CASERTA, 16 MAGGIO 2026 – Oltre 500 persone denunciate, 34 arrestate e 259 siti produttivi sequestrati. È il bilancio dei controlli effettuati nei primi quattro mesi del 2026 nell’area della Terra dei Fuochi tra le province di Napoli e Caserta.
Le operazioni sono state svolte secondo le direttive dei prefetti di Napoli e Caserta, Michele di Bari e Lucia Volpe, con attività mirate al contrasto dei reati ambientali e degli incendi dolosi di rifiuti.
Nel corso delle verifiche sono stati controllati 460 siti produttivi e sequestrati 450 veicoli. Ammontano a circa 3,5 milioni di euro le sanzioni amministrative elevate, mentre 90 patenti sono state ritirate.
Arresti grazie alle foto trappole
Particolarmente rilevante il dato relativo agli arresti in flagranza differita, resi possibili dal decreto legge Terra dei Fuochi entrato in vigore nell’agosto scorso.
Le immagini registrate dalle foto trappole hanno consentito l’individuazione di sei presunti responsabili di incendi dolosi di rifiuti tra Giugliano in Campania, Caivano e Boscoreale.
L’episodio più recente riguarda un 60enne arrestato dopo avere lanciato da un’auto un innesco incendiario su un cumulo di rifiuti all’interno del Parco nazionale del Vesuvio. L’area interessata comprendeva circa venti sacconi contenenti plastica e rifiuti urbani.
Le stesse tecnologie hanno permesso anche la denuncia di quattro persone ritenute responsabili di sversamenti illeciti di rifiuti domestici e vegetali tra Trentola Ducenta e Caserta. Nel Casertano è stata inoltre sequestrata una cava.
Nuovi controlli e fondi ai Comuni
Pattugliamenti e appostamenti con microcamere sono stati programmati nelle aree interessate da interventi straordinari di rimozione dei rifiuti, coordinati dalla struttura commissariale guidata dal generale Giuseppe Vadalà.
Dal 15 giugno entreranno inoltre in funzione nuovi sistemi di videosorveglianza e ulteriori foto trappole destinate alle Polizie locali dei comuni della Terra dei Fuochi.
Il Ministero dell’Interno ha finanziato il piano con due milioni di euro destinati a 34 comuni della provincia di Napoli e 22 della provincia di Caserta.


