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Asia Napoli: “Riciclando la moda” in passerella

NAPOLI  Si è svolto questa mattina, 9 maggio 2023, al Teatro Mediterraneo di Napoli l’evento Riciclando la Moda, il contest promosso ed organizzato da Asia Napoli nell’ambito del programma di informazione e di sensibilizzazione per la riduzione e la separazione dei rifiuti “Educambiente”.

All’iniziativa, dedicata agli Istituti scolastici di ogni ordine e grado della città di Napoli, hanno partecipato oltre settecento ragazzi del programma Educambiente. In passerella, per aggiudicarsi il primo posto del contest Riciclando La Moda, ben 29 outfit realizzati attraverso l’utilizzo, solo ed esclusivamente, di materiale di riciclo e/o tessuti ecosostenibili, nel rispetto del concetto delle 3R – Riduci, Ricicla e Riusa – ed in linea con l’obiettivo 12 dell’Agenda 2030 ONU “Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili”.

Al contest Riciclando la Moda hanno partecipato i seguenti istituti scolastici della città di Napoli: IS Bernini – De Sanctis, IS IPIA Caselli, ISIS Attilio Romanò, IISS Leonardo Da Vinci e l’Istituto Superiore di Design. In giuria, nomi di spicco del mondo imprenditoriale ed esperti del settore. Accanto a Carlo Lupoli, direttore affari generali di Asia Napoli, in giuria vi era, Concetta Dragonetto, Conai – Area Piani di Sviluppo Raccolta Differenziata Centro Sud, Fabrizio Luongo, Camera di Commercio – Direttore Casa Artigiani Napoli, Michele Buonomo – Legambiente Campania, Maurizio Marinella – imprenditore, Giancarlo Maresca – presidente del consorzio le Mani di Napoli e Giuliana Albano – consulente di immagine e co-founder di Effetto Visivo. Quattro i criteri di valutazione della giuria: conoscenza e interpretazione della sostenibilità, innovazione e creatività, spendibilità dell’outfit sul mercato di riferimento e aderenza ai trend di moda.

Ad aggiudicarsi il primo posto è stato l’outfit dell’Istituto Attilio Romanò, un abito ricamato e dipinto a mano con una collana in tessuto che adornava un corpetto e fascia al seno su gonna lunga modello portafoglio che ha colpito la giuria per la spendibilità dell’abito sul mercato di riferimento. Al secondo posto l’IPIA Caselli che ha presentato gioielli in tessuto imbevuti nella porcellana e con il recupero di materiali tra cui pvc, tubi di rame e neoprene che sono stati premiati per l’innovazione e la creatività. Al terzo posto l’Istituto Superiore di Design che attraverso la tecnica di upcycling e attraverso tintura naturale proveniente dal vino ha creato un outfit composto da gonna e camicia premiato per l’innovazione nell’utilizzo dei prodotti. 

“Sono molto soddisfatto di questo progetto” ha commentato Domenico Ruggiero, amministratore di Asia Napoli, “è molto importante che i giovani puntino all’innovazione, sono loro i veri protagonisti e attraverso le loro creazioni hanno dimostrato che una moda sostenibile è possibile.”  Ad evidenziare il connubio tra nuove generazioni e imprenditori è stato invece Carlo Lupoli, direttore affari generali Asia Napoli. “Questo è soltanto l’inizio di un percorso che vede Asia Napoli promotrice di un intenso programma di iniziative che puntano a dare una nuova immagine all’azienda, impegnata attivamente a sensibilizzare le nuove generazioni sulle tematiche ambientali”.

A Pompei “Le mille bolle blu” con la voce di Nicky Nicolai e il sassofono di Stefano Di Battista

POMPEI – Pompei dedica al jazz un esclusivo doppio concerto. Protagonisti del duplice evento, la voce di Nicky Nicolai, il sassofono di Stefano Di Battista e l’Alfredo Di Martino Quintet. L’appuntamento è per sabato 13 maggio 2023 in piazza Schettini a Pompei, a partire dalle ore 20,30. Ingresso gratuito.

Aprirà la serata lo spettacolo “Dal Jazz al Tango” di Alfredo Di Martino, pianista, fisarmonicista e compositore stabiese, accompagnato da Lello Cannavale al pianoforte, Pasquale Panico alla chitarra, Antonio Mambelli alla batteria e da Gianpiero De Honestis al basso. Il Maestro Di Martino proporrà un estratto del suo ultimo lavoro dedicato al tango-jazz con due brani di sua composizione e altri dei maestri Richard Galliano e Astor Piazzolla.

Subito dopo (ore 21,45) sarà la volta del concerto “Le mille bolle blu” con la splendida voce di Nicky Nicolai e con Stefano Di Battista, sassofonista di levatura internazionale, che saranno accompagnati da un trio d’eccezione: Andrea Rea al piano, Daniele Sorrentino al contrabbasso e Gino Del Prete alla batteria. Uno spettacolo coinvolgente, che vedrà i grandi successi italiani e internazionali degli anni ’60 e ’70, reinterpretati in una inedita veste musicale che unisce swing e jazz. Nella scaletta spiccano alcuni grandi successi di Mina, come si può intuire dal nome dello show: un viaggio in un passato “che non è mai passato”.

Inizialmente previsto il 30 aprile (e poi rinviato per pioggia), il concerto intende celebrare l’International Jazz Day. Proclamata nel 2011 dall’Unesco, in collaborazione con l’Herbie Hancock Institute of Jazz, la Giornata Internazionale del Jazz ha lo scopo di sensibilizzare il pubblico sul ruolo della musica jazz come strumento educativo e – come ha ricordato l’Unesco – “per la ricerca della dignità umana, della democrazia e dei diritti civili: ha dato forza alla lotta contro la discriminazione e il razzismo”.

Con questo doppio concerto l’amministrazione comunale di Pompei ha accolto la proposta dell’associazione Musicology, presieduta da Gianpiero De Honestis, avvocato e jazzista, che dal 2011 si adopera per la diffusione e conoscenza del jazz.

«Pompei, Jazz e Tango tre patrimoni dell’Unesco insieme, nel nome della Pace universale» commenta il sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, che aggiunge: «Pompei, patrimonio dell’umanità per eccellenza, non poteva esimersi dall’organizzare un evento che utilizza un linguaggio universale della pace, quale è il jazz, e un ballo che suona, canta e si muove toccando le corde dell’anima, come il Tango. Pompei per la sua storia religiosa e archeologica, rappresenta una cassa di risonanza mondiale. Lanciare un messaggio di pace – conclude il primo cittadino – attraverso la musica, da Pompei, sortirà, di certo, i risultati sperati».

AstraDoc: Giovanni Meola presenta ‘La Conversione’, storia di due napoletani che si riscattano da storie tragiche

NAPOLI – Giovanni Meola è il prossimo ospite di AstraDoc – Viaggio nel cinema del reale, la rassegna di documentari curata da Arci Movie nel cinema Astra di Napoli. Venerdì 12 maggio alle 20:30 il regista presenta il documentario ‘La Conversione’ che ha ricevuto diversi riconoscimenti come il Premio del pubblico alla XIX edizione del RIFF Rome Independent Film Festival nella sezione National Documentary. La proiezione sarà accompagnata dagli interventi dei due protagonisti, Giuseppe De Vincentis e Vincenzo Imperatore, del co-produttore del film, Andrea Valentino, del montatore Raffaele Tamarindo e della compositrice della colonna sonora Daniela Esposito.

‘La Conversione’ (Italia/Francia, 2020, 90’) – una produzione Virus Teatrali – racconta la storia di Peppe De Vincentis, ex-galeotto e maestro di mille rapine e mille furti, con trent’anni di galera alle spalle, oggi drammaturgo e attore. Nella trama c’è anche Vincenzo Imperatore, ex-manager e prima ‘gola profonda’ del sistema finanziario italiano, venticinque anni al servizio della principale banca del paese, oggi è consulente di imprenditori contro gli abusi delle banche e denuncia irregolarità e nefandezze del sistema. Entrambi, a un certo punto, hanno detto basta. Ed entrambi hanno cominciato a scrivere e a svelare quello che erano stati, quello che avevano fatto e i segreti dei mondi dai quali provengono.

“Il racconto oscilla continuamente tra oggi, ieri e l’altro ieri. Chi sono loro oggi, da dove sono partiti (l’altro ieri) e cosa sono stati ieri, fino al fatidico bivio che ha determinato la laica conversione a ‘U’ che è al centro del film. Stilisticamente, ho scelto di seguirli da vicino, quasi braccandoli, nei momenti in cui tornavano in luoghi importanti delle loro esistenze, dai quali mancavano da decenni, e grazie ai quali ho potuto catturare e fissare momenti di forte impatto emotivo; oppure li ho ripresi attraverso una distanza formale ed esteticamente straniante per raccontare altri momenti dei loro ieri, le loro vite di manager o carcerato”, dalle note di regia.

Giovanni Meola è uno sceneggiatore e regista di diversi cortometraggi cinematografici premiati in concorsi nazionali e internazionali. É anche attore, come ne I Bastardi di Pizzofalcone. É drammaturgo e regista teatrale, direttore artistico della compagnia Virus Teatrali nonché formatore e docente presso scuole e laboratori di teatro. Inoltre, è ideatore di format e direttore artistico di svariate rassegne teatrali e progetti culturali, tra cui ‘Teatro alla Deriva’ e ‘Teatro Deconfiscato’, e ha scritto, adattato e diretto numerosi spettacoli teatrali. Ha vinto diversi premi a livello nazionale per le sue drammaturgie e la sua attività teatrale, tra cui il prestigioso ‘Premio Enriquez’. Ha collaborato col quotidiano Il Mattino di Napoli come editorialista.

I prossimi appuntamenti di AstraDoc. Venerdì 19 maggio il giovane autore Nazareno M. Nicoletti presenta “Giù dal vivo”, documentario prodotto da Arci Movie con Parallelo 41, con la voce narrante di Massimiliano Gallo, selezionato in concorso al prestigioso Karlovy Vary Film Festival. L’ultima tappa è venerdì 26 maggio con lo speciale appuntamento che vedrà protagonista Gianfranco Rosi insieme alla produttrice Donatella Palermo che sarà introdotto da Antonella Di Nocera: per l’occasione ci sarà il suo ultimo film “In viaggio” che racconta i viaggi di Papa Francesco in nove anni di pontificato.

Giro d’Italia: domani una targa per Coppi al Velodromo “Albricci” di Napoli

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NAPOLI – Una targa nel Velodromo che lo vide entrare vincitore del Giro della Campania per due anni di seguito, nel 1954 e nel 1955, nello Stadio intitolato ad “Alberico Albricci”, all’Arenaccia, a Napoli, in quella città che lo adottò quando, reduce dalla Guerra, non aveva più neanche una bici con cui allenarsi, consentendogli di riprendersi la sua vita e di diventare il campione immortale che tutti ricordiamo, anzi, il ‘Campionissimo’.

In occasione della tappa Napoli – Napoli del Giro d’Italia che sarà disputata il prossimo 11 maggio, il giorno prima, mercoledì 10, la Città Metropolitana e il Comune di Napoli, insieme al Comando delle Forze Operative Sud dell’Esercito Italiano, oggi titolare del Velodromo “Albricci”, vorranno ricordare il forte legame che ha unito il grande campione, forse il più grande di tutti, Fausto Coppi, e la città di Partenopea, con l’apposizione di una targa in suo onore all’interno della struttura di via Generale Francesco Pignatelli.

A officiare la cerimonia, prevista per le ore 19, il Sindaco del Comune e della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi, e il Generale Caudio Minghetti, Vice Comandante delle Forze Operative Sud, che saranno accompagnati da ex campioni di ciclismo e da rappresentanti delle istituzioni, della sezione Campania della Federazione Ciclistica Italiana e delle associazioni sportive. Interverranno, tra gli altri, anche Angelo D’Avino, il figlio del falegname Giuseppe, di Somma Vesuviana, che regalò la bici a Coppi di ritorno dalla Guerra, e il Sindaco del comune vesuviano, Salvatore Di Sarno, il Consigliere Delegato allo Sport della Città Metropolitana, Sergio Colella, Gianfranco Coppola, Presidente Nazionale USSI, e lo scrittore Gian Paolo Porreca.

Il legame di Coppi con l’Esercito e con Napoli

È da “coscritto”, ovvero da soldato appena arruolato, che Fausto Coppi, vinceva a soli 20 anni, il suo primo Giro d’Italia, il 9 giugno del 1940. Il giorno dopo, il 10 giugno, l’Italia entrava in guerra. Ed è militare, a maggior inevitabile ragione, il Fausto Coppi che il 7 novembre 1942, al Velodromo Vigorelli di Milano, sotto il timore dei bombardamenti, stabilì il nuovo record dell’ora, 45 km e 871 metri contro i 45,840 del primato precedente, del francese Maurice Archambaud.

Coppi in Guerra

Ma la guerra è lì, immanente, e incombe. Nonostante le intercessioni del mondo dello sport, i gerarchi fascisti dell’epoca non concessero sconti – che fra l’altro il “Campionissimo” risulta non avere mai chiesto – e Fausto Coppi partì, proprio da Napoli in nave verso la Sicilia e poi in aereo verso la Tunisia, per la campagna d’Africa contro gli inglesi. Era il 7 marzo del 1943. La sua sorte, nel Maghreb, sarà come quella di molti altri soldati italiani sconfitti dalla RAF, quella di ‘Prisoner of War’, con il reiterato malinconico acronimo “POW”.

Nel campo di concentramento di Medjez el- Bab, e poi a Blida, in Algeria, Fausto Coppi avrà modo di seguire un corso di autista di camion, da prigioniero. Questa opportunità gli sarà preziosa.

La Guerra finisce, Coppi rientra in Campania e si riappropria della sua vita

Quando la guerra finisce e gli Alleati cominciano a risalire la penisola, Coppi torna in Italia, a metà novembre del 1944, approdando a Salerno con la motonave ‘Orano’, su cui si era imbarcato con altri prigionieri.

Al Quartier Generale degli Inglesi e alla RAF servono autisti. Ed ecco la chance per Coppi. Da quel momento diventò l’uomo di fiducia del Tenente inglese Towell, di stanza a Caserta. E fu proprio lì che incontrò Umberto Busani, famoso calciatore del Napoli, il quale diede la notizia della presenza di Fausto Coppi a Gino Palumbo, noto giornalista. Palumbo lanciò subito un appello: «Date una bicicletta a Fausto Coppi». Rispondono in tre. Viene scelta l’offerta di Giuseppe D’Avino, un falegname di Somma Vesuviana, che regala una Legnano da corsa, color verde oliva. “Tenite, questa è vostra…”, gli disse. Coppi non riusciva a crederci, e per la commozione entrambi scoppiarono a piangere. Fu l’inizio della rinascita.

Coppi e Napoli, un amore corrisposto: l’orfanotrofio di Secondigliano

Coppi non ha mai dimenticato Napoli. Il suo legame con la città rimase indissolubile. Ci sono testimonianze fotografiche (tratte dai libri di Emilio Lupo “Di quegli amori forti e disperati” e “Lo scrigno riaperto – Secondigliano, storia di una comunità attraverso la fotografia”) che ritraggono Fausto Coppi all’Istituto Nazareth di Secondigliano dove si è recato più volte per fare beneficenza agli orfani ospiti dell’Istituto.

L’orfanotrofio era diretto da Padre Cosimo Luciano, che ha ospitato più volte Coppi agli inizi degli anni cinquanta. Il legame con Padre Cosimo Luciano fu forte. E anche in occasione del Giro della Campania ci sono foto che ritraggono Coppi, in maglia iridata, insieme al Reverendo, proprio nell’aprile del 1954, quando Coppi tagliò per primo il traguardo allo Stadio Albricci.

“La sua sensibilità umana era pari alla grandezza delle sue doti di atleta”

A Napoli Coppi entrò anche un’altra volta da trionfatore, il 1° giugno del 1947, quando vinse la tappa Roma – Napoli nell’ambito di quel Giro d’Italia che lo vide laurearsi campione per la seconda volta della sua carriera. “Parlare di Coppi – ha affermato il Sindaco Manfredi – superbo vincitore delle più importanti competizioni su strada e su pista del mondo è fin troppo facile. Quello che possiamo dire è che la sua sensibilità umana era pari alla grandezza delle sue doti di atleta. Basti ricordare il suo legame con l’orfanotrofio. Per questo motivo abbiamo deciso di dedicargli una targa all’Albricci, proprio perché le giovani generazioni abbiano testimonianza dei valori di solidarietà e di sport che il Campionissimo ha incarnato”.

“Papà – ha ricordato Angelo D’Avino – rispose all’appello del cronista sportivo Gino Palumbo. Dopo aver ricevuto in dono la bicicletta, Coppi veniva tutte le mattine. Andavano in bici insieme, lui e papà, pranzavano insieme a base di pasta fresca con il latte e ripartivano insieme verso Caserta, in bicicletta”.

“È un onore per noi ospitare una targa in memoria di Fausto Coppi all’interno dello stadio ‘Albricci’ – ha sottolineato il Generale Giuseppenicola Tota, Comandante delle Forze Operative Sud – che, tante volte, lo ha visto protagonista e accolto tra gli applausi della città di Napoli che, oggi come allora, lo ricorda con grande affetto”.

“Sono davvero molto contento di questa iniziativa – ha sottolineato Faustino Coppi, il figlio del ‘Campionissimo’ – e ringrazio di vero cuore il Sindaco, il Generale e tutti quanti hanno partecipato. Il legame della mia famiglia con Napoli è stato sempre molto intenso, mia madre era nata a Napoli, per l’appunto, e da ragazzo sono stato spesso in città con lei. Ho ben presente i suoi ricordi, i suoi racconti, in particolare quelli relativi a Gino Palumbo, che l’ha sempre aiutata a seguire il Giro d’Italia quando questo non era consentito alle donne. Spero che l’attaccamento di mio padre alla città possa fungere da esempio ai giovani napoletani, che devono amare la loro terra, perché Napoli è straordinaria”.

“Premio Corto Flegreo”, continuano le iscrizioni per la terza edizione

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NAPOLI – Continuano le iscrizioni per l’attesa terza edizione di “Premio Corto Flegreo”, il concorso di cortometraggi da ambientare nei Campi Flegrei.  Archiviato lo straordinario successo degli anni precedenti, per il 2023,  l’interessante e ambito contest gode del patrocinio morale della Regione Campania, del Comune di Napoli e della Città Metropolitana di Napoli, del partenariato con il  Parco Archeologico dei Campi Flegrei e del Parco Regionale dei Campi Flegrei, nonché del patrocinio dei Comuni Flegrei disposti ad offrire gratuitamente l’accesso a location uniche e suggestive. Tra queste, i siti archeologici e naturalistici della Terra Flegrea, pronti a trasformarsi in magici ed esclusivi set cinematografici per girare tutte o alcune scene dei lavori in gara.

Il termine per le iscrizioni è fissato per il 30 giugno, mentre la data ultima per presentare il proprio cortometraggio è il 1° settembre. Informazioni, notizie, bando e domanda di iscrizione sono sul sito: www.cortoflegreo.it.

«Per questa terza edizione- ha detto, l’avvocato Maria Grazia Siciliano, Presidente di Liberass aps, ideatrice, organizzatrice e coordinatrice del Festival (nella foto) – vi sono due grandi novità: La prima è relativa al concorso “I Cortissimi”, con i video partecipanti realizzati anche tramite smartphone, della durata di tre minuti e che devono avere due opzioni come Tema: il Mistero e il Terremoto. La seconda novità, invece, riguarda l’invito rivolto ai concorrenti fuori Regione, che saranno ospitati (in formula B&B) per girare le scene del loro cortometraggio, grazie al protocollo di intesa con Campi Flegrei Active.  Ancora, per questa terza edizione, il “Premio Corto Flegreo” si arricchisce e, oltre a premiare i vincitori delle varie sezioni, di cui una nata in sinergia con la Unicef Campania, ha deciso di riservare, come ulteriore premio,  un’opera realizzata dall’artista Cinzia Bevilacqua, ad un personaggio del mondo del cinema particolarmente distintosi per la sua sensibilità verso la regione Campania e/o il Meridione». «Sono davvero orgogliosa ed entusiasta – ha aggiunto la presidente di Liberass aps, Siciliano- del successo che questo progetto, nato dall’amore per il cinema e per la mia Terra, continua ad ottenere. In particolare, sono felice per l’impegno e la partecipazione degli artisti, dei registi, per lo più ragazzi, che hanno voglia e coraggio di mettersi alla prova ponendo il loro talento e la loro creatività al servizio della valorizzazione dei Campi Flegrei. Ringrazio di cuore chi mi aiuta, affianca, collabora e chi crede e investe su e con noi per concretizzare il mio sogno: il “Red Carpet dei Campi Flegrei”. Un ringraziamento doveroso va al Parco Archeologico e al Parco Regionale dei Campi Flegrei, ai comuni e soprattutto al mio Comune, Pozzuoli, in quanto da subito l’Amministrazione ha saputo apprezzare, incoraggiare e sostenere “Premio Corto Flegreo”».

Nel programma di questa terza edizione ci  saranno due eventi pubblici: la serata per la proiezione dei cortometraggi finalisti e la serata di premiazione. A settembre saranno pubblicate e rese note date e location, nonché saranno annunciati gli artisti e i personaggi presenti insieme al nome del vincitore di Premio Corto Flegreo 2023.

La Giuria quest’anno, con la direzione dello Storico del Cinema, Giuseppe Borrone, vedrà, tra gli altri, la partecipazione di numerosi personaggi legati al mondo del cinema e dello spettacolo tra cui Francesco Paolantoni, Adele Pandolfi e Carlo Luglio.

Posillipo: A via Manzoni ma è agli arresti domiciliari. Carabinieri arrestano 42enne

NAPOLI – Ci troviamo a via Manzoni e sono da poco passate le 19:30 quando i Carabinieri della stazione di Posillipo notano un uomo passeggiare. I militari riconoscono sùbito in quella sagoma il 42enne Gennaro Pempiniello*. L’uomo – su disposizione della Procura di Napoli – era stato sottoposto agli arresti domiciliari per il reato di rapina e minaccia. I carabinieri bloccano e arrestano il 42enne che ora è in attesa di giudizio. Ancora chiarire il motivo per il quale l’arrestato abbia violato e prescrizioni cui era sottoposto.

Bici rubata ad un ragazzino, 58enne arrestato dai Carabinieri

META – “Arrestato mai, ma ho avuto guai seri con polizia e carabinieri” cantava Paolo Belli nel Sanremo dell’89. “Ladri di biciclette” il nome del gruppo e quello della canzone.
Un motivetto che non regge per un 58enne di Vico Equense già noto alle forze dell’ordine, arrestato proprio dai Carabinieri per il furto di una bici elettrica.
Succede nel comune di Sant’Agnello e le due ruote sono di un ragazzino, invitato ieri sera ad una festa di compleanno nella cittadina costiera. La bici la parcheggia lungo la strada, di fronte al locale.
Quando la festa finisce della bicicletta rimane solo la catena.
Chiama la madre e poi il 112. I carabinieri della stazione di Piano di Sorrento sanno che le vie di fuga sono pochissime e seguono quello che ritengono il percorso più scontato.
Trovano il 58enne nel comune di Meta, in sella alla refurtiva.
La bici è tornata nelle mani del piccolo proprietario, l’arrestato è in camera di sicurezza in attesa di giudizio.

Pisciott’Arte: open call dedicata ad artisti, musicisti, attori e performer

PISCIOTTA, Salerno – Giunge alla sua seconda edizione Pisciott’Arte, kermesse che per un’intera settimana proporrà ogni giorno eventi e spettacoli che avranno luogo tra le caratteristiche vie del centro storico di Pisciotta (SA) e dei borghi delle sue frazioni.

Un paese intero si fa palcoscenico ed ospiterà artisti di ogni genere, che con i loro interventi e workshop mostreranno tutti i volti dell’arte: dalla musica, alla danza, dal teatro al cinema, passando per le arti visive, la letteratura e i paesaggi sonori.
In particolare, durante la giornata di sabato 18 giugno il pubblico sarà accompagnato in un percorso denominato Hidden Spaces//Luoghi Nascosti, congeniato in modo da rendere ogni tappa un’esperienza unica, a stretto contatto con gli artisti.
«L’abbiamo chiamata Hidden Spaces//Luoghi Nascosti perché attraverso interventi artistici di piccola scala (installazione, paesaggi sonori, performance) vogliamo spostare l’attenzione su dei luoghi pubblici, appositamente individuati per l’evento, che sono normalmente fuori dai percorsi turistici classici che insistono all’interno del centro storico e quindi poco conosciuti e valorizzati».
Con l’intento di fare rete, Pisciott’Arte ha istituito una open call rivolta a tutti gli artisti che vogliano partecipare a Hidden Spaces//Luoghi Nascosti.

Allarme povertà: le richieste d’aiuto alle mense francescane aumentate in tre anni adel 135%

NAPOLI  – Aiuti alimentari alle famiglie in aumento del 135% rispetto al 2019 e del 18% rispetto al 2021. Sono i dati registrati nel 2022 dalla rete francescana nazionale di Operazione Pane e diffusi in occasione della Giornata Mondiale della Famiglia, che ricorre il prossimo 15 maggio. La rete, composta da 18 strutture in tutta Italia, è arrivata a distribuire ogni mese l’importante cifra di oltre 4.400 ceste alimentari. Una media di 143 al giorno.

«Segno che le ripercussioni economiche della pandemia e degli avvenimenti internazionali continuano a farsi sentire, soprattutto su chi parte da una situazione già fragile, e che oggi colpiscono in modo allarmante le famiglie» commenta il direttore dell’Antoniano fr. Giampaolo Cavalli. Un peggioramento della situazione economica rilevato anche dall’Istat: nel 2022, infatti, le persone che dichiarano un impoverimento rispetto all’anno precedente raggiungono il livello più alto mai riscontrato (35,1%), in continua crescita dal 2019[1].

Le famiglie che si rivolgono alle 18 strutture di Operazione Pane (una si trova a Castellammare di Stabia) chiedono soprattutto un sostegno alimentare, ma, sempre di più, anche economico per far fronte alle molte speseche si trovano a dover sostenere, soprattutto in presenza di figli: le bollette, la mensa scolastica, il materiale per la scuola, le spese mediche. Spese essenziali che dall’emergenza Covid in poi è sempre più difficile sostenere da soli, lo dimostrano anche i dati Istat, secondo i quali nel 2020 la spesa dei comuni per l’area povertà è aumentata del 72,9%. Quasi a ricalcare l’analisi della rete Operazione Pane, la voce di spesa che ha fatto registrare l’aumento più consistente è quella dei “buoni spesa o buoni pasto”, ma in forte aumento anche i contributi a sostegno del reddito famigliare, di cui il 43% è andato a famiglie con figli[2].

Operazione Pane, nel 2022, è stata in grado di raggiungere e aiutare circa 1.400 famiglie, tra queste più di 800 mamme, quasi 700 papà e 1.500 bambini. Ed è quest’ultimo dato a preoccupare maggiormente. Per i bambini che crescono in contesti di povertà, infatti, è più difficile andare bene a scuola e godere di buona salute; questi bambini rischiano, inoltre, più degli altri di diventare a loro volta adulti sotto la soglia di povertà, senza un impiego. Secondo dati Unicef, nel 2021 in Italia quasi il 30% di minori era a rischio povertà[3].

«Da noi arrivano tante mamme e papà preoccupati per i loro bambini e ragazzi, preoccupati di non poter garantire loro cibo sufficiente, ma anche l’istruzione, le opportunità e la serenità che si meritano. Ascoltarli, dare loro un pacco alimentare e aiutarli con le spese vuole dire alleviare, fosse anche solo per un momento, queste ansie» aggiunge fr. Cavalli.

Ma se il dato sulle famiglie è quello che colpisce di più, non vanno dimenticati gli adulti singoli che si rivolgono alle mense francescane per un pasto caldo, anch’essi in continuo aumento. Nel 2022 sono stati, infatti, quasi 39.000 i pasti caldi distribuiti ogni mese da Operazione Pane – in aumento del 6% rispetto all’anno precedente – che hanno raggiunto quasi 7.000 persone(+10% dal 2021).

La psicologa e psicoterapeuta salernitana Anna Cappuccio presenta a Benevento il suo libro

BENEVENTO – Sarà presentato nella Sala storica Pacca, dell’Archivio di Stato (via Giovanni de Vita 3) di Benevento, alle ore 16, il libro scritto dalla psicologa clinica e psicoterapeuta battipagliese, nonché docente Anna Cappuccio, dal titolo “Il potere della narrazione. La fiaba come cura dell’anima”. Alla presentazione, che è curata e patrocinata dal “Cerchio” sezione Campania, e sarà moderata dalla giornalista Titti Ficuciello, parteciperanno lo psicoanalista e gruppoanalista Aldo Schiavone, la psicoterapeuta psicodinamica Sara Luciano e la presidente dell’associazione culturale – filosofica “Stregati da Sophia” professoressa Carmela D’Aronzo. Interverranno inoltre il sindaco di Benevento Clemente Mastella e l’assessore alla cultura Antonella Tartaglia Polcini.

“Il libro fluido e scorrevole nella forma risulta godibile e coinvolgente. Conduce per mano il lettore attraverso i luoghi poco noti dell’inconscio fornendo strumenti per comprendere meglio se stessi e affrontare aspetti che creano malessere e disagi” ha raccontato la dottoressa Cappuccio, spiegando che si tratta di “Una guida per i genitori, perché fornisce spunti per aiutare i figli a superare le paure più frequenti come la paura del buio di dormire da soli dell’abbandono, mentre per gli addetti ai lavori in ambito psico-pedagogico e psicoterapeutico risulta un utile manuale per approfondire l’impatto terapeutico della narrazione e della fiaba terapia con bambini adolescenti e adulti”.

Il libro si propone di evidenziare l’importanza della fiaba e dei racconti di fantasia per smuovere difficoltà interiori e per intervenire in situazioni emozionali che creano malessere e disagio. Le pagine raccontano di storie proposte dalla scrivente o strutturate dai partecipanti durante i laboratori esperienziali di fabulazione. L’obiettivo è mettere in evidenza la correlazione tra la storia raccontata e il mondo interiore, con i blocchi e le risorse a cui è possibile attingere per superare le situazioni di malessere. Il libro, quindi, propone la fiaba, il mito e il racconto di fantasia non solo come momento ludico o rilassante, ma anche come importante strumento per entrare in contatto con il proprio mondo emozionale, con le paure e i desideri che albergano spesso nascosti dentro ogni persona.

Dunque si tratta di un volume che si rivolge agli specialisti del settore della psicologia, ai genitori e a tutti coloro che hanno vissuto o vivono difficoltà relazionali ed emotive e cercano una strada per affrontarle e dar loro un significato.