POMIGLIANO D’ARCO – Il tradimento non paga. L’aver contribuito alla caduta dell’amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco guidata da Gianluca Del Mastro è costata cara al circolo cittadino del Pd che aveva votato in modo maggioritario alle primarie di circolo per Stefano Bonaccini segretario. Ed invece il risultato di ieri punisce nettamente la linea di Eduardo Riccio, il segretario cittadino del Pd sotto accusa insieme al consigliere Giovanni D’Onofrio per aver “tradito” il patto che aveva portato nel 2020 alla guida della città proprio un’amministrazione guidata dallo stesso Pd (di cui Riccio era vicesindaco e assessore al Bilancio), insieme al M5S e a diverse liste civiche, una delle quali però prevenendo dalla vecchia maggioranza e già da un trasimento di casacca non ci ha messo poi tanto a fare anche questa volta il “salto della quaglia”. Dei 454 voti delle primarie che si sono tenute ieri a Pomigliano, Bonaccini che era dato dal voto precedente di circolo e dalla linea dirigenziale del Pd locale quale segretario del Partito Democratico, invece ha perso notevole terreno nei confronti di Elly Schlein che alla fine ha raccolto solo 26 voti in meno del presidente dell’Emilia Romagna. 238 voti per Bonaccini e 212 per Schlein. E se da una parte è più o meno quello che è accaduto in tutta Italia, vista la vittoria della Schlein, da ieri primo segretario donna del Pd, a Pomigliano è il segnale e la conferma della reazione di sdegno verso Riccio&Co e della disapprovazione anche all’interno del partito per quanto accaduto in città. D’altronde gli altri consiglieri comunali del Pd ed anche un assessore designato dallo stesso partito non erano affatto d’accordo con la scelta di Riccio di troncare bruscamente l’esperienza di governo ed ora chiedono al loro partito la testa di chi ha tradito. All’orizzonte potrebbe essere necessario anche il commissariamento del partito, vista la situazione di grande confusione e sbandamento. E sarebbe anche una prima risposta del nuovo corso del Pd di Elly Schlein sicuramente contrario a giochi di palazzo come quelli che si sono consumati a Pomigliano d’Arco.
Castello di Cisterna: 4 varietà di droga in via De Curtis. Carabinieri arrestano pusher 23enne
Pastry Bit Competition: i campani Bevilacqua, Casciani e Catapano in gara sulle nevi di Pontedilegno-Tonale
Al via le semifinali di Pastry Bit Competition, la gara rivolta ai professionisti della pasticceria, promossa da Molino Dallagiovanna e dal maestro Leonardo Di Carlo, pioniere della Pasticceria Scientifica, con Gambero Rosso in qualità di media partner.
I campani Pasquale Bevilacqua della pasticceria “Mamma Grazia” di Nocera Superiore (SA), Giovanna Casciani (nella foto) della pasticceria “Casciani Patisserie” di Vairano Patenora (CE) e Salvatore Catapano pasticcere presso il “San Montano Resort & Spa” di Lacco Ameno – Isola d’Ischia (NA) saranno tra i 27 semifinalisti di tutta Italia che si sfideranno dall’1 al 3 marzo presso il Grand Hotel Paradiso di Pontedilegno – Tonale (BS) per conquistare il titolo di “Dallagiovanna Pastry Ambassador 2024”, volto ufficiale del Molino per il settore pasticceria in Italia e nel mondo. A vincere sarà chi farà sentire più forte il suo “bit” e dimostrerà di saper combinare creatività e tecnica prestando, quindi, attenzione non solo al “cosa”, ma anche al “come”.
Dalle semifinali di Ponte di Legno, dove i pasticceri si confronteranno nella preparazione di un Cake, saranno in 9 a passare alla fase finale che si articolerà in due momenti: il primo il 5 giugno in Cast Alimenti, la Scuola di Cucina di cui Molino Dallagiovanna è partner da molti anni a sostegno della formazione e dell’eccellenza delle professioni, il secondo il 9 settembre presso la sede del Molino a Gragnano Trebbiense (PC). In Cast Alimenti i 9 pasticceri finalisti dovranno realizzare un dolce lievitato da colazione fritto e non sfogliato; al Molino l’ultima sfida consisterà nella valutazione del panettone.
La giuria, capitanata da Leonardo Di Carlo, testimonial della Pastry Bit Competiton, sarà composta da Maestri Pasticceri, blogger e giornalisti del settore, tra i quali rappresentanti del Gambero Rosso. I candidati verranno valutati sulla base dei seguenti criteri: ricetta dell’impasto, presentazione del piatto finale, assaggio e professionalità del candidato. Alla giuria tecnica, in occasione delle semifinali, si affiancherà una giuria popolare.
Presentatori d’eccezione delle 3 semifinali e della finale saranno i due chef e noti conduttori televisivi Andrea Mainardi e Daniele Persegani.
In occasione delle semifinali e della finale si affiancheranno Zanolli forni e RDS 100% Grandi Successi tra i partner di Pastry Bit Competition. Zanolli forni da 70 anni progetta e produce forni e macchine per pizzerie, pasticcerie e panifici; il tradizionale ingegno italiano e l’attenzione alle tecnologie più avanzate rendono Zanolli una garanzia del Made in Italy in Italia e all’estero, una tra le più affermate realtà del settore. RDS 100% Grandi Successi, Official Radio dell’evento, ha ideato un piano cross-mediale e multipiattaforma sui propri canali per fare da cassa di risonanza alle attività legate all’evento. Nei 3 giorni delle semifinali dalle ore 16,00 alle 18,00 saranno previsti dei momenti di musica e intrattenimento con i DJ set 100% Grandi Successi durante gli Après–ski presso Ombrello Tonale dove, al termine di ogni giornata, verranno annunciati i nomi dei qualificati alle finali.
Altro partner che nelle semifinali affiancherà Molino Dallagiovanna è il Consorzio Pontedilegno – Tonale.
Napoli, Piazza San Francesco: arrestato uno spacciatore
NAPOLI – Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante un servizio di controllo del territorio, nel transitare in piazza San Francesco a Capuana angolo via Cesare Rosaroll hanno notato in prossimità di un’edicola un uomo che, in cambio di una banconota, ha consegnato qualcosa ad una persona; i due, alla loro vista, si sono dati alla fuga.
I poliziotti hanno bloccato lo spacciatore trovandolo in possesso di due involucri contenenti circa 0,30 grammi di cocaina e 90 euro mentre l’acquirente è riuscito a far perdere le proprie tracce.
Inoltre, gli operatori hanno effettuato un controllo nei pressi dell’edicola ed hanno rinvenuto sotto un contenitore di metallo due scatole attaccate con alcune calamite; in una di esse erano contenuti altri tre involucri contenenti la stessa sostanza per un peso complessivo di circa 0,50 grammi.
S.C., 29enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Anci e Dario Vassallo insieme per il film sul “Sindaco Pescatore”
SALERNO – Un’idea ambiziosa. Far rivivere l’esperienza di Angelo Vassallo in un lungometraggio indipendente. Un progetto ex novo, nato in maniera spontanea dalla rete sviluppata dalla Fondazione Vassallo in Italia, con la collaborazione e la sinergia illustre di A.N.C.I e dei sindaci d’Italia.
Mentre, infatti, proseguono le riprese del docu-film pensato per girare nelle scuole, “La Verità Negata”, che tenta di ricomporre il complesso mosaico di questa vicenda anomala, senza la presunzione di mettere l’ultimo tassello, da cui l’opera cinematografica è liberamente tratta, in contemporanea nasce l’esigenza di amplificare la storia del Sindaco pescatore, utilizzando i linguaggi narrativi contemporanei del cinema e delle serie televisive.
Dall’incontro avvenuto a Firenze lo scorso 12 febbraio, si sviluppa, su stimolo di Mauro Bardaglia, amico della Fondazione, il comitato promotore per il Film, che incontra la sinergia dell’ANCI nazionale.
«Nel ringraziare per la proposta di far parte del comitato promotore del film in ricordo di Angelo Vassallo, manifesto la mia piena disponibilità a collaborare all’iniziativa – scrive il Presidente A.N.C.I. e Sindaco di Bari Antonio Decaro – Invero, le vicende relative all’operato e alla tragica scomparsa del “Sindaco Pescatore” rappresentano un esempio di politica illuminata che continua ad ispirare gli amministratori locali nella lotta quotidiana per una società più libera e giusta. Pertanto, in qualità di sindaco e di rappresentante dei sindaci d’Italia, sarei orgoglioso di collaborare al progetto e, con esso, alla diffusione della cultura della legalità. Colgo l’occasione per rinnovarle i sensi della mia stima».
La visione innovativa di Angelo Vassallo, dalla tutela dell’ambiente alla difesa delle comunità dalle infiltrazioni della corruzione, si fondava sul concetto cardine di etica delle pubbliche amministrazioni. Non a caso, quando una copia del libro ‘La Verità Negata’ è arrivata nelle mani di Papa Francesco, Sua Santità ha inviato una lettera al fratello Dario, con un messaggio di speranza e di incoraggiamento per proseguire nella ricerca della verità.
«Una voce che è risuonata nel silenzio che, purtroppo, è calato su questa storia». A dirlo è Dario Vassallo Presidente della Fondazione Angelo Vassallo. «Grazie alla Fondazione dedicata ad Angelo, in questo film vogliamo ripercorrere la vita di Angelo, mettere in luce i suoi valori e la sua idea di Politica, bella e pulita. Una produzione indipendente, non falsata, non romanzata, a tratti forse cruda, ma reale, realizzata attraverso chi ha vissuto realmente Angelo, da chi lo conosceva. Abbiamo scelto di creare un prodotto cinematografico che parte dai documenti, dalle delibere di Angelo, dalle interviste ad amici e colleghi del Sindaco-Pescatore, ma anche a magistrati, politici e giornalisti, con materiale di repertorio (cronaca, spezzoni di telegiornale). Il risultato potrebbe essere un crime cinematografico, un thriller, un poliziesco. Di sicuro la verità e l’efferatezza dell’omicidio di Angelo ha superato di gran lunga la fantasia. Troppi depistaggi, troppa omertà. Il film dipanerà ombre che, per troppo tempo, hanno oscurato la realtà e le indagini».
Da sabato 25 febbraio 2023: l’incredibile storia di Raimondo de Sangro prende vita
NAPOLI – L’incredibile e triste storia di Raimondo de Sangro prenderà vita, sabato 25 febbraio 2023 alle ore 21.00 (in replica domenica 26), sul palcoscenico del Pozzo e il Pendolo di Napoli nello spettacolo L’ultima notte del Principe di Sansevero, con Marco Palumbo e Andrea De Rosa, nell’ideazione e la messa in scena di Annamaria Russo.
Raimondo de Sangro, Principe di Sansevero morì il 22 marzo 1771, di morte naturale. La leggenda della morte e della risurrezione è citata in diverse versioni dai maggiori scrittori dell’Ottocento. Una delle versioni vuole che il Principe affascinato dall’alchimia, si fosse convinto di aver trovato il modo di diventare immortale grazie ad alcuni elisir dalla ricetta segreta.
E’ la notte del 22 marzo 1771, in cui il più grande studioso, filosofo e alchimista di Napoli morrà. Raimondo de Sangro, il Principe di Sansevero, è chino sul suo tavolo da lavoro, ingombro, fra alambicchi, ampolle e un calice.
Alle sue spalle, un’ombra, il profilo di Giuseppe Sanmartino, l’uomo che scolpì il Cristo Velato. E’ la notte delle rivelazioni, dei segreti.
Il Principe di Sansevero e Giuseppe Sanmartino si conobbero a una festa di corte, alla fine del 1752. Quando il Principe lo incontrò per la prima volta, lo scultore era pressoché sconosciuto.
Secondo quanto riporta uno dei suoi maggiori biografi, Elio Catello, il Sanmartino, fino a quel momento, aveva realizzato una sola commessa per la città di Monopoli. L’incontro con Raimondo de Sangro segna dunque una svolta nella vita del giovane.
Naturalmente sono ancora oscuri i motivi per i quali il Principe decide di affidare il Cristo Velato a un artista così sconosciuto. All’opera, o meglio al progetto dell’opera, aveva lavorato il Corradini e tutta la “scuola” di scultori che ruotava intorno alla cappella e al Principe. Con un colpo a sorpresa, però, don Raimondo decise di affidare il lavoro proprio a Sanmartino, che nel 1753 aveva solo trentatrè anni.
E’ storicamente accertato anche il documento notarile con il quale Sansevero “incastra” Sanmartino. Nulla, invece, si conosce riguardo al motivo per cui lo scultore decise di abbandonare il Principe subito dopo la realizzazione del Cristo Velato. Solo alcune leggende indicano una serie d’incontri misteriosi tra i due uomini.
L’allestimento nasce dall’ipotesi di un ultimo incontro segreto tra i due uomini, le cui vite erano legate dal filo indistruttibile dell’arte: una resa dei conti tra due personalità enormi, una spietata partita a scacchi in cui la morte o l’immortalità sono la posta in palio.
Imprenditore vicino ai Casalesi: sequestrati beni per 60 milioni di euro
NAPOLI – I Finanzieri del Comando Provinciale di Caserta e i Carabinieri del R.O.S., hanno dato esecuzione ad una misura di prevenzione patrimoniale con sequestro di beni mobili e immobili, emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Sezione Misure di Prevenzione su proposta della Procura della Repubblica di Napoli.
Il provvedimento, scaturisce dalle indagini anche di tipo patrimoniale condotte dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri e dalla Compagnia della GdF di Marcianise, delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, in direzione di un imprenditore casertano, sul cui conto le indagini hanno permesso di acquisire indizi qualificati in ordine alla sua pericolosità personale e alla formazione illecita delle sue attività, considerata la vicinanza al clan Belforte e al clan dei Casalesi – Gruppo Zagaria, titolare di otto aziende operanti nella provincia di Caserta, attive nel settore immobiliare, edile e della grande distribuzione e commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, a cui fa capo una catena di supermercati presenti con 21 punti vendita nella provincia di Caserta.
Il provvedimento, dispone il sequestro di conti correnti, quote societarie e relativi beni strumentali, per un valore stimato in circa 60 milioni di euro.
“Carnevale Sicuro”: le Fiamme Gialle sequestrano 1,8 milioni di articoli contraffatti
NAPOLI – Sono oltre 1,8 milioni gli articoli contraffatti e non sicuri sequestrati dai Finanzieri del Comando Provinciale di Napoli, in città e sul territorio, nel corso di controlli volti alla repressione del fenomeno soprattutto in vista della chiusura delle festività di Carnevale.
All’esito di 92 interventi, 38 sono stati i responsabili segnalati alla locale Camera di Commercio per violazioni amministrative mentre 16 sono i segnalati alle competenti Autorità Giudiziarie, a vario titolo, per i reati di frode in commercio e contraffazione. Sequestrati oltre 1,8 milioni di prodotti.
Tra gli altri, i militari del Gruppo di Nola, all’interno di un’attività commerciale gestita da un cittadino di etnia cinese, hanno accertato la messa in vendita di oltre 1.300.000 beni, tra articoli di carnevale e accessori per l’estetica, sprovvisti delle prescrizioni essenziali previste dalla normativa afferente la sicurezza dei prodotti. Il responsabile dell’attività è stato segnalato alla Camera di Commercio.
I finanzieri della Compagnia di Ottaviano, presso una ditta individuale di San Giuseppe Vesuviano, hanno sottoposto complessivamente a sequestro circa 107.000 prodotti non sicuri e contraffatti tra articoli di carnevale e accessori privi delle indicazioni minime di sicurezza o recanti l’indebita apposizione della marcatura CE. Il titolare e un dipendente della ditta, entrambi di origine cinese, oltre ad essere segnalati amministrativamente, sono stati denunciati alla competente A.G. per frode in commercio.
Tra Casoria, Arzano e Caivano le Fiamme Gialle del Gruppo di Frattamaggiore hanno controllato 3 esercizi commerciali gestiti da cittadini di origine cinese che esponevano in vendita prodotti non conformi agli standard di sicurezza. I prodotti sequestrati sono stati oltre 220.000, tra accessori e gadget carnevaleschi non sicuri; i titolari delle attività sono stati segnalati alla locale Camera di Commercio.
Tra Sorrento, Castellammare, Torre del Greco, Portici e le isole di Capri e Ischia, sono stati sequestrati ulteriori 110.000 articoli, tra vestiti e accessori per il Carnevale, recanti marchi contraffatti o privi delle indicazioni minime previste dal Codice di Consumo.
Tutte le operazioni rientrano in un più ampio piano provinciale di attività svolte dalla Guardia di Finanza di Napoli finalizzate al contrasto degli illeciti economico-finanziari connessi al commercio di prodotti non sicuri e/o contraffatti e persegue un duplice obiettivo: salvaguardare l’economia legale e gli imprenditori onesti, cui si affianca l’imprescindibile esigenza di tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori.
Pomigliano: la verità del sindaco Del Mastro
POMIGLIANO D’ARCO – Ha atteso 24 ore prima di fare dichiarazioni pubbliche il sindaco “tradito” Gianluca Del Mastro, tradito dai cinque consiglieri di maggioranza che insieme a quelli di opposizione eccetto Avilio di Rinascita, hanno rassegnato le dimissioni per far cadere l’amministrazione comunale e – pare- per candidare a sindaco alle prossime cittadine l’ex vicesindaco e segretario locale del Pd Riccio. Patto siglato davanti ad un notaio. “Si è conclusa con le dimissioni di 13 Consiglieri (8 di minoranza e 5 di maggioranza su 25 membri del Consiglio) la mia esperienza come Sindaco di Pomigliano d’Arco – afferma Del Mastro – Cinque Consiglieri, dei quali ho disatteso le aspettative, non condivise da tutta la coalizione, sono usciti dalla maggioranza. Di questi, due vengono da una forza politica collegata al PD, uno è un Consigliere PD e due fanno parte del gruppo Nuove Generazioni”. “A loro – spiega con rammarico il sindaco uscente di Pomigliano – si è aggiunto il Vice Sindaco, segretario del PD cittadino, che ha coordinato le operazioni, dimettendosi qualche giorno fa e l’Assessore alle Politiche Sociali che ha comodamente preso le distanze dall’Amministrazione un minuto dopo la sua caduta”. “Alle firme per le dimissioni, però, si sono sottratti tre consiglieri PD, – ha sottolineato ancora Del Mastro – tenuti all’oscuro della manovra, e i Consiglieri dei gruppi IdeaPomigliano, Insieme per il Futuro e Rinascita (che non era in maggioranza, ma che ha mostrato alto senso di responsabilità). Ringrazio tutti loro per aver strenuamente difeso l’Amministrazione, così come hanno fatto i rappresentanti del PD a tutti i livelli sovraterritoriali. Lo scopo è quello di tornare rapidamente alle elezioni, per consentire l’affermazione di singoli gruppi di opinione e di potere che, lontani da ogni visione di Città, intendono solo imporre il proprio predominio territoriale”.
“Sono felice – dice ancora Del Mastro – di quanto abbiamo realizzato: piano urbanistico, lavori pubblici, stop alla cementificazione selvaggia del territorio, rinnovamento della macchina comunale e riequilibrio economico-finanziario dell’Ente, finanziamenti per circa 50 milioni di euro, sostegno alle categorie svantaggiate, promozione dell’istruzione, della cultura, delle pari opportunità. Questi sono solo alcuni dei risultati ottenuti in soli 28 mesi, meno della metà del mandato”.
“Da Sindaco civico – conclude – che, ostinatamente, a garanzia di tutte le forze politiche, anche a scapito di un’affermazione personale, non ha mai dichiarato l’appartenenza a uno specifico simbolo, ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto e tutti i cittadini pomiglianesi che con me hanno provato a cambiare il volto della Città. Vado via con la consapevolezza che, in un panorama politico complicato e spesso desolante, insieme a donne e uomini tenaci e di grande competenza, abbiamo gettato le basi per il futuro di Pomigliano”.
Irma Ciaramella al Teatro CorteSe con Conta che passa la pazza
NAPOLI – Grande attesa al Teatro CorteSe dei Colli Aminei, dove, domenica 19 febbraio alle ore 18.30 il pubblico potrà emozionarsi con “Conta che passa la pazza” il monologo scritto e interpretato da Irma Ciaramella (nella foto) con la regia, le luci e la musica di Francesco Maria Cordella. Pronto, dopo i successi romani, per conquistare la platea dello spazio di viale del Capricorno, l’atto unico vedrà la brava e intimistica autrice e interprete Ciaramella, alle prese con una bizzarra e tormentata creatura, protagonista di un testo toccante e travolgente. Prodotto da Acts Teather, il lavoro che vede come assistenti alla regia Assunta Pariante e Ottavia Orticello, propone, così come si legge nelle note della stessa autrice, le immagini di “una donna, ingabbiata in una struttura molto originale, in azione in uno spazio delimitato da tre punti cardinali, raffigurati da tre personaggi inanimati e rappresentati da tre oggetti simbolici che fanno rumore e parlano. La donna non ha nome. Non lo ricorda. Sta dimenticando e ha paura di dimenticare ancora. Le hanno detto che un giorno non riuscirà a pronunciare parola, che è malata, che non avrà più memoria di sé”. “Nella mia regia- ha scritto Cordella- ho inteso ricercare una Forma che potesse ricreare uno Spazio in cui, ricordare e rappresentare si fondessero in una visione della realtà non convenzionale. Questo spettacolo si inserisce in quelle iniziative di solidarietà, di impegno civile e sociale, di tutela e promozione dei diritti umani, a favore di anziani e persone svantaggiate che, in luoghi difficili da raggiungere come le isole, difficilmente hanno la possibilità di Essere Comunità nella Patologia e nel Disagio”. “Conta che passa la pazza- si legge ancora in una recensione per lo spettacolo – si tramuta in un faccia a faccia con le brutture di una civiltà fagocitata del sistema mediatico e dalla realtà virtuale. In un’invocazione in grado di travolgere la mente di chi, nel dramma della protagonista e della sua imminente perdita di memoria, intravede la via di un calvario senza fine… Ricco di suggestioni umane, il monologo con il suo disperato grido d’amore, struggente e delirante, porta in scena tutte le sfumature di chi prova a combattere un devastante martirio interiore frutto di un crudele gioco della vita…Il lavoro si trasforma in una sorta di terapia drammaturgica per lenire pensieri e angosce”.


