(PRIMACAMPANIA) ITALIA – La Società Italiana di Endoscopia Digestiva (SIED), guidata dal presidente Giuseppe Galloro, ha annunciato la nascita di un Osservatorio nazionale dedicato all’endoscopia sostenibile, un progetto che mira a ridurre l’impatto ambientale delle procedure endoscopiche in Italia.
In Italia si eseguono quasi tre milioni di gastroscopie e colonscopie ogni anno, che generano oltre 160mila tonnellate di CO2 equivalente. Galloro ha sottolineato che una singola gastroscopia produce circa 5,43 kg di anidride carbonica equivalente, mentre una colonscopia arriva a 6,71 kg. Considerando l’intero ciclo di vita delle procedure, compresi trasporto, gestione dei rifiuti e spostamenti di personale e pazienti, l’impatto può raggiungere fino a 38 kg di CO2 per una gastroscopia e 56 kg per una colonscopia nelle aree con elevato trasporto.
Inoltre, l’endoscopia è il terzo maggiore produttore di rifiuti ospedalieri in Italia, generando mediamente tra 1,3 e 3,1 kg di rifiuti solidi per ogni esame. L’Osservatorio nazionale avrà il compito di analizzare dati, formulare proposte progettuali e promuovere la formazione per il riutilizzo della strumentazione interventistica, con corsi già programmati per il 2027.
Paola Da Massa Carrara, vicedirettore dell’Unità di Endoscopia Digestiva dell’Ospedale San Luca di Lucca, evidenzia l’importanza di applicare le “5 R” dell’economia circolare — Ridurre, Riutilizzare, Riciclare, Ripensare e Rieducare — alla sanità attraverso una riorganizzazione dell’assistenza, delle risorse, della prevenzione e della formazione.
Il progetto è concepito per equilibrare la sicurezza e la prevenzione con la sostenibilità ambientale, ponendo al centro la salute del paziente e prevedendo un triplice impatto positivo su salute, economia e ambiente. L’iniziativa risponde anche all’obiettivo di migliorare il sistema italiano di screening oncologico mantenendo o aumentando il volume delle procedure endoscopiche ma riducendo il loro impatto complessivo. (PRIMACAMPANIA)


