Durante le presentazioni di “Pizza A Vico” e della Fiera di San Gennaro Vesuviano, il professor Vincenzo Peretti, docente all’Università Federico II e direttore scientifico del Consorzio di tutela del Provolone del Monaco Dop, ha proposto di riconoscere e remunerare il ruolo degli agricoltori e dei pescatori nella tutela dell’ambiente e della biodiversità, per rilanciare le aree rurali e costiere e offrire una prospettiva concreta alle nuove generazioni.
Secondo Peretti, «se vogliamo garantire un futuro alle nostre aree rurali e costiere, dobbiamo riconoscere concretamente il valore dei servizi ecosistemici e il ruolo fondamentale svolto dalle aziende agricole e ittiche nella tutela del territorio, dell’ambiente e della biodiversità».
Cosa sono i servizi ecosistemici
Si tratta di tutti i benefici gratuiti che la natura, gestita dall’uomo, offre alla collettività: non solo prodotti alimentari, ma anche regolazione del clima, prevenzione del dissesto idrogeologico, impollinazione, depurazione delle acque, conservazione della bellezza del paesaggio e salvaguardia della biodiversità.
«Agricoltori e operatori della pesca e dell’acquacoltura non sono soltanto produttori di beni alimentari: attraverso la loro attività contribuiscono alla manutenzione e alla bellezza del paesaggio, alla salvaguardia degli ecosistemi, alla conservazione della biodiversità e alla gestione sostenibile delle risorse naturali», ha sottolineato il docente.
Investire nelle imprese agricole e ittiche per il futuro
Peretti ha evidenziato che oggi questo valore non è remunerato: «Occorre superare una visione che considera il sostegno alle imprese agricole e ittiche esclusivamente come una spesa e riconoscere invece che investire in queste realtà significa investire nella protezione del territorio, nella sicurezza alimentare, nella biodiversità e nella qualità ambientale».
Ricambio generazionale e opportunità per i giovani
Al centro dell’attenzione c’è anche il problema del ricambio generazionale, con i giovani che, senza adeguata redditività e condizioni professionali, si allontanano dalla terra e dal mare, con conseguenze negative per i territori interni e costieri. Peretti ha detto: «Dobbiamo creare le condizioni affinché un giovane possa scegliere l’agricoltura, la zootecnia o la pesca come una vera opportunità professionale e imprenditoriale. Per farlo servono redditività, innovazione, formazione, accesso alla terra e alle risorse, ma anche un sistema che remuneri il lavoro svolto dalle imprese per la tutela degli ecosistemi».
La valorizzazione dei servizi ecosistemici può quindi diventare uno strumento concreto per sostenere le aziende, incentivare comportamenti virtuosi e rendere nuovamente attrattivo il settore primario.
«Il futuro dei nostri giovani passa anche dalla capacità di dare valore a chi ogni giorno lavora la terra, cura il paesaggio e vive il mare in modo responsabile. Sostenere queste imprese significa difendere il territorio e, allo stesso tempo, costruire nuove opportunità di lavoro e sviluppo. È su questo che dobbiamo puntare», ha concluso Peretti.
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