I Nostri Miti Festival, questa sera “Matrioska Freedom”

POMIGLIANO D’ARCO – Musica, teatro e ricerca interiore si incontrano questa sera, giovedì 16 luglio, nel nuovo appuntamento della settima edizione de I Nostri Miti Festival, la rassegna nata da un’idea di Totò Caprioli e diretta artisticamente da Luciano Melchionna.

Nella suggestiva cornice del Giardino dei Miti, in via Michele Raffaele Imbriani 93 a Pomigliano d’Arco, la serata prenderà il via alle 19.30 con l’Opening Act di Dolores Melodia, pseudonimo artistico di Antonella Monetti, attrice, cantante, musicista e autrice dalla lunga esperienza teatrale, cinematografica e televisiva.

Diplomata alla Bottega Teatrale di Firenze diretta da Vittorio Gassman, Monetti ha lavorato, tra gli altri, con Giancarlo Sepe e Maurizio Scaparro, partecipando anche a produzioni Rai, fiction e programmi di varietà. Da anni è inoltre tra le protagoniste più apprezzate di “Dignità Autonome di Prostituzione”, lo spettacolo ideato e diretto da Luciano Melchionna.

Definitasi una “cantatrice”, Dolores Melodia unisce nelle sue esibizioni musica, interpretazione e ironia, dando vita alla personale “posteggia chic”, una rilettura colta, contemporanea e originale della tradizione musicale napoletana. Nel 2020 ha ottenuto la Targa Tenco per il miglior album in dialetto grazie al progetto dedicato alle villanelle del Cinquecento, realizzato insieme ad alcuni componenti della Nuova Compagnia di Canto Popolare.

Alle 21 sarà invece la volta di “Matrioska Freedom – I want to break free”, performance scritta e interpretata da Cinzia Cordella. Lo spettacolo rappresenta l’approdo conclusivo del progetto “Matrioska”, avviato nel 2024 al Roma Fringe Festival, dove ha ricevuto i riconoscimenti per la Migliore attrice protagonista e il Premio Alessandro Fersen per l’innovazione e la ricerca.

“Matrioska Freedom” è un viaggio nell’anima e nell’incapacità di alcune persone di adattarsi alle regole e ai paradossi imposti dalla società. Anime fragili, outsider, eremiti e artisti considerati “pazzi” perché diversi diventano i protagonisti di una narrazione intensa che richiama figure come Antonin Artaud, Vladimir Majakovskij ed Edgar Allan Poe.

Tra misticismo, dipendenze, fede, memoria e desiderio di libertà, Cinzia Cordella porta in scena il grido di chi percepisce il baratro e cerca una possibile via d’uscita. Una performance che interroga il pubblico senza offrire risposte semplici: ricordare o dimenticare, adattarsi o spezzare le regole, accettare la propria croce o tentare di liberarsene.

Una serata dedicata alle “eroiche distrazioni”, tema scelto dal direttore artistico Luciano Melchionna  per l’edizione 2026 del Festival, nella quale il teatro torna a essere spazio di libertà, confronto e trasformazione.

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