POMIGLIANO D’ARCO, Napoli – «È stato sicuramente un incontro molto positivo quello di questa mattina nello stabilimento Leonardo di Pomigliano d’Arco, sia per le rassicurazioni che abbiamo ottenuto dai vertici della Divisione Aerostrutture per il futuro di questo storico sito industriale e dei suoi lavoratori, oltre che per le aziende dell’indotto, sia per aver toccato con mano la profonda ristrutturazione innovativa in atto con il progetto Nemesi delle linee di produzione che nei prossimi anni trasformeranno questa fabbrica in un reale polo di eccellenza 4.0 per la realizzazione di fusoliere leggere». Lo afferma il sindaco di Pomigliano d’Arco, Gianluca Del Mastro che questa mattina insieme agli assessori al Lavoro ed alle Attività Produttive, Salvatore Esposito e Domenico La Gatta, al vice sindaco Edoardo Riccio ed al presidente del Consiglio Comunale Salvatore Cioffi, ha visitato lo stabilimento aeronautico Leonardo di Pomigliano d’Arco, ricevuto da Maurizio Rosini, Responsabile Operations Divisione Aerostrutture, Nicola Intonti, Responsabile Risorse Umane e Organizzazione Divisione Aerostrutture Biagio Passaro, Responsabile Stabilimento di Pomigliano d’Arco. «Ho ribadito – aggiunge il sindaco Del Mastro – l’importanza di rinsaldare sempre di più il legame che esiste tra Leonardo ed il territorio e del rapporto di collaborazione che deve proseguire con la nostra Amministrazione, così come auspichiamo avvenga anche con tutte le altre aziende presenti in questa città».
Un milione di articoli di Carnevale contraffatti sequestrati dalle Fiamme Gialle: 25 denunce/VIDEO
NAPOLI – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di un piano di intervento indirizzato principalmente a reprimere il commercio di prodotti contraffatti e/o non sicuri durante il periodo del Carnevale, ha sottoposto a sequestro oltre 1 milione di articoli di Carnevale contraffatti, in particolare capi di abbigliamento e accessori.
Sono 25 i responsabili denunciati per ricettazione e commercio di prodotti falsi, segnalati anche alla Camera di Commercio per violazioni di natura amministrativa.
In particolare, il 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Napoli, nel corso di due distinti interventi, uno in città e uno a Casoria, ha sequestrato circa 1400 articoli di Carnevale non conformi segnalando alla Camera di Commercio i rispettivi titolari, un 48enne cinese e un 39enne bengalese.
A Pomigliano d’Arco la Compagnia di Casalnuovo di Napoli ha sequestrato in un minimarket gestito da un 35enne di origine cinese circa 1.800 articoli di Carnevale e giocattoli, privi o con il marchio CE contraffatto; i prodotti sono risultati difformi rispetto ai parametri di sicurezza e quindi potenzialmente pericolosi per i bambini.
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A Caivano, in un emporio gestito da un 49enne cinese, il Gruppo di Frattamaggiore ha sequestrato quasi 690.000 tra prodotti per la cura della persona, della casa, maschere e accessori di Carnevale esposti in vendita, privi della necessaria nota informativa in lingua italiana recante le indicazioni sulla qualità e le caratteristiche merceologiche del prodotto.
A Nola il locale Gruppo GdiF ha sequestrato in un emporio gestito da un 56enne cinese oltre 300.000 accessori di carnevale privi dei requisiti minimi di sicurezza per il consumatore.
Anche a San Gennaro Vesuviano, la Compagnia di Ottaviano ha sequestrato in un negozio gestito da un 44enne cinese 710 articoli, tra maschere e costumi di carnevale, non sicuri.
A Boscoreale il Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha sequestrato in un negozio di casalinghi gestito da un 34enne di origine cinese 2900 mascherine facciali e circa 100 articoli di carnevale non sicuri.
I giocattoli, le borse e le maschere di carnevale recavano marchi contraffatti, mentre i “dispositivi” non riportavano sull’etichette i contenuti minimi delle informazioni in lingua italiana previste dal Codice del Consumo.
Tra Castellamare di Stabia e Vico Equense le Fiamme Gialle stabiesi hanno sequestrato in due punti vendita gestiti da un 54enne e un 39enne entrambi cinesi oltre 7.800 articoli di Carnevale privi delle indicazioni in lingua italiana.
Tutte queste operazioni rientrano in un più ampio piano provinciale di attività svolte dalla Guardia di Finanza di Napoli finalizzate al contrasto degli illeciti economico-finanziari connessi al commercio di prodotti non sicuri e/o contraffatti e persegue un duplice obiettivo: salvaguardare l’economia legale e gli imprenditori onesti, cui si affianca l’imprescindibile esigenza di tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori.
Controlli dei Carabinieri a Scampia. In meno di 24 ore prima la denuncia a piede libero e poi l’arresto. Destino sfortunato per un 28enne
NAPOLI – Manca poco alla mezzanotte e 2 equipaggi del nucleo radiomobile di napoli sono nel quartiere Scampia, a via maiella. Vogliono controllare un uomo a bordo di un’utilitaria. Lo conoscono, è un “libero vigilato” 28enne del posto. Gli intimano l’alt e l’uomo si ferma. Improvvisamente, però, l’uomo scende dall’auto e scappa a piedi. I Carabinieri lo inseguono e il brigadiere cade durante la corsa procurandosi delle lesioni giudicate guaribili in 8 giorni. Per il militare “contusione ginocchio sinistro e mani con escoriazioni multiple”. I Carabinieri rintracciano il 28enne a casa e lo denunciano a piede libero per la violazione alla prescrizione della misura di sicurezza a cui è sottoposto e per guida senza patente.
Passano poche ore e siamo sempre nel quartiere Scampia. Il Karma a volte agisce indipendentemente dalla volontà delle persone.
I Carabinieri della locale stazione sono impegnati in un servizio anti-droga. Sono appostati e aspettano qualche movimento che possa “interessare”. Ad un certo punto notano un giovane che mentre passeggia si ferma e nasconde in un giardinetto pubblico qualcosa. I militari lo bloccano ed aprono il pacchetto appena occultato. Al suo interno 25 stecche di hashish e 30 bustine di marijuana. In caserma i militari constatano che l’uomo fosse lo stesso che i colleghi della radiomobile avevano denunciato poche ore prima. La droga, sequestrata, era già pronta alla vendita per un peso rispettivamente di 81 e 31 grammi. La somma ricorda a tutti il numero a cui chiamare in caso di bisogno mentre al 28enne – arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio – un destino impietoso e attento.
Carabinieri arrestano una vecchia conoscenza. Ad attenderlo il carcere
NAPOLI – Ci sono persone che per motivi diversi entrano ed escono dal carcere. Altri che invece nonostante i benefici riconosciuti dalla Legge non riescono proprio a stare a casa. E’ la storia di un 48enne dei “Ponti Rossi” già noto alle forze dell’ordine che recentemente ha visto spesso le caserme dei Carabinieri.
Era la notte del 10 dicembre scorso quando i Carabinieri della Compagnia Vomero arrestarono 3 ladri di marmitte e tra questi c’era il 48enne. I militari li bloccarono mentre erano a via caldieri impegnati a tagliare il catalizzatore di un’auto. Ad attenderli un rito per “direttissima” e per il 48enne la sottoposizione agli arresti domiciliari.
Sono le 23 del 27 dicembre e nell’aria ancora il clima natalizio. Una gazzella del nucleo radiomobile di napoli percorre via Cornelio e lì trovano l’uomo che giorni prima era stato fermato dai colleghi al vomero. Stava passeggiando nonostante fosse stato sottoposto agli arresti domiciliari e per lui le manette scattarono prima della mezzanotte.
Ora l’ultimo episodio che vede gli stessi protagonisti ed anche il reato li accomuna, l’evasione. I militari del nucleo radiomobile setacciano le vele di scampia e a via labriola notano una vecchia conoscenza. Il 48enne passeggia nei pressi della vela gialla ma la misura degli arresti domiciliari impone che sia a casa. I Carabinieri lo arrestano e lui sa già di dover affrontare un giudizio speranzoso di tornare nel suo appartamento quanto prima. Questa volta però l’epilogo cambia. Il Tribunale di Napoli la pensava diversamente dall’uomo dei ponti rossi e lo ha deciso prima della commissione dell’ultima evasione. I Carabinieri, infatti, mentre scrivono il verbale dell’ennesimo arresto notano che sul 48enne pende un ordinanza di aggravamento per una serie di violazioni alla misura restrittiva a cui era sottoposto. Arrestato, terminate le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito non a casa questa volta ma presso il carcere di Napoli-Poggioreale a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Pomigliano: famiglia di scrittore attivista afgano salvata dalla solidarietà della città vesuviana
POMIGLIANO D’ARCO, Napoli – Da qualche giorno vivono tutti a Pomigliano dopo una rocambolesca fuga dall’Afghanistan e l’intervento decisivo dell’amministrazione comunale locale che con la collaborazione della Farnesina per assolvere a tutte le pratiche burocratiche necessarie, è riuscita a portare in città, sani e salvi, un giornalista, scrittore ed attivista afghano e tutta la sua famiglia. Esito felice di una vicenda che ha avuto inizio circa 6 mesi fa. Doveva infatti prendere parte lo scorso settembre al FLIP, il Festival della Letteratura Indipendente di Pomigliano d’Arco, ma in Afghanistan la situazione geo politica con l’arrivo dei talebani è precipitata e lui Najeeb Farzad, giornalista e scrittore afghano, attivista, responsabile della Asian Culture House, nonché tra i protagonisti del progetto Afghan Human Rights Home dal 2009, non solo non ha potuto prendere parte alla manifestazione letteraria in provincia di Napoli, ma si è dovuto nascondere dai talebani con tutta la famiglia: moglie, due figli di 10 e 13 anni e madre anziana. Najeeb Farzad avendo aiutato negli anni i giovani attivisti e gli artisti di Kabul a continuare i loro sogni come creativi per sostenere la democrazia era ovviamente in forte pericolo di vita sia lui che la sua famiglia. Il suo grido d’allarme è stato raccolto proprio dagli organizzatori di FLIP ed in particolare da Ciro Marino, editore della casa editrice indipendente Wojtek Edizioni nata proprio a Pomigliano, e dalla locale amministrazione comunale che si è subito attivata con la Farnesina per avviare l’iter per portare in salvo in Italia e in particolare a Pomigliano d’Arco, Farzad e la sua famiglia. «Appena Ciro Marino ci ha girato l’sos di Najeeb Farzad – racconta il sindaco di Pomigliano d’Arco, Gianluca Del Mastro – non ci abbiamo riflettuto neanche un secondo ed abbiamo interessato immediatamente la Farnesina per fare in modo che lui insieme a tutta la sua famiglia potessero essere portati in salvo in Italia e noi li avremmo accolti volentieri nella nostra città». Najeeb Farzad, nel frattempo, dopo aver percorso a piedi centinaia di chilometri tra le montagne era riuscito da solo a raggiungere il Pakistan, per poter studiare una via di fuga sicura per poi portare in salvo tutta la sua famiglia. Tornato poi indietro in Afghanistan insieme a moglie, due figli e madre, percorrendo gli stessi sentieri è riuscito a trovare riparo in Pakistan. Qui dalla Farnesina era già stata attivata l’ambasciata italiana per far ottenere il visto per tutti e cinque i componenti della famiglia in modo da poter poi volare verso l’Italia. «Anche in Pakistan – spiega Del Mastro – la situazione non è stata semplice per loro che nel frattempo avevano trovato riparo in una città al confine con l’Afghanistan dove però non si sentivano ancora al sicuro. Riusciti a farli trasferire ad Islamabad li abbiamo messi in contatto con la nostra ambasciata». Nel frattempo, la macchina della solidarietà si muoveva a Pomigliano d’Arco. L’amministrazione comunale ha innanzitutto ottenuto attraverso il parroco della Chiesa di San Felice in Pincis di Pomigliano, Don Peppino Gambardella, la disponibilità di un appartamento della curia. Appartamento che è stato rimesso a nuovo con l’ausilio dell’ufficio tecnico comunale. Sono stati anche attivati i servizi sociali in modo da poter predisporre tutto l’aiuto possibile e fare anche in modo che i due bambini al loro arrivo potessero frequentare la scuola con la collaborazione della dirigente dell’istituto comprensivo “D’Acquisto-Leone” di Pomigliano d’Arco, Tiziana Rubinacci. «Ancora una volta Pomigliano – afferma l’Assessore alle Politiche Sociali, Salvatore Esposito – dimostra di avere un cuore grande nella speranza di un futuro di pace senza violenze e soprusi e di diritti uguali per tutti». Inoltre, Ciro Marino, l’editore di Wojtek Edizioni e proprietario della libreria Wojtek a Pomigliano ha dato la disponibilità per un lavoro con quest’ultima. «Abbiamo anche da subito avviato una raccolta fondi – racconta ancora il sindaco di Pomigliano d’Arco, Gianluca Del Mastro – per poter acquistare i biglietti d’aereo per tutta la famiglia. E devo dire che anche in questo caso la città di Pomigliano d’Arco ha risposto alla grande, tanto che abbiamo raccolto il doppio dei soldi che servivano e racimolato quindi anche una somma di denaro utile per le prime esigenze della famiglia di Farzed una volta giunti qui a destinazione». E così pochi giorni fa, dopo aver superato ulteriori difficoltà di ordine burocratico, l’intera famiglia Farzad è arrivata a Pomigliano d’Arco, accolta in Municipio dal sindaco Del Mastro e da tutti coloro che hanno partecipato a questa gara di solidarietà. «Sono enormemente grato alla città di Pomigliano d’Arco ed alla Farnesina – le prime parole del giornalista-scrittore attivista Najeeb Farzad al sindaco Del Mastro – di aver salvato me e la mia famiglia. In Afghanistan rischiavamo seriamente la nostra incolumità, proprio per la mia opera di attivista nel Paese. Abbiamo ricevuto un’accoglienza calorosa e davvero non finiremo mai di ringraziare tutti per averci soccorsi ed aiutati come mai ci saremmo attesi».
Presentato il progetto ViteresZero: gestione dei vigneti a residuo zero e uso innovativo delle risorse idriche
NAPOLI – Presso la sala convegni Mercato Coperto di Campagna Amica a Fuorigrotta, si è tenuta la presentazione di “Vitereszero: gestione dei vigneti a residuo zero e uso innovativo delle risorse idriche”, il progetto nato dal partenariato de Il Cortiglio, azienda vitivinicola e olivicola irpina, l’Università degli Studi del Molise e Gal Irpinia.
Il convegno, presentato da Renato Rocco direttore de La Buona Tavola Magazine e moderato da Luciano Pignataro giornalista enogastronomico de “Il Mattino” e del “Lucianopignatarowineblog”, ha visto gli interventi di ospiti appartenenti alla realtà universitaria, politica e associativa dando vita a interessanti spunti di discussione e riflessione.
“L’intento del progetto – ha chiarito Francesco M. Acampora, presidente Coldiretti Avellino, titolare de Il Cortiglio nonché capofila del progetto – è la gestione dei vigneti a residuo zero e l’utilizzo critico delle risorse idriche con l’obiettivo di mettere a punto un protocollo scientifico di gestione che nasce dalle esigenze del territorio. In questo modo, la produzione migliorerà quantitativamente e qualitativamente”.
Per Antonio De Cristofaro, ordinario di Controllo biologico ed integrato e di Entomologia Agraria e Forestale dell’Università degli Studi del Molise e coinvolto nel progetto in qualità di responsabile scientifico:“lo scopo ultimo è quello di ottenere un prodotto di alto profilo qualitativo dal punto di vista organolettico e ancor più pregiato perché privo di residui di prodotti di sintesi”. Filippo De Curtis, associato di Patologia Vegetale dell’Università degli Studi del Molise, si è concentrato sulla lotta ai patogeni sostenendo che “se qualche anno fa il target principale era il patogeno, in questa nuova fase della lotta biologica la buona e necessaria filosofia è disegnare una strategia di lotta che prenda in considerazione non solo i patogeni ma il miglioramento in generale della pianta (induzione di resistenza vs i patogeni e condizioni nutrizionali), della zona radicale (dare più importanza al microbiota rizosferico), nonché dell’interazione completa patogeno-pianta- ambiente”. Il presidente del Gal Irpinia, Giovanni Maria Chieffo: “l’importanza di sostenere queste aziende biologiche per rendere i loro prodottti di alta qualità”. Gennarino Masiello, Coldiretti Campania e Vicepresidente Nazionale Coldiretti: “La sperimentazione fatta presso l’azienda Il Cortiglio è una best practice per tutte le aziende nostre associate”. A concludere Nicola Caputo, Assessore all’Agricoltura della Regione Campania: “ViteResZero rappresenta una innovazione davvero importante per le aziende vitivinicole. È la strada giusta che dobbiamo percorrere, basata su una forte sinergia tra imprese, università e associazioni di categoria, per garantire il trasferimento tecnologico alle altre aziende e puntare ad un’agricoltura campana veramente innovativa”. Dopo il convegno una degustazione dei vini biologici de Il Cortiglio in abbinamento ai prodotti a Km0 di Campagna Amica.
Si rifornisce di carburante al distributore e fugge senza pagare: arrestato per rapina
VARCATURO, Napoli – Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i Carabinieri della Stazione di Varcaturo hanno arrestato Giovanni Ciotola , 23enne di Napoli, in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari, disposto dal Gip presso il locale Tribunale su richiesta di questa Procura.
L’uomo è indagato del delitto di rapina aggravata commesso il primo gennaio scorso ad un distributore di benzina della zona costiera di Giugliano in Campania.
L’indagato, dopo aver effettuato il rifornimento di carburante alla propria autovettura, per non pagarne il prezzo, era ripartito velocemente cercando di darsi alla fuga.
Il benzinaio, tuttavia, nel tentativo di fermare l’auto, afferrava le chiavi nel quadro, ma l’uomo, incurante che l’operatore fosse rimasto agganciato alla portiera, aveva accelerato facendolo rovinare sul selciato per alcuni metri, guadagnando la fuga e provocando al benzinaio lesioni multiple.
Le indagini hanno acce1iato l’identità del soggetto, nonostante lo stesso avesse modificato parzialmente la targa, proprio al fine di portare a termine il suo progetto criminoso.
L’odierno provvedimento conferma l’attenzione della Procura della Repubblica e delle forze dell’ordine nel contrasto ai delitti contro la persona ed il patrimonio.
Al Teatro Totò approdano Diego Sanchez e Angela Melillo con “Ma che ne sai…se non hai fatto il Varietà”
NAPOLI – Continua la stagione del Teatro Totò che, con la direzione artistica di Gaetano Liguori, presenta, da venerdì 25 febbraio, lo spettacolo musicale con Diego Sanchez e Angela Melillo (nella foto) “Ma che ne sai…se non hai fatto il Varietà”. In scena fino a domenica 6 marzo, lo show, con un susseguirsi di numeri, ricalca i fasti dei vecchi Varietà con il classico presentatore in frac sornione e simpatico, pronto a introdurre tutte le esibizioni che una dietro l’altra conquistano l’attenzione della platea. “Diego artista di teatro e Angela soubrette televisiva- questa la vicenda portante dello spettacolo- cercano di far pendere dalla propria parte la decisione del produttore, il quale, deve decidere se finanziare uno show interamente dedicato al teatro o quello proposto da Angela dedicato ai miti della Tv”. Con la partecipazione di Marco Palmieri, il contributo del corpo di ballo “La Parisien” e la regia dello stesso Diego Sanchez, il lavoro propone canzoni, sketch, balletti, magie, numeri di trasformismo alla Fregoli ed evoluzioni acrobatiche. Grazie alla coppia Sanchez- Melillo, tra lustrini e paillettes, il pubblico può ripercorrere oltre cento anni di storia e di tradizione di un genere teatrale mai tramontato come “Il Varietà”.
Camorra: sequestrati beni per 30 mln a due imprenditori contigui ai clan dei Casalesi e dei Belforte/VIDEO
CASERTA – La Direzione Investigativa Antimafia, la Divisione Anticrimine della Questura di Caserta ed il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta stanno eseguendo un decreto di sequestro beni e di sottoposizione all’amministrazione giudiziaria di aziende, emesso dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere – Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione – su proposta del Direttore della DIA e del Questore di Caserta con la collaborazione della Guardia di Finanza, nei confronti di due fratelli imprenditori operanti nei settori del cemento e della ristorazione del casertano.
La contiguità dei destinatari del Decreto all’organizzazione camorristica denominata clan “Belforte” è emersa nell’ambito di una inchiesta giudiziaria svolta nel 2014 dalla Squadra Mobile di Caserta con il coordinamento dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e definita processualmente nel 2016 per uno dei due proposti con sentenza di condanna a 8 anni di reclusione e 8.000,00 euro di multa del G.I.P. del Tribunale di Napoli. Pronuncia sostanzialmente confermata nel 2017 in seconde cure – divenuta irrevocabile nel 2018 – dalla Corte di Appello del capoluogo campano che gli comminava una pena ad anni 5, mesi 5 e giorni 10 di reclusione e 4.600,00 euro di multa.
In particolare è stata riscontrata, anche grazie alle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, una strutturata modalità di riscossione del “pizzo” tramite l’azienda facente capo agli stessi.
Infatti il meccanismo criminale ideato da costoro, definiti anche “le spie del pizzo”, si realizzava sia mediante sovrafatturazione degli importi dovuti “gonfiando” i costi rispetto alle effettive forniture per consentire la creazione di “fondi neri” destinati al pagamento delle estorsioni, sia attraverso l’organizzazione di incontri tra gli estorti e gli appartenenti al clan. Tale sistema era così collaudato che gli imprenditori che avviavano nuove attività talvolta si rivolgevano spontaneamente ai predetti affinché indicassero i referenti dell’organizzazione da contattare per “mettersi a posto”.
L’odierno Provvedimento ha comportato il sequestro di beni e l’amministrazione giudiziaria di imprese per un valore complessivo stimato in circa 30 milioni di euro interessando quanto risultato nella disponibilità, diretta ed indiretta, di uno dei suddetti imprenditori. Nel dettaglio si tratta di 3 società e 75 beni immobili ubicati nelle province di Caserta, Benevento, Salerno, L’Aquila e Parma (18 terreni, 18 abitazioni, 2 opifici industriali, 36 garage/magazzini ed 1 multiproprietà in costiera amalfitana), nonché 99 rapporti finanziari e 10 beni mobili registrati (5 autovetture, tra cui una Ferrari ed una Porsche, 3 imbarcazioni e 2 rimorchi). Con riferimento all’altro proposto è stata invece disposta l’amministrazione giudiziaria per il periodo di un anno delle 6 aziende a lui riconducibili. Quest’ultima misura di prevenzione, eminentemente deputata al contrasto delle contaminazioni dell’attività di impresa da parte della criminalità organizzata, è volta al possibile recupero dell’azienda alle fisiologiche regole del mercato allorquando risulterà eliminata l’ingerenza dei soggetti portatori di pericolosità.
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Gdf di Napoli arresta contrabbandiere e sequestra 2 tonnellate di “bionde”/VIDEO
NAPOLI – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha tratto in arresto a Volla un 49enne contrabbandiere di Ercolano sequestrando oltre 2 tonnellate di sigarette.
L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Gruppo di Nola che, durante la costante attività di controllo economico del territorio, hanno notato un soggetto, già conosciuto dalle stesse Fiamme Gialle per precedenti episodi di contrabbando, aggirarsi in una zona periferica della cittadina vesuviana.
Dopo un breve pedinamento, i militari hanno individuato un box utilizzato dal pluripregiudicato e, una volta entrati nel locale, hanno controllato i due furgoni che vi erano parcheggiati.
All’interno dei mezzi erano custodite 212 casse di sigarette di contrabbando, del peso complessivo di 2120 kg.
Le “bionde”, marca “Marlboro”, destinate ad alimentare le piazze partenopee, sono state sequestrate, mentre il responsabile è stato tratto in arresto.
L’attività in parola scaturisce dall’intensificazione dei servizi di controllo economico del territorio volti a contrastare il fenomeno del contrabbando di tabacchi lavorati esteri, ancora particolarmente diffuso nell’area napoletana.
La Provincia partenopea si conferma importante “hub“ di transito delle sigarette verso altre città del nostro Paese e zona di consumo particolarmente radicato.
Nei primi due mesi del 2022, infatti, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato quasi 2,5 tonnellate di tabacchi, denunciato 9 soggetti, di cui 3 tratti in arresto; numeri che denotano un trend stabile e che inducono a ritenere che il mercato illegale dei prodotti da fumo non stia subendo sostanziali contrazioni.
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