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OneMorePack 2023, ecco professionisti e studenti che hanno vinto il PREMIO di packaging design

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NAPOLI – Si è conclusa la nona edizione di OneMorePack, l’iniziativa sul packaging design messa in campo da Grafica Metelliana. Il 9 giugno scorso, infatti, durante il FORUM a Città della Scienza a Napoli, sono stati annunciati anche i vincitori di premi e menzioni dell’omonimo PREMIO.

La giornata di approfondimento sul tema ha preso il via con l’accesso all’area networking, dove designer, marketer, agenzie di comunicazione, studenti e aziende hanno incontrato i partner della filiera di produzione del packaging. A seguire, in Sala Newton gli attesissimi interventi dei 4 speaker di rilievo internazionale: Sebastiano Grandi, docente di Marketing presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore; Fabio Molinaro, direttore creativo dell’agenzia Robilant; Riccardo Falcinelli, grafico e teorico del design; Armando De Nigris, presidente del Gruppo de Nigris.

Attesissimo anche il responso della giuria tecnica, presieduta da Ornella Formati, quest’anno chiamata a decretare i vincitori di categoria e di menzioni per i professionisti e gli studenti che hanno partecipato a questa edizione del concorso.

OneMorePack 2023, ecco professionisti e studenti che hanno vinto il PREMIO di packaging design
PRIMO CLASSIFICATO CATEGORIA PACKAGING: Ottagono. A star is born
Agenzia: Spazio di Emiliano De Masi

Motivazione: Per il minimalismo che caratterizza ogni scelta di progettazione: dalla soluzione cartotecnica all’eleganza della grafica, fino alla scelta della scala cromatica dell’intero coordinato che riesce a raccontare con pochi elementi fornendo, al contempo, un aspetto premium al packaging che contiene alici, tonno e colatura, piena espressione delle bontà della Costiera Amalfitana

OneMorePack 2023, ecco professionisti e studenti che hanno vinto il PREMIO di packaging design
PRIMO CLASSIFICATO CATEGORIA LABEL: MONO, Francesco Cillo
Agenzia: La Furia Studio

Motivazione: Per il connubio tra antico e contemporaneo dati dalla scelta della lamina bronzo, dal colore vivace, dal lettering e dal typo. Per l’ottimo rapporto label/bottiglia e la scelta non convenzionale di usarne una tipica dei distillati, che rende il prodotto fortemente riconoscibile e caratterizzato a scaffale. La giuria ha anche apprezzato la revisione e il rimando di elementi e stilemi noti, citati su questa etichetta con eleganza e senza eccessi

OneMorePack 2023, ecco professionisti e studenti che hanno vinto il PREMIO di packaging design
MENZIONE CONCEPT INNOVATIVO: BREW ART
Agenzia: Basile ADV ft Resistenza

Motivazione: Per l’originalità del progetto, di bahaussiana memoria, e delle illustrazioni realizzate da Tiago Galo. La scelta innovativa per il settore di riferimento, quello dei serramenti, è premiante, fortemente espressiva e decisa

OneMorePack 2023, ecco professionisti e studenti che hanno vinto il PREMIO di packaging design
MENZIONE DESIGN: Itinerari Leggendari di GAY ODIN
Agenzia: Antville

Motivazione: Per lo storytelling raffigurato sul packaging e le informazioni veicolate al consumatore in un formato estremamente contenuto, sapendo innovare un marchio storico senza stravolgimenti

OneMorePack 2023, ecco professionisti e studenti che hanno vinto il PREMIO di packaging design
MENZIONE NOBILITAZIONI: Giochi di Spiaggia
Designer: Dario Frattaruolo

Motivazione: Per il gusto digital, moderno, giocoso e fresco che questa linea di etichette assume. Nobilitazioni UV, stampe a caldo, effetto debossing, pattern e illustrazioni, così combinati, aiutano a trasferire queste sensazioni

OneMorePack 2023, ecco professionisti e studenti che hanno vinto il PREMIO di packaging design
MENZIONE STORYTELLING: Label Azienda Agricola Guerritore
Agenzia: Nju Design

Motivazione: Per il system elaborato, unico, articolato e ricercato. Per il racconto dell’illustrazione, lo studio dei dettagli e la leggibilità dell’etichetta che supera la frontalità.

OneMorePack 2023, ecco professionisti e studenti che hanno vinto il PREMIO di packaging design
MENZIONE APPREZZAMENTO DEL PUBBLICO: Machetto Parlante – pestato di alici al mortaio
Agenzia: idea studio creativo

Il progetto è risultato il più votato sul sito onemorepack.it tra i 30 progetti in shortlist

Per la sezione studenti, sono stati premiati:
PRIMO CLASSIFICATO
ELEONORA DE FILIPPIS, School of Design, Napoli

Motivazione: Per la soluzione minimale e la vicinanza all’identità visiva dell’azienda. Per la scelta coerente dell’effetto nobilitato e il richiamo al territorio di riferimento. Per la coerenza tra etichetta e pack che diventa “palcoscenico del prodotto” e l’effetto evocativo ottenuto

SECONDO CLASSIFICATO
EMANUELE RUBELLINI, Accademia di Comunicazione, Milano

Motivazione: Per la scelta della forma del packaging da ricorrenza, che richiama elementi tipici del natale. Per l’uso del taglio trasversale dell’identità visiva dell’azienda e la buona fattura del prototipo realizzato che ben si presta all’interazione

Napoli, nottata di sangue e violenza nel carcere di Poggioreale: aggredito violentemente agente

NAPOLI – Questa notte, nel carcere Poggioreale di Napoli, si è verificata l’aggressione ad un poliziotto da parte di un detenuto nigeriano con evidenti disturbi della personalità e/o psichiatrico, in un completo stato di agitazione”, denuncia Tiziana Guacci, segretario regionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “Due Agenti sono entrati nella cella e uno dei due ha avuto la peggio: è stato colpito con un pugno violento al volto. Portato in ospedale, ha avuto dieci giorni di prognosi e quasi sicuramente gli resteranno lesioni permanenti al viso”.  Per Guacci, “sono evidenti le responsabilità in sede di presa in carico dell’Area sanitaria del carcere di Poggioreale: questi soggetti dovrebbero essere allocati presso una articolazione di salute mentale, cioè in osservazione”. Il SAPPE denuncia che “questa situazione sta compromettendo la salute psicologica dei poliziotti che quotidianamente subiscono tali eventi. Ne sono la riprova le continue assenze per malattia. E’ ora di dire basta e attendiamo una risposta concreta da parte dei vertici nazionali. L’intervento è necessario onde scongiurare qualche evento che potrebbe compromettere l’incolumità dei poliziotti, ricordando che il piano ferie estivo è alle porte ed il personale è ridotto e non potrebbe reggere ancora questi eventi”.

Da Roma, il segretario generale del SAPPE Donato Capece sottolinea che, a seguito della chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziaria, moltissime persone con problemi psichiatrici sono ristrette nelle carceri del Paese e spesso proprio loro si rendono protagonisti di gravi eventi critici come quello accaduto a Poggioreale: “Il disagio mentale, dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, è stato riversato nelle carceri, dove non ci sono persone preparate per gestire queste problematiche, mancano strutture adeguate e protocolli operativi. La Polizia Penitenziaria non ce la fa più a gestire questa situazione e nei prossimi giorni valuterà se indire lo stato di agitazione. L’effetto che produce la presenza di soggetti psichiatrici è causa di una serie di eventi critici che inficiano la sicurezza dell’istituto oltre all’incolumità del poliziotto penitenziario. Queste sono anche le conseguenze di una politica miope ed improvvisata, che ha chiuso gli ospedali psichiatrici giudiziari senza trovare una valida soluzione su dove mettere chi li affollava”.

Per Capece, infatti, “da quando sono stati chiusi gli O.P.G. (gli ospedali psichiatrici giudiziari), le carceri si sono riempite di detenuti affetti da gravi problemi psichiatrici. Ormai in ogni carcere decine e decine di detenuti con gravi problemi psichiatrici vengono ospitati normalmente nelle sezioni detentive, e spesso sono ubicati nelle celle con altri detenuti che non hanno le stesse difficoltà.  Oramai questi detenuti sono diventati una vera e propria piaga in diversi penitenziari e per la loro gestione sarebbero necessari trattamenti specifici all’interno di comunità terapeutiche. Il carcere non può custodire detenuti di questo tipo, a meno che non vi sia un notevole incremento di organico della Polizia Penitenziaria e di specialisti di patologie psichiatriche”.

Polizia sgomina banda di cybercriminali tra Campania e Emilia Romagna

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NAPOLI – Otto sono le persone denunciate dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica dell’Emilia Romagna, tutti  pregiudicati di origini partenopee  residenti nella zona di Castelfranco Emilia (MO) e Afragola (NA): il gruppo criminale è ritenuto responsabile di aver ottenuto i dati anagrafici di numerosi cittadini residenti nel territorio nazionale, simulando di essere appartenenti ad uffici investigativi dell’Arma dei Carabinieri di Parma e Torino.

Dopo aver acquisito i dati dei documenti di identità , grazie all’invio di email  falsificate, venivano avviate le richieste di finanziamento dirette a società italiane del settore.

Il denaro ottenuto confluiva su conti correnti aperti nel Regno Unito, per poi tornare in Italia su rapporti finanziari riferibili al gruppo criminale.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna e dal Servizio Polizia Postale  sono iniziate nel 2020, quando l’Ufficio di Stato Civile del Comune di Bologna segnalava a questo Reparto alcune e-mail sospette apparentemente provenienti dai Comandi dell’Arma di Parma e Torino.

Gli investigatori, dopo un lungo e laborioso lavoro di analisi dei dati informatici relativi alle connessioni avvenute nei server che ospitavano le caselle di posta Elettronica, sono stati in grado di individuare le utenze telefoniche reali dei cyber criminali nonostante fossero intestate a prestanome.

La collaborazione con gli istituti finanziari del Regno Unito, infine,  ha permesso di analizzare i flussi di denaro canalizzati verso rapporti riferibili agli odierni indagati.

Gli esiti delle perquisizioni domiciliari, già effettuate e dirette agli  appartenenti al sodalizio criminale, hanno fornito importanti fonti di prova.

Tre progetti, tutti speciali per l’ottava giornata del Campania Teatro Festival

POMPEI – Tre Progetti, tutti Speciali. Si può sintetizzare così il programma del 16 giugno nell’ottava giornata del Campania Teatro Festival. A partire dallo spettacolo che aprirà la rassegna “Pompeii Theatrum Mundi”, coprodotto dal Campania Teatro Festival – Fondazione Campania dei Festival, insieme al Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, grazie ai fondi regionali. 

Al Teatro Grande di Pompei alle ore 21.00 andrà in scena la prima assolutadi “Clitennestra”, tratto dal romanzo di Colm Tóibín “La casa dei nomi” con l’adattamento e la regia di Roberto Andò, in replica il giorno successivo alla stessa ora. “Leggendo il romanzo di Colm Tóibín – racconta il regista – ho provato una grande emozione, e alla fine, quasi senza accorgermene, mi sono sorpreso a fantasticare sulla possibilità di mettere in scena il personaggio più grandioso che vi è narrato, Clitennestra. Una figura che nell’Odissea è presentata come l’anti-Penelope, il prototipo della donna infedele e assassina. La stessa che quando Ulisse scende nel mondo dei morti e si imbatte nel fantasma di Agamennone è qualificata con l’appellativo di “perfido mostro”. Invece, nell’Orestea di Eschilo, Clitennestra è una regina assetata di potere, autrice di una vendetta che si prolungherà oltre la morte. Essa uccide il marito Agamennone che, oltre ad infliggerle gravissimi torti, aveva sacrificato in nome della guerra sua figlia Ifigenia ed è uccisa a sua volta dal figlio Oreste, che perseguita da morta fino al delirio. «Riabilitata» da filosofi e scrittrici, Clitennestra è rimasta a lungo il prototipo dell’infamia femminile. La sua vicenda è giunta a noi soprattutto grazie all’Orestea, la trilogia (Agamennone, Coefore ed Eumenidi) in cui Eschilo, nel 458 a.C., celebrò la fine del mondo della vendetta e la nascita del diritto. Nel romanzo di Tóibín, la tragica storia di rancore e solitudine, di sangue e vendetta, di passione e dolore è narrata da tre punti di vista, ma soltanto le due donne, Clitennestra e Elettra, raccontano in prima persona e la loro voce è decisamente la più drammatica. Chi conosce Tóibín sa che egli compone in ogni suo libro una drammaturgia del dolore e della perdita ed è interessato al silenzio che si crea attorno al dolore, alla vita di donne sole che portano con sé il peso di un trauma. Voci che parlano col timbro speciale conferitole della violenza subita. Se Clitennestra ci è stata tramandata come un personaggio essenzialmente negativo, qui finalmente si trovano dispiegate le sue ragioni umane. Ed è ciò che mi ha attratto di questo testo, per il quale ho subito individuato una interprete straordinaria come Isabella Ragonese. Un’attrice in grado di esaltare e modulare i toni complessi, ed emotivamente risonanti, di Clitennestra. Tóibín non dà giudizi, accoglie la potenza emotiva che scaturisce da questo personaggio e ne esplora le azioni confrontandole con le parole che adopera per far luce nel buio della sua interiorità danneggiata. Ne nasce un teatro di ombre, di voci, di fantasmi, che si muove dentro e fuori: dentro, tra i labirinti della mente, fuori in un luogo senza tempo dove vivi e morti dialogano senza requie.” 

Il palco del Teatro Trianon Viviani di Napoli ospiterà invece alle ore 20 “Disadirare. Un’altra Iliade”, protagonisti i giovani attori dell’Istituto Penale per Minorenni di Airola (BN), le studentesse dell’I.I.S.A.M. De’ Liguori di Sant’Agata De’ Goti (BN) e con Gianluigi Signoriello e Paola Maria Cacace. Una drammaturgia di Adriana Follieri, che è anche regista dello spettacolo, in collaborazione con Fabrizio Nardi. “I personaggi mutuati dall’Iliade – spiega la Follieri- attraversano la lunga notte e il giorno che si appresta a nascere. Le singolarità, anime trasparenti e bellissime, vengono accompagnate dalla voce molteplice del coro. La scena è quella di un mondo che cambia forma: un quadro di Escher abitato dai personaggi di Guttuso. Accampamento e casa si mescolano. Superata ogni battaglia ‘contro’ si combatte ‘per’, attraverso l’ira per potersi finalmente DISADIRARE: eroi per pace conquistata. Con fiducia nel futuro e nel presente la compagnia mista con attori detenuti edifica una nuova realtà, alternativa a quella brutale che l’esterno ci pone come specchio. C’è il fascino della guerra e lo slancio adolescente di presunte immortalità, ma in quest’altra Iliade è piuttosto l’estetica delle amicizie a sedurci, il dialogo di passioni corrisposte in esercizio di coraggio, trasparenza, consapevolezza. Occorre passare attraverso la paura per non cadere, passarci attraverso per sperimentare la fiducia: fede di credere a ciò che non si vede e che pure c’è. “La speranza è nell’invisibile”. È il teatro, questa vertigine di vita che scavalca la morte”. 

Lo spettacolo, che si avvale delle musiche originali di Luca Caiazzo, in arte Lucariello, è parte integrante del progetto nazionale di CCO – Crisi Come Opportunità “Presidio culturale permanente negli Istituti penali per minorenni”, realizzato grazie al sostegno di Fondazione Alta Mane, Fondazione San Zeno e Fondazione Con il Sud. Il progetto è svolto in collaborazione con la direttrice dell’Ipm di Airola Marianna Adanti, il comandante e il personale di polizia penitenziaria e tutti gli educatori ed educatrici dell’istituto. 

Un messaggio di speranza a chi ha sbagliato, perché trovi la forza di rialzarsi e ritentare, arriva anche da “La Fuga”, il film di Renato Salvetti che sarà proiettato alle 21 nello spazio antistante il Palazzo Coppola di Valle/Sessa Cilento (Sa), con replica alla stessa ora del 17 giugno. La storia di un furto che, pur affrontando il tema della legalità, non distingue tra buoni e cattivi, ma con occhio benevolo guarda alla fragilità umana e ai condizionamenti che possono indurre chiunque di noi a sbagliare. Diciotto i minori coinvolti nel lavoro cinematografico, dopo aver partecipato per 7 mesi ai laboratori diretti dalle attrici Franca Abategiovanni e Marina Sorrenti. Il progetto, a cura della Compagnia Cilento, è prodotto dall’Associazione Culturale Articolart e ha come direttore della fotografia Davide Aronica.   

Domenica 18 ritorna la Lauro City Run-Memorial Franco Lauro

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LAURO, Avellino – L’Arco di Fellino, simbolica porta d’acceso del borgo di Lauro (Avellino), sarà il punto di partenza e di arrivo della Lauro City Run – Memorial Franco Lauro , gara podistica di 10km, organizzata per il secondo anno di fila dalla Polisportiva Giovani Lauro, sotto egida dell’Ente di promozione sportiva ASC e con il patrocinio del Comune di Lauro.

Il celebre giornalista Rai Franco Lauro divideva la sua vita privata tra Roma (dove è ufficialmente nato) e Lauro (paese d’origine). Assunto in Rai nel 1984, Lauro ha fatto strada nel racconto sportivo, conducendo diverse trasmissioni di punta, tra cui 90° minuto e La Domenica Sportiva. E’ scomparso prematuramente prematuramente nel 2020, all’età di 59 anni. La Polisportiva Giovani Lauro ha inteso omaggiarlo attraverso un evento sportivo, che più di ogni altra cosa ricorda l’enorme contributo che Franco Lauro ha dato all’informazione.

Domenica 18 giugno, alle ore 8.30, oltre 500 runner di sesso, età e nazionalità diverse, si contenderanno la seconda edizione della Lauro City Run. Vinta nel 2022 dal marocchino Yahya Kadiri, che figura tra i partecipanti, e Barbara Travaglio, prima donna a tagliare il traguardo.

Tantissimi gli iscritti anche quest’anno, provenienti non solo dalla Campania, ma anche dalla
Puglia, dal Molise e dal Lazio. Tra i runner ci sarà il primario Salvatore Lauro, fratello di Franco. Con lui, ad assistere alla gara, ci saranno la madre, Maria Catapano, e la compagna di Franco Lauro, Francesca Mezzo, che premieranno gli atleti al termine della kermesse.

Si presenta giovedì 15 giugno 2023 al Clubino a Napoli “L’antro ed altre storie” di Davide Tricarico

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NAPOLI – Si presenta giovedì 15 giugno 2023 ore 17,00 al Clubino in via Luca Giordano 73 a Napoli “L’antro ed altre storie” di Davide Tricarico per Kairós Edizioni. A dialogare con l’autore, Rita Felerico e Riccardo Rubino, accompagnati dalle letture di Maria Rosaria Riccio. Modera Pino Cotarelli. Saluto dell’editoreGiovanni Musella.

Una raccolta di racconti che attraversa la sottile linea di confine tra l’amore e il dolore.

L’amore a cui si riferisce Tricarico è quello perduto. Per motivi diversi, i racconti ci narrano tutti storie nelle quali si perde l’oggetto del proprio sentimento e di conseguenza si spegne quella luce forte e intensa che ci accompagnava nella vita e di cui a volte non ne eravamo neanche consapevoli. Ed è proprio allora che ci si rende conto di quanto eravamo dipendenti da quell’affetto, da quel calore.

Anche la solitudine è al centro della narrazione. “Non rimpianti, eventuali rammarichi o sentimenti di delusione”, chiarisce l’autore “ma soltanto una immensa solitudine, condizione questa che ha bisogno di tanto, tantissimo tempo per essere colmata e comunque un sapore amaro è lo strascico inevitabile che ci accompagnerà per la vita”.

Quale il dolore profondissimo a cui si allude nella quarta di copertina?

“Quello stato d’animo che si avverte quando si smarriscono le coordinate della propria esistenza. E ciò avviene quando la nostra vita affettiva, che si nutriva voracemente dell’oggetto di quell’amore, nel perderlo all’improvviso, si avvolge in una cappa nera”.

L’amore è un sentimento indefinibile. Chi ne viene preso, per quanto ricco il suo vocabolario, non riuscirà mai a trovare parole per descriverlo, tutte gli sembreranno povere. È talmente intenso che può offrire felicità mai raggiunte come dolori profondissimi.

Cinque episodi e un filo conduttore che tiene insieme la trama di ognuno: la solitudine e ciò che lascia un affetto smarrito.

 

UNO STRALCIO DELL’OPERA

Continuava a fissarlo mentre lui le stringeva le mani al collo. Lei non mosse un dito, non si divincolò, non un urlo. Fino all’ultimo respiro non distolse i suoi occhi dal volto dell’unica persona che aveva mai amato, la stessa che ora la stava uccidendo. Nel momento in cui cominciò a non sentire più il suo corpo e gli occhi perdevano i colori del mondo, appena un soffio prima di morire, gli sorrise, quasi a ringraziarlo per quella breve felicità che le aveva concesso. Qualche giorno dopo la cronaca riportava, in un articolo di poche righe, il ritrovamento da parte d’un pescatore di un corpo femminile fermo tra le due anse che il fiume creava a valle. Riferiva il pescatore, a quanto diceva l’articolo, che il corpo sembrava come adagiato sulla superficie del fiume, perché aveva ancora addosso – intatto – un vestito azzurro. Anche le calze nere e le scarpe con i tacchi a spillo stranamente erano ancora lì ai piedi della morta, come se dovesse andare ad una festa. Ma quello che aveva colpito di più il pescatore, continuava l’articolo, era il bellissimo sorriso, gli occhi aperti a guardare il cielo ed un qualcosa di rosso, che sembrava una foglia, stretta in una mano.

Università di Salerno: progetto ‘Starthub’ con fondazione Poloterra, primo incontro per favorire ‘matching’ tra spin off e imprese

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SALERNO – Prende corpo il progetto STARTHUB dell’Università di Salerno e della Fondazione di partecipazione ‘Polo Terra’, che opera nei settori dell’agricoltura e dell’agro-industria, dell’ambiente e della farmaceutica, con l’obiettivo di diffondere conoscenza e cultura scientifica, sensibilizzare le comunità all’innovazione e sviluppare attività di sostegno alla ricerca e all’alta formazione.
Il Progetto STARTHUB nasce con l’intento di avvicinare gli ‘spin off’, che sono realtà imprenditoriali composte da ricercatori, alle aziende e ai potenziali investitori.

In questo contesto, mercoledì scorso si è tenuto il primo appuntamento in programma di Laboratorio di coworking  che ha visto confrontarsi sul campo tutte queste realtà innovative nate nel contesto UNISA, per conoscersi.

“Dopo una fase di mappatura del territorio e di contatti con le aziende impegnate nel campo dell’innovazione – ha dichiarato la presidente della Fondazione Polo Terra, prof.ssa Rita Aquino – abbiamo creato le condizioni per favorire relazioni tra gli spin off e le realtà imprenditoriali più significative. L’obiettivo è quello di ottenere un’interazione che sia capace di far emergere quali innovazioni  chiedono le aziende e quali idee presentano gli spin off e, nel contempo, di offrire alla comunità quelle innovazioni che possono avere risvolti positivi in termini di crescita socioeconomica. Se volessimo soffermarci già solo sulle innovazioni nel campo sanitario – ha sottolineato Aquino -, potremmo valutare gli effetti positivi su un settore che, com’è noto, presenta non poche criticità. Va senza dire che questi effetti possono tradursi in servizi più efficienti per i cittadini con benefici per tutti, in particolare per le classi sociali meno abbienti”.

“Nel contesto di Polo Terra e UNISA – ha aggiunto la Presidente – abbiamo dato il via ad un modello di interazione che è primo in Italia e che sarà sicuramente esportabile in altre realtà nelle quali già si sperimentano i ‘contamination Lab’, ovvero i luoghi di contaminazione tra gli spin off. Nel mese di novembre terremo un altro evento durante il quale presenteremo a livello nazionale questo modello di interazione e i risultati ottenuti in questi mesi di verifica e sperimentazione.”

Presente all’incontro anche il vicepresidente della Fondazione PoloTerra, il dott. Pasquale Penza, che ha sottolineato come il progetto STARTHUB punti molto sulla realizzazione di sinergie e reti con il mondo imprenditoriale e con quello della ricerca per “portare tutto alla società”, dando al valore innovativo proprio degli spin off “una funzione sociale, senz’altro benefica per tutte le comunità. L’innovazione – ha affermato Penza – non deve mai essere fine a sé stessa, ma è tale se si traduce non solo nel giusto vantaggio per l’imprenditore che l’ha realizzata, ma anche in benefici sociali ed economici per le comunità. Un’innovazione è tale anche e soprattutto se incide nel sistema economico, favorendo investimenti e, conseguentemente, occasioni di formazione e specializzazione per i giovani e soprattutto nuova occupazione:”

La direttrice di Polo Terra, la dott.ssa Maria Rosaria Luciano, dal canto suo ha evidenziato un aspetto della mission della Fondazione: “La nostra – ha dichiarato – è una realtà che si propone di sviluppare un’attività di interazione  con il mercato, con le richieste che vengono da imprenditori che, spesso, non hanno a disposizione risorse adeguatamente in linea con il progresso tecnologico e le sempre più continue innovazioni. STARTHUB – ha aggiunto – serve anche ad assicurare una formazione di alto livello che risponda a queste esigenze. Su questo sentiero – ha concluso – continueremo a spenderci per promuovere lo sviluppo socioeconomico e culturale del territorio e delle nostre comunità locali.”

Minacciava l’ex compagna: 3oenne arrestato per atti persecutori nel quartiere Arenaccia

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NAPOLI – Ieri notte gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa, sono intervenuti per una segnalazione di una donna minacciata dall’ex compagno.
I poliziotti, giunti nei pressi dell’abitazione, sono stati avvicinati da alcuni parenti della donna, allertati poco prima dalla stessa, i quali hanno raccontato che l’uomo si era nascosto nello stabile ed era in possesso di un coltello; pertanto gli agenti lo hanno raggiunto e bloccato per poi trovare un coltello nascosto in un’intercapedine di un muro. In quel momento, gli operatori sono stati avvicinati dalla donna la quale ha raccontato che il suo ex compagno, dopo averla incontrata in strada, l’aveva seguita fino a riuscire ad introdursi nella sua abitazione per poi minacciarla di morte con il coltello tentando di colpirla, ma, grazie all’aiuto di un familiare presente in casa, era riuscita ad allontanarlo; inoltre, la stessa ha detto che già in precedenti occasioni l’uomo l’aveva seguita e minacciata.
Un 30enne napoletano con precedenti di polizia è stato arrestato per atti persecutori.

Napoli, assessora Marciani: presentato il “Pessoa Luna Park”

NAPOLI – È stato presentato questa mattina a Palazzo San Giacomo il Pessoa Luna Park, un progetto culturale allestito nel Parco dei Quartieri Spagnoli – ex Ospedale Militare – che attraversa con leggerezza l’arte, il gioco, la musica, l’educazione dei bambini, il benessere di comunità. Finanziato nell’ambito del bando «Fermenti» dal Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale, il progetto ha il patrocinio del Comune di Napoli.
Si conferma la collaborazione con l’artista Roxy in The Box, con le quattro installazioni «La biliardina», un calciobalilla con 22 personaggi femminili, che suggerisce la “sorellanza” in luogo della competizione; «Ricchioners», un tiro al bersaglio contro l’omofobia; «Bigotteria», un gioco contro il perbenismo e i luoghi comuni; e «Naturaless», che indaga il rapporto fra gli abitanti urbani e la natura.
Dal 16 giugno appuntamenti di musica dal vivo con Tartaglia Aneuro e Jovine, Gabriele Esposito, I disintegrati, Aldolà Chivalà, Dadà e Raiz in duo. Dal 16 al 18 giugno sono inoltre in programma laboratori d’arte per i più piccoli.
L’ingresso al Pessoa Luna Park è gratuito a capienza limitata; è consigliata perciò la prenotazione su www.pessoalunapark.it.
«È un progetto che rientra nei Quartieri dell’Innovazione – ha dichiarato l’assessora ai giovani Chiara Marciani – finanziato con fondi europei. Quest’iniziativa ha ripreso un luogo insolito della nostra città e lo ha valorizzato: qualcuno ha detto che andare al Pessoa Luna Park è come entrare in un sogno».
«Un progetto culturale irriverente, bizzarro, sognante – ha spiegato la direttrice artistica Azzurra Galeota – che cerca di trasformare gli spazi sottoutilizzati della città in piccoli luoghi onirici. Un’iniziativa aperta a tutte le generazioni con cui è possibile giocare, mangiare, riparare vecchi oggetti, assistere a un concerto dal vivo, o persino divertirsi con un’opera d’arte contemporanea, una di quelle realizzate da Roxy in the Box».

Università: l’Orientale conferisce Laurea Honoris Causa Andrew Wallace Hadrill

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NAPOLI – L’università L’Orientale di Napoli ha conferito nella mattinata del 14 giugno, la Laurea Honoris Causa in Archeologia: Oriente e Occidente al prof. Andrew Wallace Hadrill insigne studioso di archeologia romana e direttore per lunghi anni della British School at Rome e dell’Herculaneum Conservation Project.

Il Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano dichiara: “Gli studi di Andrew Wallace Hadrill sono stati di fondamentale importanza in particolare nel campo dell’archeologia domestica e della topografia romana. Un plauso alla sensibilità e intelligenza culturale di Fabrizio Pesando, membro del comitato scientifico del Parco, per avere fortemente promosso questo meritato riconoscimento da parte dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Il nostro sito ha beneficiato molto del grande lavoro che Andrew ha svolto in HCP e anche dopo la conclusione della sua esperienza, con pubblicazioni scientifiche e attività di divulgazione ha contribuito alla conoscenza di Ercolano e di tutt l’Area vesuviana a livello internazionale”.

Nel 2001 il Packard Humanities Institute, fondazione no profit americana di David W. Packard, manifestò l’intenzione di impegnarsi nel campo dei beni culturali in Italia; conobbe il Parco archeologico di Ercolano e anche grazie al lavoro di interconnessione svolto da Andrew Wallace-Hadrill, grande conoscitore del complesso archeologico vesuviano nel suo complesso, il mecenate americano e l’allora Soprintendenza di Pompei e Ercolano entrarono in contatto e dalla loro sintonia è nato l’Herculaneum Conservation Project.

Questa esperienza ha donato nuova luce agli Scavi, con studi scientifici, restauri e nuove scoperte, e l’esito forse più importante, i primi cicli pluriennali di manutenzione programmata.  L’esperienza ercolanese ha aperto e continua a consolidare la strada verso un nuovo mecenatismo in Italia: non una semplice donazione di denaro, ma un affiancamento costante e capillare all’amministrazione pubblica, con iniezioni di risorse intellettuali multidisciplinari, spesso locali, che hanno favorito il rapporto con il territorio e con le sue comunità, anche nazionali e internazionali.

Come nota Jane Thompson, che guida la collaborazione pubblica-privata ancora oggi per lefondazioni Packard, “la strada intrapresa nel 2001 si è dimostrata efficace e lungimirante oltre ogni aspettativa, dimostrando nel tempo quanto l’apertura delle istituzioni MIC a nuove forme di partenariato, ai non profit, al territorio, era la chiave per miglioramenti trasversali alle attività di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano”.

Alla cerimonia hanno presenziato: Roberto Tottoli Rettore, Andrea Manzo Direttore del Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo Laudatio, Fabrizio Pesando Professore ordinario di Archeologia e storia dell’arte romana.

Nell’occasione Andrew Wallace-Hadrill ha tenuto la Lectio magistralis ‘Una vista da Miseno: la prospettiva di Plinio il Vecchio sulla natura e sul lusso’.