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Consac: Ascea, realizzati oltre 3,3 km di nuova condotta in pead

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VALLO DELLA LUCANIA, Salerno – Decisa riduzione del livello delle perdite, miglioramento della funzionalità delle reti per una gestione ottimale della risorsa idrica a tutela dell’ambiente e dei cittadini, contenimento dei costi per un ulteriore miglioramento degli indicatori generali di qualità tecnica dell’Arera. “I cittadini, insomma, beneficeranno di un servizio di fornitura idrica caratterizzato da livelli di eccellenza nella continuità e nella qualità. Anche e soprattutto sotto il profilo delle caratteristiche della risorsa idropotabile erogata”. Così il sindaco di Ascea, Pietro D’Angiolillo, commenta la realizzazione degli oltre 3,3 chilometri di condotta di distribuzione idrica in pead su diverse strade di competenza comunale: via A. Mautone, via Tempa del Niglio, via Fontana Palella, via Vallone Cupo, via Tempa delle Case, via Santa Maria del Colle.

L’individuazione dei tratti di rete da sostituire – spiegano da Consac – è il risultato di un percorso metodologico che parte da un’attenta analisi del comportamento dell’infrastruttura, dal controllo delle pressioni, dalla ricerca perdite e da attività che integrano la fase di digitalizzazione con il rifacimento di tratti di rete a più alto grado di obsolescenza.

La Fondazione Festa dei Gigli diffida il Comune di Crispano all’utilizzo del marchio “Festa dei Gigli”

NOLA – La Fondazione Festa dei Gigli diffida il Comune di Crispano all’utilizzo del marchio “Festa dei Gigli” in relazione all’evento – già annunciato – in programma il prossimo mese di giugno.

La diffida, a firma dell’avv. Aniello Ammirati, è stata formalmente protocollata ed indirizzata al sindaco di Crispano, dottor Michele Emiliano.

L’iniziativa rappresenta uno strumento di tutela dell’alto valore culturale della Festa dei Gigli di Nola, della sua originalità, e dei suoi sedici secoli di storia che gli sono valsi il riconoscimento del sigillo Unesco – nel 2013- quale bene immateriale, patrimonio dell’umanità, nell’ambito della Rete delle Grandi Macchine a Spalle italiane. La Fondazione Festa dei Gigli da oltre 10 anni utilizza il marchio Festa dei Gigli e si adopera sia a livello locale che internazionale per la tutela di questa importante eredità che rappresenta lo spirito stesso della città.

La diffida si basa su un preciso presupposto giuridico, costituito dalla circostanza che la Fondazione Festa dei Gigli è titolare esclusiva del marchio “Festa dei Gigli”, in qualunque forma, carattere, dimensione, lo stesso venga declinato. Il Marchio, peraltro, è stato registrato lo scorso anno presso l’Ufficio Brevetti e Marchi.

Nella diffida si chiarisce l’obbligo per il Comune di Crispano di astenersi dall’utilizzo del marchio “Festa dei Gigli” per l’evento in programma per il prossimo mese di giugno. In caso contrario, infatti, si configurerebbe un atto di concorrenza sleale in quanto condotta idonea a confondere il pubblico circa l’originarietà dell’attività posta in essere.

E’ indubbio – si legge nella diffida – che ci si appropri degli sforzi e degli ingentissimi impegni in denaro compiuti dalla Fondazione Festa dei Gigli, con il conseguente risparmio di spese di avviamento e di pubblicità, da parte del Comune di Crispano.

La Fondazione Festa dei Gigli farà valere le proprie prerogative a salvaguardia della Festa, attraverso le vie legali, nelle competenti sedi giudiziarie, civili e penali.

A difendere la posizione della Fondazione Festa dei Gigli è l’avvocato Aniello Ammirati che si è detto onorato di aver ricevuto incarico per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale di quest’ultima.

“Purtroppo, a seguito della notorietà ormai mondiale guadagnata dalla Festa dei Gigli e dal Marchio, anche grazie agli ingenti sforzi profusi dalla Fondazione – sottolinea l’avvocato Aniello Ammirati – si assiste a una crescente violazione dei diritti di privativa ai danni di quest’ultima. Ciò tuttavia non deve confondere: la Festa è indiscusso patrimonio antropologico, culturale, artistico e religioso, originario originale e soprattutto esclusivo della Città di Nola”

Travolto da macchinario: lavoratore 53enne di Casoria muore in Terra di Lavoro

MARCIANISE, Caserta – La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un’indagine per omicidio colposo a seguito di un tragico infortunio sul lavoro avvenuto l’11 aprile nella zona industriale Nord di Marcianise. L’incidente, di cui si è avuta notizia solo oggi, ha visto la morte di Carlo Amendola, un operaio 53enne di Casoria. Durante il suo lavoro su una macchina sbobinatrice, Amendola è stato travolto da un macchinario, riportando lesioni gravissime. Trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli, l’uomo è deceduto poco dopo il suo arrivo.

Questo evento si aggiunge a una preoccupante sequenza di incidenti mortali che hanno colpito la regione di Caserta negli ultimi tempi. Solo il giorno precedente, il 10 aprile, un lavoratore di 33 anni di Maddaloni è morto folgorato mentre operava un’autopompa in un cantiere edile a Grazzanise. Il 9 aprile, un’ulteriore lavoratrice in un’azienda di prodotti alimentari di Piedimonte Matese ha subito gravi infortuni, con la mano rimasta incastrata in un macchinario. Fortunatamente, un delicato intervento chirurgico ha evitato l’amputazione della mano. Inoltre, il 13 marzo, un altro giovane lavoratore, il 26enne Giuseppe Borrelli, è morto in un’azienda di produzione di laminati in alluminio a San Marco Evangelista, rimanendo incastrato in una macchina.

L’orma sonora di Napoli nell’atlante digitale di Loquis

NAPOLI – «Solo la voce ha la capacità di rendere intima una storia, legando emozioni personali al filo di un racconto che fa affiorare ricordi dalle parti più nascoste della mente». Così Vito Romaniello racconta Napoli nutrendone l’identità corale su Loquis, la piattaforma digitale che riunisce le storie raccontate da chi abita o attraversa un territorio e ne lascia orma sonora alla comunità degli altri viaggiatori.

In occasione della giornata internazionale della voce, l’app di travel podcast ideata da Bruno Pellegrini e fondata con Fabrizio Cialdea inaugura  il canale “100 voci per 100 luoghi”: 100 nuovi podcast, uno per ogni capoluogo di provincia italiana, pubblicati in contemporanea per tracciare una nuova mappa di storie, tradizioni e curiosità. Ogni contributo è curato dai professionisti e professioniste della voce che fanno parte della Loquis Factory, un network appassionato e creativo per il podcasting autoriale di viaggio che espande i numerosi contenuti già offerti spontaneamente dagli utenti. Tra i vari contributi, l’atlante di luoghi parlanti ospita una sezione dedicata anche una sezione dedicata a Napoli, tra calcio e cucina, una città magnifica «dove i sogni diventano realtà, dove i bambini sono cresciuti con un pallone tra i piedi e sono diventati uomini giocando a calcio».

Così Vito, giornalista da 40 anni, innamorato da sempre della radio e da sempre dietro un pallone che rotola, ci accompagna per mano in un mix che racchiude le passioni pulsanti di Napoli, oltre l’idea del viaggio come bene di consumo e il format della recensione geolocalizzata, per un incontro vero con l’identità territoriale e la sua comunità.

Nel suo racconto, si intrecciano a doppio nodo, il sapore sincero dei piatti della tradizione e il gioco più bello del mondo che qui sono amati e celebrati, qui dove gioca «la squadra con lo scudetto cucito sulla maglia, azzurra come il cielo e il mare. Napoli è la città dove vincere succede di rado e forse proprio per questo è ancora più magico quando accade». In questo viaggio insieme con le voci di Fabio Cannavaro, capitano della grande Italia che trionfò a Berlino e quella dello Chef Cannavacciuolo.

All’insegna di un nuovo umanesimo digitale, Loquis invita tutti gli amanti dell’immenso patrimonio che precede e accompagna quello visibile, nelle storie di chi ha edificato parte dell’immaginario legato a un particolare luogo, a offrire la propria versione. Questo atlante sonoro ha infatti pagine infinite ancora da scrivere. Un’opportunità aperta a tutti i podcaster su Loquis per contribuire ad arricchire il racconto delle storie del mondo, per essere parte attiva di questa esperienza unica, contribuendo con il racconto dei propri luoghi a ispirare chi viaggia a riscoprire la bellezza del reale con occhi nuovi.

Ercolano: droga, soldi e micro telecamere. Carabinieri arrestano 55enne

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ERCOLANO . Questa mattina a Ercolano i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Torre del Greco insieme ai militari della locale tenenza hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Carmine Pernicola, 55enne del posto già noto alle forze dell’ordine. I Carabinieri hanno perquisito l’abitazione dell’uomo dove sta scontando la pena della detenzione domiciliare. Durante le operazioni sono stati rinvenuti e sequestrati 18,5 grammi di cocaina suddivisa in due involucri e diverso materiale per il confezionamento dello stupefacente. Sequestrata anche la somma di 1.615 euro ritenuta provento dell’attività illecita. Sono state sequestrate anche due micro telecamere di sorveglianza installate all’esterno dell’abitazione.
L’arrestato è in carcere in attesa di giudizio.

I leoni della Fontana degli Incanti escono dalla segrete del Maschio Angioino. Recuperati ed oggi avviati al restauro

NAPOLI – La Fontana degli Incanti, in piazza Salvatore di Giacomo, riacquisterà il suo antico fascino grazie ad un intervento di restauro che prevede anche la ricollocazione dei leoni dei quali, per anni, si era persa memoria.

Gli elementi decorativi sono stati rinvenuti, dopo quarant’anni, nelle segrete del Maschio Angioino. L’individuazione nei mesi scorsi, grazie al lavoro di squadra tra il Servizio Arredo urbano e mobilità sostenibile, il Servizio Arte e beni culturali e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli. Con i lavori di restauro della Fontana degli Incanti, infatti, è stata avviata anche un’opera di ricerca bibliografica e archivistica nell’ambito della quale sono stati effettuati dei sopralluoghi nei depositi comunali. Grazie al materiale documentale è stato quindi possibile affermare che i grandi frammenti ritrovati a Castel Nuovo, dei quali era incerta l’attribuzione, erano proprio parte degli antichi leoni. Oggi le statue sono state trasferite in laboratorio per il completo restauro e la sistemazione nella collocazione originaria. Nel frattempo, in piazza Salvatore di Giacomo sono già in corso i lavori a cura della ABC per la sistemazione dell’impiantistica della fontana.

“Stiamo portando avanti da mesi il restauro delle fontane cittadine, non solo per l’aspetto funzionale e decorativo che rivestono – ha sottolineato il sindaco Gaetano Manfredi – Quasi sempre esse rappresentano  testimonianze significative di storia urbana e  crediamo che le fontane vadano recuperate, quando è possibile, per come erano un tempo. Nel caso della Fontana degli Incanti potremo presto tornare ad ammirarla come ormai la si poteva vedere solo in qualche foto di mezzo secolo fa”.

“Lungo la costa sono già state restaurate la Fontana del Gigante in via Partenope, la Fontana della Sirena in piazza Sannazzaro e la Fontana del Sebeto a largo Sermoneta – ha ricordato l’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza – Nel caso della Fontana degli Incanti il restauro si completa con il recupero dei leoni che sono stati per anni ‘dimenticati’. Ringrazio l’architetto Valeria Palazzo, dirigente del Servizio Arredo Urbano, e quanti stanno lavorando a quest’intervento che ci consentirà di restituire alla fontana la sua integrità artistica”.

La fontana degli Incanti, disegnata da Giovanni da Nola per volere del viceré Pedro de Toledo nel XVI secolo, fu inizialmente posizionata in piazza dell’Olmo, poi divenuta piazza del Porto o del Mercato di Porto, sita a metà tra le attuali piazza Bovio e piazza Municipio, ovvero nella attuale Via Alcide de Gasperi. Durante i tumulti di Masaniello venne fortemente danneggiata, e riparata più volte nel corso del XVIII secolo, finché nel 1834, l’architetto Pietro Bianchi (l’autore della basilica di San Francesco di Paola) la ricostruì del tutto. La fontana, nel periodo del Risanamento, venne poi smontata dalla sua posizione originaria e ricollocata nella piazza Salvatore di Giacomo all’inizio del XX secolo. È chiamata “degli Incanti” perché una leggenda narra che una potente strega della città, usasse  l’acqua di quella fonte per i suoi “incanti”; ma è anche detta della Cöccövàja perché nel XVI secolo, quando al vertice della fontana fu scolpito lo stemma del viceré, al popolo la sagoma parve identica a quella di una civetta che, in latino, si traduce appunto “cocovaja”.

Napoli: al via i lavori per la messa in sicurezza dell’ex stazione Bayard

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NAPOLI – Sono state consegnate oggi le aree della stazione Napoli Bayard per l’avvio dei lavori di messa in sicurezza del complesso, a seguito dei quali potranno essere realizzate le opere di recupero definitivo funzionale dell’area.
L’intervento, frutto del dialogo fra tutti gli attori coinvolti dopo la consegna al Comune dell’area compresa tra Corso Garibaldi, via Enrico Cosenz e via S. Maria delle Grazie a Loreto, dà seguito al Protocollo d’Intesa siglato a dicembre 2023 dal Comune di Napoli, la Procura della Repubblica di Napoli, la Soprintendenza e FS Sistemi Urbani, società capofila del Polo Urbano del Gruppo FS.
L’accordo ha permesso la riorganizzazione delle proprietà dell’antica stazione Bayard di Napoli e delle zone limitrofe con la massima protezione del patrimonio culturale della città.
I cittadini potranno così beneficiare di nuovi spazi.

Ai domiciliari trovato in possesso di droga: arrestato

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VILLARICCA – A Villaricca i carabinieri della locale stazione hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Arsenio Ascione*, 18enne del posto già noto alle forze dell’ordine.
I militari sono intervenuti nell’appartamento del giovane per controllarlo. Il 18enne, infatti, è agli arresti domiciliari ed è scattato l’allarme del suo braccialetto elettronico. Una volta in casa, i carabinieri vengono sorpresi da un forte odore di sostanza stupefacente: parte la perquisizione.
Nella cassapanca una scatola con all’interno mezzo panetto di hashish da 44 grammi e 27 dosi della stessa sostanza per un peso complessivo di 56 grammi. Insieme alla droga anche diverso materiale per il confezionamento dello stupefacente 50 euro in banconote di piccolo taglio.
Il 18enne è stato trasferito in carcere in attesa di giudizio. Per il braccialetto, probabilmente si trattava di un falso allarme.

Trovate 9 dosi di droga: giovane straniero arrestato

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NAPOLI – A Napoli nel quartiere San Lorenzo i carabinieri del nucleo operativo della compagnia Stella hanno arrestato per spaccio di droga un 29enne originario del Marocco già noto alle forze dell’ordine. I militari hanno fermato l’uomo a via Santa Caterina a Formiello mentre cedeva dello stupefacente a tre clienti.  Il 29enne è stato perquisito e trovato in possesso di 139 euro ritenuti provento del reato.
Trovate, inoltre, 9 dosi di crack. Lo stupefacente era nascosto tra le intercapedini dei muri che il pusher prendeva di volta in volta a seconda della richiesta.
L’arrestato è in attesa di giudizio.

Tentato omicidio a Napoli, due arresti della Polizia di stato

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NAPOLI -Nella mattinata odierna, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Napoli che ha disposto la misura carceraria nei confronti di ATTANASIO Alfonso nato a Napoli il 20.07.1998 e CATONE Giuseppe nato a Napoli il 23.02.1982 gravemente indiziati, in concorso tra loro, del reato di tentato omicidio aggravato.
La misura cautelare è stata emessa all’esito delle indagini condotte dalla Squadra Mobile e dal Commissariato Vicaria-Mercato in relazione al tentato omicidio di un 54enne avvenuto, a seguito di una brutale aggressione consumatasi il 29 febbraio scorso in via Cesare Rosaroll.

Nell’occasione la vittima è stata raggiunta da due soggetti a volto scoperto che, a bordo di due motocicli, dapprima lo hanno verbalmente offeso e, subito dopo armati di coltelli, lo hanno aggredito sferrandogli numerosi fendenti all’addome ed agli arti inferiori.

A causa delle ferite riportate la persona offesa è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per “5 ferite agli arti inferiori con recinsione di alcune vene ed 1 all’addome, che ha reciso l’intestino”.

Alla identificazione degli indagati si è pervenuti grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e sul contributo dichiarativo di alcune persone presenti ai fatti.

Il movente della aggressione è ancora oggetto di approfondimenti investigativi ed appare verosimilmente connesso a pregressa conflittualità tra i familiari della vittima e gli indagati.