MARCIANISE (CASERTA) 20 SETTEMBRE 2025 – Tragedia ieri nell’area industriale di Marcianise: tre uomini sono morti e altri due sono rimasti feriti in una violenta esplosione avvenuta nel primo pomeriggio alla Ecopartenope srl, azienda specializzata nel ritiro e stoccaggio di rifiuti.
Erano da poco passate le 15 quando un boato ha scosso la zona, sbalzando i corpi delle vittime a decine di metri di distanza. Due sono stati ritrovati sul tetto del capannone adiacente allo stabilimento, il terzo vicino a un silos di oli esausti.
Le vittime sono Pasquale De Vita, 51 anni, titolare della Ecopartenope; Ciro Minopoli, responsabile per la sicurezza interna dell’azienda; e Antonio Diodato. Tutti provenivano dai quartieri di Fuorigrotta e Soccavo, a Napoli.
Secondo i primi rilievi, i tre stavano effettuando lavori di saldatura per l’installazione di una sonda di misurazione dei livelli del serbatoio. I vapori degli oli esausti potrebbero aver favorito la deflagrazione. L’onda d’urto ha divelto la parte superiore del silos e la tettoia di copertura.
Sul posto vigili del fuoco, polizia e tecnici della Asl. Due operai, feriti lievemente, sono stati medicati sul posto. All’esterno dello stabilimento momenti di forte tensione con i familiari delle vittime: necessario l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma.
Il sindaco di Marcianise Antonio Trombetta ha annunciato il lutto cittadino:
«Sono sgomento per l’accaduto: questo è l’incidente più grave che Marcianise ricordi. Non è possibile che nel 2025 vi siano ancora tante morti sul lavoro. Bisogna impegnarsi di più sulla prevenzione».
Sul luogo della tragedia anche il deputato del Pd Stefano Graziano, che ha annunciato la presentazione di una interrogazione parlamentare:
«È necessario che il governo adotti misure strutturali per garantire la sicurezza sul lavoro. Questa strage silenziosa deve finire».
La Ecopartenope era già stata al centro di polemiche nel 2018, quando il Comune ne ordinò la chiusura per carenze negli impianti antincendio e per la presenza di rifiuti oltre i limiti autorizzati. Il provvedimento fu poi annullato dal Tar Campania.
CHI ERA PASQUALE DE VITA
Pasquale De Vita aveva 51 anni e della sua Ecopartenope era molto più che il titolare: ne era il cuore pulsante. Imprenditore e lavoratore instancabile, era abituato a condividere con i suoi venti dipendenti fatiche e responsabilità, fianco a fianco. Così ha trovato la morte, lavorando, nell’esplosione che ieri ha distrutto parte dell’impianto di stoccaggio rifiuti speciali e pericolosi, portando via con sé tre vite.
De Vita lascia la moglie Luisa Minopoli, che oggi regge a fatica il peso di una tragedia che ha stravolto la famiglia, e i due figli Paolo e Sara, quest’ultima impegnata nell’amministrazione dell’azienda. Una famiglia unita, radicata nel quartiere Pianura, nella periferia occidentale di Napoli, dove Pasquale era conosciuto e stimato. Con la sua impresa aveva anche sostenuto una squadra di calcio locale, segno del suo legame con il territorio.
«Amava i suoi ragazzi e la sua azienda» raccontano gli amici, riuniti davanti ai cancelli della ditta. Il sindaco di Marcianise, Antonio Trombetta, ha annunciato il lutto cittadino in occasione dei funerali, sottolineando come De Vita e i suoi colleghi abbiano «creato lavoro su questo territorio». Un minuto di silenzio e un lungo applauso li hanno ricordati anche in piazza del Gesù, durante la manifestazione regionale promossa dalla Cgil.
Per chi lo ha conosciuto, il nome di Pasquale De Vita resterà legato all’immagine di un uomo che non si è mai risparmiato: al lavoro, per i figli, per la comunità.
