Navi da crociera in Italia pagano tasse basse, proposta imposta ambientale per scalo

(PRIMACAMPANIA) ITALIA – In Italia, le navi da crociera pagano tasse significativamente inferiori rispetto agli hotel, con una imposizione fiscale che scende sotto il 3% per le navi di lusso, contro il 25% applicato agli alberghi. Un report di Cittadini per l’Aria e della rete Facciamo Respirare il Mediterraneo evidenzia che questo settore, in forte crescita e altamente inquinante, beneficia di esenzioni sulle accise dei carburanti e di agevolazioni fiscali ingiustificate.

Secondo l’analisi “Floating hotels” di Transport & Environment e i dati AIS 2025 relativi a otto porti italiani (Civitavecchia, Napoli, Genova, Palermo, Livorno, Trieste, Ancona e Portoferraio), le navi da crociera hanno effettuato oltre 2.500 scali e sostato in porto per oltre 30.000 ore, producendo emissioni di gas serra equivalenti a quelle di 19.000 automobili per singola nave. L’inquinamento ambientale genera costi esterni stimati in 503 milioni di euro nel 2025, di cui 397 milioni non coperti né dalle compagnie né dai passeggeri.

Per compensare almeno in parte tali costi, viene proposta l’introduzione di una tassa tra 20 e 40 euro a passeggero per ogni scalo, che solo negli 8 porti considerati potrebbe raccogliere 141 milioni di euro nel 2025. Tale tassa servirebbe anche a riequilibrare l’iniqua tassazione rispetto agli hotel e a sostenere la tutela ambientale delle città portuali.

Le associazioni coinvolte chiedono inoltre limiti al traffico crocieristico, il divieto d’uso degli scrubber nelle acque territoriali, l’obbligo di alimentazione elettrica da banchina dove disponibile e la revisione a livello europeo delle esenzioni fiscali attuali. L’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale e sanitario, compatibilmente con gli obiettivi di decarbonizzazione e tutela degli ecosistemi marini.

Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria, ha sottolineato come “oggi, su un pernottamento da 100 euro, chi alloggia in hotel paga il 25% in tasse, mentre chi sceglie una nave da crociera paga meno del 3%, in aperta violazione del principio ‘chi inquina paga’”. Enzo Tortello del Comitato Tutela Ambientale Genova Centro Ovest ha evidenziato le iniziative di altre città europee che già limitano gli scali o spostano le grandi navi lontano dai centri abitati per ridurre l’impatto. (PRIMACAMPANIA)

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