AGEROLA, Napoli – I Carabinieri della stazione di Agerola hanno denunciato per abusivismo edilizio tre persone.
Il primo è il proprietario di un terreno in Via Paipo, gli altri due un imprenditore edile di Pimonte e un architetto di Amalfi.
Nonostante l’area fosse vincolata paesaggisticamente, sotto la tutela del Parco Regionale dei Monti Lattari, avevano realizzato una cisterna di circa 50 mq destinata a raccogliere le acque piovane. I tre, ognuno con ruoli specifici, avevano commissionato, finanziato, progettato e costruito anche un locale di circa 250 mq. Era in legno, ricoperto da lamiere di zinco.
L’area e le costruzioni sono state sequestrate mentre i 3 saranno segnalati all’autorità giudiziaria.
Abusivismo edilizio nel parco dei Monti Lattari. 3 persone denunciate dai Carabinieri
Movida a Napoli: Pisani contro un’ordinanza “viziata ed incostituzionale”
NAPOLI – “L’ordinanza del sindaco Manfredi contro la movida selvaggia, oltre a sollevare tante polemiche, conta già le prime vittime e i tanti fortunati che guadagneranno sulla pelle degli altri, mentre la criminalità indisturbata gestisce e saccheggia la città”. “Un’ordinanza specchio della classe politica che l’ha generata, palesemente illogica, discriminatoria ed inutile, oltre che illegittima e pericolosa”. Così la definisce l’avvocato Angelo Pisani (nella foto), che difende il primo multato della cosiddetta malamovida di Napoli che il Comune vuole educare chiudendo alcuni locali.
“Divieti assurdi e contraddittori che – secondo Pisani – tra l’altro vanno a colpire le attività legali (quelle illegali dovrebbero esser chiuse a prescindere dal divietò orario) eliminando il lavoro e favorendo il caos ed il malaffare, «chiudendo» inutilmente i pub e bar di una parte di città a discapito dell’altra «punendo» senza alcun motivo i gestori degli esercizi commerciali, quelli che pagano tasse e spese assurde”.
Contrariato dal modus operandi, l’avvocato Angelo Pisani sta preparando un ricorso contro il provvedimento e difende le vittime della malapolitica, invitando la politica a riflettere e non creare altri danni, rovinando soprattutto i giovani che “vanno rieducati e formati nelle famiglie, non in altri modi”.
“Quest’ordinanza – afferma l’avvocato – vìola tutti i principi della Costituzione e favorisce la illegalità. Nessuno vuole nascondere la polvere sotto il tappeto, bisogna adottare dei provvedimenti giusti perché così non si può andare avanti, ma questa ordinanza farà ancora più danno oltre che caos e concorrenza sleale tra lavoratori con molti di loro che finiranno nell’esercito della malavita non potendo lavorare legalmente. Per strada non c’è controllo, i giovani sono allo sbando, le famiglie non esistono più, i valori neanche più in tv si programmano. Ma tutto ciò non può essere fatto a discapito dei lavoratori e ragazzi perbene, che sono la maggioranza, e dei turisti che vengono a Napoli e devono poter mangiare a tutte le ore come avviene nelle città turistiche mondo. Ma soprattutto non può essere fatto in violazione dei principi costituzionali. Voi pensate, con questi nuovi divieti e dopo il covid, quanta gente perderà il lavoro, persone che lavorano di notte o che fanno gli straordinari. E veniamo da due anni di crisi in cui hanno dovuto resistere e andare avanti”.
“A mio avviso – rileva Pisani – il problema viene dal decreto Bersani con cui si stabilì la liberalizzazione delle licenze. Grazie a quel provvedimento si stabilì che in una strada potevano aprire 3 o 4 bar, 5 ristoranti creando un assembramento di locali notturni e di conseguenza di persone. Prima, quando c’era bisogno della licenza, in una strada c’era un bar, una farmacia e minor caos. Ora con 10 bar in una strada è normale che c’è il traffico attirato da tutte quelle attività commerciali ma non per questo si possono chiudere delle attività lavorative. Gli errori della politica non possono essere pagati dagli imprenditori che hanno investito, che pagano le tasse e dalla gente che lavora lasciando poi ragazzi e gente per strada che si ammasserà negli altri locali rimasti aperti. Ora bisognerebbe mettere i controlli, regolarizzare i flussi, bisognerebbe accendere le telecamere. Bisognerebbe ripartire dalle famiglie. Il problema non sono i bar e i ristoranti ma la mancanza di educazione e valori nelle famiglie dove bisognerebbe vedere i giovani come vengono educati. Se ci sono minorenni per strada la colpa non è delle attività ma dei genitori che li fanno uscire e che non riescono a tenere i figli di 14 anni a casa. Ripeto, il problema sono le famiglie, gli educatori, gli esempi, i valori e tutti i danni creati dalla malapolitica”.
“I bar e i ristoranti – continua Pisani – tengono la luce accesa in strada. Immaginiamo che succederà se li chiudono sarà il Bronx. I ragazzi non resterebbero a casa perché non c’è divieto di uscire. Per strada avremmo delle bande senza controllo. Inoltre è sbagliata l’ordinanza perché non si può chiudere un bar in piazza Medaglie d’Oro e poi tenerli aperti in piazza Immacolata o chiusi in via Kerbaker ma aperti in via Bernini. Che senso ha? Spostare di 200 metri il flusso? Cioè avvantaggiare un ristoratore a danno dell’altro? Una concorrenza sleale legalizzata dal comune che farà solo altre vittime innocenti . Se c’è un’emergenza vera i divieti dovrebbero esser uguali per tutti e per tutta Napoli come fosse un coprifuoco”.
“Nessuno – dice ancora Pisani – vuole il disordine, nessuno vuole il caos ma ovviamente i sistemi per controllarlo devono essere diversi. Non si risolve niente così. I cittadini che si lamentano del caos hanno ragione a lamentarsi, a loro tutta la nostra solidarietà. Però non pensino di salvarsi in questo modo. Perché non si salveranno, non servirà a niente se non a illudersi. Poi non si lamenteranno più questi cittadini ma se ne lamenteranno altri dove si sposterà la movida e dove l’ordinanza non vieta lavorare in danno di altri. Perché se a piazza Immacolata resterà il bar aperto i ragazzi ovviamente si sposteranno in quella strada e quindi cambierà solo il luogo. Allora che facciamo? Un poco ciascuno?”.
“Un’ordinanza simile – conclude Pisani – fu adottata a Ferrara e la Cassazione stabilì che era illegittima perché andava contro il decreto Bersani. Il problema è la legge sbagliata, applicata male. Questo vale anche per il Comune di Napoli dove chi ha scritto l’ordinanza forse non è mai uscito dalla scrivania. Il problema è nelle famiglie, nell’educazione. Molto spesso chi mette la firma sotto un’ordinanza non è chi la scrive. La ratio è anche giusta, quello che è sbagliato è il metodo”.
La voglia di birra a sbafo gli costa il carcere. 51enne arrestato dai Carabinieri
POZZUOLI, Napoli – Pochi minuti alle 14, pieno giorno in Via Verga a Monteruscello. C’è molta gente in strada e tra i clienti di un bar anche Pasquale Tufo, 51enne puteolano già noto alle ffoo.
Non un cliente qualunque ma uno intenzionato a consumare senza spendere un soldo.
Era evidentemente agitato e quando si è presentato al titolare gli ha immediatamente mostrato e puntato contro un coltello. Voleva una birra e un caffè e tale l’ardore non si è reso conto che il titolare aveva già allertato il 112 e i Carabinieri.
Non ha fatto in tempo a stappare la bottiglia che i militari lo hanno disarmato, strappandogli il coltello dalle mani. Dovrà rispondere di tentata estorsione e porto ingiustificato di armi e nel frattempo, in attesa di giudizio, trascorrerà del tempo nel carcere di Poggioreale.
Nel Napoletano 8 arresti e 7 denunce in un servizio “alto impatto” dei Carabinieri
TORRE ANNUNZIATA, Napoli – Presidio dei Carabinieri della Compagnia di torre Annunziata nella città oplontina e nei comuni limitrofi. Decine di militari impiegati nelle aree più sensibili con la collaborazione del Reggimento Campania e del Nucleo Ispettorato del lavoro e l’occhio elettronico in volo del Nucleo Elicotteristi di Pontecagnano.
132 le persone identificate, 47 le vetture passate al setaccio.
In manette per resistenza a p.u. Aniello Licone, 48enne di San Giuseppe Vesuviano, agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Terzigno. I carabinieri sono stati allertati perché dall’appartamento arrivavano grida e rumori forti.
Quando hanno varcato la soglia Licone stava spaccando i mobili di casa in preda all’agitazione. I militari hanno provato a calmarlo ma lui ha reagito spintonando anche loro. Arrestato, è stato ri-sottoposto ai domiciliari in attesa del giudizio con rito direttissimo.
Numerosi i provvedimenti restrittivi eseguiti. Robert Teterycz, 38enne di origini polacche ma residente nel comune di Striano, è finito in carcere in esecuzione di un ordine di aggravamento della detenzione domiciliare a cui era già sottoposto, emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Napoli. Aveva più volte violato le disposizioni imposte e gli è stata inflitta misura più grave.
A Concetta Zurolo, 72enne di Pompei, è stata applicata la detenzione domiciliare in ordine ad un provvedimento emesso dalla Corte di appello di Napoli. Sconterà 1 anno per abusivismo edilizio.
1 anno anche per Gioacchino Chierchia, 51 anni, di Pompei. L’Ufficio di Sorveglianza di Salerno ha ritenuto che dovesse scontare 365 giorni di detenzione domiciliare per evasione.
Appena 1 mese di reclusione per Genoveffa Menzione, 62enne del Parco Penniniello. Secondo la Procura di Torre Annunziata la donna è finita nel carcere di Pozzuoli per violazioni alle misure di prevenzione alle quali era sottoposta.
Le porte del carcere femminile puteolano si sono aperte anche per Nunzia Cerqueto, 61enne di Trecase. Sconterà, in esecuzione di un ordine emesso dalla Procura oplontina, 3 anni e 11 mesi di reclusione per reati contro il patrimonio e la pubblica fede.
1 anno e 4 mesi di reclusione per Bernardo Fattorusso, 34enne di Boscotrecase. La Procura di Nocera Inferiore ne ha disposto la carcerazione per reati inerenti il traffico di stupefacenti.
E ancora, Salvatore Curcio, 51 anni e originario di Boscotrecase, dovrà espiare 2 anni e 6 mesi di reclusione per reati contro il patrimonio. A disporlo la Procura di Torre Annunziata. Anche Curcio è ora nel penitenziario napoletano.
Non sono mancate le denunce.
2 persone sono state segnalate all’Autorità giudiziaria perché avevano realizzato nelle loro rispettive abitazioni allacci abusivi alla rete elettrica. Risponderanno di furto in considerazione di un ammanco stimato oltre i 10 mila euro
Ha 60 anni l’uomo denunciato per violazione del divieto di avvicinamento alla ex coniuge. Nonostante la misura limitasse la sua libertà di movimento, il 60enne è stato sorpreso sotto l’abitazione della donna.
Denunce e sanzioni salate per 4 imprenditori edili di torre annunziata. Avevano impiegato nei vari cantieri attivi in città 9 operai in barba alla normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Per gli impresari oltre 50mila euro di multa e la sospensione dei cantieri.
I controlli continueranno anche nei prossimi giorni.
Movida a Napoli: controlli serrati della polizia municipale
NAPOLI – Con l’entrata in vigore dell’ordinanza sindacale 59/2022 sono state attivate una serie di attività di controllo finalizzate al rispetto del provvedimento.
La Polizia Locale di Napoli ha implementato di 12 pattuglie i servizi notturni destinando tale personale esclusivamente al controllo del dispositivo.
Nell’immediatezza degli orari di chiusura stabiliti dall’ordinanza sono stati verificate 153 attività e dai controlli sono scaturiti 11 verbali: in particolare è stato necessario sanzionare le inosservanze nella zona di Chiaia in Vico II Alabardieri, Piazzetta Rodinò, Via Bisignano e Vico dei Sospiri, nella zona del Centro Storico in Via Mezzocannone e Via S. Sebastiano e in zona Vomero in Via Merliani, Piazza Medaglie d’Oro e Via Kerbaker.
Le attività sono poi proseguite in pattugliamento per verificare che nessuna attività riaprisse prima delle ore 05,00 come previsto dall’Ordinanza. Ulteriori controlli sono già programmati da stasera per l’intero fine settimana.
Lanciato nuovo festival nazionale romanzo giallo Mysstery a Napoli
NAPOLI – Il genere poliziesco si impone in Italia nel 1851, grazie allo scrittore napoletano Francesco Mastriani e al suo romanzo Il Mio Cadavere, comunemente considerato il primo giallo italiano.
Prima d’allora, a firmare un racconto che potesse, a pieno titolo, essere considerato l’iniziatore della letteratura d’indagine, c’è solo Edgar Allan Poe con I Delitti della Rue Morgue, datato 1841 e ambientato a Parigi.
Nel 1868 appare il primo romanzo poliziesco. Lo firma Wilkie Collins e si intitola The Moonstone.
Nel 1887 arriva sir Arthur Conan Doyle e Sherlock Holmes.
Nel 1907 ancora una scrittrice napoletana, Matilde Serao, mette il sigillo finale su un genere che di lì a poco diventerà un vero e proprio fenomeno di massa. Il romanzo si intitola Il Delitto di via Chiatamone.
Dopo questa fase Napoli scompare dalla scena giallisticanazionale, ma si riprenderà il primato di Capitale del Giallo solo nel 1976 con il romanzo La Mazzetta, firmato dallo scrittore partenopeo Attilio Veraldi, anch’egli considerato uno dei padri del Giallo Italiano.
Dopo Veraldi ancora uno stop. Bisognerà aspettare il 2006, con l’entrata in scena di Maurizio De Giovanni, per rivedere il Giallo napoletano affermarsi in tutta Italia.
Quattro tappe, spalmate in un secolo e mezzo di storia editoriale (Mastriani, Serao, Veraldi, De Giovanni) impongono, oggi, una svolta definitiva. La nascita di un Festival Internazionale del Giallo che Napoli non ha mai avuto. E si merita.
Un Festival del Giallo a Napoli. Dunque.
Perché Napoli è un po’ la culla del genere, perché Mastriani e Serao hanno aperto una strada e il loro ruolo, nella storia del poliziesco, è riconosciuto a livello nazionale, perché oggi più che mai, grazie soprattutto al successo di Maurizio De Giovanni, Napoli ha finalmente una ‘scuola del giallo’ con autori pubblicati dalle maggiori case editrici d’Italia.
Un Festival del Giallo che coinvolge l’Istituto Francese. Perché
Perché è in Francia che è cominciato tutto. Perché il genere poliziesco (che in Italia prende il nome di ‘giallo’ nel 1929, grazie all’intuizione di Arnoldo Mondadori e della sua collana I Libri Gialli) è figlio del feuilleton e della letteratura popolare della metà dell’Ottocento che si è imposta soprattutto in Francia, e poi in Inghilterra. Perché il primo racconto ‘giallo’ è ambientato in una strada di Parigi, che non esiste: la Rue Mourgue.
Un Festival del Giallo che coinvolge una Libreria. Perché
Perché la Libreria Iocisto ha sempre avuto una grande attenzione per la letteratura di genere, perché tra i soci di Iocisto c’è Maurizio De Giovanni, perché oggi Iocisto ospita uno spazio interamente dedicato ai Gialli e curato da Gialli.it promotore di questo progetto.
Perché un Festival del Giallo
Perché in Italia manca un vero e proprio Festival Nazionale del Giallo dedicato al genere letterario più amato, più seguito, più presente nei cataloghi delle case editrici italiane. Possiamo colmare un vuoto e riprenderci un primato.
Un patto a cinque
Quattro ragioni validissime, quelle citate, per creare una cordata che possa realizzare nel migliore dei modi un progetto ambizioso. Gialli.it (una testata giornalistica e una casa editrice con un dominio importante, e una storia altrettanto importante), La Libreria Iocisto (la prima Libreria italiana creata dalla gente per rispondere alla crisi delle librerie a Napoli, con sette anni di esperienza, e centinaia di soci che prestano un servizio volontario per tenere in vita un gran bel sogno), l’Istituto Francese (sede prestigiosa, centro di promozione culturale, punto di riferimento per l’intera città), CortoNero, una realtà ormai riconosciuta a livello nazionale nel mondo del Cortometraggio Noir, e infine, La Scuola Italiana di Comix, la ciliegina sulla torta, l’asso nella manica, l’ultimo tassello di un progetto ambizioso ed entusiasmante.
In cinque, con ruoli, esperienze, e prerogative diverse, si coprono tutte le caselle che servono per realizzare questo progetto. I libri, il rapporto con scrittori ed editori (per Iocisto), la narrazione dei fatti (per una testata giornalistica come Gialli.it), l’illustrazione (per Comix), il respiro internazionale, l’ospitalità, l’esperienza (per il Grenoble). C’è tutto. Tocca solo dare il via a questa avventura.
I Temi del Festival
Prima edizione inevitabilmente dedicata a Napoli ‘culla del giallo’. Mastriani, Serao, Veraldi, De Giovanni. Una linea rossa (sangue?) che si dipana lungo cento cinquant’anni di delitti di carta. La Storia del Giallo a Napoli. E poi..
Una mostra internazionale dedicata a Sherlock Holmes e organizzata dal più grande collezionista di Holmes d’Europa; Il Primo Congresso Nazionale delle Scrittrici di Gialli, il meglio della narrativa poliziesca al femminile del nostro paese; Il Primo Raduno degli scrittori di gialli nati in Campania; la rassegna di Corti dedicati al Noir.
E siamo solo all’inizio.
La direzione artistica del Festival è affidata a Ciro Sabatino (direttore di Gialli.it), la presidenza onoraria assegnata a Maurizio De Giovanni, che sarà anche il Presidente del Premio MissterY Città di Napoli per il romanzo edito.
Castello di Cisterna: Carabinieri arrestano pusher mariglianese
CASTELLO DI CISTERNA, Napoli – E’ quotidiana l’azione di contrasto allo spaccio di droga da parte dei Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna. A finire in manette questa volta Vincenzo Botta, 38enne di Marigliano già noto alle forze dell’ordine, che risponderà del reato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio.
I carabinieri lo hanno fermato all’interno del complesso di edilizia popolare “cisternina”, a via leopardi. Perquisito, è stato trovato in possesso di 110 dosi di crack e 50 dosi di cocaina. Sequestrata, perché ritenuta provento del reato, anche la somma contante di 195 euro.
L’arrestato è a Poggioreale in attesa di giudizio.
Trivelle: No a estrazione petrolio nel Vallo di Diano, approvata all’unanimità la “mozione Pellegrino”
NAPOLI – È stata approvata all’unanimità in Consiglio Regionale della Campania la mozione presentata dal Capogruppo di Italia Viva, Tommaso Pellegrino, che chiede al Governo e alla Conferenza Stato Regioni di stralciare il Territorio del Vallo di Diano dal Piano di Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee alle trivellazioni per l’estrazione di petrolio. “ Innanzitutto voglio ringraziare tutti i colleghi in Consiglio che hanno approvato all’unanimità la mia mozione”. Ha dichiarato il Consigliere Pellegrino. “Il Vallo di Diano è un Territorio a vocazione naturalistica, ambientalista e paesaggistica di grande pregio, nel cuore del Parco Nazionale più grande d’Italia. La transizione energetica che dobbiamo mettere in campo deve andare verso il superamento delle energie ancorate ai combustibili fossili che rappresentano il passato e che vengono condannate all’unanimità dall’intera Comunità Internazionale, indicando come strada maestra quelle delle energie rinnovabili. Rispetto alle stesse premesse del recente Piano di transizione energetica sostenibile approvato dal Governo c’è da ravvisare un’incoerenza: non c’è nulla di sostenibile dal punto di vista ambientale nell’andare a trivellare un’Area contigua al Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni che storicamente si impegna nella tutela del patrimonio paesaggistico e naturalistico con programmi e progetti volti ad aumentare la resilienza degli ecosistemi e a contribuire a mitigare i danni derivanti dai cambiamenti climatici e dagli sfruttamenti del suolo, favorendo anche una migliore integrazione tra conservazione della biodiversità e attività antropiche sostenibili” ha concluso Pellegrino.
Frattaminore sotto assedio: ancora controlli notturni dei carabinieri
FRATTAMINORE, Napoli – I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli in sinergia con l’Autorità giudiziaria e la Prefettura di Napoli stanno mettendo in atto una serie di controlli a tappeto nelle zone calde di Frattaminore.
Un servizio a largo raggio quotidiano nelle strade della città a nord di Napoli per garantire maggiore sicurezza ai cittadini specie nelle ore notturne. 250 i militari impiegati ad oggi con i Carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania supportati dai militari del Reggimento Campania e dalle Squadre di Intervento Operativo. Ogni notte almeno 4 pattuglie dell’Arma girano nelle strade e tra le piazze ed identificano persone sospette fornendo quella percezione di sicurezza tanto cara ai cittadini – tanti – per bene di Frattaminore.
Mentre le indagini del caso per i recenti fatti di cronaca fanno il loro corso vengono effettuate perquisizioni a tappeto sia personali che domiciliari presso le abitazioni di soggetti “monitorati”.
Dall’inizio dell’anno ad oggi – questa notte l’ultimo servizio ad alto impatto – i carabinieri della compagnia di Giugliano hanno svolto più di 100 servizi a largo raggio durante i quali sono state controllate 450 persone e 250 veicoli. Effettati 60 controlli alle persone sottoposte agli arresti domiciliari o a misure limitative della libertà personale. 5 i veicoli oggetto di furto recuperati e numerose denunce a piede libero per guida senza aver mai conseguito la patente specie nei confronti di persone già note alle forze dell’ordine. Anche un arresto per evasione. Durante le perquisizioni i Carabinieri hanno scoperto anche un arsenale custodito in una busta, in un terreno dove erano depositati serbatoi per il gas a via Iannucci. Una pistola revolver risultata rubata nel 98 nel comune di Taurianova, una semiautomatica Benelli, anche questa rubata negli anni 90, a Piombino. Una terza pistola, marca Glock con matricola abrasa. E ancora 6 caricatori pieni e 198 cartucce di vario calibro. Infine una bomba a mano M52 fabbricata decenni fa nella ex-Jugoslavia. Armi sulle quali sono in corso i necessari accertamenti balistici.
I servizi sono previsti anche nei prossimi giorni e continueranno senza sosta.
Camorra: estorsione ad un negozio di abbigliamento, un arresto dei carabinieri
POZZUOLI, Napoli – I Carabinieri della locale Compagnia hanno eseguito il fermo di Antonio IZZO, poiché gravemente indiziato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, fatto consumato nei confronti del titolare di un negozio di abbigliamento del centro cittadino.
L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, ha permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’indagato, attestandone la sua vicinanza al clan “Longobardi-Beneduce”, egemone nel territorio puteolano.
Il 15 febbraio scorso si è celebrata udienza di convalida, nel corso della quale il Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli, ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere, provvedimento in forza del quale Antonio Izzo è tuttora ristretto presso il carcere di Secondigliano.


