ROMA – Sono due gli indagati nell’inchiesta della Procura di Roma per omicidio colposo in relazione alla morte di una 22enne, originaria del Siracusano,avvenuta durante un intervento di rinoplastica in una struttura medica della capitale.Si tratta di due medici,il titolare del centro medico e il figlio. La ragazza,morta il 7 novembre scorso, si sarebbe sentita male dopo la somministrazione dell’anestesia locale nel centro medico che aveva individuato sui social. Non trovati nella struttura documenti relativi all’intervento.
Pizzo a commerciante: chiesti soldi per aiutare famiglie detenuti, 3 arresti
AFRAGOLA – I militari della Compagnia Carabinieri di Casoria hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di tre persone gravemente indiziate del reato di tentata estorsione in concorso, aggravata dal metodo mafioso.
In particolare gli indagati, nel periodo di tempo compreso tra il mese di agosto ed il mese di ottobre 2023, avrebbero reiteratamente minacciato i gestori di un esercizio commerciale ubicato in Afragola, richiedendo la corresponsione di una somma di denaro per consentire alle persone offese di proseguire nella propria attività e per sostenere le famiglie dei detenuti, in tal modo evocando la loro contiguità a contesti associativi di stampo camorristico operanti sul territorio.
La Campania brilla nella classifica delle migliori Steak House d’Italia, con sei ristoranti premiati
NAPOLI – La Campania si conferma una terra di eccellenza anche nel mondo della carne. Nella Top 50 stilata da Braciami Ancora, il network dedicato agli amanti della griglia, ben sei ristoranti campani ottengono un prestigioso riconoscimento, posizionandosi tra i migliori d’Italia. Un risultato che pone la regione al terzo posto, dietro la Toscana (9 premi) e la Lombardia (7), ma davanti a realtà importanti come la Sicilia (5) e il Lazio (4).
Tra i ristoranti campani premiati spicca Bifulco di Ottaviano (Napoli), che si aggiudica Due Fiamme, un riconoscimento riservato ai locali di livello “eccellente”. Anche Rocco Caggiano – Il Sapore del Fuoco di Grottaminarda (Avellino) conquista Due Fiamme, consolidando la presenza campana nella fascia alta della classifica. Altri locali della regione, inclusi nella selezione, ottengono importanti menzioni grazie alla loro dedizione alla qualità della carne e alla cura dell’esperienza culinaria.
La guida assegna le “fiamme” come misura di merito: una fiamma per i ristoranti di “ottimo livello”, due per quelli “eccellenti” e tre per le Steak House considerate straordinarie e uniche nel loro genere. In cima alla classifica con Tre Fiamme, il massimo riconoscimento, si trovano I Due Cippi di Saturnia (Grosseto) e La Braseria di Osio Sotto (Bergamo), veri templi della griglia.
Michele Ruschioni, giornalista e fondatore di Braciami Ancora, sottolinea il crescente interesse per la carne di qualità in Italia: “Il livello delle Steak House è molto alto e in costante crescita. Gli italiani dimostrano un desiderio sempre più forte di mangiare carne di qualità, e questa classifica vuole essere una mappa delle eccellenze”.
La classifica non premia solo la bontà della carne, ma anche fattori come la ricerca di allevamenti virtuosi, le tecniche di cottura, la qualità del servizio in sala e la selezione dei vini. Un esempio perfetto è il ristorante Bifro’ di Torino, che oltre a ottenere Due Fiamme, vince il premio come Miglior Cantina 2025.
La Campania, con i suoi sei ristoranti premiati, conferma che il Sud Italia ha saputo ritagliarsi uno spazio importante in un settore che, tradizionalmente, vedeva il primato delle regioni del Nord. Tra le altre eccellenze campane, meritano una menzione speciale le Steak House isolane come Al Vecchio Capannaccio di Ischia e Antonio il Macellaio di Panarea, che completano il quadro di una regione dinamica e innovativa anche nell’arte della brace.
Arbitraggio Inter-Napoli: Conte aveva ragione. Mariani retrocesso e l’allenatore non verrà deferito
ROMA – Allora Antonio Conte aveva ragione domenica sera nel post partita di Inter-Napoli a lamentarsi per l’arbitraggio di Mariani. La querelle scaturita dal contestatissimo rigore concesso durante Inter-Napoli, poi calciato sul palo da Calhanoglu, sembra destinata a concludersi con provvedimenti mirati ma non clamorosi. L’arbitro Mariani, al centro delle polemiche per quel fischio considerato da molti eccessivo, sarà retrocesso temporaneamente in Serie B. Una decisione presa dal designatore Gianluca Rocchi, che ha definito la conduzione arbitrale di Mariani “sotto gli standard richiesti”, senza però sospenderlo definitivamente.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, lo stesso Mariani avrebbe ammesso, in una conversazione con Rocchi, di aver commesso una valutazione “un po’ frettolosa” sull’episodio del contatto tra Anguissa e Dumfries. L’AIA è stata chiara: la decisione di concedere il rigore non è stata inventata, ma “per assegnare un penalty serve qualcosa di serio”. Per ora, dunque, il fischietto di Aprilia dirigerà gare di Serie B, in attesa di un possibile ritorno nella massima categoria.
Antonio Conte, dal canto suo, non sarà deferito. Nonostante le sue parole nel post-partita abbiano infiammato il dibattito, nelle dichiarazioni del tecnico del Napoli non sono stati riscontrati elementi lesivi o offese specifiche. Le sue frasi, seppur dure, rientrano nella normale dialettica calcistica, senza travalicare i limiti tollerati dalle istituzioni sportive.
Il caso, quindi, si chiude con un risultato che lascia aperta la discussione: da una parte la retrocessione momentanea dell’arbitro, dall’altra l’assoluzione di Conte. Ma come vuole la tradizione del calcio italiano, la questione continuerà a essere discussa a lungo. Tra alterchi e fazioni opposte, non c’è dubbio che il rigore della discordia sarà un tema caldo anche durante la pausa per le nazionali.
Intanto, la sfida tra Inter e Napoli, due delle squadre più forti del campionato e principali candidate al titolo, rischia di essere ricordata non tanto per la qualità del gioco espresso, quanto per le polemiche arbitrali che hanno alimentato il classico “scontro partigiano” del tifo italiano.
Conte-Var: De Laurentiis, «dichiarazione di Marotta fuori luogo»
NAPOLI – Aurelio De Laurentiis non ha tardato a rispondere alle dichiarazioni di Beppe Marotta riguardo all’episodio del presunto rigore nella sfida Inter-Napoli. Da Los Angeles, il presidente del Napoli ha commentato con fermezza, schierandosi apertamente a favore delle osservazioni di Antonio Conte. “Ho letto da Los Angeles alcune dichiarazioni di Marotta, a mio avviso fuori luogo. Il rigore, a detta della stragrande maggioranza degli osservatori, non c’era. Ma soprattutto, le parole di Conte sono state chiare e sono esattamente quello che io penso e che ho sempre detto: il Var è una grande risorsa per evitare gli errori arbitrali”.
De Laurentiis non usa mezzi termini per sottolineare il suo punto di vista sull’utilizzo del Var e sulla gestione arbitrale, criticando l’approccio attuale: “Non ha alcun senso dire che a volte può intervenire e a volte no. Se c’è un errore arbitrale, gli addetti al Var devono chiamare il direttore di gara. Altrimenti, si blocca la crescita del calcio e si alimenteranno sospetti”. Una posizione, quella del patron partenopeo, che va oltre il singolo episodio, toccando le radici del sistema: “Per quale motivo gli arbitri non dovrebbero ricevere indicazioni da chi può vedere cosa succede in campo con l’ausilio della tecnologia? Conte ha esplicitato concetti sacrosanti, gli stessi che io sostengo da anni”.
La questione per De Laurentiis è chiara: evitare che decisioni poco trasparenti possano alimentare dubbi e sospetti sulla regolarità del campionato. Il presidente azzurro si è anche espresso sulla necessità di migliorare il regolamento che disciplina il Var: “Credo sia sotto gli occhi di tutti la necessità di mettere a punto un nuovo regolamento per evitare decisioni disomogenee, che, ripeto, non farebbero altro che alimentare la teoria del dubbio”.
Secondo De Laurentiis, un problema chiave risiede nel rapporto tra gli arbitri in campo e quelli al Var: “Gli arbitri dovrebbero essere scevro da qualunque condizionamento psicologico, ma spesso si nota una resistenza all’intervento del Var, perché le correzioni tolgono autonomia e credibilità ai direttori di gara sul terreno di gioco”.
Nonostante ciò, il patron del Napoli ribadisce che la tecnologia rappresenta un elemento imprescindibile per il bene del calcio: “Di fronte a episodi eclatanti e a errori palesi, il Var deve intervenire, almeno richiamando l’arbitro alla visione di quanto accaduto al monitor. Questo è per il bene del calcio”.
La replica di De Laurentiis si inserisce in un dibattito che da anni divide il mondo del pallone, evidenziando l’urgenza di una gestione più trasparente e uniforme della tecnologia per dissipare ogni sospetto e garantire la crescita del calcio.
Business della sosta abusiva, donna denunciata 41 volte in un anno. Denunce a raffica dei Carabinieri
NAPOLI – Una visita prenotata o un’emergenza in ambulanza. Una corsa disperata o l’ennesimo controllo di routine. Per la gran parte dei napoletani la destinazione sarà in una delle strutture nell’area collinare di Napoli. Le insegne della tangenziale non lasciano spazio ad equivoci, l’uscita è “zona ospedaliera”. E’ lì che si apre una buona fetta del ventaglio assistenziale e sanitario partenopeo, tra eccellenze riconosciute in ogni angolo del paese.
Cardarelli, Pascale, Policlinico, Monaldi, Cotugno e Santobono.
Ospedali, frequentati (purtroppo) da migliaia di persone ogni giorno. Persone che nella mente conservano la speranza di tornarci mai più. Di ottenere la risposta sperata e riprendere la routine. Di rivedere i propri cari dopo aver varcato la soglia del pronto soccorso. Persone che pregano e quelle che non lo fanno più.
E poi quelle che impongono la propria legge, una domanda di offerta che domanda non è. Perché ha il sapore dell’imposizione, senza giri di parole. Con la tariffa chiara anche senza tabelle o menu. I parcheggiatori abusivi.
Sono loro a ronzare attorno a quegli ospedali. Sono tanti e molti si dichiarano “storici”. Al punto da essere immortalati anche dalle telecamere di Google Maps.
Parcheggiatori denunciati più volte a piede libero, magari tornati in servizio il giorno successivo.
Per una 51enne di Mugnano, nel solo 2024, le denunce totalizzate sono addirittura 41. Ieri l’ultima di queste.
I carabinieri della Compagnia Vomero hanno presidiato tutta l’area ancora una volta.
11 le persone denunciate. Come per la donna di Mugnano, anche altri non sono nuovi alle forze dell’ordine.
Un 36enne e un 55enne contano insieme 24 denunce solo quest’anno, 12 a testa. Altri ne hanno incassate 5, 2 o 3.
Le tariffe sono molto alte. 10 euro per la sosta dell’auto, anche se per pochi minuti. Solo 5 euro per le due ruote. Non conta se la persona a cui chiedono denaro è di fretta, disorientata o terrorizzata per una visita. O per un’emergenza. Il conto va saldato in anticipo.
I militari hanno controllato la zona ospedaliera per tutto il giorno e continueranno a farlo anche nelle prossime ore.
Nell’ultimo mese, oltre quelle di ieri, i carabinieri della compagnia Vomero hanno denunciato 21 persone, ne hanno segnalate 5
Nel Salernitano gettano olio bollente su un cane randagio: caccia al responsabile
SALA CONSILINA, Salerno – Un episodio di violenza sconvolgente ha scosso la comunità di Sala Consilina, in provincia di Salerno, dove un cane randagio è stato trovato gravemente ustionato dopo essere stato vittima di un gesto crudele. Qualcuno gli ha gettato addosso dell’olio bollente, causandogli gravi lesioni su tutto il corpo. La denuncia arriva dai volontari dell’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), che hanno rivolto un appello a chiunque possa fornire informazioni utili per individuare il responsabile di questo atto disumano.
Il cane, che da tempo era diventato una presenza familiare nei pressi del Terminal Bus locale e aveva conquistato l’affetto dei viaggiatori, era scomparso per due giorni. È stato ritrovato nella serata di ieri in condizioni drammatiche, con evidenti segni di ustioni e in evidente stato di sofferenza. A prendersi cura di lui per prima è stata una giovane che abitualmente si occupava dell’animale, la quale, disperata, ha contattato una delegata dell’Oipa per chiedere aiuto.
Grazie all’intervento tempestivo di un volontario dell’organizzazione, il cane è stato portato presso una clinica veterinaria dove ha ricevuto le prime cure. Nonostante le sue condizioni siano gravi, le speranze di salvarlo restano alte. “Questo è un atto di vera e propria tortura contro un cane che cercava solo una casa e un po’ di affetto”, hanno dichiarato i volontari dell’Oipa in una nota ufficiale.
L’Oipa ha lanciato un appello alla comunità, invitando chiunque abbia informazioni utili a contattare l’organizzazione, anche in forma anonima, scrivendo all’indirizzo email vallodidiano@oipa.org o attraverso la pagina Facebook ufficiale dell’Oipa. Il caso ha suscitato un’ondata di indignazione, con molti cittadini e associazioni che chiedono giustizia per il cane e pene severe per l’autore di questo gesto barbaro.
Marigliano: nella notte colpi d’arma da fuoco contro sala giochi
MARIGLIANO – La scorsa notte, intorno alle due, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Castello di Cisterna, insieme a quelli della stazione di Marigliano, sono intervenuti in via del Sole in seguito alla segnalazione di colpi d’arma da fuoco. I proiettili, secondo i primi accertamenti, sarebbero stati esplosi contro la vetrata di una sala giochi. Sul posto sono stati rinvenuti due bossoli, ma fortunatamente non si registrano feriti. Gli investigatori stanno conducendo indagini per ricostruire la dinamica dei fatti e risalire alla matrice dell’episodio. Al momento, tutte le piste restano aperte, incluse quelle che conducono a un possibile avvertimento di natura intimidatoria. La zona è stata transennata per consentire i rilievi tecnici da parte dei militari, che stanno esaminando eventuali immagini di videosorveglianza presenti nelle vicinanze per individuare movimenti sospetti o dettagli utili a identificare i responsabili. La comunità locale è rimasta scossa dall’accaduto, mentre le autorità intensificano la loro presenza sul territorio per garantire la sicurezza e prevenire ulteriori episodi di violenza.
Sequestrata a Benevento una fabbrica clandestina di sigarette
BENEVENTO – Nella giornata di ieri il Gip presso il Tribunale di Benevento ha convalidato, su richiesta di questa Procura, gli arresti in flagranza operati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, con l’ausilio del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Benevento, nel corso di un articolato intervento effettuato nell’ambito del dispositivo a contrasto del contrabbando di tabacchi lavorati esteri, in occasione della individuazione, nella zona industriale di Benevento, di una manifattura clandestina di sigarette, giungendo al sequestro di circa 27 tonnellate di tabacco trinciato, predisposto per essere confezionato e commercializzato; i reati per i quali il Giudice ha ritenuto la sussistenza della gravità indiziaria sono quelli di detenzione di tabacco lavorato di contrabbando e di contraffazione di marchi protetti.
Attraverso diverse fasi di osservazione e pedinamento, i finanzieri accedevano presso l’opificio clandestino di Benevento parimenti sottoposto a sequestro, dove venivano rinvenuti 3 macchinari, diverse attrezzature per la produzione seriale di sigarette, centinaia di migliaia di prodotti semilavorati (filtri, bobine, carta alluminio, pacchetti vuoti), più di 5 milioni di etichette, nonché 139 imballaggi contenenti tabacco trinciato per un peso complessivo di circa 27 tonnellate, nonché più di 75 kg di sigarette già prodotte e pronte per essere impacchettate.
Nell’opificio si rinvenivano, inoltre, un locale attrezzato a punto di ristoro e un ricovero, con 1O posti letto, utilizzato per assicurare una produzione continuativa delle sigarette di contrabbando anche nelle ore notturne.
Gli introiti potenziali scaturenti dalla vendita dei tabacchi lavorati esteri sequestrati ammontano ad oltre 3 milioni di euro. Le marche delle sigarette pronte per essere commercializzate illecitamente sul mercato napoletano sono risultate essere le ” “Marlboro rosse”, “Marlboro Gold”, “Marlboro Warning bionde”, “Marlboro Warning rosse”, “Rothmans blu”.
All’atto dell’intervento venivano individuati alcuni soggetti non di nazionalità italiana tratti in arresto – soggetti in ogni caso da ritenere presunti innocenti fino a sentenza definitiva – per i quali il Giudice, pur convalidando l’arresto ritenendo la sussistenza della gravità indiziaria, non ha ritenuto sussistenti i presupposti di natura cautelare per l’emissione di una ordinanza limitativa della libertà.
«Ti devo mandare in coma»: 26enne minacciata sui social dopo aver fatto arrestare i suoi rapinatori
NAPOLI – A pochi giorni dall’inizio del processo che vede imputati i suoi rapinatori, una giovane napoletana di 26 anni è stata vittima di gravi minacce via social. Il messaggio inquietante, “Ti devo mandare in coma”, ha riacceso in lei paure mai del tutto superate e un senso di insicurezza che la accompagna dallo scorso anno, quando fu coinvolta in una rapina a mano armata.
La vicenda risale al 23 novembre 2023, quando la giovane cadde in un inganno ordito da due ragazze conosciute a Roma. Le donne le chiesero un passaggio per raggiungere Napoli, ma una volta giunte a destinazione, la 26enne si trovò di fronte a un uomo armato di pistola, con il volto coperto, che le puntò l’arma contro, costringendola a consegnare la sua borsa con dentro 5.000 euro in contanti.
Il rapinatore, ignorando le due giovani complici presenti, si diede alla fuga subito dopo il colpo. Tuttavia, un errore fatale permise alla polizia di identificarlo rapidamente: durante la fuga, l’uomo perse il proprio cellulare, recuperato dalla vittima. Poco dopo, una telefonata sul dispositivo svelò l’identità del rapinatore, che si rivelò essere il fratello di una delle due ragazze che avevano orchestrato la trappola.
Grazie a questo elemento chiave, la Polizia di Stato riuscì ad arrestare sia l’autore materiale della rapina che le due complici coinvolte.
Minacce che riaccendono la paura
Il processo, che inizierà il prossimo 28 novembre davanti al giudice di Napoli, avrebbe dovuto rappresentare per la giovane un momento di giustizia e chiusura. Tuttavia, le recenti minacce via social hanno riportato a galla le sue ansie e paure. La giovane, profondamente scossa, teme di essere avvicinata da malintenzionati per intimidirla o dissuaderla dal testimoniare in aula.
Accompagnata dal suo avvocato, ha deciso di denunciare immediatamente le pressioni subite, presentando una querela in Procura. Nella denuncia ha allegato screenshot delle minacce, che potrebbero rivelarsi fondamentali per individuare i responsabili.


