NAPOLI, 2 dicembre – La Procura regionale della Corte dei conti per la Campania ha contestato un danno erariale di oltre 23,5 milioni di euro in relazione alle ricapitalizzazioni della Ctp, società partecipata di trasporto pubblico della Città Metropolitana di Napoli. La focus keyword “danno erariale Ctp Napoli” compare nel primo paragrafo. Otto gli inviti a dedurre notificati dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, tra cui quello destinato all’ex sindaco metropolitano Luigi de Magistris.
Secondo l’indagine, condotta dai pm Capalbo, Miranda e Vitale e coordinata dal procuratore Giuseppone, le ricapitalizzazioni della Ctp tra il 2003 e il 2020 ammontano complessivamente a oltre 332 milioni di euro. Il capitale sarebbe stato destinato a sostenere una società interamente pubblica in persistente crisi economica.
Gli inquirenti ritengono che le ricapitalizzazioni siano state deliberate nonostante perdite pluriennali, poi concluse nel fallimento della Ctp nel 2022. La ricostruzione della Corte dei conti identifica responsabilità amministrative in relazione alle scelte gestionali dell’ente.
Il danno erariale Ctp Napoli viene contestato, oltre che a De Magistris, anche ad amministratori, dirigenti e revisori dei conti della Città Metropolitana di Napoli per le annualità 2017 e 2019. L’attività istruttoria prosegue secondo le norme della giurisdizione contabile.
La vicenda segna un nuovo capitolo nel monitoraggio sull’uso delle risorse pubbliche destinate al trasporto locale, con la Corte dei conti impegnata nella verifica dell’impatto finanziario delle partecipate territoriali. Negli anni sui quali si sono concentrate le indagini dei finanzieri del comando provinciale di Napoli e della Corte dei conti, oggi sfociate nella notifica di 8 inviti a dedurre, uno dei quali – per 2,7 milioni di euro – riguardante l’ex sindaco metropolitano Luigi de Magistris, erano state segnalate criticità relative alla continuità aziendale della Ctp Spa, allarmi che però sarebbero stati ignorati.
Secondo quanto emerso – spiega una nota – i piani industriali adottati, frequentemente oggetto di aggiornamenti e modifiche, non avrebbero prodotto gli effetti auspicati, anche in ragione del progressivo peggioramento del quadro economico generale.
Parallelamente, il servizio di trasporto pubblico avrebbe registrato livelli di efficienza inferiori agli standard programmati, con chilometri percorsi talvolta anche sensibilmente inferiori a quelli contrattualmente previsti. Ulteriori approfondimenti hanno riguardato talune ricapitalizzazioni deliberate in assenza dei bilanci approvati, circostanza che avrebbe comportato l’adozione di decisioni finanziarie di notevole impatto senza un quadro informativo completo e aggiornato.
In considerazione dei termini di prescrizione dell’azione erariale, l’analisi si è concentrata sulle ricapitalizzazioni del 2017 (12.506.656 euro) e del 2019 (11.041.504 euro), rispetto alle quali si ipotizza una violazione della disciplina sul cosiddetto “soccorso finanziario”, che consente agli enti pubblici di sostenere le società partecipate soltanto in presenza di concrete e documentate prospettive di riequilibrio economico-finanziario.
Gli inviti a dedurre sono stati notificati a otto persone che, nel periodo oggetto di esame, avevano competenze decisionali e di controllo sulle operazioni finanziarie.
I provvedimenti, emessi ai sensi dell’art. 67 del Codice della giustizia contabile, prevedono un termine di 45 giorni per la presentazione di memorie difensive, l’allegazione di documenti, la richiesta di accesso agli atti e l’eventuale istanza di audizione personale.


