GE Aerospace investe 77 milioni in Italia, ricadute anche su Pomigliano

(PRIMACAMPANIA) NAPOLI, 19 MARZO 2026 – GE Aerospace annuncia un piano di investimenti da oltre 110 milioni di euro in Europa, con l’Italia al centro della strategia industriale. Al Paese sono destinati 77 milioni di euro, pari a circa il 70% del totale.

L’intervento punta a rafforzare la capacità produttiva attraverso l’introduzione di nuove celle prova motore, macchinari avanzati e tecnologie di additive manufacturing. Il piano prevede inoltre oltre 1.000 nuove assunzioni in Europa entro il 2026, affiancate da ulteriori 40 milioni di euro destinati alle attività di manutenzione, revisione e riparazione dei componenti (MRO).

Una parte significativa del progetto riguarda la formazione, con programmi dedicati a oltre 800 studenti tra Italia e Regno Unito, con l’obiettivo di sviluppare competenze tecniche e sostenere la crescita del settore aerospaziale.

Impatto su Pomigliano e filiera industriale

Le ricadute per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco si preannunciano rilevanti, alla luce del ruolo centrale assegnato all’Italia e della presenza di competenze già consolidate sul territorio.

Il piano si inserisce in un contesto di rafforzamento della filiera aerospaziale nazionale, con investimenti mirati a innovazione tecnologica, produzione e formazione.

UILM: opportunità ma serve attenzione

La UILM esprime una valutazione articolata sul piano industriale. Il sindacato riconosce il valore degli investimenti per il sistema produttivo e per l’occupazione, ma richiama la necessità di una gestione attenta delle risorse.

Tra i punti evidenziati vi sono la gestione dei carichi di lavoro, che non dovrà tradursi in pressioni eccessive sui dipendenti, e la qualità dell’occupazione, con la richiesta di contratti stabili e percorsi professionali chiari.

Particolare attenzione viene posta anche alla sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto in relazione agli interventi di ammodernamento degli impianti, e al coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori nei processi di formazione e definizione dei nuovi profili professionali.

«Siamo soddisfatti che l’Italia sia l’hub centrale di questo piano, e sicuramente Pomigliano è già pronta a questa ennesima sfida ma una tale mole di investimenti richiede una governance partecipata. Non basta comprare macchinari; bisogna gestire l’impatto sociale di questa crescita affinché diventi benessere reale per i dipendenti europei, italiani e pomiglianesi», ha dichiarato Anastasio Nespolino, segretario provinciale della UILM di Napoli. (PRIMACAMPANIA)

Autore

Resta aggiornato con PrimaCampania. Aggiungici come fonte preferita su Google per vedere più spesso le nostre notizie tra le Notizie principali.

Ultimi Articoli