(PRIMACAMPANIA) SALERNO – Il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare uno schema di riforma della legge-quadro sull’artigianato del 1985, con l’obiettivo di aggiornare la normativa alle esigenze attuali del settore e favorire la crescita delle imprese artigiane. La riforma introduce maggiore flessibilità nella gestione delle imprese, il riconoscimento del maestro artigiano e incentivi per la formazione e il ricambio generazionale.
Sergio Casola, presidente di Fenailp Artigianato, ha sottolineato l’importanza di offrire strumenti più adeguati a chi opera nel settore: «Aggiornare regole che risalgono a oltre quarant’anni fa significa offrire strumenti più adeguati a chi lavora, investe e crea occupazione. Ora è importante che le novità si traducano in vantaggi concreti per le aziende».
Tra le novità principali si segnalano la revisione dei vincoli societari per dare più peso al capitale detenuto dai soci attivi nella produzione e la possibilità di aprire fino a tre unità locali artigiane anche fuori dalla circoscrizione della Camera di commercio della sede principale. Viene inoltre rafforzata la flessibilità nella gestione dei requisiti tecnico-professionali, a condizione che vengano rispettate le normative applicabili alle diverse attività.
Casola ha evidenziato la necessità che la semplificazione sia effettiva e accompagnata da indicazioni chiare: «Servono indicazioni chiare e procedure uniformi, affinché le imprese non si trovino ad affrontare ulteriori costi o adempimenti».
La riforma assegna un ruolo chiave alla formazione, con il riconoscimento del maestro artigiano e della bottega-scuola per valorizzare l’esperienza sul campo e favorire il trasferimento delle competenze alle nuove generazioni. Le modalità di attuazione saranno definite da Regioni e Province autonome.
Secondo Casola, «Il ricambio generazionale è una delle questioni decisive per il futuro del settore. Quando una bottega chiude senza trasmettere il proprio sapere, si perde un patrimonio professionale e culturale difficile da ricostruire. Dobbiamo mettere gli artigiani nelle condizioni di formare i giovani, creare un collegamento concreto con le scuole e rendere i mestieri una prospettiva professionale qualificata».
La riforma prevede anche l’istituzione di una Commissione consultiva per l’artigianato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il compito di contribuire alle politiche di settore e garantire un’applicazione omogenea delle nuove disposizioni.
L’iter legislativo proseguirà con l’intesa in Conferenza Stato-Regioni e i pareri delle Commissioni parlamentari prima dell’approvazione definitiva. Casola ha concluso auspicando «una riforma capace di coniugare regole certe, innovazione e formazione, sostenendo le aziende non soltanto nella fase di avvio, ma anche nella crescita e nel passaggio generazionale». (PRIMACAMPANIA)


