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Napoli: ecco il tweet che tutti aspettavano, «Benvenuto Antonio Conte»

NAPOLI – Ormai si aspettava solo l’ufficialità, il fatidico tweet del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. E come ampiamente annunciato, poco fa è arrivato: «Benevenuto Antonio». Non un Antonio qualunque, ma Antonio Conte, un top allenatore che guiderà il Napoli nelle prossime stagioni e che dovrà riportare i partenopei alla vittoria dopo un’annata disastrosa. Ovviamente ora si metterà mano alla nuova rosa, una rosa che per Conte deve essere assolutamente di alta qualità e super competitiva. Antonio Conte dunque è il nuovo allenatore del Napoli. Lo annuncia il club azzurro. “SSC Napoli dà il benvenuto ad Antonio Conte che assume l’incarico di allenatore della prima squadra avendo siglato un contratto che lo legherà al Club fino al 30 giugno 2027”. “Il Napoli è una piazza di importanza globale. Sono felice ed emozionato all’idea di sedermi sulla panchina azzurra. Posso promettere certamente una cosa: farò il massimo per la crescita della squadra e della società. Il mio impegno, insieme a quello del mio staff, sarà totale”. Così il neo allenatore del Napoli, Antonio Conte. “Sono molto orgoglioso che il nuovo allenatore del Napoli sia Antonio Conte. Antonio è un top coach, un leader, con il quale sono certo che potrà partire quella rifondazione necessaria dopo la conclusione del ciclo che ci ha portato a vincere lo scudetto lo scorso anno dopo molte stagioni ai vertici del calcio italiano. Oggi si apre un nuovo importante Capitolo della storia del Napoli”. Lo afferma il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis.

Antonio Conte torna ad allenare in Italia dopo aver lasciato la panchina dell’Inter a maggio 2021 e un’esperienza in Premier League con il Tottenham. Il tecnico leccese, 54 anni, è stato scelto dal presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, per guidare la ricostruzione della squadra dopo una stagione deludente post-scudetto, che ha visto il Napoli concludere al decimo posto in classifica, senza qualificarsi per le competizioni europee.

Conte ha firmato un contratto fino al 2027, con un ingaggio di circa 6,5 milioni di euro a stagione più bonus legati ai risultati. Dopo un anno di riposo, seguito alla sua seconda stagione al Tottenham conclusasi nel 2023, Conte è pronto a tornare in campo.

Nei prossimi giorni, lo staff del tecnico sarà a Napoli per visitare il centro tecnico di Castel Volturno e valutare le necessità per la stagione, in cui il Napoli parteciperà solo al campionato e alla Coppa Italia, dando così tempo a Conte per ricostruire la squadra. Il ritiro inizierà a Dimaro, in Trentino, l’11 luglio, con il raduno a Castel Volturno nei giorni precedenti.

Conte sta collaborando con il direttore sportivo Giovanni Manna per il mercato, che prenderà davvero il via dopo la cessione di Victor Osimhen, la cui clausola di 130 milioni di euro fornirà i fondi necessari per nuovi acquisti, in particolare per una nuova punta centrale. Al fianco dell’allenatore arriverà a Napoli anche Gabriele Oriali, con cui ha già collaborato in passato e che svolgerà il ruolo di dirigente di collegamento tra la squadra e il club.

Napoli: Conte ieri sera a cena a Roma con De Laurentiis, oggi la firma e l’annuncio

ROMA – Ancora poche ore e Antonio Conte sarà ufficialmente il nuovo allenatore del Napoli. Oggi è previsto l’annuncio del suo ingaggio, con un contratto che lo legherà alla squadra fino al 2027 per 8 milioni di euro a stagione. I tifosi azzurri sono in trepidante attesa, sperando che questo nuovo ciclo possa riportare il Napoli alla conquista dello scudetto.

Ieri il tecnico leccese è arrivato a Roma, accolto da Aurelio De Laurentiis e dal direttore sportivo Manna. Dopo un primo colloquio con il ds partenopeo, Conte ha partecipato a una cena con il presidente, occasione conviviale ma anche momento per discutere delle prossime strategie di mercato. La cena romana da Rinaldi al Quirinale (dal cui profilo instagram è presa la foto) tra il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e il tecnico azzurro in pectore Antonio Conte si è conclusa intorno alle 22.30. Bocche cucite all’uscita del ristorante ma volti sorridenti, specie quello del patron partenopeo che ha scherzato con i giornalisti presenti.

Il mercato è, infatti, al centro delle attenzioni. Alcuni dei nomi che piacciono molto sono Buongiorno del Torino, Hojbjerg del Tottenham e ovviamente Lukaku, uomo di fiducia di Conte. Tuttavia, per l’attaccante belga c’è da registrare l’interesse del Milan, che cerca un sostituto di Giroud. Questo sarà uno dei temi caldi che il nuovo allenatore dovrà affrontare, soprattutto se la partenza di Osimhen si concretizzerà.

Prima, però, ci sarà la presentazione ufficiale di Conte, organizzata in grande stile da De Laurentiis al Palazzo Reale, anche se la data non è ancora stata fissata. Il tecnico è ansioso di iniziare a lavorare e giovedì dovrebbe essere a Castelvolturno per familiarizzare con le strutture insieme al suo staff.

Il ritiro pre-campionato, che si svolgerà tra il Trentino e l’Abruzzo, inizierà il 7 luglio. Per quella data, si spera di avere già alcuni nuovi acquisti a disposizione, tra cui magari lo stesso Lukaku, sebbene la trattativa con il Chelsea sia complessa. I Blues chiedono il pagamento della clausola di uscita da 44 milioni di euro, e prima di procedere sarà necessario vendere Osimhen.

Il Torino chiede circa 40 milioni di euro per liberare Buongiorno, quindi il Napoli dovrà muoversi rapidamente, soprattutto con l’Europeo alle porte che potrebbe far aumentare la valutazione del giocatore. Hojbjerg, in uscita dal Tottenham, sembra un obiettivo più accessibile, in attesa di capire il futuro di Anguissa, tentato dall’Al Nassr. In attacco, attenzione anche alla possibile acquisizione di Federico Chiesa, con la Juventus disposta a cedere e la Roma che osserva la situazione.

Dispersione scolastica a Pozzuoli: Carabinieri denunciano 106 genitori. 68 i minorenni “assenti”

POZZUOLI – La dispersione scolastica. Una piaga sociale che parte da lontano, anzi, dall’inizio. Perché se da un lato la criminalità comune e soprattutto quella organizzata promette facili guadagni con sacrifici pari allo zero dall’altro ci sono famiglie che sbarcano il lunario nella speranza che i propri figli possano realizzarsi all’interno di una società dove è sempre più difficile individuare veri modelli da seguire.
Ed è così, appunto, che tutto parte dall’inizio, dall’Abc. L’istruzione è il perno portante di una società civile. La scuola, le diverse istituzioni coinvolte, le buone famiglie e le forze dell’ordine lo sanno bene e i carabinieri del comando provinciale di Napoli vivono in prima linea la lotta alla dispersione scolastica.
E oggi che si celebra la Festa dell’Arma, si rafforza quella capillarità e quella presenza visibile che i Carabinieri garantiscono da 210 anni.
Come una campagna di sensibilizzazione vissuta ogni giorno in tutte le città, comuni e paesi dell’intero hinterland partenopeo. Uno sforzo congiunto da parte di tutti i carabinieri che con la loro presenza capillare sul territorio aderiscono alle diverse iniziative che l’Arma promuove per la “cultura della legalità”. Incontri continui nelle scuole e nei centri di aggregazione giovanile per parlare della necessità di istruirsi avendo cura di trasmettere un pensiero che possa rimanere nelle coscienze.

Parole, buone azioni e ottimi intenti che spesso però vanno a sbattere con la dura realtà e con i carabinieri che debbono affrontare la commissione di reati, perché fondamentalmente di questo si parla.

Siamo a Pozzuoli e a giorni, come nel resto d’Italia, l’anno scolastico volgerà al termine.  Si chiude un iter che porta con se importanti bilanci e quelli accertati dai carabinieri della locale stazione sono decisamente pesanti e fanno riflettere. Al termine dei dovuti accertamenti sono state denunciate per inosservanza dell’obbligo di istruzione minorile 106 persone.
I militari hanno effettuato gli accertamenti sia nelle sedi degli istituti scolastici che nei locali dei servizi sociali del comune puteolano.
I 106 indagati “in qualità di esercenti la potestà genitoriale” non avrebbero permesso l’istruzione scolastica a 68 minorenni.
Di questi 24 non avrebbero mai frequentato la scuola mentre i restanti 44 lo hanno fatto ma in maniera saltuaria non raggiungendo il numero di presenze necessario. L’alunno infatti non può superare il 25% di assenze in base al numero di giorni dell’anno scolastico. In alcuni casi gli alunni non hanno ripreso la frequenza nonostante l’avvertimento formale del Sindaco di Pozzuoli.
Ulteriori ammonimenti sono tuttora in fase di istruzione da parte del Comune in stretta sinergia con i carabinieri e le altre istituzioni.

Botte alla madre e alla sorella per soldi. Carabinieri arrestano 53enne

GIUGLIANO – A Giugliano in Campania nella frazione di Varcaturo i carabinieri della sezione radiomobile sono intervenuti in un’abitazione per una segnalazione di lite violenta in famiglia.
Arrivati sul posto, i militari hanno accertato che poco prima un uomo, 53enne, verosimilmente ubriaco aveva aggredito la propria madre che di anni ne ha 76.
L’uomo aveva aggredito l’anziana con schiaffi e pugni colpendola ripetutamente alla testa. Tutto per farsi dare denaro. Era intervenuta anche la sorella dell’uomo per difendere la propria madre ed anche per lei tante botte. Gli accertamenti dei militari hanno permesso di ricostruire una storia. Erano circa quattro anni che l’uomo chiedeva sempre denaro e se non lo otteneva l’epilogo era sempre lo stesso: violenze.
Il 53enne è stato arrestato e trasferito in carcere dove dovrà rispondere all’autorità giudiziaria di maltrattamenti famiglia e lesioni

Lavoratori coop sanità: Asl mettano in atto disposizioni regionali

NAPOLI – «Lo scorso febbraio fu approvata all’unanimità dal Consiglio regionale una nostra mozione, condivisa da tanti altri colleghi e riguardante l’applicazione della legge nazionale 234/2021, che consente ad Asl e aziende ospedaliere di riservare il 50% dei posti disponibili a concorso agli operatori delle cooperative che avevano fornito le loro prestazioni durante la pandemia – dichiarano Valeria Ciarambino, Vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e componente del Gruppo Misto, e i consiglieri regionali Pasquale Di Fenza e Diego Venanzoni – Un’operazione virtuosa per la salvaguardia dei posti di lavoro e della qualità dell’assistenza sanitaria nella nostra regione e una boccata d’ossigeno per migliaia di dipendenti di cooperative sociali occupati nelle strutture sanitarie regionali, che oggi rischiano il posto di lavoro perché le Asl stanno internalizzando i servizi. A 4 mesi di distanza da quella mozione, nonostante la Regione Campania abbia emanato una circolare invitando Aziende sanitarie e ospedaliere a mettere in atto quanto deliberato dal Consiglio regionale, nulla è stato ancora fatto. Una preoccupazione richiamata anche dagli stessi operatori delle coop che stamane hanno espresso tutti i loro timori dinanzi alla sede del Consiglio regionale proprio per sollecitare l’applicazione di quanto stabilito – aggiungono i consiglieri – Per questo, insieme ai colleghi Di Fenza e Venanzoni nei giorni scorsi abbiamo presentato un’interrogazione per conoscere quali iniziative intendono adottare le singole Aziende sanitarie e ospedaliere della Regione sulla stabilizzazione del personale delle cooperative, e oggi abbiamo voluto incontrare i manifestanti e i rappresentanti di CGIL, CISL e UIL, esprimendo loro la nostra vicinanza e l’impegno a continuare al loro fianco. Garantire la massima salvaguardia dei livelli occupazionali è una priorità – concludono i consiglieri – e soprattutto si tratta di un adeguato riconoscimento alle migliaia di professionisti che hanno operato in prima linea in un momento di estrema emergenza per il Sistema sanitario regionale come la pandemia da Covid-19».

Studio del Cnr di Pozzuoli: cellule di lievito ingegnerizzate come microlenti biologiche ottiche

ROMA – Le cellule biologiche possono essere modificate per comportarsi come microlenti ottiche, piccole strutture che funzionano come lenti tradizionali ma fatte di materiali biologici. Proprio come una goccia d’acqua su una superficie agisce come una lente di ingrandimento, focalizzando i raggi luminosi, così fanno le cellule modificate in microlenti. Studiando il loro comportamento ottico, in futuro queste cellule potrebbero essere utilizzate per diagnosi mediche basate sulle loro proprietà di focalizzazione della luce. È quanto emerge da una ricerca dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli (Cnr-Isasi), in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e l’Università degli Studi di Napoli Federico II (UniNa). La scoperta apre nuove prospettive per la ricerca scientifica e potrebbe rivoluzionare il campo della diagnostica medica.
Lo studio si concentra sull’uso delle cellule di lievito di birra come lenti ottiche biologiche. Queste cellule possiedono proprietà che permettono di modificare rapidamente i loro vacuoli intracellulari, piccole sacche fondamentali per il funzionamento e la salute delle cellule. Sfruttando queste proprietà, i ricercatori hanno trasformato un vacuolo di una cellula di lievito in una microlente. Le lenti di ingrandimento tradizionali raccolgono i raggi luminosi provenienti da un oggetto e li focalizzano in un punto preciso, permettendo una visione dettagliata e ingrandita. Questo è possibile grazie alla capacità delle lenti di deviare i raggi luminosi. Tuttavia, i vacuoli modificati nelle cellule di lievito si comportano in modo diverso: anziché concentrare la luce in un punto (focalizzazione convergente), disperdono la luce (focalizzazione divergente). Questo risultato è significativo perché arricchisce la comprensione di come la luce interagisce con le strutture biologiche e potrebbe portare allo sviluppo di dispositivi biofotonici innovativi, strumenti che utilizzano la luce (fotoni) per studiare, diagnosticare o trattare fenomeni biologici e medici.
Lo studio è uno dei primi risultati del progetto “Luna” (Label-free cytoplasmic vacUoles pheNotyping plAykit), condotto da Cnr-Isasi e Università di Napoli (responsabile scientifico Vittorio Banco di Cnr-Isasi, responsabile di unità del progetto Massimo d’Agostino dell’Università di Napoli) nell’ambito del programma PRIN 2022, finanziato dall’Unione Europea– Next Generation EU. “Studiare come i vacuoli delle cellule rispondono alla luce è utile per capire meglio le cellule nel sangue e in altri fluidi del corpo. Questo potrebbe aiutare a migliorare le diagnosi mediche e rendere più facile individuare malattie o problemi nel corpo in modo veloce e meno invasivo,” spiega Vittorio Bianco (Cnr-Isasi). Lo studio del comportamento della luce nei vacuoli intracellulari può essere utile per individuare rapidamente varie malattie, come quelle da accumulo lisosomiale, il cancro e anche infezioni virali, tra cui il Covid-19 causato dal virus Sars-CoV-2. “La piattaforma che stiamo sviluppando aiuterà a identificare queste malattie in modo più efficiente. Inoltre, questa piattaforma sarà utilizzata per testare quanto sono efficaci i farmaci nel rimuovere o ridurre i vacuoli presenti nelle cellule malate”, aggiunge Daniele Pirone, ricercatore presso Cnr-Isasi e primo autore dell’articolo.
Secondo i ricercatori, lo studio offre molteplici applicazioni pratiche in vari settori. “Questa tecnologia innovativa potrebbe migliorare le tecniche di imaging esistenti attraverso la creazione di circuiti ottici biocompatibili per i computer del futuro. Inoltre, poiché una lente così piccola ha dimensioni comparabili a molte strutture intracellulari, potrebbe migliorare notevolmente le capacità risolutive della microscopia ottica e permetterebbe di osservare e misurare con maggiore dettaglio le strutture all’interno delle cellule. In pratica, questo porterebbe a metodi più precisi e dettagliati per identificare e studiare malattie.”, afferma Pietro Ferraro, dirigente di ricerca presso Cnr-Isasi di Pozzuoli e coordinatore del gruppo di ricerca. “Proprio le simulazioni numeriche realizzate dai ricercatori INAF consentiranno di predire in futuro tali identificazioni dal punto di vista ottico” conclude Matteo Lombini, ricercatore presso Inaf.

Carabinieri setacciano la zona. Un arresto e un denunciato nel Napoletano. Armi e una serra sequestrate

SANT’ANTONIO ABATE – A Sant’Antonio Abate o carabinieri della locale stazione hanno arrestato per ricettazione e detenzione illecita di materiale esplodente Vincenzo Acampora, 53enne del posto già noto alle forze dell’ordine.
I carabinieri hanno perquisito l’abitazione dell’uomo e lì hanno trovato un ordigno esplosivo artigianale di 180 grammi. La perquisizione però non si è fermata e poco dopo i militari hanno trovato 1 pistola semiautomatica con matricola abrasa e pronta a sparare, nel caricatore 8 proiettili. Sequestrata anche una pistola a gas modello 92 Fs e 50 proiettili 9×19. Trovati colpi ance a salve, 61 per l’esattezza.
Un ordigno – che è stato poi fatto brillare dagli artificieri del comando provinciale di Napoli – pistole, proiettili e anche un’auto. Trovata infatti una fiat 500 rubata lo scorso maggio a Salerno.

Durante l’operazione a largo raggio i carabinieri hanno denunciato anche un 39enne del posto. In un vicino locale di proprietà dell’uomo i militari hanno rinvenuto e sequestrato 45 grammi di marijuana e trovato una serra artigianale per la coltivazione dello stesso stupefacente, completa di lampade, alimentatori, impianto di ventilazione e vasi con terriccio e materiale vario per la coltivazione.

Nuove interdittive antimafia del Prefetto ad aziende di Napoli e della provincia

NAPOLI  –  Il Prefetto di Napoli adotta altre 12 interdittive antimafia nei confronti di imprese dell’area metropolitana di Napoli.

Si rende noto che, nella giornata del 30 maggio u.s., il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, nell’ambito dell’attività di prevenzione antimafia, ha adottato ulteriori 12 provvedimenti interdittivi nei confronti di altrettante ditte.

In particolare, n. 8 interdittive riguardano società operanti nella zona portuale di Napoli, nel settore dei trasporti e dei carburanti e prodotti petroliferi.

Le altre 4 interdittive riguardano ditte del settore commerciale e delle costruzioni, ubicate a Portici, Torre Annunziata e Volla.

Parco Archeologico Pompei: scoperti attrezzi da carpentiere nella villa di Civita Giuliana

POMPEI – È l’ultima scoperta nel quartiere servile della villa di Civita Giuliana, indagata scientificamente sin dal 2017 quando fu strappata agli scavatori clandestini grazie a un accordo tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata: un ambiente, conservato in maniera eccezionale come gli altri due scoperti nello stesso settore con i letti degli schiavi, dove è stato possibile realizzare i calchi di mobili e altri oggetti di materiali deperibili: legno, tessuti, corde. La tecnica dei calchi, sperimentata in maniera sistematica sin dal 1863 con la realizzazione dei primi calchi delle vittime dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., è unica al mondo in quanto frutto della dinamica specifica dell’evento catastrofico: persone o oggetti travolti e coperti dalla “corrente piroclastica”, una nube ardente di cenere e gas tossici, sono rimasti lì per secoli. Ma mentre la cenere si è solidificata, formando uno strato molto solido noto come “cinerite”, il materiale organico quali corpi umani, animali o oggetti lignei, si sono decomposti, lasciando un vuoto nel terreno. Questi vuoti possono essere riempiti di gesso durante lo scavo, per riottenere, dall’impronta in “negativo”, la forma originale. Una tecnica che ha portato a risultati straordinari nella villa di Civita Giuliana, dai calchi di due vittime e di un cavallo a quelli dei letti modesti del quartiere servile.
Ora, un’ulteriore stanza amplia lo spaccato di vita degli ultimi, poco documentata nelle fonti letterarie. L’ambiente contiene un letto, ma anche attrezzi di lavoro e quello che sembra un telaio, forse di un altro letto, smontato: si riconoscono, inoltre, ceste, una lunga corda, pezzi di legno e una sega con lama, che sembra non tanto diversa dalle seghe tradizionali usate fino a poco tempo fa. Individuato persino un pezzo della corda, sempre come impronta nel sottosuolo, che la teneva sotto tensione.
L’attuale finanziamento dello scavo volge verso il suo termine, ma il Parco insieme alla Procura hanno annunciato di voler proseguire le indagini, attingendo al finanziamento di una campagna di scavi previsto nella Legge di Bilancio dal Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ieri si è recato a Pompei per un sopralluogo. Anche perché i punti da chiarire a Civita Giuliana sono ancora tanti, non solo a livello scientifico, ma anche in termini giuridici.
 
“Le continue scoperte sugli usi e costumi della vita quotidiana degli antichi romani rese possibili dalle indagini scientifiche nella villa di Civita Giuliana nei pressi del Parco archeologico di Pompei ci rafforzano nella convinzione di proseguire a finanziare le attività di scavo. I nuovi ambienti recentemente rinvenuti e resi noti oggi danno preziosa testimonianza del passato di una grande civiltà e rendono onore alla professionalità della ricerca archeologica che a Pompei è tornata più attiva che mai. Ringrazio la Procura di Torre Annunziata per la collaborazione prestata, che ha permesso di preservare la Villa di Civita Giuliana dall’attività criminale dei trafficanti d’arte e di intraprendere un percorso di ricerca capace di questi importanti risultati”, ha dichiarato il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.
 
“La scommessa degli ultimi anni di puntare nuovamente sulle campagne di scavo archeologico si sta rivelando vincente. La collaborazione ormai pluriennale con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata continua a produrre i suoi frutti, non solo nella lotta per la legalità, ma anche in termini di arricchimento delle conoscenze: basti pensare al rinvenimento straordinario del carro della sposa, in questa stessa area, nel 2019. Cruciali in questo senso la costante attenzione del Ministero in ottica di finanziamenti dedicati, la consolidata cooperazione istituzionale e il circolo virtuoso che collega scavi, studi e ricerca a tutela e valorizzazione del sito”, ha affermato il Direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna.
“Si tratta di un esempio virtuoso di sinergia tra il Ministero della Cultura, il Parco e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata – ha detto il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – un’operazione di grande valore scientifico ma anche culturale. Vogliamo sviluppare questo luogo eccezionale facendolo diventare un luogo accessibile per tutti, un nodo nella rete della Grande Pompei, tra la città antica, le ville e i poli museali di Boscoreale, Oplonti e Stabia. Lo stanziamento nel Bilancio dello Stato per nuovi scavi a Pompei e in altri parchi nazionali voluto dal Ministro Sangiuliano ci aiuterà a continuare questa affascinante impresa archeologica.”
Per il Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso: “Si tratta dell’ennesimo, eccezionale ritrovamento nel sito archeologico di Civita Giuliana, frutto della collaborazione sinergica tra la Procura della Repubblica di Torre Annunziata e il Parco Archeologico di Pompei, in attuazione del protocollo sottoscritto dai due Enti, che, coniugando le ricerche archeologiche con le attività investigative, si è rivelato un formidabile strumento per il contrasto alle attività clandestine di scavo e la restituzione alla collettività di reperti e testimonianze di eccezionale valore storico e culturale. E’ fondamentale che gli scavi archeologici a Civita Giuliana continuino, in quanto, sulla scorta di recenti acquisizioni info-investigative, vi è fondato motivo di ritenere che, proseguendo nelle ricerche, possano essere rinvenuti ulteriori, importanti, reperti già intenzionati dai tombaroli ma non depredati da questi ultimi”.

Cardito: Carabinieri sventano furto in una scuola, 38enne arrestato

CARDITO – Questa notte, verso le 2, a Cardito i carabinieri della stazione di Crispano stavano percorrendo via Castiello quando un allarme ha catturato la loro attenzione. Il segnale sonoro proveniva dal Liceo Artistico Emilio Sereni.
I Carabinieri hanno scavalcato la recinsione e sono entrati nel plesso scolatstico. Giusto in tempo per prendere con le mani nel sacco Umberto Di Chiara, 38enne di Afragola già noto alle forze dell’ordine.
L’uomo, dopo aver forato il muro accanto ad una finestra, si era intrufolato nel Liceo e aveva manomesso l’allarme (o almeno pensava di averlo fatto) per poi rubare il denaro che era all’interno di un distributore di bevande.
I carabinieri hanno bloccato il 38enne e hanno sequestrato gli arnesi da scasso.
L’arrestato è in attesa di giudizio.