Caivano, 10 fermi per 70 rapine e furti con spaccate

(PRIMACAMPANIA) CAIVANO (NAPOLI), 27 MAGGIO 2026 – Oltre 70 episodi tra rapine, furti e assalti agli sportelli bancomat messi a segno tra le province di Napoli, Caserta e Salerno. È questo il quadro emerso dall’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord che ha portato al fermo di dieci persone, tutte domiciliate nel campo rom di Caivano.

Il provvedimento è stato eseguito questa mattina dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine, furti, riciclaggio, resistenza a pubblico ufficiale e trasferimento fraudolento di valori.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe operato in maniera organizzata da gennaio ad aprile 2026, colpendo automobilisti ed esercizi commerciali con azioni rapide e coordinate.

Gli assalti agli ATM con la tecnica della “spaccata”

Tra gli episodi contestati figurano undici furti, consumati o tentati, ai danni di sportelli ATM.

La banda avrebbe utilizzato la cosiddetta tecnica della “spaccata”: auto rubate lanciate contro le vetrine degli istituti di credito per sfondare gli ingressi, seguite dallo sradicamento delle casse automatiche mediante cavi e funi.

Le azioni sarebbero state compiute tra le province di Napoli, Caserta e Salerno.

Secondo gli investigatori, in almeno una circostanza gli indagati avrebbero utilizzato estintori durante la fuga per ostacolare la visuale dei carabinieri impegnati nell’inseguimento.

Denaro e lusso ostentati sui social

Nel corso delle indagini sarebbe inoltre emersa l’abitudine degli indagati di mostrare sui social network denaro e beni di lusso ritenuti riconducibili ai proventi delle attività illecite.

Gli elementi raccolti dai carabinieri sono stati ritenuti gravi dalla Procura e hanno portato all’emissione del provvedimento di fermo.

Gli investigatori sottolineano che il provvedimento eseguito rappresenta una misura pre-cautelare adottata nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Sanno di essere sotto osservazione, scoprono infatti le cimici dei carabinieri, ma invece di darsi alla fuga continuano a delinquere dopo avere adottato qualche precauzione: emerge dalle indagini.
Il provvedimento precautelare è stato emesso in quanto era altissimo il rischio di reiterazione dei reati compiuti con modalità allarmanti: in occasione delle fughe, infatti, non hanno esitato a utilizzare qualsiasi espediente, anche la polvere degli estintori, per guadagnare terreno, mettendo a repentaglio l’incolumità degli automobilisti e delle forze dell’ordine.
Solo uno dei dieci fermati non ha preso parte attivamente ai colpi, limitandosi a mettere a disposizione aree di parcheggio nella sua disponibilità ad Afragola, in provincia di Napoli, dove venivano nascoste veloci vetture di grossa cilindrata rubate da impiegare per i furti e le rapine, anche sostituendo le targhe, anche queste rubate. (PRIMACAMPANIA)

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