Trapianto Domenico, ascoltata equipe del Monaldi

NAPOLI, 16 MAGGIO 2026 – Si sono concentrate sull’equipe del Monaldi di Napoli le nuove attività investigative della Procura partenopea nell’ambito dell’inchiesta sul trapianto di cuore del piccolo Domenico Caliendo, il bambino sottoposto a intervento il 23 dicembre 2025.

Davanti ai magistrati della sezione “Lavoro e Colpe Professionali”, il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e il procuratore Antonio Ricci, sono stati ascoltati la cardiochirurga Gabriella Farina e il suo assistente Vincenzo Pagano, alla presenza dei carabinieri del Nas.

Secondo quanto emerso dagli interrogatori, il cuore malato del bambino sarebbe stato già rimosso quando l’organo destinato al trapianto è arrivato in sala operatoria a Napoli. Un passaggio ritenuto rilevante dagli investigatori, che stanno verificando eventuali incongruenze negli orari riportati nella cartella clinica.

Le verifiche sul trasporto dell’organo

Nel corso dell’interrogatorio, durato circa quattro ore, la dottoressa Farina ha ricostruito le fasi successive all’espianto del cuore a Bolzano e il trasferimento verso Napoli.

La cardiochirurga avrebbe confermato che il ghiaccio utilizzato per conservare l’organo era ghiaccio secco, capace di raggiungere temperature molto basse, inserito nel contenitore frigorifero da un operatore sociosanitario dell’ospedale di Bolzano.

Sia Farina che Pagano, secondo quanto riferito agli inquirenti, non si sarebbero accorti prima della partenza che il refrigerante utilizzato non era quello corretto.

La Procura contesta a sette medici il reato di omicidio colposo in concorso. Al cardiochirurgo Guido Oppido e alla sua vice Emma Bergonzoni viene inoltre contestato il reato di falso in relazione alla compilazione della cartella clinica del piccolo Domenico.

Secondo l’ipotesi investigativa, il cuore sarebbe arrivato in sala operatoria danneggiato dalle temperature troppo basse.

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