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Nusco: due denunce per truffa

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NUSCO, Avellino – I Carabinieri della Stazione di Nusco hanno denunciato un 30enne e un 60enne di Milano, per truffa.

Nella circostanza, una signora del posto, decisa a vendere dei cerchi in lega per autovettura, pubblicava un annuncio su un noto sito on-line.

Veniva quindi contattata da un soggetto che, fingendosi interessato all’acquisto, con artifizi e raggiri riusciva a farsi accreditare dalla malcapitata circa 500 Euro su carta prepagata.

Attraverso una serie di accertamenti i Carabinieri sono riusciti ad identificare i due presunti truffatori per i quali, alla luce delle evidenze emerse, è scattata la denuncia in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria.

Mettere dei prodotti in vendita su internet ma alla fine trovarsi a pagare il compratore: questa è una tipologia di truffa per la quale il Comando Provinciale di Avellino ha deciso di lanciare l’avviso dopo alcune segnalazioni da parte di cittadini che, nell’intento di vendere dei beni, sono rimasti vittime di truffatori che si erano finti interessati all’acquisto.

I truffatori, su vari portali, notano della merce in vendita. Quindi contattano il venditore. Si dicono interessati all’acquisto e riferiscono allo stesso di rimuovere l’annuncio e, a testimonianza della serietà dell’operazione, di lì a poco, pagherebbero al venditore un acconto. Per procedere all’accredito, i truffatori invitano il venditore a recarsi presso una postazione “bancomat”, inserire la propria carta e a seguire alcune indicazioni telefoniche fornite contestualmente dai truffatori stessi.

Al termine di tali operazioni in realtà si verifica esattamente l’opposto, ovvero è il venditore che trasferisce il proprio denaro al truffatore.

Si raccomanda, in ogni tipo di compravendita online, di prestare la massima attenzione alle richieste di denaro effettuate da chi dovrebbe acquistare e di rivolgersi, in ogni caso sospetto, alle forze di polizia.

Positivo al covid in giro per il rione Sanità. Carabinieri denunciano 42enne

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NAPOLI – I Carabinieri della Compagnia Napoli Stella hanno denunciato a piede libero un 42enne del posto già noto alle forze dell’ordine. Ieri sera verso le 22 l’uomo era in via Sanità a bordo della sua auto. Ha visto i militari ed ha invertito la marcia. Ne è nato un inseguimento, i Carabinieri non hanno mai perso di vista l’uomo che avrebbe potuto gettare dal finestrino qualcosa. Nulla di tutto questo. I Carabinieri sono riusciti a bloccarlo ed hanno constatato che il 42enne fosse positivo al covid-19 e messo in quarantena domiciliare dall’Asl di appartenenza. Aveva violato la quarantena per “andare in farmacia”.

Contratti sviluppo: a Pomigliano assegnati oltre 13 milioni di euro per creare il Villaggio Sociale

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POMIGLIANO D’ARCO, Napoli – «Sono oltre tredici i milioni di euro che il Comune di Pomigliano d’Arco riceverà per due progetti di grande rilievo per la nostra città, che ci permetteranno di realizzare il Villaggio sociale». Lo ha detto il sindaco di Pomigliano d’Arco Gianluca Del Mastro. «Notizia che ieri ci è stata poi confermata – spiega Del Mastro – direttamente dal Ministro per il Sud, Mara Carfagna con la quale ho firmato il contratto istituzionale di sviluppo per la parte riguardante appunto Pomigliano». «Sono fondi – aggiunge il sindaco – che ci sono stati assegnati con la sottoscrizione del Contratto Istituzionale di Sviluppo (Cis) Terra dei Fuochi, che finanzia con circa 200 milioni di euro, 67 progetti presentati da 52 Comuni (più tre enti pubblici) delle province di Napoli e Caserta ricadenti nell’area, afflitti da gravi criticità ambientali e legate alla presenza della criminalità organizzata». «E Pomigliano d’Arco – sottolinea Gianluca Del Mastro – in rapporto al numero di abitanti è il Comune che ha ottenuto il finanziamento più cospicuo». «Voglio ringraziare qui – conclude il sindaco di Pomigliano – tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario risultato e che hanno lavorato con grande competenza alla progettazione. Ora il Villaggio sociale diventerà una realtà». I progetti sono due ed insieme costituiranno il “Villaggio sociale” di Pomigliano d’Arco.
Il primo progetto consiste nella realizzazione di un edificio che dovrà accogliere una Comunità Tutelare per 72 anziani e di un’ampia area verde attrezzata, situata in via Gorizia. Il piano terra accoglie tutte le funzioni comuni (attività socializzanti e ricreative, palestra, mensa e cucine, prestazioni infermieristiche, etc), mentre i due piani superiori sono dedicati alle camere della Comunità.  Il progetto persegue finalità sociali con particolare riferimento al settore dell’assistenza residenziale agli anziani e alle persone con patologie assimilabili a quelle dell’età senile, in particolare a coloro che versano in condizioni di disabilità e non autosufficienza. Il secondo progetto, inserito nello stesso parco, prevede la realizzazione di un edificio destinato ad accogliere un Centro polifunzionale con un’ampia area di verde attrezzato ed un parcheggio interrato.
Anche questo persegue finalità sociali. Si tratta infatti di una struttura a ciclo diurno di protezione sociale con funzione di accoglienza, ospitalità, orientamento e socializzazione, con spazi multivalenti, caratterizzati da diverse attività e servizi volti a ridurre i fenomeni di emarginazione ed isolamento e a favorire il sostegno e lo sviluppo dell’autonomia personale e sociale delle persone.
«Il Villaggio sociale – affermano gli Assessori all’Urbanista e Lavori Pubblici Mena Iovine e alle Politiche Sociali e Lavoro, Salvatore Esposito – nasce dalla consapevolezza che, la crescente complessità del contesto sociale territoriale, dovuta in parte a fattori specifici tipici dell’area di riferimento quali l’alta presenza di fasce di disagio sociale, la presenza di fasce di popolazione con tenore di vita al limite della soglia di povertà, l’elevata presenza di persone con disabilità, la scarsa presenza di infrastrutture sociali e spazi di condivisione – ed in parte alle conseguenze della pandemia che ha fortemente limitato il senso di comunità incidendo negativamente sulla percezione del senso di protezione sociale, ha reso necessaria una riflessione sull’opportunità di creare spazi istituzionali di riferimento per favorire l’inclusione, la condivisione e la socializzazione tra le diverse fasce della popolazione».  L’importo complessivo del finanziamento è di 13.175.578,26.

Coronavirus: 3 positivi al tampone lasciano isolamento e vengono denunciati dai Carabinieri

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QUALIANO, Napoli  – Ancora positivi al covid a spasso senza autorizzazione. In 3 sono stati beccati nel comune di Qualiano dai Carabinieri della locale stazione. Il primo è un 36enne trovato in strada, alla guida della propria autovettura nonostante fosse sottoposto ad isolamento. Due giovani di 24 e 19 anni, invece, sono stati sorpresi in un hotel della circumvallazione esterna. Entrambi positivi e di fatto in isolamento, avevano lasciato le rispettive abitazioni rischiando di contagiare anche altre persone. Sono stati tutti denunciati.

Patenti false: 20 ordini cautaleari della Gdf a funzionari della Prefettura e della Motorizzazione

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NAPOLI – Il Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria del Comando Provinciale di Napoli, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Sezione Seconda della Procura della Repubblica di Napoli, ha dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari nei confronti di 20 persone, di cui 9 sottoposte alla misura degli arresti domiciliari, 5 alla misura dell’obbligo di dimora e 6 alla sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio.

L’indagine è relativa ad ipotesi di associazione per delinquere, corruzione, falso e truffa ai danni dello Stato.

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In particolare, nel corso dell’attività investigativa venivano acquisiti gravi indizi in ordine a reiterati episodi di corruzione che sarebbero stati commessi da pubblici funzionari della Prefettura, addetti all’Ufficio Patenti, da un funzionario della Motorizzazione Civile di Napoli oltre che da un dipendente del ministero dell’Interno, cui si sarebbero rivolti intermediari di pratiche auto per rendere inefficaci i verbali relativi all’applicazione delle sanzioni di sospensione o revoca di patenti, redatti dalle varie forze di polizia per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, alcol e altre gravi violazioni al codice della strada.

Oggetto delle richieste illecite dei soggetti privati sarebbero state, di volta in volta, l’indebita restituzione di patenti di guida ritirate e gravate da provvedimento di sospensione o revoca; la falsificazione materiale della patente di guida o di altri provvedimenti autorizzatori; l’illecita richiesta del duplicato di patenti benché le stesse fossero già gravate da provvedimenti ostativi; il rinnovo delle patenti senza lo svolgimento delle previste visite mediche; la restituzione di punti decurtati dalle patenti per infrazioni al codice della strada in assenza dell’effettiva frequenza dei previsti corsi; la predisposizione di falsa documentazione abilitativa alla guida temporanea in presenza di sospensione o revoca; l’occultamento delle pratiche amministrative e dei verbali trasmessi in Prefettura dagli organi accertatori, con lo scopo di evitarne la trattazione, facendo decadere i termini di prescrizione previsti per l’emissione dei decreti sanzionatori.

Tali illeciti, che sarebbero stati realizzati previa remunerazione dei pubblici ufficiali coinvolti, avrebbero pertanto consentito ai soggetti sanzionati di continuare a circolare nonostante le gravi violazioni al codice della strada.

Le attività di riscontro sul territorio per verificare l’utilizzo di falsi permessi di circolazione sono state effettuate dai “Baschi verdi” del Gruppo Pronto Impiego di Napoli, deputati al controllo del territorio, che hanno proceduto al sequestro dei medesimi documenti a conferma delle ipotesi investigative.

Le attività di indagine avrebbero, inoltre, fatto emergere fenomeni di assenteismo da parte di alcuni dipendenti dell’Ufficio Patenti della Prefettura di Napoli attraverso la creazione di un sistema per la copertura delle assenze dal lavoro che prevedeva una sorta di “turno parallelo” per le marcature in entrata e in uscita, con il c.d. badge, di soggetti non presenti al lavoro, al quale avrebbe partecipato, in alcuni casi, anche personale esterno all’Amministrazione.

Fingevano somministrare vaccino, due arresti all’Asl Napoli 1/IL VIDEO

NAPOLI – Al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Sezione Seconda della Procura della Repubblica di Napoli, i militari del N.A.S. di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere e del divieto di espatrio, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari nei confronti di due dipendenti dell’ASL Napoli 1 gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di  corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, peculato e falso in atto pubblico.

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In particolare gli indagati, nelle loro rispettive qualità di infermiere professionale addetto all’effettuazione delle vaccinazioni presso un HUB  vaccinale di Napoli  e di operatore socio sanitario, avrebbero posto in essere una serie di condotte criminose, consistite, da parte dall’infermiere, nel simulare l’inoculazione del siero vaccinale COVID – 19 nei confronti di oltre trenta persone, reclutate  dall’altro indagato, previa consegna di danaro pari ad euro centocinquanta (150,00) per ciascuna della vaccinazioni simulate.

Le dosi di vaccino sarebbero state disperse in un batuffolo di ovatta, utilizzato per simulare l’inoculazione.

In seguito alla presunta falsa attestazione di avvenuta vaccinazione, i pazienti avrebbero ottenuto, pur non avendo titolo, la “certificazione verde anti – SARS – COV-2”.

Le indagini hanno inoltre evidenziato che quattordici soggetti, cui sarebbe stato falsamente inoculato il vaccino, risultano appartenere a categorie di lavoratori per le quali è previsto l’obbligo di vaccinazione al fine di ottenere il rilascio del cd. Green Pass e proseguire nello svolgimento delle rispettive mansioni.

 

Le persone tratte in arresto sono:

  • DI GIROLAMO Giuliano
  • CIRILLO Rosario.

Molesta una donna e i carabinieri lo portano in caserma e scoprono che era ricercato, arrestato

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CASORIA, Napoli – E’ ubriaco e agitato. Ha 35anni e origini nigeriane.
L’uomo si trova in Via Ventotene, nel comune di Casoria, all’esterno di una sala per ricevimenti.
Quando entra trova la titolare e complice l’ebbrezza prova a baciarla. La donna riesce a divincolarsi e grida, chiede aiuto al marito che interviene e ingaggia una colluttazione.
Intanto al 112 è arrivato l’allarme e una pattuglia della stazione locale viene mandata in soccorso della coppia.
Quando il 35enne viene bloccato e foto-segnalato emerge dai terminali una sequela di misure cautelari pendenti, da eseguire a suo carico.
La prima è un divieto di dimora nelle province di Bolzano e Roma emesso dal tribunale di Trento, su richiesta della locale DDA, per associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nelle province di Roma, Trento e Bolzano. La misura rientra nell’ambito di un’attività di indagine denominata “Acqua Verde” condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Trento nel periodo compreso tra ottobre 2019 e dicembre 2020.
E ancora un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Roma, su richesta della locale procura, per le violazioni alla misura dell’obbligo di presentazione alla p.g. a cui era sottoposto.
E’ ora in carcere a Poggioreale.

Documenti falsi per la tessera del reddito di cittadinanza. 46enne arrestato dai Carabinieri

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NAPOLI – 46 anni, capoverdiano ma a Napoli da tempo malgrado fosse irregolare. Cesar Dos Reis Aniceto è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli per tentata truffa aggravata, falsa attestazione e resistenza a pubblico ufficiale e ingresso e soggiorno illegale nello Stato.
Si è presentato alle Poste di Via Arcoleo e ha chiesto il rilascio di una carta sulla quale avrebbero erogato il reddito di cittadinanza. Per farlo ha presentato documenti di identità falsi e alcune autocertificazioni dal contenuto mendace. Il direttore dell’Istituto ha compreso che qualcosa non quadrasse e ha chiesto l’intervento dei militari.
Il 46enne non ha atteso la pattuglia ed è fuggito e dopo un breve inseguimento ed una colluttazione è stato bloccato e arrestato. E’ ora ai domiciliari nella sua abitazione nel quartiere Avvocata, in attesa di giudizio.

Dispersione scolastica: i carabinieri denunciano tre genitori

NOLA, Napoli – Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli sono da sempre in prima linea nel contrasto alla dispersione scolastica. I militari dell’Arma, in una forte sinergia con le scuole presenti sul territorio e con la Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, stanno monitorando le diverse posizioni scolastiche di ogni ordine e grado.

A Nola i Carabinieri della locale stazione hanno denunciato a piede libero 3 genitori. I militari sono stati contattati dal dirigente scolastico di una scuola secondaria di primo grado. Due alunni – i ragazzini hanno 13 anni – avevano superato il limite massimo delle assenze fissato nella misura del 25 %. I genitori sono stati convocati in caserma e denunciati. Risponderanno del reato di “inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare dei minori”.

Durante il primo lockdown i genitori avevano anche ottenuto e poi restituito i tablet per la Dad.

I nuclei familiari sono stati segnalati anche ai servizi sociali del comune per seguire la vicenda e supportare le famiglie.

Roccabascerana: strada provinciale pericolosa e le istituzioni latitano

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ROCCABASCERANA, Avellino – Nella sentenza n. 5726 del febbraio 2019 la Cassazione ribadisce che l’ente proprietario della strada è tenuto a risarcire gli utenti in caso di danni subiti per l’assenza dei guardrail e delle barriere di contenimento.

Ma nonostante tale importante pronuncia e le numerose segnalazioni circa il grave pericolo, evidentemente a chi di dovere non interessa niente della situazione della strada provinciale n.2 della provincia di Avellino, ovvero quella che collega le frazioni di Cassano Caudino e Tuoro nel comune di Roccabascerana.  Per gli utenti che percorrono quella strada, subito dopo il cimitero esistono tre curve che da sempre sono sprovviste di guard rail, nonostante l’area sottostante è scoscesa e nella malaugurata ipotesi che qualcuno dovesse uscire di strada, si ritroverebbe nella sottostante frazione starze e da lì nella migliore delle ipotesi, in ospedale. Eppure, per la provinciale che da Squillani scende verso Tufara Valle, recentemente sono stati sostituiti i vecchi guardrail e udite udite rifatto il manto stradale, per una strada ormai a zero percorrenza giornaliera, esistendo una veloce alternativa con la strada cosiddetta del cantone.

Attivati gli amministratori locali e direttamente il presidente della provincia, continua un irresponsabile silenzio e peggio inerzia. Speriamo che Iddio ce la mandi buona ma sappiano i responsabili, “irresponsabili” che nel caso dovesse accadere qualcosa non saremo inerti.  Che ognuno nell’ambito delle proprie competenze inizi a fare il proprio dovere, in certe posizioni non si va per mandato divino ma per mandato popolare; quindi, cominciate a fare il vostro dovere, state là per servire e non per servirvi del mandato popolare.