Convegno a Busto Garolfo evidenzia valore di mutualità e territorialità nell’economia

(PRIMACAMPANIA) BUSTO GAROLFO – Durante il convegno “L’economia va a scuola. Quando è in comunione, non in competizione” tenutosi a Busto Garolfo il 10 settembre, è emersa una riflessione sull’economia basata sul pensiero francescano, che pone al centro mutualità e comunità anziché il profitto fine a se stesso.

Fra Felice Autieri, storico del francescanesimo, ha chiarito che San Francesco non era contrario al denaro o all’imprenditoria, ma criticava l’uso del denaro come strumento di prevaricazione che comprime la dignità della persona. La scuola economica francescana, ha spiegato Autieri, ha offerto una visione moderna di capitale, rischio e ruolo dell’imprenditore: chi investe e rischia ha diritto a un guadagno, ma l’investimento deve produrre effetti positivi per la società. Ha inoltre sottolineato l’importanza dell’educazione all’uso del denaro e all’investimento, che ha portato all’istituzione di strumenti di credito come i Monti di Pietà.

Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse, ha illustrato come i principi di mutualità e comunità si traducano in meccanismi economici nelle Banche di Credito Cooperativo (Bcc). Almeno il 70% degli utili deve essere destinato a riserva indivisibile, rafforzando il patrimonio per le generazioni future, e almeno il 95% del credito deve essere erogato a soggetti residenti o operanti nel territorio di competenza, definendo così una forma di “finanza geocircolare”. Gatti ha evidenziato come il profitto nelle Bcc sia fondamentale ma differenziato tra quello che genera sviluppo e quello speculativo, collegando il concetto a quello di “pubblica felicità” introdotto da Antonio Genovesi.

La discussione ha ampliato la prospettiva sull’importanza di mutualità e comunità anche nella lotta alle disuguaglianze sociali, nel miglioramento dell’accesso ai servizi e nella sostenibilità ambientale, evidenziandone una dimensione democratica per partecipazione e riduzione delle disuguaglianze.

Il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi, ha concluso sottolineando che profitto e solidarietà non sono in contrapposizione ma devono integrarsi per un’economia sostenibile dal punto di vista economico e sociale. Ha ribadito che il fine dell’impresa e della banca deve essere la produzione di valore misurato non solo nei bilanci ma anche nell’impatto positivo sul territorio e sulla comunità.

Infine, Scazzosi ha evidenziato il valore delle radici culturali e territoriali come fondamenta per la crescita e la competitività che non dimentica la cooperazione e la responsabilità sociale, integrandole nelle decisioni strategiche e nel credito.

La domanda che chiude il convegno è quindi: non solo quanto valore abbiamo prodotto, ma quanto di quel valore siamo stati capaci di trasformare in bene comune. (PRIMACAMPANIA)

Autore

Resta aggiornato con PrimaCampania. Aggiungici come fonte preferita su Google per vedere più spesso le nostre notizie tra le Notizie principali.

Ultimi Articoli