NAPOLI – E’ da poco passata la mezzanotte e i militari intravedono due sagome su uno scooter Sym Symphony. Chi è in sella al longilineo mezzo su due ruote assume un atteggiamento guardingo e la poca luce non permette inizialmente ai militari di capire che si tratta di 2 giovanissimi. Hanno 15 e 16 anni e non oppongono resistenza al controllo.
Durante l’identificazione però, un carabiniere scorge un’arma. La pistola, dopo si accerterà che si trattava di una scacciacani calibro 8, è sul poggiapiedi. Scatta la perquisizione.
Nel sottosella vengono rinvenuti e sequestrati 2 giacche a vento di colore scuro, 1 cappellino e 2 paia di guanti. Il sequestro lascia poco spazio all’immaginazione ma al momento, indagini permettendo e che proseguono, resta solo quella. Indumenti e arma vengono sequestrati. I due minorenni vengono denunciati e affidati ai rispettivi genitori. Famiglie perbene, persone normali.
Hanno 15 e 16 anni e sono su uno scooter. Carabinieri sequestrano pistola scacciacani e indumenti
Sequestrati a Napoli dalle Fiamme Gialle panetti di cocaina con immagini di Gesù
NAPOLI – L’accostamento tra sacro e profano nel mondo criminale, in particolare in quello mafioso, non è una novità. Tuttavia, è la prima volta che a Napoli viene sequestrata cocaina contrassegnata dall’immagine cristiana del ‘Sacro Cuore di Gesù’. Questa effige, insieme al logo della Apple e alla scritta ‘Qorr’, è stata rinvenuta su venti pacchi contenenti un totale di 22 chilogrammi di cocaina, nascosti nel bagagliaio di un furgone. Il sequestro è stato effettuato dalla Guardia di Finanza di Napoli.
La droga, destinata al mercato illecito, avrebbe generato un profitto stimato di circa tre milioni di euro per la criminalità organizzata. Il conducente del furgone è stato arrestato dai finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata, coordinati dal colonnello Gennaro Pino, durante i controlli sulle vie di accesso a Napoli. L’uomo è ora accusato di traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
Il suo comportamento sospetto alla guida ha attirato l’attenzione dei militari, portando al controllo e alla scoperta del carico. Oltre alla droga, sono stati sequestrati anche il furgone e i cellulari dell’autista.
Biocompostaggio a Pomigliano avanti tutta: anche il Consiglio di Stato boccia il comitato “Laudato Si”
POMIGLIANO D’ARCO – Dopo che lo scorso luglio il TAR della Campania aveva respinto l’istanza cautelare di sospensione dei lavori per la costruzione dell’impianto biodigestore a Pomigliano d’Arco, oggi anche il Consiglio di Stato ha respinto l’appello presentato successivamente dal Comitato “Laudato Si di Pomigliano d’Arco”, presieduto da don Giuseppe Gambardella.
Il Comitato, che aveva fatto richiesta di bloccare i lavori già nel 2022, si opponeva alla realizzazione dell’impianto per motivi legati alla tutela ambientale e alla salute pubblica. Tuttavia, il Consiglio di Stato, con l’ordinanza odierna, ha confermato le motivazioni già espresse dal TAR, ribadendo che non vi sono elementi sufficienti per sospendere i lavori dell’impianto.
Nell’ordinanza, il Consiglio di Stato ha inoltre condannato il Comitato appellante al pagamento delle spese legali della presente fase del giudizio. In particolare, il Comitato dovrà risarcire 1.500 euro alla Regione Campania e ulteriori 1.500 euro al Comune di Pomigliano d’Arco.
Il comitato aveva chiesto la sospensione cautelare dei lavori e l’annullamento di tutte le autorizzazioni connesse alla sua realizzazione. Tuttavia, il collegio della quinta sezione del TAR aveva sollevato dubbi sulla “legittimazione attiva del comitato ricorrente ad impugnare il provvedimento di AIA (autorizzazione integrata ambientale)”, e aveva respinto l’istanza rilevando che “non sussiste il paventato periculum”, considerando che i lavori, “incontestatamente cominciati da oltre un anno, sono ancora in corso e, dunque, l’impianto non risulta essere in procinto di attivazione”. Il Consiglio di Stato nel respingere l’appello proposto dal comitato ha ribadito le stesse motivazioni. Con questa decisione, il progetto potrà proseguire spedito fino al completamento.
“Se non fosse bastata la decisione del Tar – dichiara il Sindaco di Pomigliano d’Arco, Raffaele Russo – che aveva respinto con giusta causa l’istanza cautelare per sospendere i lavori dell’impianto di biodigestione, siamo ora certi che il Consiglio di Stato, rigettando l’appello del comitato Laudato Si, abbia definitivamente posto fine al tentativo di bloccare la realizzazione di questo impianto. Non solo non rappresenta un pericolo per la salute dei cittadini, ma con la sua messa in funzione comporterà una significativa riduzione dei costi del servizio di raccolta rifiuti per la comunità. Con grande soddisfazione, procediamo spediti verso il completamento dei lavori.”
L’impianto comunale di compostaggio dei rifiuti organici tratterà 24mila tonnellate all’anno di scarti da trasformare in fertilizzante agricolo. La collocazione dell’impianto è stata fissata lontano dal centro abitato, in una zona direttamente collegata ad una strada a scorrimento veloce che ha uno svincolo autostradale, in modo tale che non ci sia aumento del traffico cittadino.
Stellantis Pomigliano: ancora cassa integrazione, ma si produce di più. Solo l’azienda ci guadagna
POMIGLIANO D’ARCO, Napoli – Più cassa integrazione viene effettuata in casa Stellantis a Pomigliano, più l’azienda risparmia in stipendi, pur producendo più autovetture di quanto se ne realizzavano prima dello stop di un giorno a settimana, meno soldi trovano in busta paga i dipendenti ogni mese, più soldi vengono spesi dallo Stato (oltre 4 milioni di euro in due mesi) in ammortizzatori sociali. Insomma per dirla in breve, le auto di Stellantis non vanno bene sul mercato e chi ci rimette oltre agli operai è la collettività. L’azienda ci guadagna sempre. Questo è ciò che ormai accade da due mesi. Ma facciamo un passo indietro. Non sono ancora esaurite le cinque giornate di stop imposte dall’azienda ai dipendenti, un giorno a settimana a partire dall’ultima di agosto fino a fine settembre, che la società di automotive ha comunicato ai sindacati, sempre a causa di un calo degli ordini di veicoli, in particolare dell’Alfa Romeo Tonale, ulteriori 4 giorni di stop alle attività produttive del Giambattista Vico, a partire da venerdì 4 ottobre e nei successivi lunedì del 7, 14 e 21 ottobre. Nonostante la rimodulazione avviata da questo mese dell’intera produzione su quattro giorni, con un aumento di produzione sul modello “Panda”, da 630 vetture al giorno, a 790 e di una lieve riduzione per il modello Alfa Romeo “Tonale”, da 200 vetture prodotte al giorno a sole 150 auto. Secondo Stellantis, la differenziazione della produzione dei due modelli consente così di ricorrere alla cassa integrazione guadagni ordinaria per quattro giorni per il mese di ottobre. Sul piede di guerra i sindacati: «La scelta di ricorrere agli ammortizzatori sociali per l’intera fabbrica – dicono Mauro Cristiani, segretario generale e Mario Di Costanzo, responsabile settore automotive della Fiom di Napoli – è inaccettabile considerato il consistente aumento di produzione su Panda e per questo ha espresso parere negativo alla richiesta aziendale di cassa integrazione ordinaria. Siamo sempre più convinti che il vero obiettivo di Stellantis del ricorso agli ammortizzatori sociali non è per fronteggiare un calo della domanda ma incrementare l’efficienza scaricando i costi sulla collettività». Ed è proprio questo il punto su cui però le istituzioni tacciono colpevolmente almeno per ora. In questa operazione, infatti, conti alla mano, ci guadagna solo Stellantis che riesce a produrre paradossalmente più auto con meno giorni lavorativi a disposizione, pur risparmiando una grossa cifra in stipendi e cioè fino ad ottobre circa 800 mila euro. Gli ammortizzatori sociali a carico dello Stato e quindi della collettività invece salgono ad oltre 4 milioni di euro. Ci perdono sicuramente anche gli operai del sito produttivo di Pomigliano che si troveranno in busta paga circa 200 euro in meno al mese. «Quanto accade allo stabilimento di Pomigliano – secondo Cristiani e Di Costanzo – conferma, ancora una volta che, da parte del ministro Urso, non è più rinviabile una convocazione dell’Amministratore delegato. Il Governo, a partire dal Presidente del Consiglio Meloni, deve assumere una posizione chiara rispetto alla politica di Stellantis che socializza le perdite e privatizza i profitti». «Il perdurare del crollo delle vendite, dovuto alla fine degli incentivi statali – concludono i due sindacalisti Fiom – conferma che, a partire dallo stabilimento di Pomigliano, occorrono investimenti in processo e prodotto nel nostro Paese nella mobilità sostenibile, così come avviene per Peugeot, Renault e Citroen. È evidente che più questo processo ritarda e più velocemente si ritornerà un’altra volta al periodo in cui più della metà del personale era collocato in Cigo». Sullo stabilimento di Pomigliano pesano moltissimo le difficoltà di mercato della Tonale, le cui richieste negli ultimi mesi si sono ridotte al lumicino. Ma anche la Panda ha avuto nell’ultimo periodo una piccola flessione negli ordini, che si potrebbe ancora aggravare, in una sorta di auto concorrenza, con l’immissione sul mercato tra pochi mesi della nuova Grande Panda che si produce nello stabilimento serbo di Kragujevac e che potrebbe essere preferita all’utilitaria realizzata a Pomigliano. «Solo a dicembre – ricorda Biagio Trapani, segretario generale Fim di Napoli – si voltava pagina per l’uscita dalla morsa degli ammortizzatori sociali, oggi le maestranze di Pomigliano ripiombano nell’incubo che li ha accompagnati per tanti anni. Troppi soggetti che hanno responsabilità si sono attardati, quando noi denunciavamo il pericolo occupazionale di oltre 70 mila tra lavoratrici e lavoratori solo nel nostro Paese. Crediamo sia giunto il momento che tutti gli attori agiscano immediatamente, in stretto rapporto tra di loro, per un rilancio industriale del settore, per fronteggiare il forte calo di richieste dei nostri prodotti e impedire la chiusura di stabilimenti». «Serve – conclude Trapani – un’azione comune e sinergica, tra istituzioni e produttori, volta a rafforzare le politiche industriali, che i singoli paesi devono adottare al fine di sviluppare l’elettrificazione, la digitalizzazione, l’economia circolare e, nello stesso tempo, per un forte sostegno di investimenti per rilanciare la transizione industriale che sta caratterizzando la rete di fornitura».
Tenta di far sparire la cocaina bruciandola con l’acido, preso
CAIVANO – Blitz antidroga a Caivano per i carabinieri della locale compagnia. A finire in manette il 39enne Franco Ambrosio, già noto alle forze dell’ordine.
I militari stanno percorrendo via Cairoli quando notano il 39enne che dalla finestra della propria abitazione sta consegnando due involucri ad un ragazzo.
Il cliente viene fermato, nella sua mano 2 dosi di cocaina.
Il 39enne è già agli arresti domiciliari e si rifugia nel suo appartamento mentre i carabinieri lo raggiungono. Entrati in casa, trovano Ambrosio che sta riempiendo con dell’acido un barattolo al cui interno c’è della cocaina. Il 39enne viene bloccato e la perquisizione permette di rinvenire e sequestrare il barattolo con resti di sostanza stupefacente di tipo cocaina bruciata dall’acido, materiale vario per il confezionamento, un bilancino di precisione, un coltello e delle forbici sporche di cocaina e 240 euro in contanti di vario taglio.
L’arrestato è stato trasferito in carcere.
Afragola: droga nello zaino, prova a disfarsene lanciandola dalla finestra, 21enne in manette
AFRAGOLA – Michele Caputo dovrà rispondere di detenzione di droga a fini di spaccio. I carabinieri della stazione di Afragola lo hanno arrestato in mattinata, dopo aver sequestrato 13 panetti di hashish.
Durante una perquisizione nella sua abitazione, il 21enne di Afragola ha provato a lanciare uno zaino dalla finestra. Il tentativo è stato vano e i militari hanno recuperato zaino e tutta la droga che conteneva. 1 chilo e 300 grammi circa di hashish, in 13 panetti da 100 grami.
Caputo ha provato a opporsi all’arresto ma è finito comunque in manette.
E’ ora in carcere, in attesa di giudizio.
Perseguita la ex anche davanti la scuola frequentata dai figli. 47enne arrestato dai Carabinieri
NAPOLI – Un 47enne di Chiaia è stato arrestato dai Carabinieri della stazione Quartieri Spagnoli per atti persecutori, commessi nei confronti della moglie, con cui si era recentemente separato.
Non accettando la decisione di interrompere la relazione, l’uomo avrebbe iniziato a perseguitare la sua ex. Seguendola in ogni spostamento, minacciandola anche davanti ai figli piccoli.
La situazione è degenerata in mattinata, quando la donna ha accompagnato i bambini a scuola e si è ritrovata l’ex marito davanti all’istituto.
Il 47enne ha iniziato a insultarla, a minacciarla di morte. La donna, poco prima che l’uomo si allontanasse, ha avuto la prontezza di fotografarlo e si è rivolta ai Carabinieri.
I militari, anche sulla base delle precedenti denunce, hanno rintracciato il 47enne e lo hanno arrestato in differita.
E’ ora ai domiciliari, in attesa di giudizio.
A Teverola (Ce) oggi si celebra l’81° Anniversario dell’eccidio di 14 Carabinieri
TEVEROLA, Caserta – Oggi, venerdì 13 settembre 2024, alle ore 10, presso il cimitero di Teverola (CE) si terrà l’annuale cerimonia in ricordo dei 14 Carabinieri trucidati dai Nazisti, dopo aver difeso il palazzo dei telefoni di Napoli, sito strategico per fornire i collegamenti indispensabili per organizzare le azioni di contrasto e di difesa. I carabinieri ripiegarono nella caserma Napoli-Porto, da dove opposero una drammatica resistenza. Esaurite le munizioni e di fronte al preponderante numero dei nemici, si arresero. I quattordici militari furono costretti a camminare a piedi da Napoli a Teverola, ove furono barbaramente passati per le armi ai margini di un campo di concentramento in località Madama Marchesa in agro di Teverola, unitamente a due inermi civili.
Alcuni contadini furono costretti a scavare loro la fossa.
Era il 13 settembre del 1943, per non dimenticare mai.
Alla cerimonia parteciperanno autorità civili, militari e religiose, una rappresentanza delle associazioni combattentistiche e d’arma anche della provincia di Avellino e alcune scolaresche del posto.
Giubileo: ad Acerra domani arriva il Cardinal Zuppi per il convegno diocesano
ACERRA – La Chiesa di Acerra si prepara al Giubileo del 2025 celebrando il suo convegno diocesano alla presenza del cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Zuppi aprirà i lavori dell’appuntamento ecclesiale venerdì 13 settembre alle ore 17 nella Cattedrale di Acerra. “Pellegrini di speranza. Verso il Giubileo”, è il tema della tre giorni di preghiera e riflessione che il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, inserisce, dopo la Messa crismale, tra “le manifestazioni importanti dell’unità diocesana”, così come si legge nella lettera di presentazione ed invito ai fedeli. Il Convegno, giunto alla quarantatreesima edizione, prosegue sabato 14 settembre con il dialogo tra Di Donna e i delegati sul tema “La speranza che si incarna” nell’auditorium diocesano, che sarà intitolato nello stesso giorno a monsignor Antonio Riboldi, vescovo di Acerra dal 1978 al 1999, che in questa sede “ha presieduto tanti convegni” si legge ancora nella lettera di presentazione. Domenica 15 settembre al Teatro Italia lo spettacolo di Pino Quartullo “In viaggio con San Francesco” chiude l’appuntamento che, come ogni anno prevede anche attività per i più piccoli con il «Miniconvegno», organizzato nel 2024 dall’Azione cattolica.
Pomigliano: dopo le famiglie anche i commercianti pagheranno di meno la TARI
POMIGLIANO D’ARCO – Buone notizie arrivano per i commercianti di Pomigliano d’Arco dall’amministrazione comunale: è stata infatti ridotta ino al 50% della Tassa dei rifiuti (Tari), per il 2025, per i commercianti di Pomigliano d’Arco. E’ la novità annunciata dall’assessore al Bilancio, Mattia De Cicco, il quale sottolinea che per l’anno prossimo saranno applicate nuove tariffe notevolmente ridotte, con possibili incentivi e agevolazioni. «Gli effetti del grande risultato raggiunto da questa amministrazione comunale – ha spiegato De Cicco – si avvertiranno già dai prossimi mesi, grazie anche al lavoro straordinario svolto dagli uffici amministrativi in tema di riduzione della TARI». In particolare, De Cicco ha sottolineato come sia stato possibile abbassare la tassa, sia per le famiglie che per i commercianti, con sconti che variano dal 20% al 50% a seconda degli scaglioni di reddito. «In controtendenza con il trend nazionale, siamo riusciti a ridurre il carico fiscale – ha spiegato l’assessore – E non solo: abbiamo dato un ‘taglio sociale’ alla tassa, esentando dal pagamento le famiglie con reddito da 0 a 6.000 euro». Risultato, spiegano dal Comune, reso possibile grazie anche all’aumento del bacino di utenza che dovrà pagare la tassa ed al miglioramento delle percentuali di raccolta differenziata, obiettivi chiave del piano programmatico del Sindaco e della Giunta. Per il futuro De Cicco ha anticipato che potrebbero essere deliberati ulteriori sconti. «La decisione di ridurre la TARI – concludono dal Comune – rappresenta un’importante boccata d’ossigeno per il commercio locale, che negli ultimi anni ha subito gli effetti di un carico fiscale crescente. Con queste nuove misure, il Comune conferma il suo impegno nel migliorare la qualità della vita dei cittadini e nel sostenere la ripresa economica».


