MARANO DI NAPOLI (NAPOLI), 20 MARZO 2026 – Svolta nelle indagini sull’incendio che ha colpito gli uffici del giudice di pace di Marano, attualmente chiusi. La Guardia di Finanza ha arrestato un uomo di 32 anni, originario di Giugliano, ritenuto coinvolto nel rogo divampato nella notte del 24 febbraio.
Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura, che coordina le indagini.
Le prove raccolte dagli investigatori
Nel corso delle perquisizioni, a casa dell’indagato sono stati trovati capi di abbigliamento ritenuti compatibili con quelli utilizzati la notte dell’incendio.
All’interno del portabagagli dell’auto, inoltre, è stata rinvenuta una tanica che, secondo gli investigatori, avrebbe contenuto benzina.
Elementi che hanno contribuito a delineare il quadro indiziario nei confronti del 32enne.
Il ruolo delle telecamere
Determinanti per le indagini sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nei pressi dell’edificio.
Dalle riprese è emerso che, la notte del rogo, due persone con il volto coperto si sarebbero arrampicate lungo la facciata dello stabile, raggiungendo una finestra al primo piano.
Dopo aver infranto il vetro, avrebbero versato liquido infiammabile all’interno dei locali, provocando l’incendio.
Le telecamere hanno inoltre consentito di ricostruire i movimenti dell’auto utilizzata dai presunti responsabili.
Indagini coordinate dalla Procura
L’inchiesta è seguita dalla Procura di Napoli Nord, che già nel dicembre scorso aveva disposto il sequestro dell’intero edificio per criticità legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro.
Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità di altri soggetti coinvolti.


