NAPOLI 19 MARZO 2026 – La Regione Campania rafforza i controlli lungo la filiera dei molluschi bivalvi e intensifica le misure di prevenzione contro l’epatite A, alla luce dell’aumento dei casi registrati dall’inizio dell’anno.
Secondo i dati aggiornati al 18 marzo 2026, i casi complessivi sono 133. Un incremento che ha spinto le autorità sanitarie a potenziare le attività di sorveglianza epidemiologica, sicurezza alimentare e informazione ai cittadini.
Le operazioni coinvolgono i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la Direzione Generale per la Tutela della Salute della Regione.
Cos’è l’epatite A e come si trasmette
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV. La trasmissione avviene principalmente per via oro-fecale, attraverso il consumo di acqua o alimenti contaminati oppure per contatto diretto con persone infette.
Il periodo di incubazione varia tra 15 e 50 giorni. I sintomi più comuni includono febbre, nausea, dolori addominali, stanchezza, urine scure e ittero, mentre nei bambini può manifestarsi in forma asintomatica.
Molluschi bivalvi tra i principali veicoli
Particolare attenzione è rivolta ai molluschi bivalvi – come cozze, vongole e ostriche – che possono accumulare virus filtrando acque contaminate.
Le autorità sanitarie raccomandano di evitare il consumo di molluschi crudi o poco cotti. La semplice apertura delle valve non garantisce la sicurezza: è necessaria una cottura completa e uniforme.
Le regole per prevenire il contagio
Tra le principali indicazioni:
-
evitare molluschi crudi o non ben cotti
-
acquistare solo da rivenditori autorizzati
-
lavare accuratamente frutta e verdura
-
cuocere i frutti di bosco surgelati (100°C per almeno 2 minuti)
-
mantenere elevati standard di igiene domestica
-
utilizzare acqua potabile sicura
Fondamentale anche l’igiene delle mani, soprattutto prima di mangiare o preparare cibi.
Vaccinazione e sorveglianza sanitaria
La vaccinazione rappresenta lo strumento più efficace di prevenzione, in particolare per i contatti stretti di casi accertati e per le categorie a rischio.
In caso di esposizione, è necessario rivolgersi tempestivamente al medico o ai servizi di prevenzione delle ASL per valutare la profilassi post-esposizione.
Le autorità sanitarie invitano inoltre a prestare attenzione ai sintomi e a contattare il medico in presenza di segnali sospetti.
L’obiettivo è contenere la diffusione del virus attraverso informazione corretta, diagnosi precoce e comportamenti alimentari sicuri.


