NAPOLI, 25 febbraio 2026 – Un sistema di presunti condizionamenti mafiosi avrebbe interessato l’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. L’indagine sul Clan Contini descrive un intreccio tra affari illeciti, minacce e collusioni che avrebbe coinvolto attività interne alla struttura sanitaria.
L’operazione della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, coordinata dalla Dda, ha portato a quattro provvedimenti cautelari. Contestate truffe assicurative attraverso falsi sinistri, gestione irregolare di servizi di bar e distributori e presunte agevolazioni per ricoveri e certificazioni mediche.
Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe garantito favori a esponenti del clan e gruppi satellite, arrivando anche al trasporto illecito di salme in ambulanza. Tra i reati ipotizzati figurano associazione mafiosa aggravata, corruzione, estorsione e riciclaggio.
Figurano anche sei pubblici ufficiali tra le 76 persone indagate oltre ai quattro arresti – tra cui uno nei confronti di un avvocato – emessi da gip di Napoli su richiesta della Dda partenopea.
Si tratta di un ispettore in congedo della Polizia di Stato; di un funzionario in servizio dell’Inps di Napoli; di un ex impiegato dell’Ufficio Patrimonio dell’Ospedale San Giovanni Bosco, attualmente in pensione; di un dottore e una dottoressa attualmente in servizio nel nosocomio e di un altro medico che lo era all’epoca dei fatti.
Con alcuni di loro, secondo quanto emerso, l’avvocato arrestato si interfacciava anche per l’acquisizione di informazioni riservate, “in un rapporto di stretta e stabile compenetrazione con l’organizzazione criminale”.
