CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI), 11 novembre 2025 – Undici persone sono state arrestate questa mattina nell’ambito di una vasta operazione anticamorra condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche Pasquale D’Alessandro, 54 anni, considerato il nuovo reggente dell’omonimo clan stabiese dopo la scarcerazione avvenuta nel 2023.
L’indagine, coordinata dal pm Giuseppe Cimmarotta, ha portato all’esecuzione di dieci ordinanze di custodia in carcere e una ai domiciliari. Coinvolte la Squadra Mobile di Napoli, il commissariato di Castellammare di Stabia e la Sezione Investigativa Criminalità Organizzata (Sisco).
Tra gli arrestati anche Paolo Carolei, ritenuto elemento di spicco del clan. In corso numerose perquisizioni, una delle quali interessa il fratello di un consigliere comunale di Castellammare.
Ai destinatari dei provvedimenti vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, tentata estorsione e detenzione di droga a fini di spaccio, aggravati dall’aver agevolato l’attività del clan D’Alessandro.
Le indagini hanno documentato diversi episodi estorsivi ai danni di imprenditori edili. I proventi confluivano in una cassa comune destinata al sostegno dei detenuti e delle famiglie degli affiliati. È inoltre emersa la riconducibilità al clan di alcune ditte di pulizie titolari di appalti presso l’ospedale San Leonardo e legami con la società calcistica Juve Stabia. I destinatari delle misure cautelari in carcere sono Michele Abbruzzese, Paolo Carolei, Giovanni, Pasquale e Vincenzo D’Alessandro, Biagio Maiello, Massimo Mirano, Giuseppe Oscurato (non fratello come riportato precedentemente ma lontano parente di un consigliere comunale di Castellammare di Stabia), Antonio Salvato e Petronilla Schettino. Domiciliari invece per Catello Iaccarino.
Dalle indagini emerge che i vertici del clan – Pasquale e Vincenzo d’Alessandro, e Paolo Carolei – dopo essersi liberati dei cellulari tenevano i loro summit in bar, ristoranti e negozi di Castellammare dove si prendevano decisioni riguardo gli ordini da impartire agli affiliati. Complessivamente sono 17 le persone indagate.


