NAPOLI, 5 dicembre 2025 – «La sinistra sembra smarrita e non riusciamo più a ridare speranza alla povera gente», dichiara Felice Iossa, vicepresidente nazionale di Mezzogiorno Federato e presidente del movimento per la Campania. «In una fase così delicata, con un ceto medio che si impoverisce e una fascia di popolazione in aumento sotto la soglia della povertà, nessuno parla più di industria. Serve un piano industriale serio per il Paese».
Sul tema della giustizia, Iossa conferma la propria posizione: «Misureremo la civiltà di un popolo anche dalla riforma della giustizia. Io sono favorevole alla separazione delle carriere, proseguimento naturale della riforma Vassalli. Daremo un giudizio sulla giunta che verrà, senza pregiudizi: valuteremo composizione, qualità e primi cento giorni».
Per Iossa, il Mezzogiorno resta «una grande opportunità grazie alla sua collocazione nel Mediterraneo». Da qui l’appello a una gestione strategica delle risorse: «È arrivato il momento che fondi europei e PNRR siano utilizzati con una visione meridionalista, non solo su base regionale, soprattutto per infrastrutture strategiche. La Campania può guidare un processo che metta in rete la portualità di Napoli e Salerno con Gioia Tauro e Taranto, creando un volano logistico capace di portare l’Italia nel cuore dell’Europa».
Quanto allo stato della sinistra, Iossa insiste: «Serve ritrovare le proprie radici. Così com’è, appare un’entità indefinita. Manca la cultura dell’alternativa, manca un progetto di cambiamento reale. È tempo di un riformismo forte, radicale, quello che Riccardo Lombardi definiva riformismo rivoluzionario, capace di incidere davvero sulle condizioni di partenza del Paese e del Mezzogiorno».
Rivendicando il lavoro di Mezzogiorno Federato, Iossa ribadisce la necessità di contrastare l’emigrazione dal Sud: «Troppi laureati e diplomati vanno al Nord. Dobbiamo fermare l’emigrazione degli studenti e di chi si sposta per curarsi. Le priorità sono chiare: sanità, trasporti, industria e questione ambientale».
