(PRIMACAMPANIA) VALLO DI DIANO – Il presidente del Consorzio di Bonifica Integrale Vallo di Diano e Tanagro, Beniamino Curcio, ha inviato una lettera ai sindaci del Vallo di Diano per segnalare il progressivo aumento della vulnerabilità idraulica del territorio e per richiamare l’urgenza di una strategia istituzionale condivisa per la gestione del rischio. Curcio evidenzia come negli ultimi anni la frequenza e l’intensità di fenomeni quali piene, allagamenti e colate detritiche siano in forte aumento, complicando la gestione idraulica a causa dei cambiamenti climatici, delle trasformazioni territoriali e della frammentazione delle competenze tra enti.
Nel testo, il presidente sottolinea che la fragilità idraulica del Vallo di Diano è aggravata da modifiche antropiche, urbanizzazione e infrastrutture realizzate negli ultimi 60-70 anni che hanno ridotto la capacità del suolo di assorbire le precipitazioni. Gli eventi meteorologici estremi saturano rapidamente le reti di drenaggio, causando piene improvvise con conseguenze per la sicurezza di persone, abitazioni e attività economiche. Inoltre, molte infrastrutture idrauliche risultano ormai non adeguate ai nuovi parametri climatici.
Curcio richiama il cosiddetto “paradosso del confine idraulico”, ovvero la frammentazione delle competenze amministrative che rallenta e complica interventi efficaci, visto che il sistema idraulico è unico ma gestito da più enti con responsabilità sovrapposte o frammentate. Questa situazione, secondo il presidente, indebolisce prevenzione e manutenzione, per cui è necessario un coordinamento stabile tra tutti gli enti coinvolti.
Il Consorzio, che si occupa della manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idraulica, ha esteso alcune attività anche al fiume Calore-Tanagro grazie a collaborazioni con Regione Campania e SMA, ma sottolinea che non può da solo far fronte a tutte le criticità. Tra i problemi posti vi sono la gestione della rete idraulica minore agricola, l’abbandono delle aree montane, la manutenzione delle opere lungo infrastrutture e le carenze nei sistemi di drenaggio urbano.
Curcio invita i sindaci a superare la logica dell’emergenza per passare a una governance integrata, attivando sinergie istituzionali stabili per interventi coordinati di prevenzione e mitigazione del rischio idraulico, ispirandosi anche al Decreto Legislativo 152/2006. Propone percorsi di confronto con le amministrazioni comunali per individuare aree a rischio, priorità d’intervento, migliorare la gestione delle emergenze e pianificare manutenzioni condivise con eventuale compartecipazione finanziaria, precisando la necessità di una chiara condivisione di responsabilità istituzionali.
Infine, viene proposta la convocazione di un incontro operativo con tutti i sindaci del Vallo di Diano per discutere le criticità idrauliche e definire iniziative comuni volte non solo alla gestione delle emergenze, ma soprattutto alla loro prevenzione mediante programmazione condivisa. Curcio sottolinea che la sicurezza idraulica richiede un’azione coordinata e una responsabilità condivisa tra tutti gli enti territoriali, ponendo il sindaco in prima linea nelle emergenze di protezione civile e chiedendo a ogni ente di agire secondo le proprie competenze. (PRIMACAMPANIA)


