“Ecco…Francesca da Rimini”, tra memoria e arte comica il ritorno di Giacomo Rizzo al Teatro Totò

(PRIMACAMPANIA) NAPOLI – Al Teatro Totò, presidio sempre vigile della tradizione comica partenopea e officina scenica guidata con sensibilità da Gaetano Liguori, si annuncia un appuntamento che profuma di memoria e mestiere, ma anche di rinnovata vitalità teatrale. È qui che approda “Ecco…Francesca da Rimini”, libero adattamento scritto, diretto e interpretato da Giacomo Rizzo, artista che da decenni attraversa con eleganza e sapienza il palcoscenico italiano. Lo spettacolo andrà in scena in due distinti momenti: da giovedì 23 aprile 2026, con debutto alle ore 17.30, per proseguire venerdì 24 e sabato 25 alle ore 21.00, fino alla replica di domenica 26 alle ore 18.00. A questa prima tranche seguirà una seconda ripresa a partire da giovedì 30 aprile alle ore 18.00, per poi continuare venerdì 1 e sabato 2 maggio alle ore 21.00, con chiusura domenica 3 maggio alle ore 18.00. Una scansione temporale che accompagna lo spettatore in un itinerario teatrale pensato come un piccolo rito di condivisione. Al centro della scena, il celebre e tragico amore di Paolo e Francesca, filtrato attraverso la pagina di Silvio Pellico, ma qui abilmente capovolto, scomposto e restituito in chiave farsesca. Rizzo non indulge in nostalgie sterili: la sua è piuttosto una riscrittura consapevole, che affonda le radici nella Commedia dell’Arte, tra lazzi, improvvisazioni e quella sapienza artigianale che trasforma il gesto comico in un linguaggio colto, mai superficiale. Non è la prima volta che questo progetto incontra il pubblico. Già nel 1976, infatti, lo stesso Rizzo, al fianco di Aldo Giuffrè e Carlo Giuffrè, aveva dato vita a una versione destinata a restare impressa nella memoria teatrale nazionale. Oggi, quella intuizione torna a palpitare, conservando intatta la propria architettura comica, ma arricchendosi di una maturità scenica che ne amplifica il respiro. Ad accompagnare Rizzo, un ensemble affiatato e dinamico: Gianni Parisi, Carla Schiavone, Enzo Attanasio, con la partecipazione di Ida Anastasio, Ivano Schiavo, Mario Arienzo e Peppe Miccio. Una compagnia che si muove con disinvoltura tra registri diversi, oscillando con naturalezza tra il grottesco e il sottile, restituendo alla drammaturgia un ritmo incalzante e una vivacità mai scontata. Ne emerge uno spettacolo che si configura come un atto d’amore verso il teatro popolare, quello che non teme il riso, ma anzi lo eleva a forma di conoscenza e consapevolezza scenica. In questa risata, antica e sempre contemporanea, si compie il gesto più autentico di Rizzo: trasformare il dramma in gioco, senza mai smarrirne la profondità, lasciando che l’eco del tragico continui a propagarsi sotto la superficie luminosa della farsa. (PRIMACAMPANIA)

Autore

Resta aggiornato con PrimaCampania. Aggiungici come fonte preferita su Google per vedere più spesso le nostre notizie tra le Notizie principali.

Ultimi Articoli