed i Servizi comunali con l’Assessore ai Cimiteri Vincenzo Santagada.
“Al momento del crollo non vi erano parenti dei defunti –  ha spiegato l’Assessore, fra i primi ad accorrere sul posto – in quanto la chiusura è prevista alle 13,30. Il crollo è stato preceduto da un boato secco e dalle telecamere, poste lateralmente all’area interessata, è stata rilevata una fitta nube di polvere. Come Amministrazione stiamo provvedendo a tutti gli adempimenti necessari”.

Marigliano: due donne in prognosi riservata, picchiate da un familiare

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MARIGLIANO  –  Questa notte i carabinieri della sezione radiomobile di Castello di Cisterna sono intervenuti in Via San Giovanni Battista, nel comune di Marigliano.
Un 48enne del posto, probabilmente in ubriaco, ha aggredito la madre e la zia di 76 e 67 anni. Le ha colpite con calci e pugni per motivi ancora sconosciuti. Le due donne sono state soccorse da un’ambulanza: una è stata portata all’ospedale di Nola, l’altra all’ospedale del Mare. Sono entrambe in prognosi riservata.
L’uomo è stato arrestato per lesioni aggravate e portato in carcere nel penitenziario di Poggioreale.

Castelcisterna: arrestato pusher 20enne nella “Cisternina”

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CASTELLO DI CISTERNA – I carabinieri della sezione operativa di Castello di Cisterna hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Antimo Costanzo, 20enne di Orta di Atella già noto alle forze dell’ordine.
Era all’interno della “Cisternina” ed è stato sorpreso con 43 dosi di crack, 7 di cocaina. Durante il controllo e la perquisizione il giovane ha provato in più occasioni a divincolarsi e ha anche colpito i militari. Per lui sono scattate comunque le manette. E’ ora agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

In tribunale con un coltello. 64enne denunciato dai Carabinieri

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NOLA  – Tre giorni fa è stato arrestato per atti persecutori dai carabinieri della stazione di san giuseppe vesuviano. Aveva speronato l’auto al cui interno c’erano la moglie e la figlia. Era sottoposto ai domiciliari e ieri mattina era prevista l’udienza di convalida. L’autorità giudiziaria lo aveva convocato libero, senza scorta.
Quando si è presentato all’ingresso del tribunale ha trovato i carabinieri della stazione di Nola che concorrevano nella vigilanza della struttura. A dare il primo allarme il metal detector.
L’uomo, un 64enne di san Giuseppe vesuviano, ha velocemente estratto un coltello dalle tasche e lo ha nascosto in una scarpa.
Come prevedibile i carabinieri hanno visto tutto e hanno chiesto al 64enne di togliere le scarpe e consegnare il coltello. Non si è arreso e ha provato a lanciare via l’arma.
Anche questa mossa è servita a nulla e per lui è scattata una denuncia per porto abusivo di armi.

Carabinieri contro l’inquinamento ambientale e lo smaltimento illecito di rifiuti

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AFRAGOLA – Controlli ambientali nella città di Afragola. In azione i carabinieri della compagnia di Casoria e quelli della stazione forestale di Napoli. Dall’alto l’occhio elettronico di un velivolo del 7° nucleo elicotteristi di Pontecagnano.
Denunciato un 66enne di Cardito, capo squadra di una ditta che si occupa di raccolta e riciclo dei rifiuti. Accade in località Capomazzo. 4 autocompattatori della ditta stavano trasferendo alcuni rifiuti da un veicolo all’altro, lasciando che alcuni liquami percolassero fino al terreno nudo. I veicoli sono stati sequestrati e così ‘area interessata dalle operazioni, uno spazio di circa 500 mq
Denunciata anche una 41enne di Afragola per stoccaggio illecito di rifiuti. In un deposito di circa 200 mq aveva accatastato senza autorizzazione centinaia di pneumatici nuovi e usati. La struttura è stata sequestrata.
I controlli continueranno anche nei prossimi giorni.

Il sindaco per Natale decide stop alle luminarie che verranno sostituite dai bracieri

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AVELLINO – Il sindaco di Montefredane, in provincia di Avellino, Ciro Aquino, ha scritto una lettera, pubblicata su Facebook, ai propri concittadini nella quale ha annunciato la propria proposta, in vista delle festività natalizie, di installare dei bracieri al posto delle luminarie a causa del caro energia che costringe a razionalizzare l’uso della pubblica illuminazione.
“Cari concittadini, – si legge nella lettera del primo cittadino Ciro Aquino – causa dell’aumento esponenziale del costo dell’energia, nostro malgrado, in linea con le disposizioni del Governo, e così come deciso da molte altre Amministrazioni Comunali, ho dovuto assumermi la responsabilità di ordinare la riduzione dei gradi del riscaldamento nelle strutture pubbliche e di posticipare l’accensione dei termosifoni, ma anche di ridurre l’illuminazione pubblica in alcune aree del paese, a partire dai parcheggi.
Siamo arrivati a toccare il record di 25mila euro al mese. È un costo fuori dalle nostre possibilità, non possiamo mettere a rischio i conti.
Anche per questo annuncio ai cittadini che insieme alla Giunta ed ai consiglieri comunali abbiamo deciso che tra qualche settimana pubblicheremo un avviso pubblico volto a sostenere i nuclei familiari più in difficoltà nel pagamento delle bollette.
È un piccolo segnale che vogliamo dare a coloro che sono stati fortemente colpiti dal caro energia. Annuncio, inoltre, che nel segno del rigore e dalla razionalizzazione della spesa energetica, in occasione del Santo Natale, non saranno installate né le luminarie né il tradizionale Albero di Natale in Piazza Municipio.
Lancio un’idea che sottopongo alla vostra valutazione.
Considerata la guerra in Ucraina che miete vittime innocenti, e considerata la crisi energetica, urge una iniziativa sobria volta ad unire la comunità in preghiera nel segno della pace, pertanto farò installare 4 braciere, uno in Piazza Municipio a Montefredane, uno ad Arcella davanti alla Chiesa, uno in Piazzetta Livatino a Frazione Alimata, uno nel parcheggio di Bosco Magliano.
Organizzeremo delle serate in semplicità, nel periodo natalizio, accenderemo i bracieri con la legna che ognuno porterà, per trascorrere qualche ora insieme intorno al fuoco. Non sarà vietato mettere qualche patata sotto la cenere, o arrostire qualche salsiccia…
Accendere la speranza nei nostri cuori, per ritrovarci e stringerci, per chi ha il dono della fede, nella preghiera invocando la pace nel mondo ed un ritorno alla normalità. Questa è la mia proposta, e come sempre accetto critiche e suggerimenti”, conclude Aquino.

Reddito di cittadinanza: nel Napoletano nelle tasche sbagliate quasi 15 milioni di euro in un anno e mezzo

NAPOLI – Il portafogli si ingrossa ancora, quello nelle tasche dei 662 furbetti del reddito di cittadinanza scovati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli nel periodo che va da aprile a ottobre di quest’anno.
Tutti hanno ricevuto denaro dallo Stato senza averne titolo. Per 287 di loro si ipotizza anche la truffa.

Primi giorni di ottobre, si chiude il cerchio sul terzo capitolo dell’inchiesta sul reddito di cittadinanza. I carabinieri napoletani, con la preziosa collaborazione del nucleo ispettorato del lavoro e dell’Inps, hanno continuato ad approfondire i controlli sul beneficio intascato indebitamente da chi la soglia della povertà non l’ha mai varcata.
Da chi vive in una sorta di limbo sommerso dove il lavoro nero, la delinquenza e l’arte di arrangiarsi (soprattutto a scapito degli altri) sono le uniche leggi riconosciute.

 

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Controlli a tutela di quelle persone che del denaro garantito dal reddito di cittadinanza ne farebbero una fonte (lecita) di sostentamento. Un beneficio che garantirebbe un pizzico di serenità ai veri bisognosi, quelli che con quel ritegno d’altri tempi neanche lo richiederebbero.

Si riafferma, dunque, un ciclo simbolicamente durato un anno e 6 mesi, durante il quale i militari hanno scoperchiato una voragine nel bilancio statale che ha assorbito, moneta su moneta, quattordici milioni seicentoquarantotto mila e duecentoquarantotto euro e sei centesimi.
Una cifra spaventosa che in lettere fornisce una dimensione ancora più chiara di un fenomeno ancora diffuso.
Quasi 15 milioni di euro sottratti indebitamente da migliaia di persone a cui non manca di certo la pagnotta e che, nonostante tutto, hanno richiesto aiuto al governo.
14.648.248,6 euro che tradotti su base giornaliera (con riferimento ad un periodo di un anno e 6 mesi circa, da giugno 2021 al 6 ottobre 2022: 553 giorni) significano 26.488,69 euro “regalati” ogni 24 ore a chi non ne aveva diritto, 1.103,69 euro l’ora.

Con la terza tornata di controlli, la somma rilevata è di 2.962.551,06 euro. Il campione in vitro è come sempre Napoli con la sua intera provincia, isole comprese. E ancora una volta si è proceduto analizzando il territorio in tre macro-aree: Napoli (con Pozzuoli, Monteruscello, Quarto, Monte di Procida, Bacoli, Ischia, Procida, ndr), comuni della provincia a Nord (area giuglianese compreso litorale, Castello di Cisterna e area a nord del Vesuvio, area maranese, Casoria e comuni limitrofi e area nolana) e sud (vesuviano lungo la costa, area di Torre Annunziata, Torre del Greco, Volla, Ercolano, Cercola, penisola sorrentina, Castellammare di Stabia e Capri).
Ma andiamo nello specifico, individuando quelle aree dove si è registrata una maggiore concentrazione di domande irregolari.

Partiamo da Napoli.
I carabinieri hanno rilevato il picco di irregolarità tra le municipalità 3, 4 e 6. Per intenderci siamo nei quartieri Stella, San Carlo Arena, San Lorenzo, Vicaria, Poggioreale, Zona Industriale, Barra, San Giovanni a Teduccio e Ponticelli.
I conti parlano di 731.973,68 euro intascati senza titolo: il 24.71% del dato provinciale riassunto in 9 quartieri. E oltre la metà (66,7%) dei numeri napoletani che parla di complessivi 1.097.391,52 euro sottratti alle casse statali.
Non solo cifre, anche storie. Uno dei percettori risulta essere il 57enne del centro di Napoli, recentemente arrestato sull’isola d’Ischia per truffa ai danni di un’anziana. Il solito trucchetto del finto nipote costato all’uomo le manette. Da accertamenti dei militari intervenuti è emerso che nel novero dei percettori fosse registrato anche il suo nome.

Sussidio statale nelle tasche anche di 3 parcheggiatori abusivi denunciati tra le strade del quartiere Vomero. Non è chiaro quale delle entrate servisse per arrotondare il bilancio familiare, quella del rdc o quella delle “offerte a piacere”degli automobilisti disperatamente alla ricerca di un parcheggio.
Anche un 34enne, raggiunto da un provvedimento dell’Autorità giudiziaria per una rapina commessa in un market in Via Cilea, ne è risultato beneficiario.

A beneficiare indebitamente dei soldi dello stato anche due persone arrestate lo scorso 22 settembre durante operazione dei Carabinieri di Scampia. I due sono gravemente indiziati di aver costretto un 27enne e la madre anziana a lasciare l’abitazione popolare dove vivevano legittimamente.

Lasciamo il capoluogo per spostarci nell’area a nord di Napoli.
1.461.878,27 euro il conto sulla scrivania dei militari. Una cifra che spacchettata fa retrocedere l’area maranese (Marano, Villaricca, Melito, Mugnano e Calvizzano) di 2 posizioni: il conto finale è di 253.166,9 euro concentrati nei portafogli dei percettori illeciti individuati in questi 5 comuni.

A guadagnare il posto più alto del podio Acerra con 707.787,49 euro di benefici illeciti, medaglia d’argento per Pomigliano con un buco di 316.336,30 euro.

Seguono a ruota i dati di Giugliano in Campania (96.828,19 euro) e Arzano, con 55mila euro tondi.

Quest’ultima somma è stata convogliata nelle tasche di soli 11 soggetti, recentemente coinvolti in un indagine che ha inferto un duro colpo al clan della 167 di Arzano. Tra questi anche il padre di un esponente di spicco della consorteria criminale che in occasione della compilazione dell’autocertificazione ha omesso di indicare nel nucleo familiare uno dei componenti sottoposto a misura cautelare.

Una delle persone arrestate lo scorso 23 settembre nell’ambito di un operazione dei carabinieri di Giugliano avrebbe ricevuto indebitamente circa 23mila euro dallo Stato. L’uomo è gravemente indiziato di estorsione e turbata libertà degli incanti, per aver interferito nell’aggiudicazione all’asta di un immobile sito a Casaluce.

Nel comune di Calvizzano, invece, i militari hanno denunciato 20 extracomunitari perché avrebbero richiesto il reddito di cittadinanza nonostante non avessero maturato i 10 anni di permanenza nel territorio italiano. Il danno causato al bilancio ammonta a circa 70mila euro.

Il terzo tassello arriva dall’area a sud di Napoli. A conti fatti la somma che è finita in mani sbagliate è di 403.281,27 euro. A dirigere questa black list i furbetti di Torre del Greco che hanno incassato 81.533 euro e quelli di San Giuseppe Vesuviano, con 71.502 euro.

Tra le persone che hanno beneficiato di denaro senza imperlarsi la fronte di sudore una donna del ’64, di Cercola, recentemente raggiunta da un ordine di carcerazione. La donna è stata tradotta al carcere di Santa Maria Capua Vetere e sconterà 3 anni, 7 mesi e 16 giorni di reclusione per usura, rapina ed estorsione, reati aggravati dal metodo mafioso.
Estorsione il reato ipotizzato anche per 2 persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Dda partenopea, eseguita dai Carabinieri del nucleo investigativo di torre annunziata, per corruzione elettorale in concorso.

I controlli continueranno anche nei prossimi mesi.

Bilancio da Giugno 2021 al 6 Ottobre 2022:

Totale euro 14.648.248,6 euro;
Totale percettori illeciti 4.307;
Totale persone denunciate 1.556.

Prima inchiesta
5.127.765,71 euro giugno/novembre 21 – 2441 le persone alle quali è stato revocato il beneficio su tutto il territorio della provincia partenopea, 716 denunciati per truffa ai danni dello Stato

Seconda inchiesta
6.557.931,86 di euro novembre 21/ aprile 22 – 1204 percettori illeciti
651 posizioni irregolari, 553 persone denunciate per truffa ai danni dello Stato.

Terza inchiesta
2.962.551,06 euro Aprile/Ottobre 22 – 662 percettori illeciti – 375 irregolarità, 287 dpl

Legambiente, caro bollette, crisi energetica e povertà energetica: tutti i numeri della Campania

NAPOLI – Siamo alle porte di un inverno complesso, con conseguenze economiche e sociali importanti causate dai peggiori rincari dell’ultimo decennio. Un paese che deve affrontare il caro bollette, crisi energetica, crisi climatica come ben fotografato dai numeri che Legambiente presenta in un dossier Civico 5.0 con una “Fotografia dell’abitare delle dieci municipalità: monitoraggi dei consumi elettrici e termografie.”

Per il terzo trimestre 2022, abbiamo avuto prezzi (per la voce spesa della materia energia, che pesa per più dell’80% sul prezzo complessivo in bolletta) di 0,31 €/kWh per l’energia elettrica e di 1,09 euro/Smc per il gas, valori in aumento, rispetto al terzo trimestre del 2020, rispettivamente del 623 e del’800%. In Campania, già nel 2021 le famiglie hanno speso in media, per luce e gas, 1.561 euro, il 36% in più rispetto al 2020. Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 704 euro – la seconda più alta di tutta Italia – con un rincaro annuo del 35%; quella del gas, invece, è arrivata a 857 euro, in aumento del 36% rispetto al 2020. [fonte: analisi Facile.it].

Le famiglie italiane che oggi si ritrovano a dover fronteggiare questi aumenti vivono, nella quasi totalità dei casi, in case non efficientate o scarsamente efficientate energeticamente. Ciò aggrava ulteriormente questa situazione: una casa non efficientata comporta dei consumi maggiori, sia di corrente che di gas. In particolare, in Campania, il 39,6% degli edifici ha un APE( Attestato di Prestazione Energetica)che attesta una classe energetica G, la più bassa. Le classi energetiche stabilite sono in tutto 10: A4 (la migliore), G (la peggiore).Per i fabbisogni di una casa in classe G è necessaria una quantità di energia quasi dieci volte superiore rispetto ad una casa con certificazione energetica di classe A4, con ricaduta sui costi in bolletta fino a 10 volte maggiori.

“Davanti a questi dati- commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania– risultano necessarie misure straordinarie in grado di rispondere alla crisi climatica, energetica e socioeconomica. Oggi il cambiamento vero passa assolutamente dalla conversione ecologica delle nostre città a partire dalle nostre abitazioni. Una sfida possibile, una sfida di comunità. La riqualificazione energetica, la rigenerazione urbana, l’elettrificazione dei consumi domestici e la modifica degli stili di vita rappresentano l’unica strada. Serve una profonda trasformazione degli edifici (rendendoli più efficienti energeticamente, sicuri sotto il punto di vista sismico e dalla presenza di amianto, il tutto garantendo che i miglioramenti siano per tutte le fasce sociali) e dei quartieri, puntando l’attenzione ai bisogni dei cittadini e all’innovazione ambientale. “

Secondo un’elaborazione di CGIA Mestre, basata sui dati Rapporto OIPE 2020, le famiglie in Italia a rischio povertà energetica sarebbero almeno 4 milioni, significa più di 9 milioni di persone. La regione maggiormente in difficoltà è proprio la Campania: il numero di famiglie campane che utilizza luce e gas saltuariamente oscilla tra 519 e 779 mila unità. Si parla di un numero di persone compreso tra 1.370.914 e 2.056.371.

Queste famiglie in difficoltà si ritrovano poi a dover vivere talvolta in abitazioni che vanno ad aggravare la loro spesa energetica. Il censimento ISTAT del 2011 ci raccontava una situazione già grave: in Campania, si parla di circa 195 mila edifici residenziali in stato mediocre o pessimo, si tratta di oltre il 21,8% del patrimonio edilizio abitativo della regione.

Il 39,6% degli edifici sul territorio campano ha un APE che attesta una classe energetica G. Numeri importanti, che mettono in luce un patrimonio edilizio vetusto, che comporta costi in bolletta maggiori per le famiglie che vi abitano. Legambiente Campania ha realizzato una fotografia della qualità dell’abitare attraverso le analisi termografiche ed elettriche di 10 abitazioni nelle 10 municipalità di Napoli realizzate dai volontari di Legambiente Campania nell’ambito del progetto “Volontari per comunità sostenibili” finanziato dalla Regione Campania.

Nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2022 sono state effettuate delle analisi termografiche in giro per le dieci municipalità, per poter dare un quadro di massima dello stato del patrimonio edilizio della città di Napoli. L’indagine condotta sugli edifici residenziali delle 10 municipalità di Napoli ha quindi evidenziato una fotografia abbastanza complessa. In particolare, nell’ 80% degli edifici, sono stati evidenziati numerosi ponti termici al livello degli infissi di balconi e finestre. In aggiunta in tre municipalità (30%) sono evidenti anche le impronte termiche del solaio. Nel 60% dei casi le termografie hanno evidenziato come le pareti dell’edificio non isolino adeguatamente la struttura sotto il punto di vista termico. Molte delle termografie effettuate hanno mostrato, infatti, grande disomogeneità cromatica dovuta proprio ad una differente dispersione del calore dell’edificio. Infine, un solo edificio dei dieci analizzati per il progetto ha evidenziato al di sotto dei balconi la presenza di macchie di umidità e muffa.

Anche l’interno delle nostre abitazioni, le nostre abitudini quotidiane possono avere un impatto sulla bolletta. L’utilizzo che facciamo degli elettrodomestici e le scelte che compiamo quando ne compriamo uno nuovo hanno una loro incidenza. Per conoscere meglio le abitudini e i consumi delle famiglie, si è scelto di monitorare una famiglia per ciascuna delle dieci municipalità di Napoli e si sono analizzati i consumi di quattro tra i principali elettrodomestici utilizzati dalla famiglia. L’analisi dei consumi elettrici degli elettrodomestici nelle famiglie delle diverse municipalità di Napoli restituisce una fotografia delle abitudini delle famiglie. L’utilizzo della lavatrice, ad esempio, è ancora molto frequente nelle fasce orarie del mattino in cui il costo dell’energia elettrica risulta essere più elevato. Infatti, nel 75% delle famiglie in cui è stato monitorato il consumo della lavatrice è stato effettuato almeno un ciclo di lavaggio nella fascia F1. Solo il 25%, mette in funzione questo elettrodomestico nelle fasce orarie e giornaliere economicamente più vantaggiose. Nel 55% delle famiglie è stato individuato almeno un elettrodomestico posto in modalità stand-by: uno di questi è arrivato a consumare 432 Wh, che in un anno è circa pari al 5,3% dei consumi elettrici medi delle famiglie italiane.

SuperEnalotto bacia Capri (NA) con una vincita punti 5 da 65.217,57 euro

CAPRI, Napoli – Si nasconde ancora il “6” nell’estrazione del SuperEnalotto di giovedì 13 ottobre, con il Jackpot che arriva a 289,2 milioni di euro in palio per il prossimo concorso di sabato 15 ottobre.

È festa però per il fortunato che ha centrato un punto “5” da 65.217,57 euro. La giocata vincente è stata convalidata a Capri (NA) presso il punto vendita Sisal Cartolibreria Faiella situato in via Longano, 18.

La combinazione vincente è stata 4, 20, 64, 65, 69, 79, J 81, SS 20.

Nell’ultimo concorso SuperEnalotto SuperStar ha assegnato ben 581.155 vincite. 

L’ultimo “6”, da oltre 156 milioni di euro, è stato centrato il 22 maggio 2021 a Montappone (FM). Sono state 125 le vincite milionarie con punti 6 realizzate dalla nascita del SuperEnalotto ad oggi.