NAPOLI, 3 GIUGNO 2026 – Svolta nelle indagini sulla scomparsa dell’imprenditore vesuviano Francesco Vorraro, 58 anni, del quale non si hanno più notizie dal 9 febbraio scorso. Nella notte i carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata hanno eseguito quattro provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
I destinatari dei provvedimenti, di età compresa tra i 32 e i 34 anni, sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di sequestro di persona, morte come conseguenza di altro reato e occultamento di cadavere.
Le indagini coordinate dalla DDA
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero antimafia Giuseppe Visone. Secondo gli investigatori, Francesco Vorraro potrebbe essere stato sequestrato in relazione alla sua attività di gestione e investimento di denaro anche per conto terzi.
Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno effettuato numerose ricerche nel territorio vesuviano, impiegando anche mezzi meccanici per scandagliare alcune aree ritenute di interesse investigativo dopo la denuncia di scomparsa presentata dai familiari.
Gli elementi raccolti dagli investigatori derivano da intercettazioni telefoniche, attività tecniche e dall’analisi delle immagini di videosorveglianza che hanno consentito di ricostruire gli spostamenti dell’autovettura dell’imprenditore.
La pista della morte e dell’occultamento del corpo
Secondo gli inquirenti, la morte di Vorraro potrebbe non essere stata inizialmente prevista dagli autori del sequestro. Questa ipotesi emergerebbe da alcune conversazioni intercettate nelle quali uno degli indagati farebbe riferimento alle conseguenze giudiziarie che potrebbero derivare dalla scoperta dei fatti.
Particolarmente rilevante per l’indagine è risultata anche l’analisi del suv Audi utilizzato dall’imprenditore. Sebbene il veicolo fosse stato quasi completamente ripulito da eventuali tracce, i militari sono riusciti a individuare alcune impronte successivamente attribuite a due dei soggetti fermati.
I possibili collegamenti con ambienti criminali
La DDA contesta inoltre l’aggravante delle modalità mafiose. Gli investigatori ritengono che i quattro fermati stessero valutando di allontanarsi dal territorio vesuviano, circostanza che ha accelerato l’adozione dei provvedimenti precautelari.
Francesco Vorraro era già emerso nel 2021 in un’inchiesta antiriciclaggio che aveva interessato gruppi criminali operanti tra Poggiomarino e Terzigno e che portò all’esecuzione di numerosi arresti nei confronti di soggetti ritenuti vicini alla criminalità organizzata.
Le indagini proseguono per ricostruire integralmente la vicenda e individuare il luogo in cui potrebbe essere stato occultato il corpo dell’imprenditore.


