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Il quinto quarto, da cibo povero a protagonista di una cena gourmet

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NAPOLI – Ma chi lo ha deciso che il quinto quarto non può piacere a tutti e, in particolare, alle donne? Parliamo di quello che comunemente viene definito “cibo povero”, quello, per intenderci, che troviamo ancora in bella mostra nel quartieri popolari della città, dalla Pignasecca alla Sanità, ma che di “povero” non ha più nulla. Il quinto quarto, cioè frattaglie e interiora, può essere protagonista a tavola anche in contesti più prestigiosi, dove senza distinzione di genere ognuno può apprezzarne il gusto. A dimostrarlo è stata la cena organizzata alla Taverna La Riggiola, dove l’imprenditore Pietro Micillo ha proposto, con lo chef Marco Montella, una cena a tema. “Il quinto quarto è ormai un ingrediente che ha abbandonato la sua connotazione di ‘cibo povero’ – ha spiegato Micillo accogliendo gli ospiti della serata – tanto da essere tornato protagonista nell’alta cucina. Per noi è fondamentale valorizzare ogni parte dell’animale, evitando così gli sprechi ed eseguendo una cucina circolare, che trasforma scarti e avanzi in nuove creazioni”. “Ho voluto portare in tavola – ha spiegato chef Montella – non solo piatti a base di quinto quarto di carne, ma anche di pesce, a cui sto dando la sua rivincita. La mia cucina tende a recuperare invece di gettare e va detto: anche del pesce non si butta via niente”.

Camorra, maxi operazione nel Nolano: 44 misure cautelari contro i clan Russo e Licciardi

NAPOLI, 17 novembre 2025 – Blitz anti camorra dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna che hanno eseguito su delega del Procuratore distrettuale di Napoli una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di 44 persone: per 34 indagati il provvedimento prevede il carcere, per altri 10 gli arresti domiciliari.

I destinatari sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, tentata estorsione, esercizio abusivo di giochi e scommesse, delitti aggravati dal metodo mafioso e scambio elettorale politico-mafioso. L’indagine riguarda il periodo 2022–2024 ed è stata condotta tramite intercettazioni, osservazioni e accertamenti sul territorio.

Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, sarebbe stata accertata la perdurante operatività del clan Russo, attivo tra Nola e i comuni limitrofi, che esercitava un controllo sulle attività economiche locali, in particolare nel settore immobiliare, imponendo pagamenti su compravendite e pratiche edilizie. Una parte dei proventi sarebbe stata destinata a una cassa comune per sostenere i detenuti e le loro famiglie.

Documentate anche numerose condotte estorsive ai danni di tecnici comunali, progettisti e imprenditori, finalizzate all’acquisizione diretta o indiretta di immobili. Contestato inoltre un sistema illecito di giochi e scommesse online, gestito con esponenti del clan Licciardi, che avrebbe permesso la raccolta clandestina di puntate e la creazione di piattaforme irregolari.

Le indagini hanno inoltre ipotizzato un condizionamento delle elezioni amministrative nei Comuni di Cicciano (2023) e Casamarciano (2022) attraverso l’intermediazione di terzi.

I dettagli dell’operazione

L’indagine dei carabinieri, coordinata dalla Dda di Napoli, riguarda gli anni tra il 2022 e il 2024, ed è stata condotta, tra l’altro, attraverso le intercettazioni (telefoniche e ambientali) e servizi di osservazione. Il clan Russo, a Nola e nei comuni limitrofi, esercitava, secondo gli investigatori, il proprio controllo, diretto e indiretto, di tutte le attività di carattere economico, soprattutto nel ramo immobiliare, pretendendo il pagamento di somme di denaro sulle compravendite, sulle procedure di progettazione e sull’iter delle relative pratiche al Comune per le opere da realizzarsi. I proventi venivano ripartiti tra gli associati e una parte confluiva nella cassa comune, per il sostentamento delle famiglie dei detenuti. Documentate varie estorsioni ai danni di tecnici comunali, progettisti, imprenditori, committenti di lavori, per acquisire immobili o per consentirne a terzi l’acquisto ovvero la costruzione; Con alcuni esponenti del clan Licciari insieme con il clan Russo avevano messo in piedi un sistema finalizzato all’illecito esercizio di attività di gioco e scommesse: avvalendosi di agenzie e sub-agenzie nel Nolano raccoglievano clandestinamente scommesse e gestivano giochi on-line anche grazie alla creazione e alla gestione di siti clandestini. I proventi delle attività sarebbero stati in parte destinati alla cassa dell’associazione, in altra parte per il sostegno agli associati detenuti. Documentate anche ulteriori estorsive ai danni dei titolari dei centri scommesse per ottenere il pagamento dei debiti maturati dalla loro partecipazione all’illecita attività di esercizio abusivo di giochi e scommesse.

Pomigliano: Piero Armenti e il video “Schiavi di m…”: il caso social dopo l’annuncio del nuovo locale nella città vesuviana

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POMIGLIANO D’ARCO (NAPOLI), 16 novembre 2025 – Doveva essere la settimana dell’annuncio del suo nuovo locale a Pomigliano d’Arco, da lui ribattezzata con entusiasmo “la Staten Island della Campania”. Invece per Piero Armenti, fondatore del brand social Il mio viaggio a New York, è diventata la settimana del caso mediatico legato al video “Schiavi di m…”, pubblicato, visto da migliaia di utenti, poi cancellato e infine definito “un falso”.

Dall’apertura del locale alla tempesta social: la sequenza dei fatti

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Solo poche ore prima che scoppiasse la polemica, Armenti aveva annunciato ai follower l’imminente apertura di un nuovo progetto proprio a Pomigliano. Un investimento presentato come un ritorno alle origini, un ponte ideale tra New York e il Napoletano, con il tono entusiasta di chi si appresta a inaugurare un nuovo capitolo imprenditoriale.

Ma la comunicazione si è improvvisamente spostata su tutt’altro binario.

Sul suo profilo compare un video corredato dalla scritta “Schiavi di m…”, dal contenuto ambiguo e giudicato da molti fuori stile rispetto al tono abituale del creator. Nel giro di poche ore il filmato viene visualizzato e condiviso a catena, raggiungendo rapidamente migliaia di utenti.

Poi la svolta: il video sparisce.

«È un falso, attenti ai contenuti artificiali»

A seguito delle reazioni, Armenti pubblica una nota in cui afferma che quel contenuto non è autentico, sostenendo che si tratti di un prodotto artificiale:

«È un falso, attenti ai contenuti artificiali.»

Un invito alla prudenza nell’era dei deepfake e delle manipolazioni digitali. Tuttavia, la spiegazione arriva solo dopo che il contenuto è stato visto, commentato e diffuso.

La toppa peggio del buco: gli utenti non ci stanno

La dinamica ha lasciato molti follower perplessi. Se il video era falso, com’è potuto apparire sul suo profilo verificato?

Se invece era vero, perché rimuoverlo e attribuirne la colpa all’intelligenza artificiale?

Domande che hanno alimentato l’ironia online:

  • «Prima l’annuncio del locale, poi il video, poi il video smentito… manca solo il pop-corn.»
  • «Pomigliano come Staten Island, e il feed come Hollywood: tra trailer, retromarce e colpi di scena.»
  • «Attenti ai contenuti artificiali? Certo. Ma attenzione pure ai contenuti che pubblichi tu.»

Il problema principale resta lo stesso: la viralità non si cancella. Il video è sparito dal feed, ma non dalla memoria digitale fatta di screenshot, screen recording e commenti che sono ancora in circolazione.

Il contesto: il nuovo locale e la gestione della comunicazione

La vicenda arriva proprio nel momento in cui Armenti stava cercando di costruire hype per l’apertura del nuovo locale a Pomigliano d’Arco. Una comunicazione strutturata, legata al territorio, che improvvisamente è stata sovrastata da questa parentesi social poco chiara.

Per molti osservatori, la scelta di smentire a posteriori rischia di creare un effetto boomerang:

  • offusca l’annuncio imprenditoriale;
  • alimenta diffidenza;
  • apre il fianco a speculazioni e meme.

Un caso che dice molto sul nostro tempo

Al di là della cronaca, il caso Armenti è un esempio perfetto di come, nell’ecosistema digitale attuale, autenticità, reputazione e gestione delle crisi siano fondamentali.

Non basta “mettere in guardia dai contenuti artificiali”: serve chiarezza tempestiva, soprattutto quando si gestisce un pubblico numeroso e fidelizzato.

E mentre Pomigliano aspetta il debutto del nuovo locale — e magari un comunicato più lineare — la rete resta sospesa tra perplessità e ironia. Perché, come sempre, nulla viaggia veloce quanto un contenuto controverso… nemmeno un volo JFK–Capodichino.

Forio d’Ischia, calciatore 21enne ruba in casa di un dirigente sportivo

FORIO D’ISCHIA (NAPOLI), 16  novembre 2025 – Un giovane calciatore di 21 anni, in forza alla squadra di Lacco Ameno, è stato denunciato dai Carabinieri di Forio d’Ischia per furto in abitazione ai danni di un dirigente dell’A.S.D. Real Forio, formazione che milita nel campionato di Eccellenza.

Il fatto è avvenuto durante la notte, quando ignoti hanno fatto irruzione nell’appartamento della vittima rubando 2.000 euro in contanti, suddivisi in banconote da 50 euro. Al risveglio, il dirigente e la moglie si sono accorti dell’effrazione e hanno allertato le forze dell’ordine.

L’analisi delle telecamere di videosorveglianza ha indirizzato i sospetti verso un giovane che frequenta abitualmente i locali della zona. Gli indizi, compresi abbigliamento e movenze del ladro, hanno portato i militari a concentrare l’attenzione su un 21enne residente sull’isola.

Il ragazzo è stato rintracciato poche ore dopo in località Chiaia, mentre passeggiava tra i negozi. Indossava ancora gli stessi indumenti utilizzati durante il furto e trasportava una busta con alcuni capi d’abbigliamento appena acquistati. Nelle sue tasche sono stati trovati 1.400 euro, compatibili con parte del bottino.

Il giovane è stato denunciato. Il denaro recuperato sarà restituito al proprietario.

Manageritalia riunisce a Napoli la 106ª assemblea nazionale

NAPOLI, 15 novembre 2025 – La 106ª Assemblea nazionale di Manageritalia si è svolta a Napoli, negli spazi dell’Hotel Royal Continental, ponendo al centro del confronto la necessità di ricostruire fiducia nel Paese e rilanciare la funzione dei corpi intermedi nel sistema economico italiano.

Ad aprire i lavori è stato il presidente di Manageritalia, Marco Ballarè, che ha richiamato il ruolo simbolico del capoluogo campano: «Napoli ha 2.500 anni e oggi ci fa un regalo di rinnovamento. Anche l’America’s Cup dimostra la capacità di questa città di indicare una direzione nuova».

La discussione è partita dai dati dell’indagine Ipsos condotta in oltre 30 Paesi, secondo cui l’Italia registra uno dei sentiment più negativi a livello globale: il 74% ritiene che il Paese proceda nella direzione sbagliata, mentre il 71% ha una visione sfavorevole dell’economia. Elevata anche la percezione di povertà (74%) e diseguaglianze (75%).

Per Ballarè occorre lavorare su «una politica industriale fondata su produttività, competitività, digitalizzazione, transizione green e formazione», valorizzando un’Italia «che innova e che include».

Il presidente Ipsos Doxa, Nando Pagnoncelli, ha evidenziato il ruolo dei manager nei processi di cambiamento degli ultimi due decenni, rilevando come «il 41,2% degli italiani chieda ai corpi intermedi di contribuire alla crescita sociale ed economica del Paese». Secondo Pagnoncelli, il Sud rappresenta «una potenzialità inespressa da riattivare con il contributo delle grandi imprese e del management».

Sulla funzione strategica del Mezzogiorno è intervenuto anche il sindaco di Napoli e presidente ANCI, Gaetano Manfredi, che ha richiamato la necessità di «un management evoluto capace di unire efficienza, inclusione e cura delle persone», in un contesto urbano complesso.

Per Ciro Turiello, presidente di Manageritalia Campania, Napoli è oggi «al centro dello sviluppo italiano degli ultimi anni», grazie alla crescita dei settori digitali, logistici, commerciali e turistici: «Dalla sanità alle periferie, la città sta esprimendo un contributo determinante, anche grazie alla risposta positiva dei cittadini».

L’assemblea si è chiusa con un appello condiviso: ricostruire fiducia, raccontare un’Italia che funziona e investire sulla managerialità come leva di coesione e crescita.

Le Vespe di Cherea tornano in scena e fanno tappa in Campania con il loro “Spettacolo da BARcollo ma… non mollo”

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NAPOLI – Dopo il debutto ad Aieta in Calabria, Le Vespe di Cherea tornano in scena e fanno tappa in Campania, terra d’origine, con il loro “Spettacolo da BARcollo ma… non mollo”. Un viaggio che attraversa emozioni, linguaggi e corpi, dove musica, teatro, danza e parola si intrecciano in un racconto collettivo di resilienza e bellezza nella fragilità. L’appuntamento è per il 14 novembre alle 20.00 nella suggestiva Villa Fondi a Piano di Sorrento, e per il 15 novembre alle 20.00, con replica il 16 novembre alle 11.00, al Teatro Rostocco di Acerra. Un’esperienza scenica che non parla soltanto di disabilità, ma della forza di stare al mondo nonostante tutto, trasformando ogni limite in possibilità. Lo spettacolo nasce dall’incontro di tre artisti con percorsi differenti ma legati da una profonda sensibilità umana e da un obiettivo comune: trasformare la fragilità in forza creativa, raccontando con ironia e poesia la relazione tra arte e disabilità. Ideato e interpretato da Beppe Gargiulo (attore, regista e musicista), Gianfranco Federico (musicista e compositore) e Vincenzo Mazzarella (musicoterapista, musicista e tecnico del suono), il progetto prende forma da esperienze di vita autentiche e condivise. Dopo anni di collaborazione nel progetto musicale Tamambulanti Ensemble (2007–2020), i tre artisti hanno vissuto esperienze personali che li hanno avvicinati, direttamente o indirettamente, al mondo della disabilità. Da questa condivisione è nata l’urgenza di creare un linguaggio capace di raccontare, con leggerezza e profondità, la resilienza, la cura e la bellezza dell’imperfezione. Ne è scaturita una performance che alterna musica, parola e movimento, intrecciando autobiografia, ironia e poesia. Gli episodi narrati sono reali e interpretati dagli stessi protagonisti, in una dimensione scenica insieme intima e universale. Sul palco, Gargiulo e Federico si alternano nei ruoli di narratori, attori e strumentisti, mentre Mazzarella, con la sua fisarmonica, accompagna e commenta l’intera performance, creando un tessuto sonoro denso di ritmo ed emozione. Il repertorio musicale, originale e curato nei dettagli, spazia dalla chitarra classica a sonorità etniche e sperimentali, in un equilibrio continuo tra parola e suono. Il viaggio continua il 20 novembre a Roma (Associazione Sant’Antonio da Padova), il 21 novembre al Teatro del Lido di Ostia, il 27 novembre a Bacoli (Casa della Cultura) e il 29 e 30 novembre a Fossalto (Teatro Alfieri). Lo “Spettacolo da barcollo ma… non mollo” ha il sostegno del MIC – direzione generale spettacolo – della Regione Campania – ed è una produzione dell’associazione culturale Le Vespe di Cherea in collaborazione con le associazioni Itinerarte e Artmusicandcrafs.

Anas, l’AD Gemme al convegno Ansfisa: “Contro il rischio idrogeologico mille interventi ad alta priorità”

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NAPOLI – “Anas gestisce circa 5.200 km di strade a rischio potenziale di fenomeni franosi e 6.400 km di strade a rischio di potenziali alluvioni”. Lo ha dichiarato l’Amministratore delegato Claudio Andrea Gemme al convegno di Ansfisa “Conoscenza, supervisione e sicurezza. Priorità e sviluppo sul territorio: prevenzione del rischio idrogeologico, autorizzazioni, attività di vigilanza e controllo” in corso oggi a Napoli. “In sinergia con Ansfisa – ha detto il numero uno di Anas – abbiamo individuato gli itinerari con elevato fattore di rischio idrogeologico e attribuito all’intera infrastruttura in gestione i diversi livelli di rischio. L’obiettivo è intervenire con azioni pianificate, con l’utilizzo di fondi dell’Unione Europea, attraverso opere di mitigazione e adattamento al rischio idrogeologico e idraulico. Anas è coinvolta – sottolinea l’AD Gemme – in un tavolo per la definizione di un Piano Nazionale di Resilienza delle Reti di Trasporto, promosso dal MIT e dal MASE, che coinvolge i Gestori delle reti di trasporto, le Regioni, le Autorità di Bacino e gli altri enti e istituzioni a presidio del territorio”. Attenzione al climate change: “L’analisi comprende il cambiamento climatico e i suoi impatti, in particolare l’aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni estremi. Stiamo lavorando a modelli di azioni mirate e predittive di adattamento delle opere infrastrutturali e del territorio”. Sulla base di queste riflessioni è “fondamentale – sottolinea Gemme – il Piano di Mitigazione del Rischio Idrogeologico: abbiamo definito circa 980 interventi ad alta priorità; la loro realizzazione è affidata a varie fonti di finanziamento, come il fondo di dissesto idrogeologico del Contratto di Programma 2021-2025”. Si tratta di “una visione strutturata del contesto territoriale e dei fenomeni di dissesto sulle singole opere e sugli itinerari della rete nazionale con la determinazione della priorità di interventi e l’individuazione delle criticità”.
Il Piano di Mitigazione del Rischio Idrogeologico comprende anche i dati provenienti dagli Enti territoriali come le mappature della pericolosità (PAI, IFFI, ISPRA, etc.), le analisi di vulnerabilità dell’infrastruttura, i dati di traffico e altri dati sulla sensibilità agli impatti sull’infrastruttura. Le misure di adattamento e mitigazione del rischio idrogeologico sono sia di natura non strutturale, come i sensori che consentono il monitoraggio dell’infrastruttura, sia strutturale, attraverso opere di sostegno, di difesa dalle frane e quelle di protezione dall’erosione fluviale e marina di tutte infrastrutture interessate da fenomeni di dissesto.
In Campania, Anas ha investimenti di manutenzione programmata per oltre 550 milioni di euro, dei quali 125 milioni in progettazione e circa 170 milioni in corso di esecuzione. Per gli interventi relativi a dissesti idrogeologici sono attivi investimenti per oltre 25 milioni di euro, dei quali oltre 16 milioni in progettazione e 9 milioni in corso di esecuzione.
Tra gli interventi in progettazione c’è la strada statale 166 “degli Alburni” nel Cilento per oltre 10 milioni di euro. Per quelli in corso di esecuzione il principale è lungo la strada statale 18 “Tirrena Inferiore” a Sapri dove, con un investimento complessivo di 4 milioni di euro, il mese scorso ha preso il via un intervento di installazione di reti in aderenza e barriere paramassi sul costone roccioso attiguo alla statale fino al confine regionale con Maratea. Le attività procedono secondo programma e la loro conclusione è fissata entro la prossima primavera.

Arte, storia e identità femminile, a Palazzo Ricca a Napoli la presentazione del libro di Caterina Arciprete

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NAPOLI – Una donna che riflette su Napoli, tra arte, storia e identità femminile. Martedì 18 novembre alle 17:30 a Palazzo Ricca, sede della Fondazione Banco Napoli e del Museo dell’Archivio Storico (Via de Tribunali, 213), è in programma la presentazione del libro “Nei passi, nello spazio bianco. Riflessioni di una donna a Napoli e in mille luoghi ancora”, di Caterina Arciprete, artista e art director del Festival Internazionale “Art for Women Today”. “Complice della mia protagonista è la città – spiega Arciprete – Napoli che amplifica le sue emozioni in una stratificazione di passioni, nei siti storici che visita, in storie antiche in cui scivola e si confonde. In quella energia vibrante che apre spunti di riflessione universale sulla donna. Un percorso che prende la forma invisibile di una via sospesa tra forza e vulnerabilità femminile. Quella via che rappresenta il caso e al tempo stesso l’abilità di essere sé stessi senza perdere la direzione”. L’incontro si inserisce nel festival multidisciplinare che ha come protagoniste artiste internazionali e del territorio, volto a narrare la donna in dialogo con luoghi di grande valore storico e simbolico della città. L’evento si apre con i saluti istituzionali di Marcello D’Aponte, Presidente del Museo Archivio Storico del Banco di Napoli. Intervengono, oltre all’autrice, Daniela Savy, coordinatrice OBVIA_Extra Mann e Flavia Amendola, graphic designer. “Art for woman today” è un collettivo internazionale di artiste contemporanee, creato per generare ponti tra culture, linguaggi e storie. Nato da un’idea di Arciprete, con il sostegno della galleria svedese ArtSight, il Festival approda a Napoli dopo eventi a Stoccolma, Roma e Ginevra, all’interno del circuito Obvia_Extra Mann. Fino al 21 novembre il festival prende vita musei, chiese e spazi culturali di Napoli in un dialogo tra arte, storia e identità femminile. I siti accolgono mostre, presentazioni di progetti editoriali d’arte, performance, musica, danza e talk.

Legambiente, la Campania modello virtuoso per le fonti rinnovabili

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SALERNO – C’è una Campania virtuosa, una regione guida ed esempio per le altre regioni. È la Campania delle fonti rinnovabili con risultati evidenti e concreti: nel 2024 si registra rispetto al 2023 +13,6% sulla potenza installata e +27,6% del numero di impianti da fonti rinnovabili. La fotografia sullo sviluppo delle fonti rinnovabili nella nostra regione è stata scattata da Legambiente Campania nell’ambito del Forum Energia,che si è svolto stamattina presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Salerno, nell’ambito del progetto nazionale #perunsaltodiclasse di Legambiente e Kyoto Club. Nel biennio 2023–2024 la Campania ha registrato una crescita del numero di impianti da fonti rinnovabili, passando da 67.172 a 85.697 unità, con un incremento del 27,6%. L’aumento è trainato quasi esclusivamente dal fotovoltaico, che cresce del 27,9%, mentre eolico, idroelettrico e bioenergie restano sostanzialmente stabili. Questo dato riflette la rapida diffusione dei piccoli impianti domestici. Sul fronte della potenza installata, la Campania raggiunge 4.276 MW complessivi nel 2024, con una crescita del 13,6% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso il contributo principale proviene dal fotovoltaico, che aumenta di 295 MW (+24%), mentre l’eolico cresce di 218 MW (+11%). Nonostante l’espansione infrastrutturale, la produzione complessiva da fonti rinnovabili cala del 5,8%, passando da 6.688 a 6.298 GWh. Il fotovoltaico cresce del 23,7%       ma  non basta a compensare la riduzione dell’eolico (−11,2%, oscillazione naturale dipendente dal vento) e soprattutto dell’idroelettrico (−41,5%, da una forte assenza di precipitazioni nel 2024). Le bioenergie mostrano invece un incremento del 9,9%, confermandosi una fonte stabile e strategica nel mix energetico regionale. Nel confronto tra regioni, la Campania risulta ottava per potenza installata (4.276 MW) e nona per produzione da FER (6.298 GWh); se si considerano le sole regioni del Sud-Italia, la Campania risulta terza per potenza e per produzione, a seguito di Puglia e Sicilia. L’eolico resta il principale pilastro della generazione campana, con oltre 2.177 MW di potenza e 3.666 GWh di produzione, collocando la regione al terzo posto in Italia per entrambe le voci. Il fotovoltaico segue con 1.525 MW e 1.431 GWh, mentre bioenergie e idroelettrico mantengono quote più ridotte ma complementari. La ripartizione per fonte mostra che, per potenza, l’eolico rappresenta il 50,9%, il fotovoltaico il 35,7%, l’idroelettrico il 7,8% e le bioenergie il 5,6%; per produzione, invece, l’eolico incide per il 58,2%, il fotovoltaico per il 22,7%, le bioenergie per il 12,9% e l’idroelettrico per il 6,2%. Ciò evidenzia la dipendenza strutturale della Campania dal vento, con un crescente apporto del solare e una diversificazione ancora limitata. “Da anni – commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – raccontiamo come il modello campano nel governo e nella gestione degli impianti per la produzione di energia rinnovabile rappresenta un riferimento importante per le azioni necessarie per facilitare la decarbonizzazione del Paese. Rispetto delle tempistiche nella valutazione dei progetti, confronto con le istituzioni locali, le comunità e le imprese per realizzare impianti funzionali alla produzione energetica rinnovabile ma anche al rispetto e allo sviluppo territoriale. Tante le buone pratiche sintetizzate nei dati presentati che dimostrano gli importanti passi avanti che ci auguriamo siano priorità anche della futura amministrazione regionale.  Continui a essere la Campania punto di riferimento della transizione energetica in un contesto nazionale che invece continua a vedere rallentamenti e ostacoli. Deve essere chiaro che le rinnovabili sono tra i settori trainanti della nuova occupazione dell’economia verde, che può riguardare in modo prioritario il meridione d’Italia. Sarebbe una vera sconfitta perdere questa occasione storica che può permettere alle giovani e ai giovani del Sud di poter scegliere se restare a vivere e lavorare nei loro territori, possibilità di scelta che oggi non gli è sempre garantita.” Un segnale importante arriva dalle venti comunità energetiche rinnovabili registrate sul portale GSE (dati GSE aggiornati al 31 maggio 2025), distribuite tra tutte le province, con prevalenza nelle aree di Napoli (35%) e Benevento (30%), seguite da Avellino (15%), Salerno (10%) e Caserta (10%). Le potenze installate sono ancora contenute, da pochi kW a circa 100 kW per comunità, ma rappresentano un segnale incoraggiante di partecipazione e innovazione dal basso. Il bando regionale sulle comunità energetiche mostra un buon livello di attivazione: a partire dai 246 beneficiari, il 55% ha completato lo studio di fattibilità, il 53% ha formalizzato l’atto costitutivo e il 37% ha già i progetti conclusi.” “Questi dati – conclude Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – confermano l’interesse crescente del territorio per modelli di autoconsumo collettivo e produzione condivisa di energia rinnovabile. Una sfida dal basso per cittadini, imprese e terzo settore che guardano a produzione e consumo di energia rinnovabile di prossimità per la decarbonizzazione domestica e industriale, ma allo stesso tempo per percorsi di innovazione sociale e lotta alle povertà.  Proseguire su questa strada è necessario per vincere insieme crisi climatica, sociale e ambientale.”

La Napoli misteriosa, alchemica ed esoterica nel romanzo di Giuseppe Buonaguro e Maria Germano “Nigredo – I Lazahar”

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NAPOLI – Sabato 15 novembre alle ore 15:00 nella Sala Capri del Palacongressi della Mostra d’Oltremare avrà luogo la presentazione del romanzo di Giuseppe Buonaguro e Maria Germano “Nigredo – I Lazahar”, edito da Douglas Edizioni. La presentazione si svolgerà all’interno del Fantasia Book Party, il primo festival interamente dedicato alla letteratura fantasy che animerà il Palacongressi nel week-end del 15 e 16 novembre.  I Lazahar è un progetto transmediale nato nell’ambito del Fantasy Day – una delle maggiori fiere annuali del Fantastico, che nel 2026 giungerà alla sua 19esima edizione – e dedicato a Napoli, città attraversata da un mix di misteri alchemici ed esoterici che prende vita prepotentemente dai vicoli, dalle piazze e dagli antichi palazzi della città.  Un Mondo Fantastico in cui si fondono antiche leggende e strani personaggi. Domenica 16 novembre, inoltre,  i quattro adolescenti protagonisti della saga Dark Fantasy usciranno in carne e ossa dalle pagine del romanzo per partecipare all’innovativo Cosplay Contest letterario. Un regalo per tutti gli appassionati del fantastico che troveranno a loro disposizione anche un assaggio del Mondo che sta prendendo vita a partire dal progetto. Info su: www.thelazahars.com   www.douglasedizioni.com   e sui social. I fan di tutte le età troveranno anche le postazioni del Fantasy Day e del Fantasy Day Film Festival che proporrà un ricco programma tra cui la Mostra di Costumi di scena creati dalla costumista Valentina Cerasuolo e la presentazione del libro di Claudio Gargano “Il cinema di Cthulhu – L’influenza di H.P. Lovecraft sull’immaginario filmico” – Martin Eden edizioni. Direttamente dal mondo fantastico del Fantasy Day e in una sala completamente dedicata,  l’Associazione Janara proporrà tantissimi giochi di ruolo.Il programma comprende anche una postazione artistica in cui ciascuno potrà creare un oggetto, una creatura o un personaggio. A questo si aggiungeranno gli one-shot dei GdR a cura di Hobbyville tra cui: D&D 5e, Call of Cthulhu, Brancalonia, Green Oaks.   Un gioco avventuroso dedicato ai più piccoli sarà presente, inoltre, in Area Kids del Fantasia sia Sabato che Domenica dalle 15 alle 18, sempre a cura di Hobbyville. I responsabili del Fantasy Day hanno in serbo una sorpresa per tutti i fan: chi prenoterà il biglietto attraverso i canali social del Fantasy Day avrà uno sconto del 50%.