NAPOLI, 29 MAGGIO 2026 – La Campania può contare su uno degli ecosistemi dell’innovazione più dinamici d’Italia, ma per trasformare idee e ricerca in imprese capaci di competere sui mercati internazionali serve un salto di qualità manageriale. È questo il messaggio emerso dal convegno “Campania Innovation Valley”, promosso da Manageritalia Campania nell’ambito di Innovation Village 2026, ospitato a Villa Doria d’Angri, sede dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope.
L’iniziativa si inserisce nel Piano Operativo 2024-2028 di Manageritalia dedicato alla valorizzazione dei territori e allo sviluppo strategico del Mezzogiorno e ha riunito rappresentanti delle istituzioni, università, centri di ricerca, startup, venture capital e manager per discutere il futuro dell’innovazione regionale.
Ad aprire i lavori è stata la vicepresidente di Manageritalia Campania, Francesca Maciocia, che ha evidenziato il paradosso di una regione capace di esprimere eccellenze scientifiche e tecnologiche ma che continua a incontrare difficoltà nella fase di crescita delle startup.
La Campania è infatti la prima regione del Mezzogiorno e la seconda in Italia per numero di startup e PMI innovative. Un risultato sostenuto da un ecosistema universitario e scientifico particolarmente vivace e da una significativa crescita delle attività brevettuali. Tuttavia, molti spin-off universitari e startup deep-tech faticano ancora ad attrarre investimenti consistenti nelle fasi più avanzate di sviluppo e presentano spesso una limitata strutturazione organizzativa.
Al centro del confronto il ruolo delle competenze manageriali come leva strategica per favorire la crescita delle imprese innovative, rafforzarne la governance e facilitarne l’accesso ai capitali.
«Le startup della Campania hanno bisogno di manager perché presentano ancora un ridotto livello di strutturazione organizzativa, restando spesso confinate nelle fasi seed e pre-seed finanziate prevalentemente da strumenti pubblici» ha sottolineato Luca Genovese, coordinatore Innovation Manager e del Gruppo di Lavoro Sud Strategico di Manageritalia. «Eppure il potenziale è enorme. La Commissione Europea, attraverso il Regional Innovation Scoreboard, ha certificato che la Campania è la regione italiana che ha registrato la maggiore crescita negli indicatori dell’innovazione».
Genovese ha inoltre evidenziato come il territorio disponga di asset strategici di assoluto rilievo: nove incubatori certificati, sette atenei, oltre 220 spin-off della ricerca e numerose infrastrutture finanziate dal PNRR tra centri di ricerca, partenariati estesi e piattaforme tecnologiche.
Al confronto ha partecipato anche l’assessore alla Transizione Digitale della Regione Campania, Vincenzo Maraio, che ha ribadito l’importanza del ruolo delle istituzioni nel sostenere la crescita dell’ecosistema innovativo.
«Occorre favorire l’inserimento di figure manageriali nelle startup per accompagnare la crescita delle imprese innovative e orientare i giovani verso le competenze richieste dal mercato. La Regione deve continuare a svolgere il proprio ruolo di programmazione e accompagnamento, consolidando il lavoro sviluppato negli ultimi anni», ha dichiarato Maraio.
Attraverso un videomessaggio è intervenuto anche l’assessore alla Transizione Digitale e Smart City del Comune di Napoli, Valerio Di Pietro.
«Il talento da solo non basta e la tecnologia non rappresenta mai il fine, ma lo strumento per costruire territori più attrattivi e competitivi. Alle menti creative servono competenze manageriali capaci di valorizzarle e connetterle con imprese, università e istituzioni. Solo così l’innovazione può diventare un motore di sviluppo e trattenere sul territorio i migliori talenti», ha affermato.
Nel corso della giornata si sono confrontati esponenti del mondo accademico, della finanza per l’innovazione e delle imprese tecnologiche, tra cui rappresentanti di Città della Scienza, Università Federico II, Università Parthenope, Università di Salerno, CDP Venture Capital, Invitalia e importanti realtà imprenditoriali del settore innovazione.
L’obiettivo condiviso è costruire un modello di sviluppo in cui la ricerca scientifica, il capitale umano e le competenze manageriali possano operare in sinergia per trasformare le startup campane in imprese solide, scalabili e competitive sui mercati internazionali.


