(PRIMACAMPANIA) NAPOLI – Gli studenti e le studentesse dell’Istituto Magistrale Statale Virgilio di Napoli hanno dichiarato l’occupazione della scuola per protestare contro diverse criticità. L’azione, annunciata dal Collettivo Autorganizzato Virgilio, si caratterizza come uno strumento politico non violento per rompere la normalità quotidiana e promuovere una gestione autorganizzata degli spazi scolastici.
Condannando ogni gesto vandalico nelle occupazioni precedenti, gli studenti chiedono in particolare il blocco delle spese militari a favore di investimenti in istruzione, sanità, trasporti e servizi pubblici. La protesta si unisce a quella di oltre 50 istituti tra Napoli e il territorio Flegreo, in continuità con lo sciopero generale del 30 ottobre indetto dall’Unione Sindacale di Base, per denunciare l’aumento del costo della vita che pesa su famiglie e fasce svantaggiate.
Tra le rivendicazioni, è forte la denuncia per l’inagibilità della palestra scolastica, che priva gli studenti di uno spazio essenziale per le scienze motorie e l’aggregazione, con richieste di risposte concrete e trasparenza dalla Città Metropolitana. Gli studenti contestano inoltre il nuovo disegno di legge sulla sicurezza, definito liberticida e volto a criminalizzare le proteste sociali, nonché il DDL Scuola che, introducendo limiti di alunni stranieri e multe per mancata frequenza dei corsi di italiano, sarebbe discriminatorio e in contrasto con la Costituzione.
Inoltre, si esprime forte preoccupazione per i tagli previsti nel DDL di Bilancio 2027, che comporterebbero una drastica riduzione dei posti per docenti e personale ATA nella scuola, aggravando ulteriormente la situazione delle istituzioni educative. Infine, gli studenti chiedono la chiusura immediata di tutti i Centri di Permanenza per il Rimpatrio, rappresentando una posizione netta contro il razzismo di Stato e la criminalizzazione delle persone migranti.
Con questo gesto il Collettivo Autorganizzato Virgilio intende mantenere alta l’attenzione sulle disuguaglianze sociali, sul diritto all’istruzione, e chiedere risposte reali per una scuola più giusta e accessibile. (PRIMACAMPANIA)


