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Pomigliano d’Estate: parte con il “botto” il fitto programma di concerti, spettacoli teatrali, festival letterari fino al 30 settembre

POMIGLIANO  – È iniziato lo scorso 21 giugno e terminerà il 30 settembre “Pomigliano D’Estate” il cartellone estivo dell’Amministrazione Russo a cura dell’Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili del Comune di Pomigliano d’Arco, che propone nei mesi estivi nella città di Pomigliano d’Arco grandi eventi legati al Teatro, alla Musica, al Cinema, alla Letteratura e all’Intrattenimento, ma anche al Food.

Una kermesse che vanta circa 60 eventi che avranno luogo su tutto il territorio comunale dai rioni delle periferie al centro, dai parchi pubblici alle masserie storiche, in cui si alterneranno concerti, spettacoli teatrali, festival letterari e cinematografici, ma anche eventi dedicati anche al cibo locale.

“Pomigliano D’Estate” è stato reso possibile anche grazie alla partecipazione di associazioni, imprese ed artisti del territorio che hanno inteso sposare pienamente la visione culturale dell’amministrazione comunale, una sinergia, indispensabile per realizzare la kermesse, che porta linfa vitale alla cultura del territorio. Davvero tanti e molteplici gli eventi in programma. Tra i tanti vanno sicuramente citati nell’ambito della minirassegna “Movida D’autore”, la prima di tre esposizioni di arte contemporanea, la mostra collettiva “Segno, disegno gesto” curata dalla Galleria Spazio Vitale con l’Associazione Arte Continua e che verrà inaugurata domani 29 giugno alle ore 19 in Piazza Mercato. Da non perdere per il Teatro lo spettacolo “Eduard e Dio” con Giulio Scarpati ai “Giardino dei Miti”, inserito all’interno del “Festival Teatrale I Nostri Miti”, che quest’anno è patrocinato anche dalla Regione Campania. Spazio anche al buon cibo locale con “Sugo, cibo da strada in salsa vesuviana” dal 7 al 9 luglio su iniziativa dell’Assessorato al commercio e alle attività produttive in collaborazione con le associazioni di categoria dei commercianti di Confcommercio e Confesercenti, Aicast e Fit, con la fondazione Pomigliano Jazz in Campania e in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e che oltre alle degustazioni vedrà in scena tre spettacoli da non perdere: l’anteprima di Pomigliano jazz con Marco Zurzolo e il suo nuovo spettacolo di The new showman venerdì 7 luglio, sabato 8 con lo spettacolo di Sal da Vinci e domenica 9 luglio con il concerto della Paisiello Swing Orchestra. Attesissimo poi il concerto in Piazza Giovanni Leone del 25 luglio alle ore 21 con Al Bano.  Ed ovviamente dal 26 al 29 luglio nel Parco Giovanni Paolo II andranno in scena i concerti di Pomigliano Jazz in Campania.

russo giovanni
L’Assessore alla Cultura e Politiche Giovanili, Giovanni Russo (foto di Pasquale Toscano – BOSK)

Ma proprio in tema di musica “Pomigliano D’Estate” è partito davvero col botto, con il concerto che si è tenuto domenica scorsa di Enzo Gragnaniello nel Parco Giovanni Paolo II e che ha visto la partecipazione di migliaia di persone. «Siamo partiti davvero benissimo con Pomigliano d’Estate – sottolinea Giovanni Russo, assessore alla Cultura e Politiche Giovanili del Comune di Pomigliano d’Arco – grazie al bellissimo concerto di Enzo Gragnaniello. Un evento a cui hanno preso parte tantissimi cittadini della nostra città e non solo. Erano in migliaia e per noi è stata una grande soddisfazione». «Questo – aggiunge Giovanni Russo – è stato il primo dei tanti eventi del cartello estivo che abbiamo voluto dedicare alla memoria di Frederick, il nostro concittadino ghanese ucciso barbaramente qualche giorno fa». «Il cartellone – ricorda l’Assessore alla Cultura – offre circa 60 eventi, uno in particolare con i finanziamenti di Città Metropolitana e che riguarda la cultura popolare e le espressioni artistiche di stampo vernacolare. Tutta la squadra ha lavorato duramente e ha lavorato molto bene per creare un cartellone di eventi che si basa sulla condivisione e sulla coprogettazione dove, ognuno, ha deciso di metterci la faccia».

Insomma, è fitto il programma di iniziative, che si terranno fino al prossimo 30 settembre, con l’obiettivo di creare occasioni di scambio culturale ed intrattenimento di qualità per i cittadini pomiglianesi e per chiunque voglia apprezzare la bellezza e le iniziative offerte dalla Città. E proprio nel mese di settembre all’interno cartellone sarà dato ampio spazio alla letteratura con FLIP – Festival della Letteratura indipendente Pomigliano d’arco che vedrà i più autorevoli autori, editori e critici letterari nell’ambito della letteratura indipendente europea a cura delle librerie “Wojtek”, “Mio Nonno è Michelangelo” e del blog Letterario “Una Banda di Cefali”.

«Ancora una volta proponiamo alla Città di Pomigliano e a tutti quelli che verranno qui durante l’estate – dichiara il Sindaco di Pomigliano d’Arco, Lello Russo – un calendario estivo ricco di eventi, a riprova di una comunità che si propone a livello locale e regionale con dinamismo e spirito di iniziativa. Un lavoro sinergico che parte da lontano tra amministrazione, associazioni e fondazioni del territorio, che ci consente oggi di mettere in campo una proposta culturale con al centro le famiglie e cercando di cogliere tutte le esigenze di una comunità eterogena qual è la nostra».

Maxi sequestro dei finanzieri da 1,2 milioni di euro a Ischia

ISCHIA –  militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica, Terza sezione – “Criminalità Economica”, avente ad oggetto beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro. La misura è stata disposta nei confronti di cinque imprenditori indagati, tra l’altro, per i reati di bancarotta fraudolenta ed omesso versamento di ritenute.
Il sequestro eseguito in data odierna costituisce l’epilogo di indagini condotte nei confronti di un gruppo imprenditoriale ischitano che, pur trovandosi in uno stato di insolvenza irreversibile, avrebbe realizzato distrazioni in danno del ceto creditorio mediante la non corretta tenuta della contabilità aziendale e false informazioni riportate in bilancio.

Perseguita una donna e poi le spara ma la pistola è a salve. 43enne arrestato

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LETTERE – Insultata, picchiata e minacciata. Per una donna di Lettere un calvario iniziato dopo che un 43enne del posto aveva perso la testa per lei.

L’uomo avrebbe provato di tutto per attirare la sua attenzione, anche la violenza.

L’ultima sortita ieri sera, a pochi passi dall’abitazione della vittima.

Il 43enne, arrestato dai carabinieri della stazione di Lettere, avrebbe insultato e minacciato la donna, sparando anche un colpo con un’arma da fuoco (fortunatamente a salve).

Le vessazioni erano iniziate a Gennaio ma solo la chiamata al 112 di ieri aveva messo fine all’incubo.

I militari lo hanno fermato pochi istanti dopo lo sparo. Hanno recuperato l’arma senza tappo rosso, nascosta nella sua auto e perquisito la sua abitazione.

In casa 10 piante di cannabis, un bilancino di precisione e 1 grammo e mezzo di marijuana già confezionata.

Il 43enne è finito in manette per atti persecutori, denunciato per detenzione di droga a fini di spaccio. E’ ora ai domiciliari, in attesa di giudizio.

«Nonna sono nei guai con la polizia postale, prepara 5mila euro»: ennesima truffa sventata dai Carabinieri, denunciato 21enne

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ISCHIA – Ancora un truffatore sbarca sull’isola verde, ancora un’anziana ingannata.
Anche questa volta, però, i carabinieri ischitani arrivano prima che scatti la trappola.
Il copione è quello tradizionale, con una piccola variazione sul tema.
Solita telefonata ma in questo caso il finto nipote è finito nei guai con la polizia postale. Servono 5mila euro e gioielli per sanare un piccolo contenzioso nato dopo l’acquisto di merce sul web. Avrebbe ritirato la somma un agente in borghese direttamente a domicilio.
La storia, così come raccontata, non ha senso ma il tono è convincente. Abile affabulatore, l’uomo dall’altra parte della cornetta convince l’81enne che versare quel denaro è la cosa giusta da fare per salvare il povero nipote.
Qualcosa, però, scatta nel sesto senso della vittima. Riaggancia e compone lentamente il numero del figlio. Chiede rassicurazioni per il nipote e, quando il figlio cade dalle nuvole, comprende di essere stata presa di mira da un impostore.
La telefonata successiva è al 112.
I carabinieri dell’aliquota operativa di Ischia ci mettono pochi minuti a raggiungere Serrara Fontana e si appostano nei dintorni dell’abitazione dell’81enne.
Il “poliziotto” arriva poco dopo, comodamente a bordo di un taxi.
Una sistemata ai vestiti e via verso la palazzina dove vive il suo bersaglio.
Giusto il tempo di pigiare il pulsante del citofono che i militari lo circondano.  Ha 21 anni, è napoletano ed è  già noto alle forze dell’ordine.
Per lui niente soldi, gioielli o monili. Solo una denuncia per tentata truffa e la proposta di foglio di via obbligatorio dai comuni dell’isola d’Ischia.

Capri-Napoli trofeo Farmacosmo: nella prova open festa australiana con tre anni di ritardo

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NAPOLI  – Festa australiana nella seconda prova open della Capri-Napoli trofeo Farmacosmo. Sono stati in tutto dodici i rappresentanti della “terra dei canguri” ad essere arrivati a Napoli per nuotare i 36 chilometri che separano l’isola azzurra dalla terra ferma e più precisamente dal Circolo Canottieri Napoli, dove si è conclusa ieri, martedì 27 giugno, la prova partita come di consueto da Le Ondine Beach Club: quattro impegnati nella prova solo (insieme ad una statunitense e ad un italiano), due in coppia e i restanti sei in un’unica staffetta. Una festa che arriva con tre anni di ritardo: un gruppo molto più folto di australiani (quasi una cinquantina) aveva deciso di sobbarcarsi il lungo viaggio e l’affascinante traversata a nuoto già nel 2020. Ma quella sfida fu annullata a causa della pandemia: “Il lockdown comportò in tutti noi una fortissima delusione. Ma non ci siamo arresi, mantenendo i contatti con Luciano Cotena, organizzatore con la sua Eventualmente Eventi & Comunicazione della manifestazione. E dopo tre anni, anche se in numero ridotto rispetto al 2020, siamo riusciti a coronare il nostro sogno”. A parlare è Simon Jones, 43 anni, il primo ad avere tagliato il traguardo dopo avere nuotato per 8 ore 34’ 22”. Alle sue spalle la prima donna, anche lei australiana, Jo Mc Connell, capace di concludere la traversata in 8.42.39. A seguire il duo composto da Justin Gately e sharyn Adams, che hanno fatto segnare il tempo di 8.56.27. La staffetta (Maria Chiara Murgia, Lauren Reece, Rebecca Kazmierczak, Therese Kazmierczak, Sally Turner e Mattew Spencer) ha invece impiegato 10.06.48 per completare i 36 km a nuoto.

Felice per la sua prova Simon Jones, venuto a Napoli con la famiglia (moglie e due figlie): “È stata la prima volta che ho nuotato una distanza superiore ai 25 km. Non nascondo che più che lo sforzo fisico, quello che mi ha creato problemi è stato l’aspetto mentale. A metà gara non sapevo più a cosa pensare: ho chiesto alla mia barca di farmi ascoltare musica e ho provato a scrutare all’orizzonte le bellezze che si intravedevano dal mare, a cominciare dal Vesuvio. Alla fine, non posso che ritenermi soddisfatto”.
Un attestato d’amore per Napoli e per l’Italia il suo, tanto da avere deciso di trascorrere nel nostro Paese i prossimi mesi: “A Napoli ero stato da piccolo e non ricordavo nulla. Ora me la sono goduta e conto di godermela ancora. Non solo, abbiamo deciso di restare in Italia almeno per i prossimi sei mesi: ci stabiliremo ad Alassio e contiamo di vedere il Paese il più possibile. Anche le mie figlie, che frequenteranno qui la scuola, sono entusiaste all’idea di poter visitare le tante bellezze che offre l’Italia”.

Napoli: sequestrati più di 500 orologi contraffatti di marchi noti con l’operazione “Ora Esatta” della Gdf

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NAPOLI  – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nel corso di mirati interventi finalizzati alla tutela del “Made in Italy” e dei marchi registrati, ha sequestrato 547 orologi con marchi di noti brand contraffatti (“Maserati” e “Philip Watch”), completi di confezioni ed etichette.

L’attività di servizio, condotta dai militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Napoli, è sorta da una segnalazione del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza di Roma, i cui sviluppi sulla filiera di distribuzione hanno portato a individuare tre società partenopee, tutte dedite alla vendita online di orologi dei citati marchi di sospetta genuinità.

Gli interventi ispettivi eseguiti presso le sedi legali delle società che commercializzavano tali prodotti online hanno consentito di trovare un magazzino di oltre 500 esemplari di orologi posti in vendita con i marchi “Maserati” e “Philip Watch” e di riscontrarne la loro contraffazione.

I tre rappresentanti legali delle aziende sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per commercio di prodotti con segni falsi e i beni, illecitamente detenuti, posti sotto sequestro.

La merce sottoposta a sequestro sarebbe stata immessa sul mercato al prezzo di vendita del prodotto originale, generando un illecito ricavo di circa 130.000 euro.

L’attività si inserisce nella costante azione di controllo esercitata dal Comando Provinciale della Guardia Finanza di Napoli a contrasto del commercio abusivo e della contraffazione, a tutela dei consumatori e del tessuto produttivo legale.

IL VIDEO DELL’OPERAZIONE

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Volla: ferito alle gambe a colpi di pistola un 45enne

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VOLLA – Un 45enne residente a Volla,  è stato colpito alle gambe da proiettili in un agguato  avvenuto di sera. L’uomo è stato immediatamente trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania. I Carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli sono intervenuti sul posto circa un’ora dopo l’episodio. Nonostante le ferite, il 45enne non è in condizioni di vita critiche. Al momento, non è ancora stato determinato con precisione il luogo della gambizzazione. Secondo una prima ricostruzione preliminare, che deve ancora essere confermata, il ferimento potrebbe essere avvenuto in Via Don Luigi Sturzo, nel comune di Volla. Le indagini sono attualmente in corso per fare luce sulla dinamica dell’evento.

Il 29 giugno a Ottaviano presentazione del saggio di Cimmino su Leopardi a Napoli

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OTTAVIANO – Il saggio letterario “Leopardi a Napoli, del prof. Carmine Cimmino, saggista e critico artistico, sarà presentato il 29 giugno a Ottaviano (NA), nella Biblioteca Comunale, con la partecipazione del prof. Biagio Simonetti, Sindaco di Ottaviano, dell’ avv. Luca Capasso, del prof. Michele Ranieri, docente di filosofia e storia, di Maria Pia Selvaggio, presidente della casa editrice 2000diciassette, che ha pubblicato l’opera.

Lo scrittore stesso ci svela il complicato e sorprendente viaggio di Leopardi per le strade di Napoli.
“I capolavori della letteratura (e di ogni altra arte) ci svelano significati nuovi, quando li rileggiamo alla luce di una conoscenza più ampia e più profonda del privato dei loro autori. Pietro Citati e Marcello DellOrta, per esempio, ci inducono a pensare con i loro libri che Leopardi sia stato il primo a sentire il mito delle due Napoli, quella che recita a mettere e quella che recita a levare. A  Napoli il poeta della Ginestra capì definitivamente che ironia e immaginazione sono i pilastri della conoscenza. L incredibile elogio del vino e lelenco dei 49 piatti che il cuoco Pasquale Ignarra gli doveva preparare.”
Leopardi diceva di non amare i Napoletani, ma riconosceva la bellezza della città. In un pensiero del febbraio 1821 egli aveva scritto che la vita è una rappresentazione scenica e che per questo il mondo parla costantissimamente in una maniera, ed opera costantissimamente in unaltra. Dunque, siamo tutti recitanti, non ci sono spettatori, il vano linguaggio del mondo non inganna che i fanciulli e gli stolti e perciò la rappresentazione è divenuta cosa compiutamente inetta e noiosa. L Ottocento avrebbe compiuto unazione veramente degna se avesse conciliato per la prima volta al mondo i detti e i fatti, e, nel concreto,  essendo i fatti immutabili, avesse deciso di mutare i detti e chiamare le cose con i nomi loro. In una splendida pagina del libro su Leopardi pubblicato nel 2010 Pietro Citati segue il poeta nel suo vagabondaggio quotidiano per il centro storico di Napoli, da una bottega antiquaria colma di vecchi libri al caffè delle Due Sicilie, in via Toledo, dove assaporava una granita o un sorbetto; dalla pasticceria di Pintauro, in via Santa Brigida, con il suo spettacolo di frolle e di sfogliatelle, al caffè di Vito Pinto, al largo della Carità, con i tarallini zuccherati che avevano procurato a Vito Pinto il titolo di barone. Cerano giorni in cui il poeta scendeva alla Riviera di Chiaia e si fermava a un banco del lotto dove o ranavuottolo — Leopardi aveva la doppia gobba- circondato da una venerazione superstiziosa dava i numeri ai giocatori. Capitava che i giovani lo insultassero: e una volta Antonio Ranieri, per portar via lamico dal caffè delle Due Sicilie, rischiò di essere coinvolto in una rissa.  E infine — la penna di Citati vola alto — cera Mergellina, coi suoi banchi pieni di alici, di triglie, di ostriche, di ricci marini, di dattili, di cozze, di cannolicchi, di frutti di mare. Per Leopardi era un nuovo piacere, che non aveva provato né a Bologna, né a Pisa, né a Firenze: camminare fino a perdersi tra la folla, divenuto anche lui, come tutti gli altri, un corpo, un colore, un suono, un gelato, un riccio.. Dunque, i Napoletani riuscivano a conquistarlo, a trascinarlo nella recita, a costringerlo a domandarsi quale fosse la vera natura di questo popolo. Leopardi fu uno studioso delle virtù del vino: e ciò che sul vino egli ha scritto nello Zibaldone suscita un lungo moto di sorpresa in coloro che hanno conosciuto il poeta di Recanati solo attraverso i libri di letteratura, quelli scolastici, anche di livello alto. Dunque, scrive Leopardi, il vino è capace di suscitare nuove speranze e di dissolvere lamarezza dettata dalle tensioni dellanimo. Deve bere vino che si propone di ottenere dalle donne quei favori che si desiderano: il vino infatti dà il coraggio necessario per avviare lazione di conquista, e se questa azione non raggiunge lobiettivo sperato, nel vino lo sconfitto troverà un impulso alla consolazione e allallegria. Al vino non resiste nemmeno il filosofo, perché al potere del vino si arrende anche la più invecchiata e radicata filosofia. Queste riflessioni sulle virtù del vino non sono solo un omaggio che Leopardi rende a un tema assai caro ad Orazio, che egli considerava il più grande poeta di Roma, e a Marziale, al quale egli dedicò fin dai primi studi una grande attenzione. Il vino distrae e, consumato in misura eccessiva, produce dimenticanza: Lubriachezza è madre dellallegrezza, perché cagiona la dimenticanza del vero, dalla quale sola può nascere lallegrezza. (Zibaldone, 109). Leopardi irrise gli intellettuali e i patrioti napoletani, classificandoli seguaci  della filosofia dei maccheroni. Presso la Biblioteca Nazionale di Napoli è conservato un documento autografo in cui il poeta elencò, forse per ricordarli a Pasquale Ignarra, il cuoco di casa Ranieri i 49 piatti preferiti: e tra questi ci sono tortellini di magro, gnocchi di latte, di semolino e di polenta, pasticcini di maccheroni, tagliolini: la buona tavola – sentenziò Leopardi — importa che sia fatta bene, perché dalla buona digestione dipende in massima parte il ben essere, il buono stato corporale, e quindi anche mentale e morale delluomo.. Incredibile don Giacomo….

Ingannano nonna di 101 anni. Carabinieri arrestano 2 truffatori

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NAPOLI – I carabinieri della stazione Vomero hanno arrestato in flagranza due persone per truffa ai danni di una anziana di 101 anni. Si tratta di Emmanuel DATTILO e Vincenzo SPERA, entrambi napoletani 26enni.

L’anziana ha ricevuto una telefonata da un finto nipote in difficoltà, che le ha chiesto il bancomat e il pin per il pagamento dell’ormai tristemente noto “pacco che sta arrivando”. Credendo di aiutare il nipote, la donna ha consegnato i suoi dati personali. Fortunatamente, grazie all’intervento celere dei Carabinieri impegnati in quel momento nel perlustrare la zona, i truffatori sono stati bloccati mentre stavano prelevando 500 euro da un bancomat di via Cilea.

La refurtiva è stata prontamente restituita all’anziana vittima della truffa. I due arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Poggioreale, in attesa di giudizio

Pompei: scoperta una natura morta dai nuovi scavi della Regio IX

POMPEI – Sembra una pizza, quello che si vede su un dipinto pompeiano di 2000 anni fa, ma ovviamente non lo può essere, a rigore, dato che mancavano alcuni degli ingredienti più caratteristici, ovvero pomodori e mozzarella.

Tuttavia, come risulta da una prima analisi iconografica di un affresco con natura morta, emerso in questi giorni nell’ambito dei nuovi scavi nell’insula 10 della Regio IX a Pompei, ciò che era rappresentato sulla parete di un’antica casa pompeiana potrebbe essere un lontano antenato della pietanza moderna, elevata a patrimonio dell’umanità nel 2017 in quanto “arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano”.

Come spiegano gli archeologi del Parco Archeologico di Pompei, si suppone che accanto a un calice di vino, posato su un vassoio di argento, sia raffigurata una focaccia di forma piatta che funge da supporto per frutti vari (individuabili un melograno e forse un dattero), condita con spezie o forse piuttosto con un tipo di pesto (moretum in latino), indicato da puntini color giallastro e ocra. Inoltre, presenti sullo stesso vassoio, frutta secca e una ghirlanda di corbezzoli gialli, accanto a datteri e melograni.   

Tale genere di immagini, noto in antico con il nome xenia, prendeva spunto dai “doni ospitali” che si offrivano agli ospiti secondo una tradizione greca, risalente al periodo ellenistico (III-I secolo a.C.). Dalle città vesuviane si conoscono circa trecento di queste raffigurazioni, che spesso alludono anche alla sfera sacra, oltre a quella dell’ospitalità, senza che tra le attestazioni rinvenute finora ci sia un confronto puntuale per l’affresco recentemente scoperto, che colpisce anche per la sua notevole qualità di esecuzione.

Da un passo nell’Eneide di Virgilio (libro VII, v. 128 sgg.), si può dedurre il posizionamento di frutta e altri prodotti dei campi su pani sacrificali che fungono da “mense”: nel momento in cui gli eroi troiani mangiano dopo la frutta, anche i pani usati come contenitori (mense) , si accorgono nell’epos virgiliano, che si è verificata la profezia secondo la quale avrebbero trovato una nuova patria, quando “spinto a lidi sconosciuti, esaurito ogni cibo,” la fame li avrebbe portati a “divorare anche le mense.”

“Pompei non finisce mai di stupire, è uno scrigno che rivela sempre nuovi tesori. – dichiara il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano – Al di là della questione di merito su cui parleranno gli studiosi, va sottolineato il valore globale di questo sito al quale stiamo dedicando le nostre cure, con la chiusura del Grande Progetto Pompei ma anche con l’avvio di nuove iniziative. La tutela e lo sviluppo del patrimonio, in ossequio all’art. 9 della Costituzione, sono una priorità assoluta”.

“Oltre all’identificazione precisa dei cibi rappresentati – commenta il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – ritroviamo in questo affresco alcuni temi della tradizione ellenistica, elaborata poi da autori di epoca romana-imperiale come Virgilio, Marziale e Filostrato. Penso al contrasto tra un pasto frugale e semplice, che rimanda a una sfera tra il bucolico e il sacro, da un lato, e il lusso dei vassoi d’argento e la raffinatezza delle rappresentazioni artistiche e letterarie dall’altro. Come non pensare, a tal proposito, alla pizza, anch’essa nata come un piatto ‘povero’ nell’Italia meridionale, che ormai ha conquistato il mondo e viene servito anche in ristoranti stellati.”   

L’affresco è stato rinvenuto nell’atrio di una casa dell’Insula 10 della Regio IX in corso di scavo, a cui era annesso un panificio, già esplorato in parte tra il 1888 ed il 1891 e le cui indagini sono state riprese a gennaio scorso.

Le strutture scavate nell’800 e parzialmente a vista facevano già supporre la presenza di un ampio atrio con la classica successione degli ambienti sul lato orientale e, sul lato opposto, l’ingresso al settore produttivo del forno.

L’atrio è stato liberato dal materiale di risulta degli scavi ottocenteschi rivelando il crollo delle coperture, all’interno dello strato di pomici bianche e una porzione residuale degli strati vulcanici da flusso (cineriti) nel settore meridionale. Negli ambienti di lavorazione vicini al forno, nelle settimane passate, sono stati rinvenuti gli scheletri di tre vittime.

L’intero cantiere di scavo dell’insula 9 interessa un’area di circa 3.200 mq, quasi un intero isolato della città antica sepolta nel 79 d.C. dal Vesuvio e si inserisce in un più ampio approccio, sviluppato durante l’ultimo decennio e teso a rettificare e risolvere i problemi idrogeologici e conservativi dei fronti di scavo, ovvero il confine tra la parte scavata e quella inesplorata della città antica. Quest’ultima ammontante a circa 22 ettari di isolati e case ancora sepolti sotto lapilli e cenere, quasi un terzo dell’abitato antico.

Il Parco Archeologico di Pompei ha pubblicato un primo inquadramento storico-archeologico dell’affresco sull’E-Journal degli Scavi di Pompei, consultabile liberamente in rete sul sito www.pompeiisites.org e funzionale alla condivisione tempestiva di dati scientifici provenienti da scavi e ricerche in corso nel sito UNESCO e nel suo territorio.